Fan Direction

Fan Direction #37 - Shay Mitchell

29.4.14


In ogni puntata di questa rubrica a cadenza settimanale (martedì) vi presenterò un attore/attrice, cantante che mi piace, tessendone le lodi... ovvero con la biografia/ filmografia/discografia/qualche news ma soprattutto tante foto, giusto per rifarci un po' gli occhi.
Da dipendente assoluta dei telefilm (ma anche film), sono tanti gli attori per cui ogni tanto mi fisso, così voglio far innamorare un po' anche voi di loro!
Rubrica liberamente inspirata a "Giovedì gnocchi" del blog Il diario (poco) segreto di una fangirl, ne ho cambiato il titolo (spassosissimo) semplicemente perchè presenterò anche esemplari figherrimi di sesso femminile!

Shay Mitchell, all'anagrafe Shannon Ashley Mitchell, nasce a Toronto il 10 aprile 1987 da madre filippina e padre irlandese/scozzese.


Inizia a praticare danza all'età di cinque anni, e nel 1997 si trasferisce a Vancouver con la famiglia, un anno dopo viene scelta da un'agenzia internazionale di modelle. Inizia così la carriera di modella, ma torna poi a Toronto per concentrarsi sulla sua vera passione, la recitazione.


Dop aver firmato un contratto con un agenzia teatrale, partecipa alla serie televisiva Degrassi: The Next Generation e successivamente compare nella serie Disney Aaron Stone.
Appare poi nel video musicale di Sean Paul Hold my hand, e dal 2010 fa parte del cast della serie tv di successo "Pretty Little Liars". qui, Shay interpreta Emily Fields, una delle quattro "Liars" perseguitate dall'enigmatico/a e misterioso/a -A.


Trovo che Shay sia davvero stupenda, purtroppo i Pretty, il suo personaggio è quello che mi piace un po' meno tra le quattro protagoniste, e anche la sua bellezza non è per niente messa in risalto nei panni di Emily (certo, sempre meglio dei vestiti orrendi di Aria, però ad Emily ogni tanto qualche look un pò diverso, lo proporrei!)


Mondadori

Fino all'ultimo respiro

28.4.14

Titolo: Fino all'ultimo respiro
Autore: Anne Sward
Editore: Mondadori
Anno: 2011
Pagine: 318
Prezzo: 19,50


Trama:
Svezia, anni Settanta. In un villaggio solitario vicino alla costa viene al mondo una bambina "più simile a un'eschimese che a un'albicocca dorata", come aveva immaginato sua madre nei sogni d'estate. Ha un nome lungo e complicato: Angela Rafaela Lo Mård, ma per tutti è Lo. Lo cresce spensierata, tra le corse all'aria aperta e i giochi con gli zii, fino a quando, nel mezzo di un'estate senza fine, qualcosa si rompe. In un mattino caldo e secco scoppia un incendio lungo la linea ferroviaria. Quel giorno qualcosa cambia per sempre, anche se Lo ancora non lo sa. Lo stesso giorno Lo conosce Lukas, un ragazzo arrivato chissà quando dall'Ungheria, insieme al padre che vive come un animale selvatico e parla una lingua che il figlio non ha mai imparato. Tra i due nasce subito un rapporto strano e complice, costruito su gesti ruvidi e su una comprensione profonda. Insieme, nei pomeriggi dorati trascorsi al sicuro nella "capanna del pescatore", Lukas e Lo imparano a maneggiare le loro paure più remote: l'ombra di un passato che Lukas non ha mai conosciuto o forse ha voluto dimenticare, e il monito che la madre ha fatto cadere sul cuore di Lo bambina: "Sta' attenta all'amore". Ma l'adolescenza finisce presto e Lo e Lukas si troveranno divisi, la loro complicità logorata, svanita dietro abbandoni e tradimenti. A quel punto sarà Lo a decidere: si lascerà tutto alle spalle, la sua famiglia, Lukas, e poi Yoel e tutti gli uomini che incontrerà nel suo frenetico viaggiare (o fuggire). Ma sempre con Lukas sullo sfondo.

