Mondadori

Wilder Girls

1.4.21

Titolo: Wilder Girls
Autore: Rory Power
Editore: Mondadori
Anno: 2021
Pagine: 252
Prezzo: 17,90

Trama:
Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell'istituto, su un'isola al largo della costa americana. Un'epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l'altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l'epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l'un l'altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c'è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare.

Recensione:
Ammetto, che non saprei con esattezza in quale genere collocare questo romanzo.
Inizialmente pensavo fosse uno young adult, ma le venature horror, per così dire, non mancano, ha però anche un picco di fantascientifico che lo potrebbe classificare benissimo come sci-fi.
Insomma, Wilder Girls rimane un mistero dall'inizio alla fine.
Ad attirarmi, lo devo ammettere, è stata la bellissima copertina, che per fortuna è stata mantenuta nell'edizione italiana, e in un momento di indecisione totale, ho deciso di leggerlo un po' a scatola chiusa sul mio Kobo.
Ebbene, avendolo iniziato a scatola chiusa, ho scoperto solo una volta aperto che parlasse di pandemia, (deja-vu?), ma di certo non mi aspettavo di trovare ciò che ho trovato leggendolo!

Ma iniziamo per gradi, di che parla esattamente Wilder Girls?
Beh, le nostre girls protagoniste, sono ragazze di svariate età, che vivono in una prestigiosa scuola privata collocata su un'isola (ebbene sì).
Potrebbe anche essere un bel sogno, questo collegio immerso nella natura incontaminata, circondato dal mare, se non fosse che la loro scuola viene messa in quarantena (dejavù numero due?) dopo che un misterioso virus si impossessa, diciamo pure così, della scuola.
C'è chi sopravvive, c'è chi non ce la fa, perchè questa misteriosa malattia, non solo arriva a infettare attraverso delle crisi inaspettate, che si possono ripresentare più e più volte, ma lasciano sulle persone - e non solo, come impareremo in corso d'opera- strascichi non solo pesanti, ma proprio horror.
C'è a chi spunta una seconda colonna vertebrale, chi perde la vista, chi si ritrova con due cuori, piaghe in ogni dove o cicatrici in faccia.
Insomma, non è una cosa carina da leggere, e nemmeno da vedere immagino, ma le ragazze hanno quasi imparato a farci l'abitudine, al sangue che sgorga dai tagli attorno alla bocca, o dalle parti del corpo mozzate, nell'attesa che venga trovata una soluzione e loro possano finalmente tornare a casa.
Dalla terraferma, ricevono aiuti, medicine, cibo e armi, perchè sì, chiuse nei confini del collegio, hanno anche imparato ad impugnare coltelli e pistole, per difendersi da chi da fuori, vuole abbattere le cancellate della scuola.
Ebbene sì, via via tutta l'isola risulta infetta, quindi i pericoli non mancano.

Wilder Girls parte veloce, non ci sono preamboli o mezze misure, siamo già nel vivo della storia fin dalla prima pagina e quindi il lettore si immerge fin da subito nella condizione da incubo in cui le ragazze sono costrette a vivere.

In particolare abbiamo due narratrice, Hetty e Byatt, che insieme a Reese sono le tre amiche che fanno un po' da protagoniste in mezzo a tante altre ragazze.
Ammetto che la storia mi ha catturata fin da subito, la trama era interessante e le venature horror, complici anche gli avvenimenti inaspettati che vengono fuori man mano, mi hanno resa molto curiosa.
Ci sono infatti cose poco chiare, misteri che Hetty vuole scoprire, e domande che necessitano di risposte, quando alcune ragazze iniziano a sparire misteriosamente.

Insomma, ottime premesse per un ottima storia ad alto carico di azione, e per carità, l'azione non manca di certo, non ci sono momenti morti o lenti, assolutamente no.
Ciò che manca quasi totalmente, sono le risposte alle domande che le tre ragazze, ma soprattutto noi lettori, cerchiamo di captare pagina dopo pagina, se non che, man mano che le pagine diminuivano, più si avvicinava la fine del romanzo, più iniziavo ad essere dubbiosa.
Di fatti, poche, pochissime risposte ci vengono date, e totalmente di fretta, non abbastanza per rendere la situazione chiara o per accettare un finale che non è aperto, ma assolutamente immenso.
Una volta chiuso l'ebook, infatti, dopo cinque minuti con lo sguardo perso nel vuoto, cercando di capire cosa avessi appena letto e se per caso qualche risposta non fosse magicamente comparsa sul soffitto, ho cercato notizie sul seguito. Perchè sia chiaro, un seguito ci deve essere per forza, no?
Ebbene, al momento non sembrano esserci notizie, anzi, pare che il romanzo sia nato proprio per essere autoconclusivo...WTF? E' l'unica cosa che mi viene in mente, non può finire così, non può!
Sono ancora sconcertata se ci penso, perchè questo libro pare una contraddizione. Da un lato mi è piaciuto, l'ho trovato scritto molto bene, interessante e ricco si suspance, ma dall'altra? Dall'altra troviamo una delle protagoniste, Hetty, che a volte ha degli atteggiamenti ambigui (si sente in colpa quando compie azioni che è obbligata a compiere, ma in altri casi non mostra un minimo tatto), una possibile e interessante ship che però viene lasciata totalmente allo sbaraglio (leggo raramente di relazioni al femminile, quindi sarebbe stato interessante se l'autrice si fosse impegnata un minimo di più) e un finale che è un punto di domanda gigantesco.
Peccato, davvero!
Valutazione:
♥♥♥

Einaudi

Divorare il cielo

22.3.21

Titolo: Divorare il cielo
Autore: Paolo Giordano
Editore: Einaudi
Anno: 2018
Pagine: 430
Prezzo: 22,00

Trama: La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c'è un'inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un'idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

L'amicizia fra maschi, la ribellione a Dio e ai padri, il desiderio e la rivalità: Divorare il cielo è un grande romanzo sul nostro bisogno di trasgredire, e tuttavia di appartenere costantemente a qualcosa o a qualcuno. Al centro c'è una generazione colma di vita e assetata di senso, che conosce tutto eppure non si riconosce in niente. Ragazzi con un piede ancora nel vecchio millennio, ma gettati nel futuro, alla disperata ricerca di un fuoco che li tenga accesi.

