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The Power of a fangirl #6 (Tag: The Book Burger)

27.12.13

The Power of a Fangirl, è la nuova, insolita rubrica del Baule. Insolita in quanto, al momento, non mi è dato sapere precisamente dove porterà... può succedere di tutto!
Qui raccoglierò i tag, libreschi e non solo, gli oggetti che una fangirl vorrebbe dovrebbe avere, gli sfoghi di una fangirl contagiosa... e chissà che altro potrebbe venire fuori.
Insomma, siete avvisati, "The Power of a Fangirl" è una rubrica ad alto tasso di mattità!


Oggi, un bel tag libresco!
L'ho trovato qualche giorno fa sul blog di Clary, Book Time, e ho pensato di proporvelo oggi, visto che in queste feste abbiamo mangiato troppo, meglio stare un po' leggeri con un semplice panino!

First step. Innanzitutto dobbiamo prendere la prima fetta di pane/panino che faccia da base al nostro burger. Scegli il primo libro di una serie che ti è piaciuto tantissimo.

Sono una fan delle saghe, anche se ultimamente iniziano ad andare un po' troppo di moda per i miei gusti, visto che alcune sono pressochè identiche tra loro.
Sicuramente il primo libro di una serie che ho adorato e amato particolarmente, è Shiver. L'ho scoperto non troppo tempo fa, e ne sono rimasta così incantata, che sono corsa a comprare gli altri due libri della serie di Maggie Stiefvater.
Amore puro.






Second step. Poi ci serve un bell'hamburger. Scegli un libro che hai letto e che ti è piaciuto che abbia più di 400 pagine.
Probabilmente l'ultimo libro letto con più di 400 pagine, è stato proprio questo qui, Shadowhunter: Città di vetro, che è anche quello che mi è piaciuto di più della serie finora. 
Sono in procinto, proprio in questi giorni, di iniziare Città degli angeli caduti!









Third step. Adesso bisogna aggiungere una fetta di formaggio e la lattuga. Scegli due libri leggeri: uno che hai già letto e che ti è piaciuto, l'altro che vuoi leggere ma non l'hai ancora fatto; entrambi devono avere non più di 200 pagine.

Questa è la parte più difficile! Trovare libri così piccini, con meno di 200 pagine non è affatto facile.
Nella mia libreria ho appena adocchiato "Il canto di Natale", la mia versione ha 121 pagine e, anche se l'ho letto quando ero piccola, ricordo che mi era piaciuto molto...e poi è perfetto in questo periodo.
Un libro che voglio leggere, è "La signora delle camelie", di Dumas, Collana Live della Newton Compton ovviamente, che forse (ma forse) ha meno di 200 pagine!


Fourth step. Tocca alle fette di pomodoro. Scegli un libro di grandi dimensioni che hai amato o odiato, che sia tra le 200 e le 400 pagine.



"Novemila giorni e una sola notte" è la mia fetta di pomodoro.
Se non sbaglio, ha circa 320- 330 pagine, e mi è piaciuto tantissimo. L'ho divorato in poco tempo, è una lettura emozionante e coinvolgente, una bellissima storia.









Fifth step. E' il momento della salsa che non hai mai assaggiato prima e non sai se ti piacerà o meno. Scegli un libro che pensavi ti sarebbe piaciuto ma che alla fine hai odiato o un libro che pensavi avresti odiato e che invece ti è piaciuto da morire.

Dai pareri super positivi letti prima di cominciare la lettura di "Uno splendido disastro", ero sicura che questo libro mi avrebbe appassionato... nulla di più sbagliato. Salvo solo la copertina, per il resto, della storia, non mi è piaciuto niente.









Sixth step. E per concludere, ci serve un'altra fetta di pane/panino per chiudere il nostro burger. Scegli l'ultimo libro di una serie di cui stai aspettando impazientemente il seguito o la cui uscita ti tormenta perché non vuoi che la serie finisca.

"Requiem" è la mia fetta di panino, per fortuna non devo attendere poi ancora molto prima che esca!
Ho da poco letto Chaos, che mi ha appassionato ancora più di Delirium, perciò non vedo l'ora di scoprire come si conclude il viaggio di Lena.








