Garzanti

Più forte di ogni addio

24.7.19

Titolo: Più forte di ogni addio
Autore: Enrico Galiano
Editore: Garzanti
Anno: 2019
Pagine: 349
Prezzo: 17,90

Trama:
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni. Enrico Galiano, libro dopo libro, è diventato l’idolo dei lettori. Nessuno come lui sa parlare agli adolescenti e agli adulti attraverso il linguaggio universale delle emozioni. Dopo il successo di Eppure cadiamo felici, esordio più venduto del 2017, e di Tutta la vita che vuoi, per mesi in classifica, torna con un romanzo che ci ricorda che ogni momento è importante. Soprattutto quello in cui dire alle persone che amiamo che cosa significano per noi. Bisogna farlo subito, senza aspettare.

Recensione:
Più forte di ogni addio è stato il mio terzo libro letto, di Enrico Galiano, e più che letto, l'ho divorato, dato che tempo due pomeriggi, l'avevo già finito.
La storia, come ci suggerisce la trama, racconta di Michele e Nina, due adolescenti. Lui, soffre di cecità da qualche anno, e sebbene abbia imparato ad "abituarsi" alle sue nuove difficoltà, lo vediamo ad inizio libro affrontare una grande sfida, ovvero quella di iniziare ad andare a scuola autonomamente, con il treno. Nina invece, pare una ragazza come tante, ma si porta dentro un grande dolore, dalla morte del padre, infatti, si sente persa e spaesata, fatica ad avere un rapporto con la madre e - strano a dirsi - riesce a sfogarsi solo con una perfetta sconosciuta in un negozio di tatuaggi. I due si incontrano proprio sul treno che Michele deve prendere, e subito viene attirato da Nina, dal suo profumo, da questa ragazza che lo incuriosisce e lo incanta a pelle, tanto da ritrovarsi infatuato di lei in men che non si dica.
Quella raccontata da Galiano, è tutto fuorchè una storia normale. Se già le premesse, vista la particolarità dei due personaggi, promettevano una storia originale e diversa, in questo libro capita di tutto e di più, ai limiti dell'inverosimile...forse anche troppo, ecco!
Mi sono ritrovata a leggere questo libro molto velocemente, ero attratta dalla storia che l'autore mi stava sussurrando, e per buona parte del libro l'ho apprezzata pienamente. Nella seconda parte, però, sebbene abbia continuato ad appassionarmi, forse accadono un po' troppe cose, vista già la difficile e delicata tematica della storia.
Succede il finimondo, insomma, l'inverosimile, e personalmente avrei preferito, forse, un qualcosa in meno di tutti questi avvenimenti che ci passano sotto gli occhi da metà libro in poi, perchè finisce per crearsi un po' troppa confusione.

Ma, a parte questo, del romanzo mi è piaciuto soprattutto lo stile, ancora una volta confermato, dell'autore. Una cosa che ho notato dei libri young adult, ma solo di autori italiani è proprio il modo di raccontare il mondo giovanile, i sentimenti, l'amore, le difficoltà, con una veridicità senza pari. Mi sono ritrovata ad apprezzare davvero tantissimi passaggi di questo romanzo, perchè mi sono rispecchiata completamente nelle parole del suo autore, ed è una cosa che fino ad ora mi è successa solo con autori italiani, il ritrovarmi COSI' TANTO in certi versi, non so perchè. La penna di Galiano fila scorrevolissima, a tratti poetica, caratterizza i suoi personaggi con un certo spessore, alternando i loro punti di vista nella narrazione. Ho apprezzato anche la scelta stilistica, per quanto riguarda la narrazione di Nina, del farla passare dal "confessionale" con la sua tatuatrice, alle note vocali un po' in tema 13 (mi riferisco al libro e la serie tv) in cui venivano usate delle cassette.

"Ma perchè lo facciamo, Flo? Perchè all'improvvido facciamo del male alle persone che ci vogliono bene?""Beh, questo cambia da persona a persona, credo. In generale, forse perchè siamo abitati a essere presi a morsi, quando ci arriva di fronte qualcosa di bello siamo così stupidi da prenderlo a morsi noi, per primi".

Il punto di vista di Michele, invece, è più lineare, ma non per questo meno interessante, anzi! Tra i due ho preferito senza dubbio il protagonista maschile, non tanto per ciò che compie Nina (e che scopriremo appunto da quella famosa metà libro), ma proprio come narratore. La sua cecità, infatti, lo porta ad analizzare e descrivere le situazioni, oltre che gli ambienti, le sensazioni o i suoi rapporti personali, in modi un po' particolari, speciali. Poi devo ammettere di averlo trovato tenerissimo come personaggio, ingenuo quanto basta, ma anche simpatico e buono, soprattutto vista la sfortuna che gli è capitata, ma anche senza peli sulla lingua (d'altra parte è un adolescente come gli altri!).
Sulla parte romance, che nasce tra i due, non so come esprimermi, perchè se inizialmente mi aveva coinvolta molto, il susseguirsi di cose, e forse anche la velocità con cui i due finiscono per provare sentimenti così forti, mi hanno un po' fatta ricredere sulla mia idea iniziale. Quello che c'è tra i due, è senza dubbio qualcosa di unico e fortissimo, ma anche così strano e particolare, che ho trovato difficile riuscire ad immedesimarmi nel loro rapporto (ma non nelle loro parole, in quelle mi ci sono ritrovata benissimo).