Recensione:
Divorare il cielo è riuscito in quello che da mesi e mesi nessun libro riusciva a fare: incantarmi a tal punto da farmi rimanere sveglia fino a tardi e farmi alzare con la voglia di scoprire immediatamente come la storia sarebbe proseguita.
Insomma, questo romanzo di Paolo Giordano è riuscito a trascinarmi tanto, davvero tanto, nella vita di Teresa.
Ma di che parla questo piccolo miracolo -per me- letterario, in grado di sbloccare il perenne pseudo- blocco del lettore che mi porto dietro da un po'?

Teresa è appena una bambina quando, durante le vacanze estive a casa della nonna conosce tre ragazzi, tre fratellastri, per così dire, che abitano nella tenuta accanto.
Bern, Tommaso e Nicola, vivono una vita piuttosto singolare, non vanno a scuola, sono istruiti per inseguire il massimo rispetto per la natura, pregano più volte al giorno, si trovano nella tenuta con due genitori, che però sono genitori "effettivi" solo di Nicola, perchè Bern e Tommaso sono capitati lì quasi per caso. Sembrano vivere in un mondo tutto loro, e pochi hanno il "coraggio" di avvicinarsi alla masseria e avere a che fare con persone così particolari.

Teresa passa così tutto l'anno nella sua città, in attesa di tornare da loro, affascinata dalla vita tanto diversa dalla sua, che fanno, ma anche con una crescente voglia di imparare e ribellarsi, man mano che gli anni passano.

Speziale è il paesino estivo che fa da sfondo alla storia, un luogo tranquillo, pacifico, quasi noioso dove passare le estati, ma quando Teresa incontra i nuovi amici, diventa improvvisamente il centro di tutto. La masseria in cui i ragazzi vivono, è un luogo in cui non manca nulla apparentemente, e Bern colui che, con la sua crescente inquietudine, è la calamita che riporta Teresa a Speziale, pronta ad assaporare ogni singolo momento con il ragazzo.

Divorare il cielo è un romanzo carico. Carico di emozioni, di sorprese e colpi di scena. Carico di legami che si fanno via via sempre più indissolubili, quasi viscerali, di estati passate di nascosto al canneto, carico di insegnamenti e scelte sbagliate.
In questo romanzo c'è tanto, non solo dal punto di vista narrativo, perchè succedono davvero tantissime cose, ma anche dal punto di vista emozionale.
Sebbene la storia si svolga perlopiù a Speziale e perlopiù all'interno della masseria, ci sono diversi cambi di scenario, anche se brevi. Paolo Giordano, ci porta infatti ad assaporare non solo un po' della città, ma porta anche i protagonisti a viaggiare all'estero in più occasioni, ma è la masseria stessa ad evolversi continuamente nel corso della storia. Cerca di stare dietro al cambio delle stagioni, e al cambio annuale che porta i protagonisti ad evolversi in continuazione, ma sotto sotto a rimanere gli stessi bambini che conosciamo all'inizio.

La storia, è raccontata su più piani temporali, e questa, probabilmente è la cosa che più mi ha fatto storcere il naso. O meglio, non l'ho ritenuto un vero e proprio difetto, anzi, è ciò che rende la storia interessante, ma solo alla fine l'autore da un quadro completo alla storia, perchè in corso d'opera ho fatto un po' fatica ad intrecciare completamente i fili narrativi, collegandoli ai piani temporali, un po' "disordinati".
Altra cosa che mi ha convinta di meno, è stata la quantità forse eccessiva di cose che accadono nel libro.
Mi spiego, il romanzo è lento in certi passaggi, ma non l'ho trovato noioso, anzi, ho assaporato assieme a Teresa le scoperte giornaliere e il legame crescente che nasceva tra lei e Bern, ma una volta chiuso il libro, ragionandoci su, mi sono resa conto che in questa storia succedono davvero tante cose, forse troppe. A parte il finale dolceamaro, e alquanto improbabile, accadono davvero tanti avvenimenti, molti dei quali concentrati insieme, che rendono il tutto forse un po' caotico.
C'è quindi, forse un po' di sbilanciamento tra i momenti "lenti" del libro, e quelli invece fin troppo carichi di cose.

Queste sono le uniche due pecche che ho trovato in questo romanzo, che per il resto mi è piaciuto davvero moltissimo.
Sono rimasta molto colpita dalla storia, mi sono avventurata nelle emozioni di Teresa come se fossero le mie, l'ho vista mutare, diventare una paladina della natura incontaminata, imparare tanto dalla vita, e da Bern, personaggio inquieto che sotto sotto rimane un po' un mistero.
Bern, infatti, al contrario di Teresa, pur vivendo in maniera totalmente chiara e pura, nel bene e nel male, porta per tutta la storia all'interno di sè, una sorta di turbamento che non lo abbandona mai, nemmeno nei momenti più spensierati e felici. Nonostante questo, o forse proprio per questo, rimane un personaggio affascinante, sempre alla ricerca di qualcosa in più.

Vorrei dire qualche parola sul finale, ma non voglio fare spoiler, quindi ahimè non posso aggiungere nulla!
Valutazione:
♥♥♥♥

Bao Publishing

La differenza invisibile | La giusta mezura | A ondate : insomma, tre graphic novel per emozionarsi o piangere un po'

11.3.21

 
Titolo: La differenza invisibile
Autore: Caroline Mademoiselle, Julie Dachez
Editore: LSWR
Anno: 2018
Pagine: 200
Prezzo: 24,90

Trama:
Marguerite ha 27 anni e, apparentemente, non ha nulla che non va. È carina, vivace e intelligente, lavora in una grande azienda e convive con il suo compagno. Eppure si sente spesso fuori luogo e lotta giorno dopo giorno per salvare le apparenze. Estenuata da questa condizione, inizia un viaggio alla ricerca di se stessa e fa una scoperta che cambierà profondamente la sua vita...