Ovviamente siete tutti taggati, se volete potete riportarmi le vostre risposte sotto nei commenti, o i link dei vostri post, se lo pubblicate sui vostri blog :)

News dal baule

Auguri!

24.12.13


La rubrica "Fan Direction", è sospesa fino a nuovo ordine!
Voglio invece, approfittare di questo post, per farvi tantissimi auguri, per un meraviglioso Natale. 
Il Baule domani e dopo festeggia, ci rivediamo (per modo di dire) tra qualche giorno quindi.
Spero che durante queste feste vi divertiate, mangiate squisitezze, troviate, scartando i vostri pacchettini, i regali che più desideravate. 

Che cosa vorrei trovare io sotto l'albero?
Beh, sicuramente una montagna di libri, così tanti da doverne nascondere un pò sotto il letto!
E poi Josh Hutcherson ovviamente, o almeno uno straccio di ragazzo che sia simile a Peeta Mellark (facile no? Non chiedo mica tanto!)
Tanti concerti dei miei gruppi preferiti per il 2014, perchè di musica non ne ho mai, mai, mai abbastanza!
Tornare a capirci qualcosa in Pretty Little Liars, o almeno avere una cavolo di idea su cosa diavolo stia succedendo a Rosewood e chi ci sia davvero dietro all'A-Team (questa è quasi più difficile che trovate un Peeta Mellark)
Trovare tanta ispirazione per nuove storie, e scoprire nuovi gruppi musicali (tanto per allungare poi la list ai concerti a cui vorrei andare)
Trovare un lavoro (altrimenti come ci vado ai concerti?)
Ma soprattutto, essere felice, dopo un 2013 un po' così...

Adoro il Natele, le luci colorate, le musiche, l'atmosfera di magia che si respira, e che in qualche modo ci fa sentire tutti più vicini agli altri. E allora, io vi mando un caloroso abbraccio virtuale!
 Buon Natale!

Chrysalide

Doppia recensione: Un bacio dagli abissi e Ascend - Il regno ritrovato

23.12.13


Anche oggi, mi sono dedicata ad una doppia recensione, perchè come al solito sono avanti con le letture, ma indietro a recensire. Visto che manca poco alla conclusione del 2013, ho pensato di "smantellare" più cose possibili prima che cominci il 2014, visto che ho già una lista infinita  di uscite libresche a cui sto puntando!
I libri di cui vi parlo oggi sono "Un bacio dagli abissi", e "Ascend - il regno ritrovato", capitolo conclusivo della saga dedicata ai Trylle. Ho unito questi due libri in un unico post anche perchè, li accomuna il fatto che non mi sono piaciuti particolarmente e sinceramente non ho trovato nulla di articolare da dire!


Titolo: Un bacio dagli abissi
Autore: Anne Greenwood Brown
Editore: Mondadori
Collana; Chrysalide
Anno: 2012
Prezzo: 16,00 
Pagine: 300


Trama:
Dal giorno in cui Calder e Lily si incontrano sulle sponde del Lago Superiore, niente è più come prima. Abituato ad ammaliare le ragazze con il suo sorriso, Calder crede che conquistare Lily sarà un'impresa facile. Ma si sbaglia. Lily non è come le altre, adora nuotare e scrivere poesie, e fin dal primo istante capisce che le leggende del lago, che parlano di feroci sirene e crudeli tritoni affamati delle emozioni degli essere umani, potrebbero avere un fondamento. Lo legge negli occhi di Clader, che dicono più di mille parole e celano un segreto inconfessabile: lui e le sue sorelle sono emersi dagli abissi per vendicare la morte della loro madre. Ma vicino a Lily, poco a poco, Calder rischia di dimenticare la sua missione...

