Recensioni

Middlegame

24.7.20

Titolo: Middlegame
Autore: Seanan McGuire
Editore: Mondadori
Anno: 2019
Pagine: 528
Prezzo: 22,00

Trama:
Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell’universo. Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dodger la elabora con il potere della matematica. I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto… non ancora. E poi c’è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro “padre”. Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far sì che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé. Diventare “dei in Terra” è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.

Recensione:
Il romanzo di Seanen McGuire, inviatomi dalla Oscar Vault, si può dire essere uno dei libri più particolari e bizzarri letti negli ultimi anni.
Non ho mai letto nulla di questa autrice, ma devo dire che il suo modo di scrivere e l'intreccio di questa sua storia, mi hanno da subito conquistata.

Ma di cosa parla Middlegame?
Ruolo fondamentale del romanzo, è quello della matematica e dell'alchimia, il protagonista, o meglio, uno dei protagonisti, è Asphodel Baker, più famosa alchimista della sua epoca, che attraverso le sue mani esperte, crea James Reed, che a sua volta dà la vita a  Roger e Dodge, due gemelli, però cresciuti separatamente.
Vi siete già persi? Benissimo!
Ciò che è bene sottolineare di questo romanzo, è il fatto che non è assolutamente un libro facile da leggere, o meglio, occorre una certa concentrazione per captare tutti i dettagli e gli intrecci della storia e non dover tornare indietro a recuperare qualche paragrafo.
Ci troviamo di fronte ad una storia ambiziosa e molto articolata, non c'è che dire, un fantasy/sci-fi dedicato a tutti gli amanti del genere, ma che ha al suo interno talmente tanti elementi e una trama così intricata e complessa, che mi sento di consigliarlo a chiunque voglia sfidarsi con una lettura un po' insolita.

I personaggi di Middlegame sono assolutamente ben caratterizzati, abbiamo, soprattutto per quanto riguarda Dodge e Roger, davanti agli occhi tutto il loro percorso, scoprendoli fin dalla tenera età, li vediamo via via crescere e diventare adulti. L'autrice mette in rilievo le loro diversità e le loro differenti passioni, tra scienza, letteratura, matematica e lingue, puntando poi anche sui loro caratteri, con una Dodge più solitaria e un Roger invece più incline alle relazioni. I due hanno menti brillanti e un legame viscerale ed indissolubile grazie al potere che li unisce.
Oltre a loro, troviamo un Reed altrettanto tratteggiato bene, risulta come un personaggio freddo e calcolatore, senza scrupoli, a cui vengono affiancati altri personaggi secondari come Erin e Leigh.
E' interessante come l'autrice, nonostante la trama già di per sè complessa, riesca a fare luce anche sulla psicologia dei propri personaggi, raccontando in maniera efficiente e veritiera sentimenti, emozioni, percorso di crescita ed evoluzione.
Il ritmo del romanzo è forse poco fluido, ma nasconde lungo il percorso colpi di scena e sorprese.
Cover e titolo sono rimasti invariati rispetto all'originale, e devo dire di aver apprezzato soprattutto la copertina, a mio avviso molto particolare e perciò perfettamente in linea con l'ambiziosità della storia.

Il romanzo, inizialmente è nato come autoconlusivo, ma di pochi giorni fa è la notizia che ne uscirà prossimamente un seguito. 

Per concludere, Middlegame è un romanzo che mi sento di consigliare, se siete alla ricerca di una storia altamente bizzarra e intrigante, ma se preferite uno stile più semplice e una storia per così dire meno "impegnativa", forse passerei ad un altro titolo!

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Il Castoro

Gli ottimisti muoiono prima

14.7.20

Titolo: Gli ottimisti muoiono prima
Autore: Susin Nielsen
Editore: Il Castoro
Anno: 2017
Pagine: 260
Prezzo: 15,50


Trama:
Sotto il cappello con le orecchie da gatto che si è fatta da sé, Petula nasconde una buona dose di cinismo, la convinzione che a essere pessimisti ci si azzecca sempre e - soprattutto - il dolore per una perdita che sembra impossibile da superare. Certo, è stato un incidente. Ma i pessimisti dovrebbero prevedere gli incidenti, e Petula proprio non ce la fa a non sentirsi in colpa. A scuola la obbligano a partecipare a un gruppo di arteterapia per ragazzi in difficoltà, o - come direbbe lei - per ragazzi fuori di testa. E qui però che conosce Jacob, un bellissimo ragazzo pieno di umorismo e di energia, con una protesi al braccio e un doloroso segreto. L'amore è dietro l'angolo, ma è difficile lasciarsi il cinismo alle spalle. Come si fa a capire quando vale la pena correre il rischio?

Recensione:
Ammetto che ad attirarmi di questo libro, è stato ovviamente il titolo, cinico quanto basta da farmi arrendere alla lettura di esso, totalmente a scatola chiusa.
La pessimista della situazione, ovvero Petula è in realtà molto più lontana alla pessimista sottoscritta di quanto pensassi, perchè il suo non è un pessimismo cronico scaturito dalle piccolezze e dai fatti più grandi della vita di tutti i giorni, bensì una vera e propria mania nei confronti dei pericoli.
Dopo essere stata scossa da una gravissima perdita, infatti Petula inizia a vedere tutto nero, o meglio, a vedere quei piccoli dettagli e pericoli che di solito non notava. La paura di ammalarsi tramite i germi, lo stare lontana dai cantieri in costruzione, evitare di utilizzare strumenti taglienti o pericolosi, non invogliare gli altri al contatto fisico e così via.
Il suo scudo, diventa una vera e propria fobia, tanto che la scuola la costringe poi a seguire un corso di arte-terapia con altri ragazzi "con problemi" come lei, ed è qui che incontra Jacob.
Questo, è uno young adult di facile lettura, scorrevole, nonostante abbia sia la sua dose di romance, che di drammaticità, riesce ad essere equilibrato quanto basta da non risultare nè troppo pesante, nè troppo melenso.