"L'amore è questo che dovrebbe farti, fare quello che Van Gogh fa con i girasoli: tu sei lì, non sei niente di speciale, anzi hai anche un sacco di lati che il resto del mondo vede e pensa siano stupidi, pazzi, brutti o insignificanti, e poi improvvisamente arrivi davanti a qualcuno matto abbastanza da guardarti e vederci dentro tutta la cazzo di bellezza che c'è nel mondo".

Quindi, per concludere, questo nuovo lavoro di Galiano è originale e sorprendente, per il modo in cui l'autore riesce a narrare in maniera vera e fedelissima l'età dell'adolescenza, degli addii che straziano il cuore e di tutte quelle sensazioni ed emozioni nuove che confondono e ci fanno esplodere la testa per quanto sono forti e travolgenti, MA della trama in sè, forse avrei cambiato qualcosina.

Valutazione:
♥♥♥♥♥ 

Recensioni telefilm

Stranger Things (terza stagione)

21.7.19

Titolo: Stranger Things
Paese: Usa
Stagioni: 3 - in corso
Anno: 2016 - in produzione
Cast: Winona Ryder, Millie Bobby Brown, Sadie Sink, Finn Wolfhard, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp, David Harbour, Gaten Matarazzo, Natalia Dyer, Cara Buono, Charlie Heaton, Maya Hawke, Joe Keery



Recensione:
Attesa per mesi, aspettative altissime, per alcuni superate, per altri un grande no. Io sto più dalla perte dei sì, anche se forse qualcosina l'avrei preferita diversa.

Piacevolissima, divertente, forse più splatter delle altre due, non aspira alla perfezione questa terza stagione della serie, ma d'altra parte l'originalità della trama è svanita dopo la prima, ma non per questo non ci troviamo di fronte ad otto episodi di qualità, che finiscono ahimè troppo in fretta.
Il problema delle storie così idolatrate è che scadere nel banale è fin troppo semplice, una volta conquistata la sua bella fetta di pubblico, o al contrario è facile anche trovare accanimento e difetti scovati anche dove non ce ne sono, o almeno non così evidenti. 

La novità, per così dire, di queste puntate, è il passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza, che è la tematica centrale di questa stagione. Ritroviamo la nostra "squad" cresciuta, con la scusa di un anno trascorso dalla fine della seconda stagione (in qualche modo lo si dovevano giustificare i centimetri in più acquistati dai giovani attori), che iniziano a mettere via i giochi (ma non tutti eh), per passare alle pomiciate, alle litigate, allo scontro maschi-femmine e allo shopping terapeutico.

Se il povero Will, che non ne aveva già passate abbastanza negli scorsi episodi, si sente ancora più escluso, in quanto single,  Max insegna a Eleven come trattare con i maschi, mentre il povero Mike invece, cerca di non farsi picchiare da Hopper. Tutte cose normali e naturali, i battibecchi, lo spaesamento dei primi amori, il consolidamento dell'amicizia tra Max e Eleven (che ho apprezzato tantissimo), il sentirsi escluso di Dustin, dopo settimane passate lontano dai suoi amici... cose che abbiamo vissuto un po' tutti, e che qui vengono affrontate in modo genuino, divertente,veritiero, ma con quel tocco di frizzantezza che rende la serie così godibile. Anche il trascorrere di alcuni momenti "normali" (un gelato tra amiche, il luna-park, l'entusiasmo per il nuovo centro commerciale) era necessario, dopo due stagioni super concentrate sulla guerra ai cattivi.

Abbiamo anche problemi per i più grandi però, da Steve che si ritrova a servire gelati ai ragazzini con una collega alquanto ambigua, alla povera - e con una terribile pettinatura - Nancy, che invece di fare la giornalista, si ritrova a servire caffè e stalkerare vecchiette.
Lo Zac Efron dei poveri, ovvero il fratello di Max, (non so voi, ma a me lui e Zac sembrano la stessa persona!) ha qui un ruolo di rilievo, e devo dire che l'attore è stato molto convincente  nella parte (meglio del suo ruolo nella scorsa stagione di sicuro), e la dinamica che si crea grazie al suo lavoro come bagnino, è abbastanza esilarante!
Le tematiche affrontate sono molteplici, appunto, con Nancy per esempio, vediamo come in quanto giovane e - soprattutto - ragazza, non venga presa sul serio nel suo nuovo lavoro, nonostante la sua intelligenza e il suo impegno, o il disagio di Steve nella sua nuova occupazione, dopo essere stato rifiutato da diversi college, o ancora i dubbi di Joyce riguardo la sicurezza della propria famiglia.

Ovviamente abbiamo anche parecchia non-normalità, con il Mind-flayer che non solo è ancora vivo, ma strisciante e più terrificante e forte del solito, sta contagiando personaggi vari, con il pericolo di diffusione a Hawkins è sempre più ampio, mentre un gruppo di russi sta escogitando chissà che cosa, e grazie a Dustin e ad un nuovo e improbabile team, finiremo anche in un labirinto sotterraneo con la simpaticissima Erica (la sorella di Lucas che si rivela essere una spalla davvero incredibile!)
In questi otto episodi, insomma, vediamo il gruppo che rischia di dividersi, per incomprensioni varie, Hopper che tenta di trattare con Eleven in modo ragionevole,  Joyce che si scervella sulle calamite del suo frigorifero... c'è spazio un po' per tutto, abbiamo momenti drammatici, attimi di puro terrore, scene sarcastiche ed esilaranti, altre da occhi a cuoricino (adorabile la scena del duetto Dustin-Suzie) e ancora, nell'ultimo episodio, una vera e propria commozione.