Recensione: La differenza invisibile racconta con un certo tatto e in maniera delicata ma assolutamente non banale, del problema di cui la protagonista, Marguerite soffre, ovvero la sindrome di Asperger.
Sindrome che, come tante altre patologie, non viene discussa come tematica, anzi, rimane ai più, qualcosa di sconosciuto e apparentemente lontanissimo dal nostro mondo.
Marguerite è una giovane donna, ha un lavoro, un compagno, apparentemente una vita normalissima e soddisfacente. Sotto la superficie, però, si nascondono tante sensazioni, tanti stati d'animo che a volte escono allo scoperto e portano gli altri a trovarla "strana", "asociale" o semplicemente una persona problematica o disadattata.

La sindrome di Asperger, è una leggera forma di autismo, spesso non semplice da diagnosticare, come scopriamo da questo albo, assieme a Marguerite, attraverso il suo percorso di accettazione di sè.
Così le ansie e le paure, il disagio che la ragazza prova quotidianamente, trovano una risposta, nel testo scritto da Julie Dachez e con le illustrazioni di Mademoiselle Caroline, che attraverso uno stile minimale, semplice ma d'impatto riescono a mettere in luce pienamente gli stati d'animo di Marguerite.
Nel complesso, quindi, una storia delicata ma assolutamente ben rappresentata, corredata da tavole perfettamente in linea con l'importanza della storia raccontata.
Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo


Titolo: La giusta mezura
Autore: Flavia Biondi
Editore: Bao Publishing
Anno: 2017
Pagine: 158
Prezzo: 19,00

Trama:
Manuel e Mia vivono insieme, a Bologna, in una casa così affollata che c'è perfino un coinquilino che non hanno mai visto in faccia. Mia ha quasi trent'anni, un lavoro che odia e la voglia profonda di mordere la vita prima che sia troppo tardi, prima di diventare irrimediabilmente grande. Manuel sta pubblicando online i capitoli di un romanzo sull'Amor cortese che spera che un giorno possa piacere a un editore. Mia e Manuel sono infelici. Non sanno guardare in faccia il vuoto che si è creato tra loro. Si stanno perdendo, anche se si amano. Devono trovare la giusta mezura. Flavia Biondi costruisce un'anatomia di un amore fatta di piccoli gesti, di ribellioni impercettibili, di un bisogno infinito ed essenziale di provare a essere felici, dopo aver accettato che non è scontato, né dovuto, esserlo. Un volume cartonato con la copertina stampata in Imitlin telato blu e la stampa a schiaccio a caldo in bianco. Un oggetto prezioso per raccontare il sentimento più prezioso.

Recensione:
Ciò che colpisce di questa storia, è il realismo che mette in luce.
Mia e Manuel infatti sono due giovani come tanti, una coppia felice e innamorata che si ritrova a convivere, con altre persone, perchè arrivare a fine mese, al giorno d'oggi, non è facile.
I due ragazzi, vorrebbero dare il giusto spazio ai loro sogni, che però, purtroppo, non sempre coincidono con la realtà. Manuel infatti, sogna di scrivere, ma è costretto a lavorare in una pizzeria per guadagnarsi da vivere, Mia invece fa la commessa e ha chiuso in un cassetto il desiderio di diventare scultrice. L'esasperazione però, ad un certo punto viene a galla e costringe i due a scontrarsi con il futuro, e l'età adulta.
Il doversi accontentare, i compromessi per trovare una soluzione, la scontentezza e l'insoddisfazione, portano i due a riflettere sulla solidità del loro rapporto, sui progetti futuri per diventare una famiglia, o, sulla decisione di dividere le loro strade per sempre.
A narrare la storia, è Mia, mentre Manuel invece porta tra le pagine di questa storia, la sua di storia, quella che scrive nei momenti liberi.

L'autrice, mette su carta, quindi, scene di vita quotidiana e ambientate a Bologna, ma anche scenari medievali, quei raccontati da Manuel nel suo racconto.
La giusta mezura, parla quindi di dubbi, problematiche quotidiane, della piattezza che a volte insorge in una coppia, dei contrasti che spesso nemmeno l'amore non riesce a sopire, attraverso due protagonisti caratterialmente molto differenti.
Le tavole hanno tinte bianche e blu, che donano alla storia un tratto ancora più malinconico. La copertina, poi, conserva gli stessi colori, ma è resa ancora più preziosa dal materiale, una sorta di tela, di cui è fatta.
Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo


Titolo: A Ondate
Autore: A J Dungo
Editore: Bao Publishing
Anno: 2020
Pagine: 376
Prezzo: 21,00

Trama:
"A ondate" è il libro a fumetti di debutto di AJ Dungo. Racconto autobiografico sul suo grande amore perduto per una malattia che lei gli ha confessato di avere fin da quando si sono conosciuti, e che hanno entrambi sempre saputo le sarebbe costata la vita, è un libro in cui le fortissime emozioni vissute in prima persona dall'autore si mescolano alla storia della disciplina del surf.

Recensione:
Per ultimo di questo post, ho tenuto lui, A Ondate, ovvero il colpo al cuore finale. 
Sono poche le storie che riescono a far breccia così tanto dentro di me da portarmi a piangere, intendo veri e propri lacrimoni, non sola commozione e beh, questa graphic novel ci è riuscita pienamente.
Corredata da tavole dai toni del blu e azzurro, per il tempo presente, e da tinte color salmone, invece, per le evocazioni del passato, A Ondate è una storia autobiografica: A J. Dungo, racconta infatti come il surf nasce, ma soprattutto di come, per Kirsten diventi una necessità assoluta.
La protagonista, Kirsten, infatti è dedita al surf in maniera viscerale, è una ragazza in gamba, coraggiosa, che si fa via via più inafferrabile man mano che la storia procede, al contrario dell'amore dell'autore per la ragazza, invece, che diventa sempre più profondo, come quelle stesse onde che i due sono soliti cavalcare con le loro tavole e grazie al quale si sono conosciuti.
La trama è semplicissima, ed essendo una storia autobiografica, non ha nulla di contestabile, forse proprio per la sua semplicità e autenticità, che fanno risultare questa graphic novel qualcosa di potentissimo, un pungo nello stomaco, una storia scivolosa, inafferrabile e liquida.