Petula è una protagonista ovviamente molto particolare, per certi versi ho trovato davvero troppo esagerato il suo modo di comportarsi, forse così troppo eccessivo, da renderla una protagonista fin troppo sopra le righe.  Jacob, è al contrario un personaggio totalmente opposto alla ragazza, dal punto di vista caratteriale, nonostante anche lui abbia subito la sa buona dose di guai (che verranno svelati solo pian piano), fa da collante necessario a tutto il gruppo di terapia.
Anche gli altri ragazzi del gruppo sono ben caratterizzati, l'autrice cerca ci costruire per ognuno di loro una storia e un percorso credibile, portando nel suo romanzo così, diversi spunti di riflessione su diverse tematiche. Parliamo infatti di omosessualità, di abbandono, lutto, incidenti, ricerca della propria identità, accettazione di sè... e diversi altri argomenti.
Lo stile dell'autrice è scorrevolissimo, semplice, ma fila liscio per tutto il romanzo, rendendo la lettura piacevole e veloce. Abbiamo anche diverse citazioni e menzioni ad altri romanzi e rimandi letterari vari, che fanno venir voglia di curiosare ancora di più nel mondo dei libri.

Per concludere, Gli ottimisti muoiono prima è un romanzo piacevole, interessante, a cui manca però un po' di brio in più, per arrivare ad ottenere il massimo dei voti (carinissima la copertina!)

Valutazione:
♥♥♥♥

Mondadori

Falce

8.7.20

Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Editore: Mondadori 
Anno: 2020
Pagine: 360
Prezzo:
Trama:
Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.

Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.


Recensione:
Dopo mesi mi sono rigettata su un distopico, primo di una trilogia, dalle premesse interessanti ed originali, cosa che negli ultimi distopici tocccati, mancava abbastanza.
La società in cui i due protagonisti, Citra Terranova e Rowan Damish vivono, è gestita dal Thunderhead, un'intelligenza artificiale che ha vita propria e controlla tutto. Qui, tra i comuni cittadini, ci sono anche le "Falci", che hanno il compito di tenere sotto controllo la popolazione e il sovraffollamento, attraverso la "spigolatura", ovvero delle uccisioni.
Si, perchè nella società dei due ragazzi, non esiste più la morte, niente malattie o invecchiamento, si ha anzi la possibilità di ringiovanire o tornare in vita se per errore si finisce sotto una macchina o ci si getta da un tetto. In qualche modo però, è necessario eliminare il superfluo, ed è a questo che servono le Falci, il loro compito è proprio individuare chi spigolare definitivamente e a chi invece concedere l'immunità.

Per puro caso, Rowan e Citra si incontrano proprio nel percorso di apprendimento per diventare Falci, sotto la guida del loro temuto maestro.

E' ovvio che tutti temono queste Falci, molte di esse infatti, eseguono il proprio lavoro nel rispetto delle regole, ma ben presto i due ragazzi scopriranno come invece molte altre sfruttano il proprio potere per  scopi ancora più macabri.

Ammetto che la storia raccontata da Shusterman è partita benissimo, mi sono da subito trovata molto coinvolta dal romanzo, e soprattutto mi è piaciuto come il tutto venga descritto minuziosamente in modo da far comprendere al lettore come il  Thunderhead e tutto ciò che gli sta attorno, è organizzato.
Circa a metà libro, devo ammettere che la mia attenzione era un po' calata (purtroppo la lettura è andata un po' a rilento a causa di impegni vari), anche perchè ha iniziato a prendere una piega che mi ha fatto pensare al peggio: allarme clichè insomma.
Per fortuna però, così non è stato, anzi! La storia riprende e alza nuovamente il livello d'azione regalandoci un po' di colpi di scena assolutamente inaspettati.

La storia è narrata dai due ragazzi, ma molto interessanti tra un capitolo e l'altro, sono i "diari" dei personaggi che ci permettono di addentrarci ancor di più nel meccanismo societario.
E' una storia anomala e surreale, ma ben orchestrata. L'autore narra nei dettagli questa società, per certi versi non poi tanto lontana dalla nostra.

I personaggi principali sono ben descritti, ammetto però di aver preferito Citra a Rown, perchè attraverso il rapporto che instaura con una delle falci durante l'addestramento, ci porta a vedere maggiormente i compiti di queste figure e il loro diverso modo di agire. I personaggi secondari, tra l'altro, sono forse anche più interessanti dei principali, perchè ci raccontano tanti dettagli utilissimi a capire meglio questa ambientazione distopica.

Per concludere, direi che il finale di Falce è ottimo per incuriosire il lettore quanto basta da desiderare di leggere subito il secondo volume della trilogia, sperando sia all'altezza di questo primo capitolo!

Valutazione:
♥♥♥♥

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