Recensione:
Era da un po' che questo libro era nella mia wishlist, quando l'ho iniziato avevo ottime aspettative, ma quasi subito una cosa mi ha fatto storcere un po' il naso: la differenza d'età tra i due personaggi. Lo è una bambina, non ha ancora compiuto 7 anni, mentre Lukas ne ha 13, anche solamente tre anni di differenza tra i due, sarebbero stati abissali, ma quasi sette, sono veramente un ostacolo enorme, o almeno così pensavo io.
Possibile che a 6 anni, lei sia libera di andarsene in giro senza essere controllata (a maggior ragione visto che abita in una famiglia numerosa e lei è l'unica bambina), che lui a 13 sia interessato a giocare con lei, che è piccina, e le offra pure una sigaretta? 
Ecco, questo che mi ha un po' bloccata inizialmente, diventa poi il fulcro centrale della storia, tutto si basa sulla loro differenza d'età, e man mano che la storia ingrana, il meccanismo funziona, anche se non lo credevo possibile. Ho smesso di pensare agli anni dei due personaggi e mi sono dedicata solamente a loro. Lo in fondo, è molto sveglia per la sua età, caparbia, intelligente, non si fa spaventare da niente. Lukas invece è un solitario, è come se fosse cresciuto praticamente da solo, visto il rapporto inesistente con il padre, e non è difficile capire come lui e Lo possano subito stringere amicizia. Si capiscono, hanno una sintonia perfetta insieme, si difendono, si divertono, ma parlano anche delle cose importanti e si sostengono a vicenda. Sanno anche quando rimanere in silenzio, di fronte al dolore e alla crudeltà che Lukas deve sopportare a casa sua.
L'autrice ad un certo punto inizia ad alternare il presente-passato di loro due bambini, con il presente in cui Lo è ormai cresciuta, radicalmente cambiata, in giro per il mondo, per fuggire dal luogo in cui è nata, da Lukas, o da sè stessa, forse da tutte e tre le cose.
Mi è piaciuto molto il modo di raccontare dell'autrice, tassello dopo tassello, un ingrediente alla volta, svela la storia piano piano, sforna un romanzo potente, forte, coinvolgente, in cui, fino alla fine, si rimane attaccati alle pagine. È stato uno di quei romanzi che, davvero, faticavo a chiudere, perchè sì, è una storia coinvolgente, che è riuscita a trascinarmi ed emozionarmi, ma è anche uno di quei romanzi in cui le vite dei personaggi finiscono per starci a cuore, come se li conoscessimo di persona. Non riuscivo a smettere di leggere, perchè DOVEVO sapere cosa succedeva a Lo e Lukas, dovevo sapere come sarebbe finita, cosa sarebbe cambiato, cosa sarebbe successo loro, come se ne fossi coinvolta anche io, come se fossi partecipe delle loro stesse esistenze.
È stato anche uno di quei libri che, se da una parte non vedevo l'ora di finire, ma dall'altra, desideravo l'opposto. Avevo paura di come sarebbe finita, paura che sarebbe finita male, paura che sarebbe finita bene, paura che ci sarebbe stato un lieto fine, che non fosse quello che mi aspettavo. Beh, avrei tanto da dire, su com'è finita, su cosa avrei cambiato, su cosa mi è davvero piaciuto, ma non vi spoilero nulla, e vi lascio con la curiosità.
Leggere è bello, è davvero bello, ma può essere anche crudele. Possiamo vivere in mondi magici, fantastici, inesistenti ma così accuratamente dettagliati da sembrare reali. Però, possiamo anche innamorarci di un luogo, di una città, di un paese che magari fino a poco tempo prima avevamo sempre dato per scontato, e ora saremmo curiosi di visitare. Ecco, mi è venuta voglia di vedere la Svezia adesso, la aggiungerò alla lista già infinita dei luoghi in cui voglio andare.

Valutazione:
♥♥♥♥

Estrazione Giveaway!

26.4.14

Lo so, avrei dovuto pubblicarlo ieri, ma abbiate pietà, tra una cosa e l'altra non ho proprio avuto tempo, chiedo venia!
Vengo subito al dunque, ecco i vincitori del giveaway di primavera:

Alessia

Gloria Spignoli

Francy NeverSayBook

Complimenti alle vincitrici! Presto verrete contattate per mail, nel frattempo vi ricordo gli ebook in palio tra cui potrete scegliere:
- Silver, Kertsin Gier
- La custode degli spiriti, Melissa Marr
- Il giardino dei raggi di luna, Sarah Addison Allen
- Una ragione per amare, Rebecca Donovan
- Taken, Erin Bowman
- Come ti vorrei, Anna Mittone
- Chrysalis, Jodi Meadows
- Matched, Ally Condie
- La cacciatrice di fate, Elizabeth May
- La corsa delle onde, Maggie Stiefvater

Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato, al prossimo giveaway! :)

Bisbigli dal Baule

Bisbigli dal Baule #17

26.4.14


Bisbigli dal Baule, è una rubrica a cadenza occasionale (inutile stabilire un giorno, tanto non me lo ricorderei e finirei per non rispettarlo!) dove pubblicherò frasi di libri letti più o meno recentemente, o frasi di film, telefilm... Insomma, citazioni trovate che mi hanno colpito particolarmente e che vorrei condividere con voi.
Se volete partecipare, scrivete un commento con le frasi che più vi piacciono!
Oggi vi posto due citazioni tratte dal romanzo che ho recensito questa settimana "Promettimi che ci sarai".



"Ecco cosa significa essere timide: come se la pelle fosse troppo sottile, la luce troppo intensa; come se il posto migliore in cui stare Fosse una galleria sotto la fresca, scura terra. Se mi fanno una domanda li fisso senza espressione, il cervello intasato dallo sforzo di trovare qualcosa di interessante da dire. E alla fine tutto quel che riesco a fare è annuire o stringermi nelle spalle, perchè la luce degli occhi che mi fissano, che aspettano qualcosa da ma, è troppo da sopportare. E poi finisce l', e c'è una persona in più al mondo convinta che io sia un totale spreco di spazio."