Recensione:
A parte il cartone Disney della Sirenetta, non ho mai visto o letto nulla sul tema. Il libro parte quindi da un'idea molto interessante e originale, ovvero quella di un sirenetto maschio (lo so, fa ridere), di cui non capita spesso di sentire parlare. Ero quindi molto curiosa di iniziare questa lettura.
Il punto di vista, è quindi maschile, cosa che apprezzo sempre molto, quando l'autrice è una donna.
Il protagonista, Calder, si dimostra fin da subito diverso dalle tre sorelle, sia per la trasformazione (più lunga e dolorosa), sia per il suo non essere affamato di vita come lo sono loro tre.
Il protagonista è pieno di risentimento, e c'è molto spazio per i suoi drammi interiori, cosa che rallenta troppo la narrazione.
Lily invece, se all'inizio mi era piaciuta come personaggio, l'ho rivalutata poi in seguito quando mostra la quasi totale indifferenza riguardo le vere intenzioni di Calder e le motivazioni che l'hanno spinto ad avvicinarsi a lei. Lily vuole salvare Calder da sè stesso, conoscere tutto di lui perchè tra loro sta sbocciando qualcosa, lo capisco, ma il suo comportamento mi ha lasciato in ogni caso un pò basita.
Calder e le sorelle, infatti, per vendicare la morte della loro madre, se la prendono proprio con il padre di Lily, da poco trasferitosi sulle sponde del lago Superiore. Non è un caso, quindi, se Calder inizia ad avvicinarsi a Lily.
L'azione effettiva nella storia, avviene solo verso la fine del libro, ma non è riuscita a convincermi pienamente. Il libro è il primo capitolo di una trilogia, quindi è ovvio che il finale lasci dei punti di domanda in sospeso, ma il modo in cui l'autrice ha deciso di concludere il libro non mi è piaciuto. E' come se tutta la storia sfoci nel nulla. Troppo, troppo semplice come si concludono le cose.
L'autrice, non riesce a descrive appieno la bellezza del luogo principale in cui la storia è ambientata, ovvero il Lago Superiore. E allo stesso modo la figura mitologica della sirena, non affascina come mi aspettavo.
La copertina invece, con i suoi toni cupi e misteriosi, è molto bella.
Storia con del potenziale, che però non mi ha coinvolta, come mi aspettavo.
Peccato.

Valutazione:
♥♥ / e mezzo

Titolo: Ascend
Autore: Amanda Hocking
Editore: Fazi
Collana: Lain
Anno: 2013
Pagine: 259
Prezzo: 9,90

Trama:
Se in Switched. Il segreto del regno perduto Wendy scopriva la sua vera natura e in Torn. Ritorno al regno perduto si trovava a dover scegliere tra istinto e ragione, ora la nostra eroina si trova ad avere l'intero destino di un mondo tra le mani.
Siamo alla resa dei conti finale e Wendy Everly si trova di fronte a una scelta impossibile. Ormai è una donna pienamente consapevole dei suoi poteri, ma l’unico modo per salvare i Trylle dal loro nemico mortale è sacrificare se stessa. Se non si arrenderà ai Vittra, il suo popolo dovrà affrontare una brutale guerra, ma come può Wendy abbandonare tutti i suoi amici, anche se questo fosse l’unico modo di salvarli?
La principessa deve anche decidere chi amare, se Finn o Loki, a entrambi i quali è profondamente legata. Uno di loro due è la sua anima gemella e l’ha capito solo nel momento del più grave pericolo.
Il destino di un intero mondo è nelle mani della ragazza, che seguendo il suo cuore arriverà dove nessuno era mai riuscito, là dove i due popoli conosceranno per la prima volta la pace.


Recensione:
Mi aspettavo grandi cose da questo libro, dopo il secondo volume particolarmente entusiasmante, ma purtroppo le mie aspettative non sono state superate.Il personaggio di Wendy è cambiato radicalmente nel corso dei tre libri...in peggio! Il suo carattere mi era molto piaciuto nei capitoli precedenti, era una ribelle, una ragazza ironica e divertente. Qui è diventata rigida e antipatica, si è talmente adattata al ruolo di futura regina, che non fa che comandare chi le sta attorno senza troppi complimenti. Il dovere prima di tutto, per una futura regina, ok, ma possibile che non venga minimamente scalfita dagli avvenimenti che sconquassano il castello, e le perdite che subisce? Sembra che abbia “spento” i sentimenti, un pò come i vampiri di The Vampire Diaries xDNon mi sono piaciute come si sono risolte le cose nel campo sentimentale (Spoiler: Loki mi piace, ma non è possibile che i suoi travolgenti sentimenti per Finn siano svaniti in un attimo. E poi il fatto che rimanga incinta subito...vabbè!) nè come si conclude il libro.La battaglia finale si risolve in modo semplicissimo e scontato, senza colpi di scena o suspance, due pagine che sviliscono tutta la storia (spoiler: tutta la preparazione per la guerra, e la preoccupazione di un re immortale, per poi scoprire che bastava tagliargli la testa e tutto era finito?)Alcuni personaggi, poi, vengono del tutto dimenticati, rispuntano fuori solo alla fine e non si sa bene cosa abbiano fatto per tutta la durata del libro.L'unica cosa carina, è il glossario con tutti i termini Trylle, utile per rinfrescare la memoria!Finale deludente per questa trilogia.Ultima cosa, la copertina è abbastanza carina (anche se l'originale mi piace di più), peccato per quel 9,90 che non è un bollino che si può staccare, ma è proprio stampato sopra.