Le illustrazioni hanno tratti leggeri, quasi impalpabili, tenui ma abbastanza dettagliati da dar voce alle emozioni più profonde dei due protagonisti, che affrontano sfide e paure, il surf a far da filo conduttore a questa storia che racconta di amore e dolore in egual modo.
Beh, senza neanche accorgermene, mi sono ritrovata a piangere sulle pagine di questa graphic novel, perchè Kirsten, così come le onde che si infrangono contro di lei e i suoi compagni, è un turbine di passione e imprevedibilità.
Valutazione:
♥♥♥♥♥

Giunti

Anna dai capelli rossi

4.2.21


Titolo: Anna dai capelli rossi
Autore: Lucy Maud Montgomery
Editore: Giunti
Anno: 2020
Pagine: 304
Prezzo: 16,90

Trama:
Un bel pomeriggio di giugno, Anna aspetta il signor Matthew dei Tetti Verdi alla stazione di Riochiaro. È un'orfana ed è convinta di aver finalmente trovato una famiglia tutta per lei. Ma una bruttissima sorpresa la aspetta: ai Tetti Verdi attendevano... un maschio! E adesso che cosa ne sarà di lei
Recensione:
Dopo aver amato la serie tv e aver visto a spizzichi e boccone il cartone diversi, diversissimi anni fa, sono stata così conquistata da questa meravigliosa edizione nuova di zecca, edita Giunti, che mi sono gettata a capofitto alla ri-scoperta della storia di Anna di Avonlea.
Primo di sette volumi, di cui continuerò senza dubbio la lettura appena posso, la serie dedicata ad Anna Shirley, per i pochi che non lo sanno, racconta la sventurata vita di questa orfanella che, per un malinteso si trova trasportata ad Avonlea.

I fratelli Cuthbert, Marilla e Matthew  infatti, erano alla ricerca di un orfano, maschio, da adottare, che potesse aiutarli con i lavori alla fattoria, e per una serie di vicissitudini si trovano ad attenderli in stazione, Anna. Che non solo è una femmina, ma è anche la bambina più chiacchierona, romantica  e spensierata che si sia mai vista. La sua immaginazione non ha confini, la sua fantasia non ha freno, vivace ed allegra, buona e gentile, Anna è un fulmine a ciel sereno per Avonlea.
I due, inizialmente contrari, si sciolgono subito quando capiscono che prezioso dono sia l'arrivo di Anna, che riempie subito cuori e menti di tutti, alla fattoria di Tetti Verdi.
Leggendo la storia di Anna, mi sono resa conto come il suo personaggio sia stata estremamente caratterizzato  nella serie tv, ricalcando fedelmente l'originale. Se fosse stata un'altra, sarebbe risultata insopportabile, ma la sua dolcezza e l'ingenuità che contraddistingue lei, e tutti i bambini di Avonlea, le rendono irresistibilmente adorabile. Tra l'altro, il carattere burbero di Marilla, e quello schivo di Matthew ben compensano a parlantina irrefrenabile di Anna.

In questo primo volume della serie, abbiamo una buona introduzione dei personaggi, non solo di Anna, che è estremamente tratteggiata, ma anche i personaggi secondari hanno il giusto spessore per essere parte ben integrante ala vita della ragazzina.
Facciamo per esempio la conoscenza approfondita di Diana Barry, la prima vera amica del cuore di Anna, che diventerà per la ragazzina dai capelli rossi, più preziosa di una sorella. Forse meno approfondito, rimane invece il personaggio di Gilbert, che al contrario di quanto avviene nella serie tv, farà ben fatica a farsi avvicinare da Anna, anzi, tra i due nascerà una vera e propria rivalità senza pari.
Anna, oltre ad essere una bambina dalla mente aperta e gentile, si dimostra essere una ventata d'aria fresca per la cittadina in cui viene catapultata, ha vissuto diverse esperienze traumatiche, che non le hanno tolto però il buonumore e la dolcezza tipica della sua età, nonostante i suoi capelli ramati, che sono per lei un vero e proprio cruccio!

 Pur essendo solo il primo libro, la narrazione procede spedita, andando più in là con gli anni, ciò mi ha portato a domandarmi quanto più avanti nell'arco temporale vadano gli altri libri (possiamo dire che le tre stagioni della serie rappresentino quasi totalmente questo primo volume).
Il finale, mi ha lasciato una sensazione di dolce-amaro, sebbene avessi un qualche ricordo (rispetto il cartone animato, perchè la serie tv invece va diversamente) su alcuni tratti drammatici della storia. 

La narrazione ha uno stile semplice, ma molto fluido e vivido, le ambientazioni infatti sono descritte minuziosamente e risultano ancora più vivo nella mente del lettore, grazie a nomignoli e soprannomi che Anna regala ai luoghi di Avonlea che subito catturano la sua attenzione. La narrazione risulta scorrevolissima, soprattutto per i dialoghi e per i pensieri di Anna, che risultano così puri e giocosi, da rendere il tutto molto allegro e vivace.

Per concludere, questo primo volume della serie, ci porta alla scoperta di una storia delicata e simpaticissima, con una protagonista che riuscirà a sciogliere il cuore di qualsiasi lettore.

Valutazione:
♥♥♥♥

Editrice Nord

L'ultimo regalo

17.1.21

Titolo: L'ultimo regalo
Autore: Kathryn Hughes
Editore: Nord
Anno: 2020
Pagine: 400
Prezzo: 18,60

Trama:
Tara e sua madre sono inseparabili. Loro due contro il resto del mondo. Almeno finché Violet non incontra Larry, un uomo apparentemente ricco e premuroso, che la convince a concedersi una vacanza in Spagna senza la figlia. Per la prima volta da quand'è nata, Tara si separa dalla madre, senza sapere che non la rivedrà più… Sono passati quarant'anni da allora, e Tara si è ormai rassegnata al fatto che Violet sia morta. Ma ecco che un giorno un avvocato di Londra le consegna la chiave di una cassetta di sicurezza aperta a suo nome. Dentro, c'è un medaglione con una foto di Violet. Tara riconosce subito quell'oggetto: è l'ultimo regalo che lei aveva fatto alla madre, proprio il giorno prima della sua partenza. Possibile allora che Violet sia ancora viva? Tara deve trovarla. Perciò parte immediatamente per la Spagna, ripercorrendo le tappe di quel fatidico viaggio, e a poco a poco ricostruirà la storia di una donna troppo ingenua, di un uomo spregevole e senza scrupoli, di un legame che né il tempo né la distanza hanno potuto spezzare. Perché non c'è nulla di più forte dell'amore di una madre per un figlio, e sarà proprio quell'amore a illuminare il cammino di Tara e a condurla, finalmente, alla verità.