Nell'ultimo episodio infatti, quello che mi è piaciuto maggiormente, ritroviamo tutti uniti nei "combattimenti", ci sono colpi di scena inaspettati e scene davvero impreviste, mi sono emozionata parecchio, e sì, anche commossa un bel po' (attenzione, che dopo i titoli di cosa c'è una scena nascosta!).
Abbiamo un nuovo e interessantissimo personaggio, che ha il volto di  Maya Hawke, e un altro particolarmente idolatrato dal web... c'è spazio per tutto e tutti insomma, la cosa che lascia un po' perplessi, però, è se dopo la conclusione di questa terza stagione, che potrebbe essere un finale azzeccatissimo (per quanto triste), sia necessaria una nuova stagione.
La fangirl che c'è in me dice a gran voce di sì, e il successo avuto in questi giorni nè è sicuramente la conferma, ma con le cose così belle e attese, il rischio del "troppo stroppia" è sempre molto forte, quindi spero non perdano di vista la qualità della storia nei prossimi futuri episodi.
Un plauso, quindi, ad Eleven che è sempre più badass, alla divertentissima Erica, al duetto di Dustin, a tutti i riferimenti agli anni '80 che ci fanno adorare questa serie, con le sue atmosfere tipiche, ad Hopper, agli attori più giovani, ancora una volta bravissimi, a... insomma, gran bella stagione!

Valutazione:
♥♥♥♥

Mondadori

Trigger Warning

19.7.19

Titolo: Trigger Warning
Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
Anno: 2016
Pagine: 307
Prezzo: 19,90

Trama:
Forse i libri andrebbero provvisti di istruzioni. Un foglietto di carta ripiegato e infilato in ogni copia che ci avverta: solo per una persona alla volta; non usare come sgabello o predellino; il mancato rispetto delle istruzioni può provocare gravi infortuni.

Trigger Warning è un'espressione che si incontra a volte navigando in Internet e che segnala la presenza di un contenuto difficile da maneggiare, immagini o concetti che potrebbero turbare i visitatori. Da qualche parte nel mondo, alcune università stanno valutando l'ipotesi di mettere un trigger warning anche su opere letterarie e artistiche che potrebbero spaventare o inquietare gli studenti. Ma le storie, ci suggerisce Neil Gaiman, non avrebbero forse sempre bisogno di questa avvertenza? Attenzione, c'è un grilletto ed è pronto a sparare! Le storie infatti molto spesso turbano le nostre certezze, aprono porte che volevamo sigillate, ci tolgono il terreno sotto i piedi e ci scaraventano in luoghi oscuri e poco accoglienti. Il cuore inizia a battere più forte, manca il respiro, il passato ritorna con tutti i suoi mostri chiusi nell'armadio. In questa raccolta di racconti c'è il meglio di Neil Gaiman, e quindi ci sono storie che potrebbero turbarvi. "In questo libro, come nella vita, ci sono morte e dolore, lacrime e disagio, violenza di tutti i tipi. C'è anche bontà, qualche volta. Persino qualche lieto fine. Ci sono mostri, in queste pagine, e dove c'è un mostro c'è anche un miracolo." Ci sono racconti lunghi e altri brevi, qualche poesia. Ma una cosa è sicura: ogni pagina di questo libro è un piccolo grilletto, e ogni volta che viene premuto nel buio, noi impariamo qualcosa di noi stessi e delle nostre vite.

Recensione:
Escludendo American Gods, questo è il secondo lavoro che leggo dell'acclamatissimo Neil Gaiman (anche se ho visto le trasposizioni cinematografiche dei suoi Coraline e Stardust).
Trigger Warning è una raccolta di racconti, come apprendo dal web, nello specifico, è la terza antologia di questo autore che, ci avvisa fin da subito della particolarità del suo libro.
Sul web,  "trigger warning", è infatti un espressione utilizzata per la segnalazione di tutti i contenuti ritenuti "pericolosi" diciamo così, ovvero in grado di turbare, per contenuto o immagini, i lettori/spettatori. 
Gaiman, inizia il suo libro, quindi, con una sorta di "dichiarazione d'intenti" interessante tanto quanto i 24 racconti narrati, che sono poi commentati uno per uno dallo stesso autore (altra cosa che ho apprezzato particolarmente).
Ci troviamo di fronte ad una raccolta piacevole, che scorre in scioltezza tra racconti della durata di un paio di pagine soltanto, fino a racconti più lunghi. Ne abbiamo alcuni a lieto fine, altri no, alcuni  che virano al romanticismo, altri alla brutalità, dal surreale all'horror, ma tutti narrati con uno stile interessante e che, mi pare di capire, sia tipico di questo autore.

Alcuni racconti, a mio parere funzionano meglio di altri, che invece ho trovato un tantino più lenti, ma tutto sommato, mantengono tutti ironia e drammaticità dove necessario. Alcuni sono in prosa, altri invece composti in versi, sono tutti particolari e soprattutto inaspettati. Abbiamo elementi differenti e bizzarrie varie, ma ogni racconto non scade in un finale scontato, bensì in uno difficilmente intuibile e a suo modo originale. 
Per farvi qualche esempio, nel libro troviamo "Almanacco di racconti" in cui abbiamo un racconto per ogni mese, in cui l'autore mixa un po' di tutto, alcune fiabe riadattate (tra cui La Bella addormentata nel bosco), o il "mito" di un fidanzato immaginario ne "La particolarità di Cassandra" (probabilmente il racconto che mi ha divertito di più).
Insomma, Gaiman ci delizia mischiando elementi molto differenti tra loro, abbiamo qualche ambientazione propriamente fantasy, alcuni riferimenti a David Bowie o a Fahrenheit 451.