Valutazione:
♥♥

Recensioni telefilm

The Carrie Diaries

22.12.13

Titolo: The Carrie Diaries
Regia: Amy B. Harris
Paese: Stati Uniti
Anno: 2013 - in produzione
Genere: period drama, teen drama
Soggetto: Candace Bushnell (romanzo)
Cast: AnnaSophia Robb, Austin Butler, Ellen Wong, Katie Findlay, Stefania Owen, Brendan Dooling, Chloe Bridges, Matt Letscher, Freema Agyeman

Trama:
E’ il 1984 e Carrie Bradshaw, appena 16enne, ha già assaporato il gusto amaro della vita. Da poco orfana di madre, Carrie vive con una sorella minore ingestibile e un padre sopraffatto dalle responsabilità. La vera famiglia di Carrie sono i suoi amici di scuola, ma vivere in periferia nel Connecticut non la entusiasma, nonostante l’arrivo di un nuovo e affascinante studente di nome Sebastian. Quando però Tom offre alla figlia l’opportunità di trasferirsi a Manhattan, Carrie realizza che la sua intera esistenza sta per essere sconvolta.


Recensione:
Avevo cominciato a vedere The Carrie Diaries un pò di mesi fa, poi per questioni di tempo l'avevo lasciato in sospeso, anche perchè le prime puntate non mi avevano fatto impazzire. 

Non sono una fan di Sex and the City, ma da qualche piccolo spezzone che mi è capitato di vedere, ho avuto l'impressione che la Carrie di questo nuovo telefilm sia tutta un'altra cosa rispetto all'originale. Se l'intento dei produttori era solo usare il personaggio come spunto senza ricollegarsi direttamente a Sex and the City, allora ci sta.
Io, non essendo una fan del telefilm originale, ho apprezzato molto questa giovane Carrie.

Partendo dalle prime puntate, non mi erano piaciute molto perchè le avevo trovate un tantino superficiali, soprattutto il modo in cui viene affrontato l'argomento del sesso, in modo si esilarante, ma anche troppo. Avevo paura in una sorta di fotocopia alla “Vita segreta di una teenager americana” (mi è capitato di vederne una puntata...orribile!), ma per fortuna l'ho poi rivalutata.