"Mi venne da pensare a tutti i tipi d'more che esistono al mondo. Riuscii a pensarne dieci senza neanche sforzarmi. Il modo in cui i genitori amano i figli, quello in cui ami un cucciolo o il gelato al cioccolato o casa tua o il tuo libro preferito o tua sorella. O tuo zio. Ci sono quei tipi d'amore e poi ci sono gli altri. Il genere in cui perdi la testa. L'amore marito-moglie, l'more fidanzato-fidanzata, l'amore per l'attore di un film.Ma se ti capita di amare nel modo sbagliato? Se ti capita di amare con l'amore - che - perdi - la - testa qualcuno di cui sarebbe talmente indecente innamorarsi da non poterlo dire a nessuno al mondo? Il tipo d'amore che sei costretta a cacciare così in fondo a te stessa da trasformare il tuo cuore quasi in un buco nero? Quel genere d'amore che spingi sempre più in fondo, ma non importa quanto spingi, non importa quanto speri muoia soffocato, non serve a niente? Anzi, sembra gonfiarsi, diventare gigantesco col passare del tempo, riempiendo ogni minuscolo spazio libero di te fino a diventare te stesso. Tu sei quell'amore. Fino al punto che qualunque cosa vedi o pensi ti porta a quella persona. La persona che on dovresti amare."

Fazi Lain

Doppia (mini)recensione: Promettimi che ci sarai e Madapple - Il veleno più dolce

21.4.14


Buondì lettori!
Oggi  parlo di due libri che ho letto nelle scorse settimane, che sono "Promettimi che ci sarai" e "Madapple".
Ho poco tempo, e in vista della mia partenza per Londra (yeah, ormai manca pochissimo *_*) ho un sacco di cose da fare, quindi non mi sono potuta dilungare più di tanto.
Vi ricordo, che avete ancora qualche giorno per partecipare al Giveaway di Primavera, che termina giovedì.
Un saluto, e buon inizio settimana a tutti :)

Titolo: Promettimi che ci sarai
Autore: Carol Rifka Brunt
Editore: Piemme
Anno: 2014
Pagine: 418
Prezzo: 17,90

Trama:

Quando hai quattordici anni, il tuo cuore è un luogo oscuro, un labirinto di sentimenti che non sai decifrare. Timida, goffa e sognatrice, June è a disagio tra i coetanei. Preferisce rifugiarsi nel bosco dietro la scuola, con ampie gonne e strambi stivali, fingendo di essere stata catapultata a New York dal Medioevo, l'epoca in cui sarebbe potuta diventare un falconiere. Sarebbe bello riuscire a richiamare a sé, proprio come creature alate, le persone che non ci sono più. Come lo zio Finn: grande pittore e migliore amico di June, l'unico in grado di capirla, strappato troppo presto alla vita da una malattia di cui in famiglia è proibito parlare. Un giorno, June riceve un pacco misterioso. All'interno c'è la teiera preferita di Finn, accompagnata da una lettera firmata da un certo Toby: l'uomo che nessuno, al funerale dello zio, ha osato avvicinare. E che ora chiede proprio a lei di incontrarlo in segreto. June dovrà fare i conti con la paura e la gelosia prima di accettare il fatto di non essere stata l'unica persona speciale nella vita dello zio. E prima di aprirsi a un'amicizia che potrebbe aiutare sia lei che Toby a colmare quel grande vuoto. Dopotutto, era quello che avrebbe voluto Finn: fare incontrare le persone che più aveva amato, unirle come in un'unica cornice affinché si prendessero cura l'una dell'altra. Ecco il suo ultimo desiderio, ecco il suo più grande capolavoro.

Recensione:
Devo essere sincera, non so bene che cosa dire su questo libro. Delle volte è così facile, i pensieri sembrano volare direttamente sulla pagina e scriversi da soli, delle altre rimangono sotterrati ed è più difficile riuscire a cacciarli fuori.