Recensione:
Era da un po' che non leggevo un libro di narrativa come "L'ultimo regalo", con incastri perfettamente combacianti e colpi di scena in grado di tenere altissima la mia attenzione dall'inizio alla fine.
Kathryn Hughes, già autrice di "La lettera" è riuscita a creare una storia molto intensa e interessante:
Violet e Tara sono le protagoniste della storia, madre e figlia, non navigano nell'oro, anzi, le loro ristrettezze economiche e i problemi quotidiani portano le due donne ad allontanarsi, fino a perdersi completamente di vista.
La storia si svolge su due archi temporali, abbiamo le due nel passato, quando cercano di sbarcare il lunario e finiscono per abitare sopra un negozio di ferramenta, per immergerci poi nel presente, con Tara ormai adulta, madre ed ex moglie.  
Dopo numerosi anni senza avere più notizie della madre, Tara riceve improvvisamente una telefonata da un avvocato londinese, che le consegna la chiave di una cassetta di sicurezza.
Da lì partono le ricerche di Tara, nel tentativo di ritrovare la madre ormai perduta da tempo, o almeno di scoprire cosa le sia successo dopo che partì con un uomo facoltoso con cui si frequentava durante l'adolescenza di Tara e da quel viaggio, Violet non tornò mai.

Ciò che all'inizio del romanzo sembra apparentemente disconnesso, trova nel corso della storia il perfetto incastro che permette al lettore di sbrogliare tutti i fili del romanzo, in modo da connettere tutte le storie e gli archi temporali che la Hughes mette in atto.
L'autrice è stata bravissima a dare alla storia numerose sfumature di genere, il romanzo ha infatti delle venature quasi da giallo e thriller, ma narra chiaramente anche il rapporto indissolubile tra una madre e una figlia, l'amicizia duratura che può sopravvivere al tempo e alle distanze, ma anche un legame che nasce quasi per caso e unisce nonostante una vasta differenza d'età.
Il romanzo porta un cambio d'ambientazione, passiamo infatti da Londra alla Spagna. La caratterizzazione dei personaggi principali, specialmente di Violet e Tara, è molto delineata, manca forse una marcatura in alcuni dei personaggi secondari, che risultano invece un po' abbozzati.

Sono rimasta affascinata da questo libro, l'autrice è riuscita a tenere altissima la mia attenzione dall'inizio alla fine del romanzo, con un intreccio perfettamente architettato, un ritmo narrativo veloce e uno stile semplice ma scorrevolissimo e carico di suspance che mi hanno portata chiedermi pagina dopo pagina dove volesse andare a parare, ma soprattutto quali segreti si nascondessero dietro la sparizione di Violet.
Pagina dopo pagina, infatti, l'autrice porta alla luce diversi indizi che ci conducono, dal giorno della sparizione di Violet ad una Tara ormai adulta, costretta a cambiare vita senza la madre, unico affetto che la ragazza pensava di avere. La vita di Violet, ci si sradica davanti, portandoci a scoprire poi tutto un passato che la donna aveva tenuto segreto alla figlia e a chiunque altro le sia stato accanto nel corso della vita.

In conclusione, vi consiglio di dare un'opportunità a questo romanzo, è una storia ottimamente costruita, ricca di colpi di scena, studiata benissimo, che nella sua  ma anche di sentimenti.

Valutazione:
♥♥♥♥

Recensione

Un attimo perfetto

12.1.21

Titolo: Un attimo perfetto
Autore: Meg Rosoff
Editore: Rizzoli
Anno: 2020
Pagine: 208
Prezzo: 15,00

Trama:
In una casa color pervinca baciata dal sole, in cui da ogni finestra si vede il mare, quattro fratelli, ragazzi e ragazze tra i tredici e i diciotto anni, madre, padre e due cugini trentenni riempiono quelle giornate spensierate con la spiaggia, i giochi, le serate lunghissime passate tutti insieme cenando in giardino, e un matrimonio da organizzare. Le vacanze sono appena cominciate, l’estate sembra allungarsi all’infinito con la sua promessa di una tranquilla, struggente felicità. Poi arrivano i fratelli Godden: irresistibile e affascinante Kit, scontroso e taciturno Hugo. Tutt’a un tratto, c’è un serpente in paradiso e niente sarà più come prima. Dall’autrice di Come vivo ora, un romanzo di formazione potente e senza tempo, come Bonjour Tristesse e Ho un castello nel cuore.

Recensione:
Un attimo perfetto, di Meg Rosoff è un romanzo di formazione dai risvolti inediti.
Comincia come una storia già vista, una famiglia che si riunisce per passare le vacanze estive insieme, in una casa che si affaccia sul mare, fratelli e sorelle ognuno persi nelle proprie passioni, c'è chi studia i pipistrelli e chi va a cavallo, e poi c'è la nostra protagonista, che invece narra con minuziosa attenzione, ciò che accade attorno a lei.
Perchè a sconvolgere un estate che all'apparenza inizia come tutte le altre, è l'arrivo di due fratelli, i Godden, Kit e Hugo, l'uno l'opposto dell'altro, figli di una famosa attrice e quindi una gran bella novità per la famiglia.

Il romanzo è piuttosto breve, circa 200 pagine, è riuscito a stupirmi in quanto è risultato per certi aspetti originale e molto ben costruito. Non accade esattamente ciò che mi ero aspettata, bensì sul finale c'è un colpo di scena che cambia completamente la visione intera del romanzo e permette di affrontare diversi temi.