AnnaSophia Robb, è un'attrice che ho conosciuto in “Un ponte per Terabithia”, dove recitava accanto a Josh Hutcherson. È un film bellissimo, che consiglio a tutti, e AnnaSophia nonostante la giovane età di allora (ma anche di adesso!), aveva interpretato il suo personaggio in modo molto convincente.
Qui è la protagonista, Carrie, una ragazza dolcissima (certo, a vedere l'immagine qui a lato non si direbbe!), responsabile e con la testa sulle spalle, che inizia a compiere I suoi primi passi nel mondo della moda. Una passione che nasce un pò per caso, grazie ad una borsa che Carrie personalizza. Una passione quindi, non viscerale, ma che scopre piano piano con il tempo, grazie all'incontro fortuito con una certa Larissa. L'occasione della ragazza, di entrare a far parte di quel mondo, così distante da lei, ma favoloso, le crea un pò di problemi in famiglia e la costringe a fare spesso delle scelte, tra delle occasioni importanti per il suo futuro e dei momenti dell'adolescenza che una volta passati, non ritornano più.
Carrie è intelligente, spiritosa, molte sentimentale e forse un po' troppo ingenua all'inizio per essere pronta per Manhattan, ma riesce a farsi valere, dimostrando di avere talento anche nella scrittura, che è un suo sogno.
Dorrit, la sorellina di Carrie (non ho idea se esista anche in Sex and the city), per quanto sia testarda, scontrosa e molto sulle sue, mi è piaciuta fin dal principio. Mi è piaciuta la sua anima rock, che in qualche modo usa per cercare di compensare il dolore. Per questo mi ha lasciato un pò sbigottita il suo improvviso cambiamento alla fine...una nota rockettara gliela avrei lasciata!
Scopriamo poi (anche se in maniera molto minore), il padre delle due Bradshaw, che cerca di andare avanti in quelle nuova vita dopo la perdita della moglie, rimasto solo con due figlie adolescenti.
Gli amici di Carrie, Mouse, Walt e Maggie (dubito siano presenti in Sex and the city) sono molto differenti tra loro, e cercano anch'essi di superare ognuno i propri problemi. Mouse è la cervellona della scuola, la competizione è il suo pane quotidiano, tanto che per lei essere prima sembra essere più importante di qualsiasi altra cosa. Walt cerca di scoprire chi è veramente, mentre i dubbi sulla sua identità lo terrorizzano e rischiano di compromettere il suo rapporto con le persone che ama. Maggie invece, sembra una ragazza forte e sicura di sè, ma in realtà è spaventata dal futuro e sembra non riuscire a dimostrare davvero i suoi sentimenti.
Mi piace l'amicizia che lega questi ragazzi, il loro modo di aiutarsi e ascoltarsi a vicenda, spesso mettendo da parte i propri dubbi, per aiutare l'altro. Questo almeno fino all'ultima puntata... mi spiegherò meglio poi nello spoiler più avanti.
Donna LaDonna (ma che nome è?) è la ragazza più popolare della scuola, che nelle serie tv americane pare non debba mancare mai! In realtà non è così cattiva come sembra, ha solamente bisogno di essere idolatrata da tutti, ma non è poi la vipera che vuole far credere.
C'è poi Sebastian Kydd, che è interpretato da Austin Butler. Anche questo attore mi è già capitato di vederlo, nel telefilm Life Unexpected, e da qualche altra parte che ora non ricordo! Sebastian è uno dei ragazzi più carini nella scuola di Carrie, e che è già stato buttato fuori da varie scuole. Ha un rapporto molto conflittuale con i genitori (che sono sempre assenti) e sembra non sapere bene che cosa vuole.
Lui e Carrie sono carinissimi insieme, ma il loro tira e molla è un pò estenuante...anche qui, mi spiego meglio nello spoiler più sotto.
The Carrie Diaries è ambientato negli anni '80 e quindi spopola la moda dell'epoca sia in fatto di vestiti, che non (adoro i vestiti di Carrie *_*) . Pare strano vedere questi liceali andarsene in giro senza stare con il naso attaccato al cellulare...beati loro mi verrebbe quasi da dire!

Quindi, il mio pensiero finale è che, nonostante le prime puntate un po' deboli, questa prima stagione mi è piaciuta. E' un telefilm leggero, simpatico e divertente, ideale anche per esplorare un po' gli anni '80. I personaggi sono bene o male tutti abbastanza caratterizzati, forse io darei più spazio alla vita del padre di Carrie, così magari la serie può essere vista
anche da qualcuno di più grande, perchè ora punta solo alla fascia di pubblico adolescente. In fondo, Sex and the City era seguito da un pubblico femminile adulto, magari se si potessero seguire le avventure/disavventure del padre di Carrie, ci sarebbe qualche spettatore in più!
Ah, e poi AnnaSophia Robb è dolcissima ed è troppo carina, vale la pena vederlo solo per lei!

Spoiler (evidenziate per leggere): Come ho detto, la coppia Carrie-Sebastian, mi piace, ma dopo il grande gesto di Sebastian, nel voler dimostrare davvero cosa prova per Carrie, possibile che dopo solo 1-2 puntate sia già tutto sfumato? Non so quanto tempo sia passato in teoria nel telefilm, ma per noi sono passate solo 2 puntate al massimo prima che la coppia scoppi al primo fraintendimento.
Per quanto riguarda la puntatona finale (la 1x13), in cui fanno la pace, litigano e rifanno la pace, ci sono rimasta male per Maggie, non tanto per il fatto che abbia baciato Sebastian, ma perchè è tornata dal poliziotto pur sapendo che è in procinto di sposarsi.