In conclusione, perfetto se cercate una lettura veloce e originale, in cui ritrovare, tra le altre cose, nell'ultimo racconto dell'antologia, anche Shadow, il protagonista di American Gods, o ancora Doctor Who e Sherlock Holmes.

Valutazione:
♥♥♥

Come superare il blocco del lettore

11.7.19

Per la serie, consigli spassionati da chi il blocco del lettore ce l'ha ogni due per tre!
Qualche piccolo consiglio, quindi, che funziona a volte si e a volte no, ma che magari può essere utile a voi lettori che ogni tanto imboccano questo maledetto blocco:

Rileggere uno dei nostri libri preferiti
Un libro che ci è piaciuto particolarmente, ma che magari non abbiamo letto già 2500 volte, ma solo una, o comunque per cui è passato parecchio tempo dall'ultima rilettura, può essere d'aiuto per ricordarci quanto può essere piacevole ed emozionante la lettura.

Puntare su un autore che amiamo
Lanciarsi su un autore che amiamo particolarmente, di cui ci manca da leggere ancora qualche romanzo, può senza dubbio essere utile. Nel mio caso, tra le ultime scoperte c'è Valentina D'Urbano che mi ha pienamente conquistata e di cui ho letto quasi tutto, oppure anche Carlos Ruiz Zafon, da cui torno quando ho bisogno, perchè il suo stile di scrittura (oltre che le sue storie) sono sempre una garanzia.

Leggere libri brevi
Quando capitano questo maledetti periodi per cui scartiamo libri su libri, puntare magari su qualcosa di non troppo corposo può essere d'aiuto quando vogliamo imporci a tutti i costi di terminare qualcosa che abbiamo iniziato, senza perderci troppe ore.

Cambiare genere
Chissà, magari quel genere che abbiamo sempre evitato può diventare il nostro nuovo genere preferito, o semplicemente infonderci un pizzico di curiosità in più. Per esempio, a parer mio un buon young adult, leggero e spensierato, è sempre piacevole, soprattutto in questo periodo di letture estive.

Partecipare ad un gruppo di lettura 
(o leggere qualcosa insieme ad un amico)
Se c'è per esempio un libro che voi e un vostro caro amico desiderate leggere da tempo, perchè non farlo insieme? Leggere insieme a qualcuno, e avere poi l'occasione di parlarne e rifletterne insieme può essere divertente e invogliarvi maggiormente a finire un romanzo.

Leggere un buon libro per ragazzi

Genere che viene visto come indirizzato esclusivamente per i più giovani, i libri per ragazzi ben fatti, secondo me fanno bene anche ai più grandi. Si sa, un po' di magia e fantasia non fa mai male, e poi diciamocelo, molti libri per ragazzi sono costruiti meglio di certi romanzi per adulti, sia per storia/ambientazione che per stile di scrittura, quindi perchè non tentare?

Ma ditemi, quali sono i metodi che utilizzate voi, per superare il blocco del lettore?
Sono tutt'orecchi! 

Speciale

5 serie tv che voglio vedere quest'estate

9.7.19

GIRLS
Non conoscevo  questa serie tv, che in realtà è di qualche annetto fa. Me ne hanno parlato solo ultimamente, raccontandomi quanto la sua particolarità stia nel fatto che le quattro protagoniste escano dagli stereotipi a cui siamo abituati. Niente lustrini o lusso sfrenato per loro, ma crisi esistenziali, problemi lavorativi, economici e cuori rotti, il tutto condito con sarcasmo e veridicità.

CHERNOBYL e WHEN THEY SEE US
Di queste due serie tv si sta facendo un gran parlare ultimamente e il fatto che siano di pochi episodi (la seconda solo 4 puntate, la prima invece ne ha se non sbaglio 5) mi invoglia ancora di più ad iniziarle.

DARK
C'è chi me ne ha parlato molto bene e chi invece l'ha abbandonato dopo pochi episodi perchè troppo confusionario, io ammetto di aver visto solo le prime due puntate e di non averci capito un granchè, ma non ero nemmeno concentratissima, quindi tenterò di andare avanti e poi si vedrà!

THE WHITE QUEEN
Anche The White Queen è una serie perfetta per l'estate perchè composta solo da una stagione di 10 episodi, quindi forse (forse) ce la farò a vederla, dopo anni che me la trascino dietro?
La storia si basa sui  libri della serie La guerra dei cugini di Philippa Gregory.

Qualche altra serie tv, preferibilmente breve, che mi consigliate?

Longanesi

Acquanera

7.7.19

Titolo: Acquanera
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Anno: 2013
Pagine: 357
Prezzo: 14,90

Trama:
È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo...

Recensione:
Nuovo lavoro della D'Urbano che aggiungo alla mia collezione di letture, anche questo in grado di incollarmi alle sue pagine dall'inizio alla fine.
Con Acquanera, abbiamo una storia tutta al femminile, tre donne protagoniste, tre generazioni diverse a confronto, tre vite segnate: Elsa, Onda e Fortuna che "avvertono" e vedono cose, e per questo sono sempre state estromesse dalla vita sociale della loro cittadina.