Questo libro parla di tante cose diverse, è un contenitore di molteplici sentimenti: la malattia – in particolare l'AIDS – la famiglia, il rapporto di amore-odio tra fratelli, la disperazione e il dolore nel perdere una persona cara. Racconta dell'amore in tutte le sue forme, dei vari stadi dell'accettazione di una perdita, dell'insicurezza e della vulnerabilità a cui essa ci porta. Parla dei sentimenti, di quanto possano essere confusi a qualsiasi età, spesso riposti nelle persone "sbagliate" per noi, ma anche di solitudine, dell'essere considerati diversi, “strani”, solo perchè ci si rifiuta di uniformarsi ai coetanee come fotocopie sbiadite.È una storia particolare, originale, molto emotiva, raccontata dalla protagonista, June, una ragazzina molto intelligente, protettiva ed emotiva. 
I capitoli sono abbastanza brevi e scorrevoli, con una scrittura spesso poetica e a volte così estremamente vera che sembra quasi di aver scritto personalmente i pensieri che l'autrice ha messo su carta. June è una ragazzina particolare, così come la sorella che, detestabile per gran parte del libro, resta un mistero fino alla fine quando, solitudine e paura ci mostrano il suo cuore, rivelandoci i motivi per cui ha fatto ciò che ha fatto nel corso della storia.
"Le persone speciali vivono per sempre. Dentro di te.", così c'è scritto sulla cover del libro, e così è, perchè l'affetto di June nei confronti dello zio Finn, il rapporto speciale, privilegiato e confortante che i due avevano, si percepisce in ogni pagina, anche dopo che Finn se n'è andato. Anzi forse anche più dopo la sua morte, quando, piccoli  pensieri, regali e dettagli, fanno sentire June un po' meno sola e ugualmente speciale, perchè lui non si è mai dimenticato di lei, perchè lui è riuscito a prevedere ciò di cui sua nipote avrebbe avuto bisogno, e continua a sussurrarle all'orecchio anche dopo che il suo cuore ha smesso di battere.
Un libro davvero speciale, lo consiglio a tutti.

Valutazione:
♥♥♥♥


Titolo: Madapple
Autore: Christina Meldrum
Editore: Fazi
Collana: Lain
Anno: 2009
Pagine: 447
Prezzo: 19,50

Trama:
Aslaug è una ragazza singolare. La madre, Maren, l'ha cresciuta in un isolamento quasi assoluto, in una campagna dolce e solitaria dove le ha insegnato lingue sconosciute, le ha svelato le proprietà delle piante, l'ha iniziata ai segreti della natura. Ma quando, inaspettatamente, dovrà iniziare a cavarsela da sola, Aslaug farà i conti con il dolore per la morte della madre e con un ardente anelito di libertà. Vorrebbe andare lontano, lasciarsi ogni cosa alle spalle. Invece il destino prende a volte vie bizzarre: Aslaug si ritrova sotto processo con l'accusa di triplice omicidio, confinata in un nuovo isolamento, imprigionata in un mondo tormentato da controversie religiose e rivelazioni che la costringeranno od affrontare i demoni del passato. Più ci s'inoltra nella storia, più numerosi diventano i misteri da svelare. Riguardo all'enigma della nascita di Aslaug; riguardo all'essenza reale o immaginaria dei miracoli.


Recensione:
Madapple si è rivelata essere una storia molto diversa da quella che la trama mi aveva suggerito. La madre di Aslug, è una sorta di copia della madre di Carrie, la controlla, la tiene segregata in casa, spesso usa violenza. È molto diversa dalla ragazzina delle primissime pagine, anche se pronuncia solo poche frasi, bastano a suggerire un cambiamento radicale nella donna che poi diventa, e nel corso del libro se ne capisce la ragione.
I capitoli si alternano tra presente con la causa legale che Aslug sta affrontando, a passato. Il linguaggio utilizzato dall'autrice è in certi punti troppo prolisso, pieno di miti e informazioni religiosi che, se da una parte sono molto interessanti, dall'altra sono anche un po' troppi e  finiscono per annoiare.
Aslug ha una personalità molto particolare, difficile da descrivere. È sempre vissuta nella solitudine con la madre, non è abituata a stare in mezzo alle persone e rapportarsi con loro. Ha sempre accettato ciò che la madre le raccontava e spesso imponeva, e per lei è difficile ammettere che esistano altre realtà diverse da quella in cui la madre l'ha cresciuta. Sono stata insicura di lei fin quasi alla fine del libro, perchè anche se nel tempo riesce pian piano ad aprirsi con altre persone, rimane molto misteriosa, impulsiva, capace di tutto. Ha una mente labile, insicura, impaurita e, nonostante tutto, rimane molto legata alla madre. Ci sono parecchi alti personaggi in questo libro, ma in realtà sono pochi quelli che fanno veramente parte della storia, tanti sono quelli di contorno che si alternano durante il processo di Aslug in tribunale.La copertina è molto carina, perfettamente in tema con l'ambientazione narrata dall'autrice, che ha creato un romanzo tosto, spesso duro, ma molto, molto ben scritto e raccontato. Non ha nulla di fantasy (non so perchè, ma qualcosa me lo suggeriva), ma parla molto di credenze popolari, delle proprietà delle piante e quindi dell'importanza della natura per la sopravvivenza fisica e anche mentale. Molto carino il dizionario finale, proprio dedicato alle piante... per esempio, sapevate che gli alchechengi (frutti commestibili, utilizzati anche in pasticceria), possono essere velenosi se non sono abbastanza maturi? Aiuto!


Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Note musicali dal Baule

Note dal Baule #18

19.4.14


Vista la mia folle passione per la musica, come si può benissimo constatare QUA, non potevo non creare una rubrica in tema!
"Note musicali dal baule" è una rubrica senza cadenza fissa, in cui vi posterò le mie canzoni preferite, le nuove scoperte, vi presenterò alcuni artisti...
Se volete lasciare tra i commenti i titoli delle canzoni che VOI amate di più, i vostri cantanti preferiti, o consigliarmi qualche canzone, fate pure! Non sono mai sazia di musica, quindi ogni nuova scoperta mi rende felice :)

Depressa come non mai, perchè il concerto dei Linkin Park è sold out e non sono riuscita a prendere i biglietti (*si dispera*), condivido qualche video dei Fall Out Boy tanto per tirarmi su, visto che è il gruppo che aprirà proprio il concerto dei Linkin Park ç_ç




Che dite, vi piacciono?
E i Linkin Park, qualcuno andrà al loro concerto?
Buon sabato a tutti!

Elliot

La rivincita di Gemma

16.4.14

Titolo: La rivincita di Gemma
Autore: Libba Bray
Editore: Elliot
Anno: 2009
Pagine: 667
Prezzo: 18,50

Trama:
Ritorna con il terzo libro l'eroina vittoriana e new gothic che ha affascinato milioni di lettrici nel mondo. Incomincia un nuovo anno scolastico e Gemma Doyle, alla soglia dei diciassette anni, si ritrova all'appuntamento con la lugubre Spence Academy. L'Ordine, la misteriosa congrega di cui faceva parte la madre, lotta con il Rakshana per il controllo dei regni, la dimensione magica dove i morti tornano in vita e tutti i desideri, anche i più pericolosi, sembrano realizzarsi. Mentre Pippi, nella sua nuova incarnazione, è sempre più determinata a vendicarsi delle antiche compagne di scuola e qualcuno vuole ricostruire a tutti i costi la maledetta ala est del collegio, Gemma deve affrontare il debutto nella società londinese con le amiche Felicity e Ann, e insieme i suoi sentimenti per Kartik. Tra la realtà e la fantasia, dove si nasconderanno le maggiori insidie? Magie, colpi di scena, tra amori impossibili, lacrime e sangue.


Recensione (spoiler da Angeli Ribelli):
Praticamente introvabile l'ultimo volume di una delle saghe più belle lette fino a questo momento.
Ormai è definitivo, amo lo stile di Libba Bray, amo la storia che la mente geniale di questa autrice ha concepito e che è, a mio parere, perfetta.
Più di seicento pagine che scorrono via veloci, non pesano, pesa solo dover arrivare alla fine quando una storia la si è amata e vissuta a tal punto.

Avevamo lasciato Gemma, vincolata alla magia, colpevole di aver imprigionato Circe e aver dettato legge su chi dovesse far parte del "suo Ordine". La ritroviamo qui, con il padre ricoverato, Kartik scomparso, oscure visioni sempre più terrificanti, una Pippi terribilmente sconsolata, e l'avvicinarsi della sua Stagione di debutto.
Tanti nuovi enigmi, misteri, tasselli vanno ad aggiungersi a ciò che nei libri precedenti avevamo scoperto, ma qui, ogni nodo viene finalmente al pettine. Gemma è continuamente preda di allucinazioni che la spaventano sempre di più, si sente tradita, ma allo stesso tempo è preoccupata per Kartik e in colpa nei confronti delle sue amiche, frustrate per l'impossibilità di entrare nei regni.

I personaggi si sono evoluti moltissimo nel corso dei tre libri, hanno tutti uno spessore consistente e prendono vita dalla penna della Bray.
Gemma e le sue amiche hanno ancora tanto da rivelare di sè. Pare di conoscerle, eppure hanno ancora tanti lati che hanno tenuto nascosti, piccole sfaccettature che mostrano la complessità e la veridicità dei personaggi.
Siamo alla resa dei conti e un po' tutti, come possono, prendono in mano le redini della situazione e delle loro vite. La disperazione e la paura di Ann la rendono pian piano determinata perchè se la magia aiuta e può essere fondamentale, sta poi a lei compiere il passo successivo ed esaudire i propri sogni. Felicity rimane attaccatissima a Pippi, il cui drastico cambiamento è inevitabile, e in più situazioni la spavalderia e la sfacciataggine che di solito la contraddistinguono, sono sostituiti da una fragilità che cova dentro di lei, che fatica ad accettarsi e ad accettare quello che gli altri pretendono da lei, quando la libertà che desidera è tutta un'altra cosa.
Gemma invece ha un peso enorme sulle spalle, è insicura, si chiede quanto valga veramente e se senza la magia le persone terrebbero a lei allo stesso modo, o se il suo destino è una solitudine sofferta con una famiglia allo sfascio e persone che non la comprendono.
Allo stesso modo Kartik, affascinante e misterioso come sempre, riesce a farsi amare ed odiare dal lettore in egual modo, portandosi dietro segreti e bugie dolorose per Gemma, che è già estremamente confusa riguardo i propri sentimenti e ciò che le riserva il futuro.
La bellezza dei regni è ormai stata dimenticata, nonostante le grida di giubilio e i ballo sfrenati delle amiche, in quella terra miracolosa e ricca di pericoli, al di là delle apparenze, nelle Terre d'Inverso si sta preparando una guerra a cui Gemma è costretta a prendere parte.
Al di là di questo però, troviamo ancora i balli, la Stagione di debutto delle ragazze, le mura solide della Spence, i battibecchi e le invidie tra le alunne.