I personaggi creati dalla Rosoff sono diversi, ma posso dire di averli trovati tutti distinti e delineati caratterialmente bene. Ognuno ha i  propri interessi, i propri lati oscuri e ciò che all'apparenza pare perfetto, finirà per mostrare tutti i lati più in ombra e umani.
Ciò che porta con sè anche questo libro, è l'amore estivo tra Kit e Mattie, la sorella della protagonista. I due sembrano una coppia più che affiatata, belli e divertenti, ma ciò che troppo luccica, può nascondere poi lati più scuri . Una delle tematiche su cui si sofferma la protagonista, infatti, è quello della bellezza estetica, di come possa semplificare diversi aspetti della quotidianità e di come, chi ne è sprovvisto, si senta indubbiamente inferiore. Ciò che fuoriesce dal racconto della protagonista, è però il chiaro dipinto di come le insidie e i tradimenti, siano nascosti in ogni dove, basta semplicemente scalfire un po' la superficie, per scoprire le zone d'ombra di ciò che all'apparenza pare perfetto, luminoso e raggiante.

Lo stile dell'autrice è semplice, lineare, è un romanzo si legge fluidamente, nonostante buona parte del libro ci venga raccontato con movimenti lenti, scene ben descritte che seguono la protagonista senza nome nella quotidianità, fino ad un evoluzione di trama che appare solo verso la fine della storia.

Un attimo perfetto, è quindi uno young adult forse un po' fuori dal comune, che ha il pregio di leggersi molto velocemente e di raccontare in modo particolare stralci di vita che portano il lettore a riflettere sul periodo adolescenziale e sui rapporti umani.

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

La piccola farmacia letteraria

7.1.21

Titolo: La piccola farmacia letteraria
Autore: Elena Molini
Editore: Mondadori
Anno: 2020
Pagine:276
Prezzo: 19,00

Trama:
A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.
E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie.
Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente… finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo.
Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono?
In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.

Recensione:
Ad attrarmi è stata senza dubbio la trama , perchè un libro che parla di libri è fin da sempre una grande attrattiva per i lettori.
La storia raccontata dall'autrice, che ho poi scoperto solo a fine libro avere un fondo di verità, nasce da un'idea geniale, ovvero quella di trattare i romanzi come fossero "medicinali" e trasformare quindi una libreria in un piccolo luogo accogliente in grado di "curare" ogni animo. I libri hanno le loro controindicazioni, la posologia e i consigli, e sono in grado - come ben sappiamo- di dare sollievo a tutti i lettori.
L'autrice è infatti la proprietaria di una libreria nel cuore di Firenze, che nel suo negozio letterario utilizza proprio i libri come medicine, per i suoi clienti.
Non saprei dire quanto la storia sia autobiografica, oltre l'idea della libreria, sta di fatto che il romanzo scorre molto velocemente, con uno stile fresco e spensierato, narra la vicenda in prima persona, mettendo in luce tutte le difficoltà della vita. Dal dover condividere un appartamento con le amiche, alla difficoltà di arrivare a fine mese, dagli appuntamenti finiti male, alle decisioni di buttarsi tutto alla spalle e rifarsi una vita partendo da zero.

La piccola farmacia letteraria è un libro carino, scorrevole, ma senza troppe pretese.
Ci sono diverse cose che, di fatti non mi hanno convinta, altre che addirittura mi hanno infastidita. Partiamo infatti da ciò su cui il romanzo si doveva concentrare, ovvero la libreria: per carità, se ne parla eh, ma più volte mi sono ritrovata a chiedermi come ci sia finita Blu, la protagonista, tra quelle quattro mura.
Esempio pratico: viene organizzata la presentazione di un romanzo di un autore acclamato, opportunità da cogliere al volo per Blu, soprattutto visto che la libreria è aperta da poco e ha bisogno di crearsi una clientela, beh il modo per rimanere sicuramente impresso è organizzare una presentazione senza avere a disposizione nemmeno copie del romanzo o, perchè no, far fingere uno svenimento da un'amica per creare un po' di baraonda e sviare a un problema.

Passiamo poi ai personaggi, oltre alla protagonista troviamo una marea di personaggi, soprattutto femminili, peccato che sembrino solo un'accozzaglia di nomi, talmente poco sono delineati, tanto che in fase di lettura spesso mi sono trovata a chiedermi più volte chi fosse chi.
Soffermiamoci poi un attimo sulla protagonista, Blu. Mi sono trovata a provare quasi compassione per lei e le sue disavventure, non so perchè l'autrice abbia deciso di caratterizzarla così, ma in almeno 3/4 parti del romanzo i suoi ragionamenti rasentano la stupidità.
L'idea della "farmacia letteraria", poi, arriva a metà libro inoltrato, e viene un po' accantonata in tutta fretta, soprattutto considerando il numero di pagine che ci sono volute per arrivare lì, mi aspettavo maggiore considerazione per ciò che doveva essere il fulcro della storia e senza dubbio la parte più interessante. Invece no, addirittura Blu ad un certo punto si dimentica dell'idea, poi quando finalmente la mette in atto, nel giro di due pagine inizia a ricevere proposte di interviste in radio e tv, addirittura straniere!

Complessivamente, per concludere, La piccola farmacia letteraria è un libro che si fa leggere, un romanzo scorrevole, ma che non lascia il segno. Un libro che poteva senza dubbio  "quello giusto", come quelli che consiglia Blu, ma che non ha sfruttato appieno le sue potenzialità.

Valutazione:
♥♥/ e mezzo

Neri Pozza

Dentro soffia il vento

19.12.20

Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Anno: 2018
Pagine: 221
Prezzo: 9,00

Trama:
In un avvallamento tra due montagne della Val d'Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall'oscurità, qualche "anima pia" esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand'era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni... Infusi d'erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano "pozioni" approntate da una "strega" che ha venduto l'anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l'unica realtà che Fiamma conosce, l'unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphael Rosset se n'è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphael, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata...