Le tre donne sono viste come portatrici di sventura e quindi vengono evitate da tutti, se non per casi "eccezionali" visto che Elsa è in grado di curare alcune patologie grazie alla sua conoscenza delle erbe. Onda, in particolare, finisce man mano che cresce, con il diventare una solitaria, arrivando a chiudersi in una capanna sulle rive del lago.
La piccola Fortuna, invece, la nostra narratrice, ci racconta la storia delle donne della sua famiglia e della sua difficoltosa infanzia già segnata dalla solitudine e dalle prese in giro.
Tre donne, tre personalità ben delineate dall'autrice che ancora una volta riesce a creare una storia costruita nei dettagli che cattura il lettore anche grazie alle sue ambientazioni ben fatte.
Le tre, facente parte appunto della stessa famiglia, hanno vite intrecciate ma su ognuna di loro la D'Urbano si sofferma con il tempo e il modo necessario per essere in grado di farcele conoscere per bene.
Dal punto di vista della piccola Fortuna, l'autrice dedica però una parte del libro per ognuna delle tre, e in più parla ampiamente anche di Luce, la quarta donna di questa storia, che entra a far parte della famiglia pian piano, sebbene si arrivi a lei e al mistero che le gravita attorno solo verso la fine.

Lo stile, sempre con la semplicità che caratterizza la penna di questa autrice, scorre veloce e limpidissimo in una nuova storia che mi ha convinta e conquistata pienamente anche questa volta.
La D'Urbano riesce a creare, nei suoi romanzi, delle storie intrecciatissime, credibili, con personaggi sempre fuori dagli schemi ma che risultano ben veritieri perchè caratterizzati ampiamente. Le ambientazioni, sono sempre una parte importante nei romanzi di questa autrice e in particolare in questo libro, Roccachiara risulta ben disegnata, con i suoi boschi e le acque gelide del lago che fanno paura a molti, le atmosfere cupe e quasi tenebrose in queste pagine che sanno un po' di mistero e un po' di stregoneria.

Per concludere, Valentina D'Urbano fa centro con le sue parole, con le sue atmosfere e i suoi personaggi. Ottimo lavoro insomma, anche questa volta!
Valutazione:
♥♥♥♥

#5coseche

5 cose che #50: 5 libri che vorrei leggere quest'estate

5.7.19


Rubrica ideata da Twin Books Lovers (a cui potete aderire qui) in cui, ogni settimana, in base ad un tema prescelto, si stila una lista di cinque cose
Darkness
Trama:
Haly Foster ha un piano. Un piano infallibile che finalmente la porterà lontano da Little Crow e dalla casa-famiglia che la ospita da quando i suoi genitori sono morti in circostanze misteriose. Il piano è semplice: aspettare il momento giusto, approfittare del buio e scappare. Andarsene per sempre dal luogo che ha inghiottito ogni ricordo felice. Niente potrà farle cambiare idea, niente potrà costringerla a restare. Almeno, questo è ciò che crede... Ma il giorno in cui Haly percorre la statale che conduce fuori da Little Crow, zaino in spalla e cappuccio della giacca a vento sulla testa, una densa cortina di nebbia si leva da terra e circonda l'intero paese. Il tempo si ferma. La corrente smette di funzionare. L'oscurità cala su ogni cosa. Una barriera invalicabile impedisce a Haly di lasciare Little Crow, ma questa volta la ragazza non ha intenzione di restare a guardare. E così insieme a una coppia di improbabili amici, Owen, l'eccentrico direttore del giornalino scolastico, e Brian, l'appassionato collezionista di fumetti, Haly dovrà trovare un modo per dissipare la nebbia che avvolge le strade della città... e forse il suo stesso cuore.

Ogni prima volta
Trama:
Jack King è un esperto in "Ci è mancato poco". Ci è mancato poco perché tenesse il discorso di fine anno, ci è mancato poco perché entrasse nella squadra sportiva della scuola e ci è mancato poco perché conquistasse la ragazza della sua vita. Poi Jack incontra Kate a una festa. I due restano a parlare fino all'alba, si scoprono innamorati degli stessi film e della stessa marca di cereali. È un colpo di fulmine in tutto e per tutto. Ehi, Jack, niente più "Ci è mancato poco"! Invece no, perché Kate muore. Normalmente la storia si concluderebbe qui, ma la morte della ragazza rispedisce Jack indietro nel tempo al loro primo incontro e lei è di nuovo lì. Bella e radiosa come sempre. Sembra una follia eppure se il destino ha davvero deciso di offrirgli una seconda possibilità, lui è determinato a prenderla al volo. Ma nessuna azione è senza conseguenze e quando si gioca con i fili del destino - si sa - ogni scelta può essere fatale.

Sadie
Trama:
Sadie non ha avuto una vita facile. E' cresciuta sola e ha dovuto prendersi cura di sua sorella Mattie in una piccola cittadina isolata, cercando in tutti i modi di fornirle una vita normale.

Ma quando Mattie viene trovata morta, l'intero mondo di Sadie crolla. Dopo un'investigazione piena di errori da parte della polizia, Sadie è determinata a trovare il killer di sua sorella e consegnarlo alla giustizia e perlustra le strade seguendo i pochi indizi che ha per trovarlo.