Valutazione:
 / e mezzo


Ecco alcuni dei vestiti indossati da Carrie nel corso della stagione:

The Power of a Fangirl

The power of a Fangirl #5 (Tag: Telefilm)

20.12.13

The Power of a Fangirl, è la nuova, insolita rubrica del Baule. Insolita in quanto, al momento, non mi è dato sapere precisamente dove porterà... può succedere di tutto!
Qui raccoglierò i tag, libreschi e non solo, gli oggetti che una fangirl vorrebbe dovrebbe avere, gli sfoghi di una fangirl contagiosa... e chissà che altro potrebbe venire fuori.
Insomma, siete avvisati, "The Power of a Fangirl" è una rubrica ad alto tasso di mattità!

Oggi, in questa quinta puntata di "The Power of a Fangirl", vi propongo un tag ideato dalla sottoscritta, dedicato ai telefilm.
Siete tutti taggati, e se vi va, scrivetemi pure nei commenti le vostre risposte, sono curiosisssssima!

1) I tuoi telefilm preferiti
Buffy, The OC e Una mamma per amica preferiti storici, Teen Wolf e Pretty Little Liars quelli scoperti più di recente.

2) Il telefilm che ti ha fatto ridere di più
Friends

3) Quello che ti ha fatto piangere di più
Un telefilm unico, non c'è, ma ci sono delle scene particolarmente toccanti che mi hanno devastata. La morte di Marissa Cooper in The O.C per esempio, o la partenza definitiva di Oz in Buffy.
(Vi sconsiglio la visione se non avete a portata di mano i fazzoletti ç_ç)
Vi giuro, a riguardare questo video mi è venuto un buco allo stomaco!

Questo purtroppo l'ho trovato solo in inglese, e non si vede benissimo, ma giuro che è strappalacrime.
Il dialogo ve lo potrei recitare, per tutte le volte che l'ho guardato.

4) Il telefilm più lungo
Friends ?

5) Quello più corto
Te secret circle, Ringer e Life Unexpected, perchè cancellati (troppo presto a mio parere) per mancanza di ascolti ç_ç



6) Il telefilm che ti sei pentita di vedere/iniziare
Dr House, CSI (e altri del genere poliziesco) e One Three Hills, non li ho mai terminati e non ne sento la necessità, perciò presumo che non mi facessero poi così impzzire.

7) Il finale di stagione più emozionante (non per forza della stagione conclusiva del telefilm, può anche essere la prima stagione, seconda ecc)
Probabilmente Grey's Anatomy, il finale dell'ottava stagione, quello dell'aereo precipitato.

8) Un telefilm che hai abbandonato ma vorresti proseguire
Supernatural. Se solo ricordassi a che stagione sono arrivata!

9) Il telefilm che avresti voluto non finisse mai
Buffy

10) Il particolare di un telefilm che avresti voluto cambiare e che probabilmente avrebbe cambiato gran parte della storia
Non avrei fatto andare via Jess Mariano da Una mamma per amica, è sempre stato il mio grande amore.
Madòòòòò sono una fontana ç_ç

Anche questo l'ho trovato solo in inglese e di pessima qualità.
In pratica Jess chiede a Rory di andare via con lui...una delle scene che più mi piacciono
ma contemporaneamente mi fanno malissimo.

11) Un telefilm, o più di uno, che hai rivalutato nel corso del tempo
The Vampire Diaries, la prima stagione non mi aveva fatto impazzire, ma poi è migliorato.

12) Personaggi preferiti
Buffy, Stiles (Teen Wolf), Oz (Buffy), Jess(Una mamma per amica) e Spencer (Pretty Little Liars)
Stiles Stilinski
Spencer Hastings
13) Frase/i preferita
“La cosa più difficile del mondo, è viverci. Tu abbi coraggio e vivi, per me”
Tratta da Buffy, 5x22
“La morte non colpisce te Lydia, colpisce le persone che restano, Tutta la gente in piedi al tuo funerale che si domandano come farà a vivere il resto della vita senza di te." 
Tratta da Teen Wolf, 2x12

14) Scena/e preferita
Premetto che questa domanda è difficilissima (me le vado proprio a cercare eh, visto che l'ho pensata io!), ho almeno una scena preferita per ogni telefilm che guardo, perciò la lista sarebbe infinita! Per non fare preferenze tra i miei preferiti, scelgo la scena di un telefilm recentissimo, Reign. Mi è piaciuto molto quando Mary e le sue amiche, arrivate a palazzo da poco, si sono messe a ballare e poi c'è stata la “pioggia” di piume.