Ho concluso il libro tra le lacrime lo ammetto, perchè nel finale non c'è nulla di banale o scontato, anzi, è una vera sorpresa. Nonostante per certi versi, avrei preferito una fine diversa, non posso far altro che elogiare, un volta ancora, Libba Bray. Per l'atmosfera creata, l'ambiente ben descritto (non faticavo ad immaginarmi ogni singolo dettaglio davanti agli occhi), la sua scrittura lineare, scorrevole e simpatica, come una ventata d'aria fresca. Ricca di suspence, enigmi da risolvere e colpi di scena che donano al romanzo un ritmo incalzante, da batticuore.
Ho adorato tutto di questa serie meravigliosa, mi sono innamorata dei personaggi, della Spence, della freschezza delle protagoniste e della magia che contraddistingue la scrittura dell'autrice. Ho vissuto la storia in prima persona, sono stata catapultata tra le terre dei regni e nei vicoli di Londra, ho respirato l'atmosfera affascinante dell'epoca ed ho preso per mano Gemma quando nessun altro capiva la sua frustrazione.  Ho avuto paura insieme a lei, mi è scoppiato il cuore ad ogni incontro con Kartik ed ho pianto non poche lacrime arrivata all'ultima pagina.
Una storia che sa farsi amare, ma che non riesce invece, a farsi dimenticare tanto facilmente.

Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo
(non assegno 5 cuoricini, solo per il finale straziante!)


Canzone consigliata:

Fan Direction

Fan Direction#36 - Crystal Reed

15.4.14

In ogni puntata di questa rubrica a cadenza settimanale (martedì) vi presenterò un attore/attrice, cantante che mi piace, tessendone le lodi... ovvero con la biografia/ filmografia/discografia/qualche news ma soprattutto tante foto, giusto per rifarci un po' gli occhi.
Da dipendente assoluta dei telefilm (ma anche film), sono tanti gli attori per cui ogni tanto mi fisso, così voglio far innamorare un po' anche voi di loro!
Rubrica liberamente inspirata a "Giovedì gnocchi" del blog Il diario (poco) segreto di una fangirl, ne ho cambiato il titolo (spassosissimo) semplicemente perchè presenterò anche esemplari figherrimi di sesso femminile!
Miei cari, oggi parliamo della meravigliosa...

CRYSTAL REED!

Crystal Reed (mi piace troppo il suo nome *w*) nasce il 6 febbraio 1985 a Detroit.
Ha studiato danza fin da piccina ed è stata capitano del corpo di ballo del suo liceo.


Mentre viveva a Roseville, era membro attivo della compagnia teatrale locale, per cui ha partecipato a diversi spettacoli, come Grease.
Ha frequentato la Wayne State University e una volta trasferitasi a Chicago, è apparsa in diverse produzioni locali.

Nel 2008, si trasferisce a Hollywood ed inizia la sua carriera cinematografica. Nel 2012 appare in CSI Scena del Crimine, CSI: NY, Rizzoli e Isles.


Dal 2011, è Allison Argent nel telefilm di successo Teen Wolf (*_*), ma è apparsa anche in Skyline del 2010, in un episodio di Drop Dead Diva e nel film Crazy, Stupid, Love.
Nel 2013 è stata la protagonista del film Crush, che ho recensito qua.

Purtroppo non ho trovato molte notizie su Crystal, ma come attrice mi piace davvero molto, e sono sicura che presto la vedremo in ruoli interessanti. E' carinissima, sembra una ragazza molto dolce, ed è stata fidanzata per un periodo con Daniel Sharman (già, il mio Isaac di Teen Wolf)!

Dal grande schermo

Speciale Harry Potter #4

13.4.14

E' con sommo dispiacere che scrivo oggi, l'ultimo "Speciale" sui film di Harry Potter ç_ç
Vi lascio i miei pensieri sull'ultimo film della saga, diviso in due, Harry Potter e i Doni della morte parte 1 e parte 2.

Titolo: Harry Potter e i Doni della morte parte 1
Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows: part 1
Regia: David Yates
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2010
Durata: 146 min.
Cast: Emma Watson, Rupert Grint, Daniel Radcliffe, Tom Felton, Julie Walters, Evanna Lynch, Mark Williams, Bonnie Wright, Jamie Campbell Bower, Bill Nighy, Ralph Finnes, James Phelps, Oliver Phelps, Clémence Poésy, Brendan Gleeson

Trama:
Dopo la scomparsa di Silente, la forza distruttiva di Voldemort appare praticamente inarrestabile. Harry Potter ed i suoi due fedeli amici Ermione e Ron sono costretti scappare come fuggiaschi, braccati ovunque dalle forze oscure. La loro ultima speranza è quella di trovare e distruggere tutti gli horcrux e frenare in questo modo l’avanzata del Male. Come riuscirci quando tutto sembra ormai perduto?   