Quando West McCray - un ragazzo che lavora in radio e che si occupa di piccole e dimenticate cittadine americane - sente la storia di Sadie mentre si trova dal benzinaio, diventa ossessionato dalla ragazza scomparsa. Inizia così il suo podcast mentre tiene traccia del viaggio di Sadie, cercando di capire cosa sia successo, sperando di trovarla, prima che sia troppo tardi.


L'ultima notte della nostra vita
Trama:
Che cosa faresti se scoprissi che oggi è l'ultimo giorno della tua vita? Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dargli una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l'ultimo giorno della loro vita. Esiste un'app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno. Questo romanzo ci ricorda che non esisterebbe la vita senza la morte, né l'amore senza il sentimento di perdita. E che è possibile cambiare tutto il nostro mondo in un solo giorno. Per chi ha bisogno di ricordare che ogni giorno è importante. Un'intensa storia d'amore definita dal destino fin dall'inizio.

Le ragazze non hanno paura
Trama:

Se dovesse scegliere un superpotere, Mario Brivio non avrebbe dubbi: l'invisibilità. Sarebbe il modo migliore per attraversare inosservato i corridoi del Boccaccio, lontano dagli sguardi del Bistecca e degli altri bulli della scuola. L'alternativa è quella a cui pensa sua mamma: spedirlo a trascorrere l'estate a casa della zia, a Castelnero, un paesino del Piemonte ai piedi delle montagne dove non conosce nessuno. Ma l'estate per un ragazzo di tredici anni - persino per uno apparentemente senza speranza come lui - è una stagione piena di magia, ed è proprio lì, tra boschi, torrenti e vecchi ponti di legno, che Mario incontra Tata. Tata, la ragazza più bella che abbia mai visto; Tata, la compagna di giornate trascorse a intagliare tronchi, costruire armi, e ad assaporare l'intensità di sentimenti fino ad allora sconosciuti. Insieme a lei, Mario diventa per la prima volta parte di un gruppo. O meglio, di una banda. Una banda di sole ragazze: Tata, Jo e Inca. Fino alla notte della tragedia. La notte in cui l'estate finisce e comincia un nero inverno, che ognuno di loro dovrà affrontare da solo. Un viaggio dentro un bosco fitto di paure, al termine del quale Mario e la sua banda si ritroveranno, mano nella mano, non più bambini. 

Recensioni telefilm

The Society | The Act

26.6.19

Titolo: The Society
Stagioni : 1 - in corso?
Anno: 2019

Recensione:
The Society, sbarcata nelle scorse settimana su Netflix, ci appare, dal trailer e dalla sinossi, come una serie tv originale e interessante, e forse qualcuno l'ha anche trovata tale, ma a me purtroppo non è piaciuta minimamente.
Due parole sulla storia: The Society racconta di un gruppo di ragazzi che, al ritorno da una gita scolastica si ritrova nella loro cittadina natale una realtà nuova e totalmente stravolta. I loro genitori sono spariti, non possono comunicare con chi sta fuori dalla loro città, e non possono nemmeno varcarne i confini, insomma sono intrappolati lì e da soli.
Bello, no? Nessun genitore, nessun controllo, nessuna regola, ma via via la cosa inizia a diventare preoccupante quando la mancanza di regole porta questi a saccheggiare i negozi in cerca di cibo o quando iniziano a spaventarsi non sapendo quanta riserva di energia o acqua essi abbiano a disposizione. Cominciano così, attraverso alcune regole, a creare una propria società, ma non a tutti la cosa va a genio...

Questa serie, dalla trama, aveva ottime premesse per qualcosa di interessante, un mix tra distopia e fantascienza, con un accenno di teen drama che non guasta mai, ma purtroppo io ho riscontrato solo teen drama e nemmeno di quello ben fatto. I protagonisti della serie, infatti, tra litigi, amicizie/amori e qualche omicidio, passano le 10 puntate a non fare nulla che li possa portare alla risoluzione del vero problema, ovvero tornare alla normalità.
A parte qualche piccolo passettino pressochè inutile, difatti, pare che nessuno si preoccupi del focus della faccenda. Sì, stilano regole da seguire per la loro nuova "comunità", sì cercano di razionare il cibo eccetera eccetera, ma di scoprire cosa sia successo ai genitori, del perchè sono intrappolati lì, di quale sorta di mistero/incubo siano capitati, sembra non interessare molto a nessuno.

E questo avviene praticamente per tutti e 10 gli episodi che, a parte forse i primi due, gli altri scorrono piuttosto lenti, mentre lo spettatore è lì, incredulo, a sperare che avvenga un qualcosa, un colpo di scena, o che un tassello del puzzle venga alla luce che dia un minimo di spiegazione sensata a quello che stiamo guardando.
E il finale? Vogliamo parlare del finale, che è probabilmente la cosa più assurda mai vista? Non lascia alcuna risposta, ma solo domande, è un finale aperto che fa presupporre ci sarà una seconda stagione, certo, ma dopo la delusione di 10 puntate buttate praticamente al vento, con fatica credo che mi impegnerò a continuare questo telefilm!
Voi l'avete guardato? Nel caso di risposta affermativa, scrivetemi assolutamente nei commenti che ne pensate, perchè sono davvero curiosa.