Recensione:
Dentro soffia il vento, di Francesca Diotallevi, è stata una piacevolissima scoperta narrativa.
Quella raccontata dall'autrice è una storia selvaggia, come la sua protagonista, Fiamma, una donna accusata di stregoneria fin da quando è piccina, che vive rilegata nei boschi di un piccolo paesino di montagna.
Nel villaggio è temuta ed evitata da tutti gli abitanti, che sparlano più o meno di nascosto di lei, ma nel cuore della notte non si fanno remore a recarsi alla sua porta di casa, per far uso del suo dono.
Fiamma vive la sua vita nella più totale libertà, una vita fatta di solitudine, unici rapporti avuti sono stati quello con la madre e quello con l'amico Raphael, che fin dall'infanzia ha avuto il coraggio di avvicinarsi a lei e non è più riuscito ad abbandonarla, se non quando è stato costretto a partire per la guerra.

A Fiamma, si unisce nel dolore per la partenza di Raphael, anche il resto della sua famiglia, in particolare il fratello Yuri, rude e all'apparenza glaciale, che passa le giornate lavorando sodo per la famiglia e unendosi al coro di chi a Fiamma cerca di star lontano in tutti i modi.
Qualcosa però sconvolge il piccolo paesino, ovvero l'arrivo di un nuovo prete, Don Agape, abituato alla vita nella capitale romana, che cercherà con fatica ad abituarsi alla vita in una piccola città, ma soprattutto ad integrarsi e farsi ben volere dalla comunità.

Quella raccontata dalla Diotalllevi è una vicenda scritta egregiamente, la sua penna graffiante è riuscita a farmi incollare dalla prima all'ultima pagina del suo libro, con uno stile scorrevolissimo, che mi ha ricordato un po' - anche per la costruzione della storia, in realtà- quello di Valentina D'Urbano.

Una delle cose che ho apprezzato enormemente nel romanzo, è l'ambientazione, adeguatamente dipinta, di Saint Rhémy, il piccolo paesino della Valle D'Aosta in cui è ambientata la vicenda, un luogo eretto tra le montagne, un luogo ricco di fascino, caratteristico e tranquillo.
A far da colonna portante, oltre a Fiamma, la vera protagonista, ben descritta sia dal punto di vista caratteriale, sia da quello fisico, ci sono Don Agape, Raphael, che ci viene tratteggiato attraverso i ricordi e i flashback della ragazza, ma abbiamo anche Yuri, che entrerà a far parte sempre di più della storia, man mano che la vicenda procede.

Questo romanzo, posso dire sia stato un vero e proprio colpo di fulmine fin dalla copertina che mi trasmetteva una sensazione di armonia e familiarità, per poi proseguire con l'asprezza di certe parti, che ben si amalgama al ritmo selvaggio eppure dolce che la storia della vita di Fiamma si porta dietro.
Nella sua brevità - ammetto che se avesse avuto qualche pagina in più non mi sarei lamentata, anzi! - è un romanzo assolutamente completo e validissimo sotto tutti i punti di vista, dalla caratterizzazione dei personaggi alla cura nell'ambientazione, fino ai dialoghi e allo stile che cattura e si fa leggere tutto d'un fiato.

Per concludere, quindi, nel caso non si fosse capito, vi consiglio caldamente questo romanzo, che oserei dire essere forse la lettura migliore fatta in questo 2020!

Recensione:
♥♥♥♥♥ 

Garzanti

Il rilegatore

15.12.20

Titolo: Il rilegatore
Autore: Bridget Collins
Editore: Garzanti
Anno: 2019
Pagine: 352
Prezzo: 17,90

Trama:
Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. Per sempre. È esistito un tempo in cui era possibile. È questa l'arte di antichi rilegatori che nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutano le persone a dimenticare. Seduti con un libro in mano ascoltano le esperienze del passato che vengono raccontate loro. Parola dopo parola, le cuciono tra le pagine, le intrappolano tra i fili dei risguardi. Così il ricordo sparisce per sempre dalla memoria. Catturato sulla carta non ce n'è più traccia. Per anni l'anziana Seredith ha portato avanti questo affascinante mestiere, ma è arrivato il momento di trovare un apprendista. Qualcuno che rappresenti il futuro. La sua scelta cade su Emmet. Sarà lui il nuovo rilegatore. Lui per cui i libri sono sempre stati proibiti. Ne ha paura anche se non sa cosa c'è di sbagliato in quello che nascondono. Eppure giorno dopo giorno quella diventa la sua vita e il suo compito quello di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il luogo in cui quel mistero ogni volta si compie è ormai la sua casa. Casa che crede di conoscere in ogni suo angolo fino al giorno in cui scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Una libreria immensa la riempie. Tra quelli scaffali Emmet trova un libro con scritto il suo nome. Al suo interno è celato un ricordo che gli appartiene. Non c'è nessun dubbio. Ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per sapere chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche quello che ha voluto o dovuto dimenticare.

Recensione:
Consiglio, spassionato, se volete tuffarvi in questo romanzo,  e restarne completamente sorpresi, non leggetene la sinossi!
Mi spiego, ho preso in prestito questo libro dopo che mi è stato consigliato da un'amica, e dopo esserne rimasta attratta dalla copertina, mi trasmetteva vibrazioni positive, ma non mi sono soffermata più di tanto sulla trama e alla fine è stato meglio così.
A mio parere, infatti, una delle cose citate nella trama, è meglio scoprirla da soli una volta iniziato il romanzo.
Il libro, quindi è stata una vera sorpresa anche dal punto di vista del genere. Sono stata attirata dalla copertina, che mi suggeriva una storia carica di mistero e fascino, una cover elegante, mi aspettavo una semplice narrativa, si rivela in realtà essere in parte anche un fantasy storico, con soprattutto ha una buona impronta sulla tematica LGBT e romance.

Emmett è il protagonista che in seguito a una misteriosa malattia viene allontanato da casa per essere istruito dall'anziana Seredith,  nella figura del rilegatore. Essere rilevatore vuol dire togliere e custodire ricordi, esperienze ed attimi della vita di qualcuno, per rinchiuderli in un libro. Portare via ad una persona momenti di sofferenza, ma anche di gioia, per cui i rilegatori vengono visti come una sorta di fattucchieri, la gente è spaventata dal loro dono e dalle capacità che hanno e che possono anche rivelarsi.