Recensione:
Che tristezza quando ho visto per la prima volta questo film e mi sono resa conto che non avevano inserito l'addio di Harry ai Dursley...nel libro mi aveva quasi commosso (c'è però il saluto all'angusto sottoscala)! Vediamo però Hermione, che, con grande coraggio fa quello che deve, per salvare i suoi genitori. Il viaggio che porta Harry alla Tana è rocambolesco, con Iisuoi amici che diventano la sua copia sputata, uno dei punti divertenti del film, che è molto più cupo dei precedenti e lascia poco spazio alle risate, anche se poi il viaggio in sè, diventa drammatico quando il gruppo viene attaccato (Edvige ç_ç).
I tre ragazzi, in questo film, si sentono più soli che mai, Silente ha affidato ad Harry una missione estremamente pericolosa, che va anche tenuta segreta, così si ritrovano loro tre, soli contro il mondo, con appena un briciolo di indizi che indichi loro la via per trovare gli Horcrux rimanenti.E anche se c'è un matrimonio da festeggiare e il testamento lasciato da Silente da “decifrare”, Ron, Harry ed Hermione, sono costretti a scappare, perennemente in movimento per non farsi trovare. Il peso di ciò che devono fare, la frustrazione e la solitudine fanno nascere alcuni dissapori che portano Ron ad abbandonare il gruppo. In questa prima parte dell'ultimo capitolo, scottanti rivelazioni sul passato di Silente vengono a galla, uno strano simbolo (quello dei Doni della morte) continua a comparire e loro non possono fidarsi di nessuno. In questo film, più che in tutti gli altri, gli occhi sono puntati su loro tre che compongono quasi tutto il film. La scena del matrimonio è un po' frettolosa, e non viene nemmeno spiegata esaustivamente la storia del giovane Silente, a cui nel libro veniva dato ampio spazio. Sono rimasta un po' delusa dalla visita di Harry ed Hermione a Godric's Hallow', a parte la scena del cimitero, fatta bene, avrei immaginato la cosa un po' più commovente, visto che è il luogo in cui Harry è nato (specialmente quando vede quella che era la sua casa).
Il film è un continuo spostarsi in paesaggi remoti, mentre abbiamo uno scorcio minimo degli altri personaggi. Rimane mitica la scena “Ehy sfigati, lui non è qui” sul treno per Hogwarts, che ci mostra un Neville cresciuto, e molto meno impacciato del solito. Certo, è stranissimo pensare che a vita la Hogwarts possa andare avanti senza il nostro adoratissimo trio. Molto bella anche la scena in cui, sotto effetto della pozione Polisucco, si infiltrano nel Ministero della Magia e ritrovano una vecchia conoscenza poco piacevole (ma come avrà mai fatto a scappare dalla Foresta Proibita?).
I toni del film si fanno più aspri, seri, nessuna risata nella sala comune di Grifondoro, ma solo desolazione, solitudine e speranza che va via via affievolendosi, mentre Voldemort diventa sempre più crudele e forte. Draco Malfoy, sul finale, gioca un piccolo, ruolo fondamentale, che dimostra ancora una volta, nonostante tutto, da che parte stia (mi è sempre piaciuto Draco, e ho sempre creduto che non fosse così cattivo come volesse far credere).Altre sequenze che mi sono piaciute particolarmente, sono quelle con i ghermidori, sia quando rischiano di essere scoperti dal profumo di Hermione (altissima tensione in quella scena), sia quando scappano da loro in mezzo ai boschi. E poi, anche nella tenda, dopo l'abbandono di Ron, molto intensa e tenera la scena in cui Harry ed Hermione ballano insieme.

Valutazione:



Titolo: Harry Poter e i Doni della morte parte 2
Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows part 2
Regia: David Yates
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2011
Durata: 130 min
Cast: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Evanna Lynch, Tom Felton, Julie Walters, Mark William, Ralph Finnes, Alan Rickman, Helena Bonham Carten, Matthew Lewis, Jason Isaac, Maggie Smith, James Phelps, Oliver Phelps, Devon Murray, Warwick Davis, Kelly Mcdonald, Domhnall Gleeson, Clémence Poésy, Jim Broadbent, John Hurt

Trama:
Harry, Ron ed Hermione organizzano un furto alla Gringott, la banca dei maghi, dove è nascosto uno degli Horcrux rimasti. Benché lo recuperino sono costretti a fuggire, e lo fanno in grande stile, liberando un drago dalle segrete della banca. Ed è in groppa a lui che si dirigono ad Hogwarts, pronti a distruggere gli ultimi due Horcrux rimasti e sconfiggere definitivamente Lord Voldemort che radunerà nella scuola tutto il suo esercito scontrandosi contro gli studenti e l'Ordine della Fenice. La battaglia finale ha così inizio, portando con se i caduti e le straordinarie rivelazioni conclusive.