Valutazione:
♥♥

Titolo: The Act
Stagioni: 1 - 8 episodi
Anno: 2019

Recensione:
Mentre l'episodio di The 100 continuava a bloccarsi, facendomi innervosire non poco, ho scoperto The Act, e così dal nulla ho deciso di iniziarlo. Non sapevo a cosa stavo andando incontro, non ne avevo mai sentito parlare, ma dall'immagine inquietante di copertina, e il fatto che fossero solo 8 episodi, mi hanno spinto a dare una possibilità a questa serie. Storia, di cui si è parlato ben poco, ma che è interpretata da un cast stellare: la protagonista ha l'irriconoscibile volto di Joey King vista in The Kissing Booth mentre la madre ha l'altrettanto irriconoscibile volto di Patricia Arquette. I più attenti, riconosceranno poi Anna Sophia Robb di Un ponte per Terabithia o The Carrie Diaries, Chloe Sevigny e  Calum  Worthy (dal Disney Channel, al ruolo di psicopatico è un attimo).

La storia raccontata, in due parole è quella di  Gypsy Blanchard una ragazzina affetta da varie patologie, seguita in maniera abbastanza morbosa dalla madre, che si dimostra fin da subito abbastanza severa e gelosa nei confronti della figlioletta. Una madre che ha sofferto molto, e che non ha certo vista facile, si può pensare inizialmente. Una madre che dopo l'uragano Kathrina è costretta a trasferirsi  in una nuova città e non ha l'aiuto del marito, ma si deve occupare di tutto da sola, una madre che ha il totale e pieno controllo della figlia che....beh, in realtà non è così malata come sembra.
The Act racconta in modo perfetto una storia altamente inquietante. Ammetto di averla divorata con avidità, ma anche con preoccupazione, perchè più mi addentravo nella vicenda, più questa mi spaventava per la sua morbosità. L'atmosfera tra il cupo e il lugubre è resa benissimo, e crea in questa storia, che di horror in fondo non ha niente, un pizzico di terrore, che si fa via via più reale quando si pensa, puntata dopo puntata, che The Act è tratto da una storia vera.

I personaggi sono reali, seppure viene specificato che alcuni tratti della storia siano stati un po' drammatizzati, la vicenda è avvenuta realmente, ed è questo, più di tutto ad avermi fatto riflettere mentre guardavo questi otto episodi. Questa storia è davvero incredibile, assurda, ma nella sua assurdità e nei suoi tratti macabri ha trovato degli ottimi attori che risultano ben credibili nel portarla in scena. Un po' tutti, ma in particolare alle due protagoniste, che interpretano senza dubbio un ruolo difficilissimo, perchè in fondo, grattando oltre la superficie, sia Gypsy che Dee Dee nascondono tante sfaccettature, che vengono alla luce nel corso di queste otto puntate.  Un amore/odio il loro, un affetto sbagliato, che si fatica a comprendere, ma che nella sua erroneità, è pur sempre il rapporto tra una madre e una figlia, che anche negli sbagli cercano di proteggersi, finchè il tutto stroppia e finisce in catastrofe.

Valutazione:
♥♥♥♥

Recensioni

Alfredo

23.6.19

Titolo: Alfredo
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Tea
Anno: 2015
Collana: I grandi della Tea
Pagine:  200
Prezzo: 10,00

Trama:
"La fine arriva presto, arriva in un giorno così bello che quasi non te l'aspetti. Vorrei che ci fosse il suo viso sopra di me, ma non c'è niente. Non arriverà in tempo, non potrò neanche salutarla. Arriva la fine e sono da solo, e posso soltanto chiamarla. So che sopravviverà, lei è più forte di me. Lei è sempre stata più forte. Mi attraversa la testa il suo sorriso, l'idea di quello che avremmo potuto essere e non siamo mai stati."

Recensione:
Dopo "Il rumore dei tuoi passi", troviamo in questo romanzo la stessa storia, ma dal punto di vista del protagonista maschile, Alfredo appunto, che ci offre non solo il suo modo di vedere la vicenda che già conosciamo, ma anche dettagli in più sulla sua vita, partendo da sua infanzia.
Scopriamo così come sono stati i suoi primi anni di vita, quando ancora c'era la madre con loro, ma con il padre e  i tre fratelli già vivevano nella miseria, tanto che giungere alla Fortezza, per i tre ragazzi, risulta quasi una salvezza.
Vediamo come finiscono alla Fortezza e come da lì tutto cambia, quando Alfredo incontra Bea e la sua famiglia, quando una famiglia classica lui non l'hai mai avuta. 
Il rumore dei tuoi passi è uno dei romanzi più emotivamente drammatici  che io abbia mai letto. Pochi altri libri sono stati capaci di toccarmi così nel profondo e infondermi una tale tristezza da sentire un magone dentro per quasi tutta la durata del libro, eppure...

Eppure ho deciso di leggere  anche Alfredo, un colpo al cuore già annunciato, come quando già sai che stai per farti del male, tanto, ma agisci ugualmente perché ne hai quasi bisogno.
E io avevo bisogno di capire un po' meglio questo ragazzo, questo protagonista così sfaccettato, così completo caratterialmente, ma a cui manca un pezzetto in tutto il libro. Gli manca un qualcosa prima dovuto alla morte prematura di una madre, poi alle botte di un padre che non riesce a tirare avanti e infine a quel sentimento così forte che non lo riesce a gestire e finisce per spezzare lui, lei e tutti quelli che gli stanno attorno.
Alfredo, e Il rumore dei tuoi passi, non parlano certo di una storia d'amore classica, non ci sono scene romantiche o grandi gesti, o meglio ci sono, ma niente candele o frasi sdolcinate, piuttosto ci sono morsi e cicatrici e sangue mischiato a sudore tra questi due ragazzi che non riescono a stare lontani, anche se rischiano di soffocarsi a vicenda.