Un libro che parla di libri ha già di per sé un carico di fascino a cui noi lettori non sappiamo resistere solitamente, vi assicuro che le atmosfere in questo romanzo si portano dietro una scrittura sublime che ne fanno una lettura piacevolissima anche dal punto di vista stilistico, con un world-building curatissimo. Le atmosfere sono cariche di fascino, i rilegatori lavorano in piccole botteghe caratteristiche, mentre la famiglia di Emmett, invece, ha umili origini e vive, lavora e si sfama lavorando in una fattoria.

Ambientazione a parte, anche i protagonisti hanno un certo spessore. Ad Emmett, si aggiungono infatti altri personaggi, e uno in particolare, Lucian, si rivelerà molto più importante man mano che la storia prosegue, tanto da aggiudicarsi parte della narrazione.
Il romanzo è infatti diviso in tre sezioni  tra presente, passato e di nuovo presente.
La magia dei libri, ma anche dei ricordi che possono essere pugnalate o attimi di conforto, ma che spesso vengono portati via contro la volontà dall'individuo, da chi si sente minacciato, sono le radici di una vicenda evocativa, tra romance storico e fantasy.

Quella architettata dalla Collins, è quindi una storia affascinante e intrigante, si srotola in modo particolare, portandoci avanti e indietro nel tempo, spiegandoci l'importanza dei ricordi, della memoria, ma anche che tutti sono in pericolo, nessuno è immune dal perdere pezzi di sè.
E' una recensione un po' sconclusionata, la mia, me ne rendo conto, ma vi assicuro, e spero che traspara dalle mie parole, che Il Rilegatore è un romanzo da gustare pian piano, che lascia nel lettore un ricordo ben impresso e perfettamente costruito.
Valutazione:
♥♥♥♥ 

Mondadori

L'estate in cui caddero le stelle

1.12.20

Titolo: L'estate in cui caddero le stelle
Autore: Cristina Brambilla
Editore: Mondadori
Anno: 2016
Pagine: 176
Prezzo: 9,00

Trama:
È un'estate afosa e lunghissima. Sognando una fiammante Roma Sport che non avrà mai, Patrizia sfreccia per le strade di periferia a bordo dell'odiata Graziella, leggera e maneggevole come l'uranio in fusione. Con lei c'è sempre Silvia, la sua migliore amica, che esprime il suo genio creando splendidi vestiti, mentre Patrizia coltiva una passione per le scienze e la matematica. Ma l'università è per i maschi, e in famiglia questa fortuna toccherà a suo fratello, che sembra avere più brufoli che neuroni. La vita di Patrizia però è destinata a cambiare: un giorno la cassetta degli attrezzi che utilizza per modificare la bicicletta sparisce e sua madre, inviperita, minaccia di punirla se non la ritroverà. I sospetti cadono sul Mostro, un sinistro individuo che abita nel loro palazzo e ha il volto sfigurato. Patrizia, superata l'iniziale diffidenza, scoprirà un mondo pieno di misteri e troverà in lui un amico prezioso, che la aiuterà a inseguire un sogno lontano: diventare una scienziata. Un romanzo sulla forza dei sogni e sul coraggio di scegliere il proprio futuro. Prefazione di Margherita Hack.

Recensione:
L'estate in cui caddero le stelle, il romanzo di Cristina Brambilla, è ambientato in una caldissima estate degli anni '50, la protagonista è Patrizia, figlia di una portinaia, sorella dello scontroso Pietro e del piccolo di casa, 
La migliore amica di Patrizia è Silvia, che abita nel suo stesso condominio, ed è figlia invece di una donna dal mestiere un po' equivoco. Le due ragazze, non potrebbero essere una più diversa dell'altra, se Patrizia è appassionatissima di scienze, una grandissima studiosa e con il futuro - pare - già scritto di maestra, Silvia invece va matta per la moda, la sua eroina è Coco Chanel e sogna di lavorare e vivere in un mondo alla moda e luccicante.
Patrizia sogna di comprarsi una Graziella, per poter vivere appieno le avventure con la sua migliore amica, invece al contrario del fratello maggiore, deve faticare ed accontentarsi degli "avanzi".
In quella afosa e all'apparenza banalissima estate passata alla Cava, il rifugio segreto delle due ragazze, Patrizia e Silvia faranno la conoscenza più approfondita di uno degli inquilini del loro condominio, un uomo denominato "il Mostro", sulla sua storia ci sono tante voci diverse e il suo aspetto (ha metà viso bruciato) non fa altro che incutere ancor più timore.

L'estate in cui caddero le stelle è un libro molto particolare, parte come un semplice libro per ragazzi, una storia leggera, estiva, a tratti divertente, che racconta di una protagonista determinata e sbarazzina e delle peripezie che è costretta a subire tra la madre che per andare avanti fa affidamento sempre su di lei, un fratellino mai stanco, e un fratello più grande che invece sembra non sopportarla.
Nel corso del libro, però, ci si addentra più nel profondo, quando si inizia a parlare di fisica e matematica, due argomenti che alla protagonista stanno tanto a cuore, e della storia del "Mostro", che dal canto suo, sembra avere moltissimo da raccontare.

Questo, è un romanzo quindi scorrevolissimo, una lettura leggera, dai risvolti però sorprendenti, narrato con uno stile semplice, fluido, che si legge in fretta.
Nella sua scorrevolezza, questo libro non solo ci parla in maniera chiara e semplice di alcune questioni riguardante la matematica e la fisica, ma racconta anche la storia di una famiglia, anzi di più famiglie, delle vicissitudini che portano i rapporti tra persone a farsi più stretti, o al contrario, ad allontanarsi. In sottofondo porta anche gli echi delle violenze domestiche e dei ricatti, di ciò che ci si aspetta da una femmina, a dispetto dei suoi sogni, dei pregiudizi e della difficoltà dello scrollarseli di dosso, anche quando le "voci" sono solo delle bugie.

Vi consiglio la lettura di questo romanzo, perchè oltre ad essere molto interessante, è anche davvero brevissimo, una lettura da un paio di pomeriggi al massimo, se siete alla ricerca di qualcosa di veloce o magari siete incappati nel tanto temuto blocco del lettore!

Valutazione:
♥♥♥♥

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