Recensione:
Vedere gli studenti in marcia come un esercito, sotto lo sguardo di Piton è il primo colpo, sintomo di un Hogwarts che non è più quella che abbiamo conosciuto e imparato ad amare noi.
Mi credete se vi dico che ho avuto gli occhi velati di lacrime per tutta la durata del film? Nonostante abbia rivisto più volte questo film, ogni volta è un colpo al cuore. La seconda parte inizia dove la prima si era interrotta, con Harry, Ron ed Hermione a villa Conchiglia, e Voldemort disposto a tutto pur di possedere la bacchetta di Sambuco. I tre, sempre alla disperata ricerca degli Horcrux rimanenti, compiono una missione suicida entrando alla Gringott, per poi tornare a casa, a Hogwarts, che non è più la casa che conoscevamo, quel luogo allegro e accogliente che ci ha cullati fin dall'inizio. Fa un certo effetto vedere gli studenti in marcia come militari senza gioia nei loro volti, senza il calore di un luogo che era stato per anni sicuro e familiare, e ora composto da pochi professori di sempre, ma da tanti seguaci dell'Oscuro Signore, che non ci pensano due volte a torturare gli studenti.
Era destino che tutto finisse dov'era cominciato, ma vedere ogni cosa distrutta, rimanere inerti a guardare cadere e bruciare le pareti di quel luogo magico è estenuante. I nostri tre eroi, come al solito, sono una cosa sola, legati da un'amicizia invidiabile e sempre più profonda (per non parlare del legame tra Ron ed Hermione, che finalmente sboccia!), continuano la loro missioni mentre tutti, nessuno escluso, combattono fino allo stremo per proteggere la propria vita e quella degli altri. Veniamo a scoprire la vera e toccante storia di Piton (a cui io avrei dato più spazio, hanno creato questo passaggio un po' troppo frettolosamente) e facciamo la conoscenza di verità dure e scottati da digerire. 
Harry, lo sappiamo, non si arrende mai. In questi anni abbiamo imparato quanto sia generoso, sempre disposto a sacrificarsi, proteggere coloro che ama, combattere fino all'ultimo anche contro cose più grandi di lui (quando Hermione si offre di andare insieme a lui nel bosco, mi si spezza il cuore ç_ç) Vogliamo parlare poi di Neville? Da ragazzo pasticcione, imbranato e insicuro, ad eroe? Perchè si, sta in prima linea in questo film. Ora coraggioso, sicuro di sè, in grado di farci sorridere concedendoci qualche scena divertente in mezzo a tanta devastazione, e in grado di incitare gli altri. E la McGranitt? Quella donna è una bomba, l'adoro!
Il bene trionferà sul male? O l'Oscuro Signore riuscirà a vincere anche stavolta? Non ve lo sto a dire perchè già lo sapete, e se non è così, che aspettate? Correte a leggervi il libro o a vedervi il film! Durante la visione del film avrei voluto avere con me una fialetta di Felix Felicitis per alleviare le lacrime, ma allo stesso tempo, quando si tratta di Harry Potter, voglio e vorrò sempre vivere la storia con tutta me stessa. Anche se fa male.

Non c'è addio che regga, perchè per me non esiste alcun addio a Harry Potter, ma solo un arrivederci alla prossima maratona. Arrivederci a quando vorrò nuovamente volare in questa incantata e incantevole storia, che è parte della mia vita.



Valutazione:

"Non importa che Harry sia morto. La gente muore tutti i giorni, amici, familiari. Si... abbiamo perso Harry stanotte, ma lui è ancora con noi, qui dentro (si tocca il petto), e così Fred e Remus... Tonks... tutti loro... Non sono morti invano! Ma tu lo sarai perchè ti sbagli, il cuore di Harry batteva per noi, per tutti noi! Non è finita!"

Bisbigli dal Baule

Bisbigli dal Baule #16

12.4.14


Bisbigli dal Baule, è una rubrica a cadenza occasionale (inutile stabilire un giorno, tanto non me lo ricorderei e finirei per non rispettarlo!) dove pubblicherò frasi di libri letti più o meno recentemente, o frasi di film, telefilm... Insomma, citazioni trovate che mi hanno colpito particolarmente e che vorrei condividere con voi.
Se volete partecipare, scrivete un commento con le frasi che più vi piacciono!


“La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L'idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all'istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione.”
Carlos Ruiz Zafòn.


“Il mio posto non è affianco a Edgar Linton più di quanto non sia in paradiso; e se quell’uomo malvagio chiuso là dentro non avesse spinto Heathcliff così in basso, non mi sarebbe mai venuto in mente. Ma ora per me sposare Heathcliff significherebbe degradarmi, perciò non gli dirò mai quanto lo amo; e non perché si attraente, Nelly, ma perché è me più di quanto lo sia io stessa. Di qualunque sostanza siano fatte le anime, le nostre sono uguali, mentre quella di Linton è diversa, come un raggio di luna è diverso da un lampo, o il ghiaccio dal fuoco.”

Emily Brontë, Cime tempestose


«Non serve a niente rifugiarsi nei sogni, Harry, e dimenticarsi di vivere.»

Albus Silente, Harry Potter

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