Quello tra Alfredo e Bea è un sentimento complicato, potentissimo, che cresce con gli anni, muta un po', forte, forse troppo per essere gestito da due ragazzi che si amano così tanto che finiscono per odiarsi, quando entrambi rischiano di cadere a pezzi.
Com'era successo per Bea, anche qui l'autrice riesce a caratterizzare egregiamente il suo protagonista, dandoci un quadro ancora più completo di una storia senza fronzoli, quasi senza speranze, che nel buio dei sentimenti più cupi e viscerali, riesce a farci piangere ancora una volta, toccando nel profondo l'anima di quei lettori che in questa storia  hanno lasciato un pezzettino di cuore, nella speranza di riuscire a salvare il suo protagonista.

Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo

Recensioni

Unravel me

15.6.19

Titolo: Unravel me
Autore: Tahereh Mafi
Editore: Rizzoli
Anno: 2016
Pagine: 540
Prezzo: 17,50

Trama:
Juliette è sfuggita alla Restaurazione e al suo leader che intendeva usarla come arma. Da quando vive al Punto Omega è libera di amare Adam, ma non sarà mai libera dal proprio tocco letale, nè da Warner, che la desidera più di quanto lei credesse possibile. Tormentata dal passato e incapace di pensare al futuro, Juliette sa che dovrà compiere delle scelte difficili. Accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della resistenza e, soprattutto, allontanare Adam pur amandolo con tutta se stessa.

Recensione:
Ho dovuto rileggere il primo volume della serie, nella cui prima edizione era intitolato "Schegge di me", perchè ho notato che della storia di Juliette, ricordavo poco nulla. All'epoca mi era piaciuto, ma devo ammettere che rileggendolo non penso di averlo trovato entusiasmante come la prima volta...
Ma veniamo a noi, e a questo secondo volume della serie, che ricomincia esattamente dove il primo romanzo si era interrotto.
Senza dilungarmi troppo sulla trama, qui Juliette mette alla prova i suoi poteri, o almeno ci prova a controllarli e a sfruttarli, con nuove conoscenze e consapevolezze che cambiano il suo modo di vedere la guerra ormai alle porte.
La ragazza, pur avendo ormai trovato altri "come lei" pare però ancora reticente verso questo movimento di ribelli, mentre il suo amore per Adam, invece, pare sempre più forte, anche se rischia costantemente di essere un ostacolo.

La cosa che più mi era piaciuta del primo libro, era stato lo stile utilizzato dall'autrice, che qui rimane pressochè immutato, ma non è più una novità. Le frasi sbarrate, il flusso di pensieri costante, lo stile quasi poetico che scaturisce dalla mente di Juliette è ancora un elemento interessante della storia...
In questo secondo libro, la protagonista appare più "umana" fatica ancora un po' ad abituarsi a questa nuova vita in cui tutti la vedono come un'arma potentissima e non più solo come un pericolo, ma a mio parere è anche un po' troppo lagnosa.
Per quanto riguarda Adam, invece, su di lui veniamo a conoscenza di nuovi elementi sul suo passato, e un enorme colpo di scena lo riguarderà anche in prima persona, ma per il resto rimane un po' messo da parte, se non per qualche scena in cui il ragazzo pare fin troppo preda degli ormoni e basta. Le sue doti, di combattente e soldato, diciamo che in questo romanzo non vengono molto prese in considerazione, ecco.
Chi viene preso maggiormente in considerazione, invece, è Warner, e in una veste tutta nuova. Ammetto che avevo già intuito questo suo cambiamento tramite qualche  frase qua e là letta su Instagram, essendo la serie tanto amata, ma è il modo in cui l'autrice attua il cambiamento di questo personaggio, che non mi ha convinto.
Come personaggio algido e senza scrupoli, Warner è perfetto, il cambio così radicale di personalità, quindi, risulta fin troppo forzato per i miei gusti, attuarlo in modo un po' più graduale e meno repentino, sarebbe stato più funzionale, a parer mio.
Senza contare che la "scintilla" tra lui e Juliette, appare quasi uguale a quella tra lei e Adam, la passione, l'elettricità, la poeticità dei pensieri e delle sensazioni della ragazza, seppure in qualche attimo fuggente con Warner, sono fin troppo simili a quelli che prova per il suo "grande amore" Adam, e la cosa mi ha alquanto spiazzato. Immaginavo sarebbe scattato il triangolo, ovvio, ma speravo fosse un po' più coinvolgente e credibile.

Del romanzo, nel complesso, salvo quindi i colpi di scena inaspettati, ma anche questi potevano essere sfruttati meglio, così come l'elemento "guerra" che in fin dei conti dovrebbe essere il centro della storia, mentre l'autrice sembra basarsi un po' troppo sui rapporti personali della protagonista, dimenticando qual è il vero succo della storia.

Sappiamo però, che i romanzi centrali di una serie, sono sempre quelli un po' meno convincenti, quelli che fanno un po' acqua da tutte le parti, spero quindi che con il terzo libro la storia riprenda un po' lo smalto del capitolo iniziale e che si faccia più avvincente e perchè no, con un po' di azione di più.
Ammettiamolo, però, le copertine bellissime rimangono la vera punta di diamante di questa serie!

Valutazione:
♥♥♥

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