Uffa, non ho trovato il video con solo questa scena :(
In compenso ci sono un sacco di video Mary/Francis O Mary/Bash!


Mi raccomando, voglio sapere le vostre risposte!
Al prossimo tag! :)

Dal grande schermo

Doppia recensione: I Puffi 2 e Frankweenie

19.12.13

Buongiorno lettori del Baule!
Oggi vi parlo oggi di due cartoni film d'animazione, che ho visto un pò di tempo fa, molto diversi tra loro. Sto parlando di Frankenweenie, ispirato a Frankenstein, e i Puffi 2 (che in realtà è un cartone a metà!)

Titolo: I Puffi 2
Regia: Raja Gosnell
Paese: USA
Genere: Animazione
Durata: 105 min.
Anno: 2013

Trama:
Il malvagio stregone Gargamella crea una coppia di dispettose creature simili ai puffi, i Monelli, con cui spera di catturare la loro magica "essenza blu". Ma quando scopre che solo un vero puffo può dargli ciò che cerca e che solo un incantesimo segreto conosciuto da Puffetta può trasformare i Monelli in veri puffi, Gargamella rapisce Puffetta e la porta a Parigi, dove è conosciuto e ammirato da milioni di persone come lo stregone migliore del mondo. Toccherà a Grande Puffo, Tontolone, Quattrocchi e Vanitoso tornare nel nostro mondo, incontrare i loro amici Patrick e Grace Winslow e salvarla! E Puffetta, che si è sempre sentita diversa dagli altri puffi, instaurerà un legame speciale con i Monelli, Vexy e Hackus, o si lascerà convincere dai Puffi che il loro amore per lei è Vero Blu?

Recensione:
Ho adorato il primo episodio dei Puffi, che avevo visto con la mia nipotina di tre anni, lei era così entusiasta, che per giorni non ha fatto che ripetere “Io sono il Puffo Coraggioso!”. Quando una mia amica mi ha proposto di andare a vedere il secondo film, ero ben felice di accontentarla. Vi parlo di un paio di mesi fa, quando il film era uscito nelle sale, per questioni di tempo e voglia, lo recensisco solamente oggi...meglio tardi che mai!
La protagonista indiscussa di questo film è Puffetta e si percorre un pò la storia di come è stata creata. Nuovi personaggi entrano in scena, sia animati che in carne e ossa. Il Villaggio dei Puffi è sempre più carino e accogliente, così come la bellissima Parigi, in cui il film è ambientato, perchè Gargamella ormai è diventato famoso, e si esibisce nei suoi spettacoli di magia.
Il gatto Birba, è molto più “interattivo” e comunicativo del primo film, i Puffi che corrono in soccorso di Puffetta, non sono quelli del primo film, ne conosciamo così altri, tra cui Puffo Vanitoso che mi ha fatto veramente troppo ridere! É il personaggio che scatena più risate secondo me, con il suo narcisismo che spicca nei momenti meno opportuni, offre battute esilaranti in continuazione. Vogliamo poi parlare di Brontolone che si improvvisa ottimista? O dell'esistenza di  Puffo passivo-aggressivo?xD
Anche in questo film troviamo la famiglia Winslow, allargata rispetto al primo capitolo, perchè  i due hanno avuto un bambino, Blu, e perchè è presente anche il nonno, con cui Patrick ha un rapporto particolarmente difficile. Il bambino non è proprio piccino, e questo ci fa capire che sono passati alcuni anni dall'ultimo viaggio dei Puffi nel mondo reale. Gli umani sono importanti per la missione, ma sono i Puffi mandati in città, ad essere davvero essenziali per il salvataggio di Puffetta.
Puffetta, è molto meno sprovveduta di quanto tutti credano, e così tra un nuovo taglio di capelli (nooo!) e due Puffi monelli (che poi troppo monelli non sono), imparerà a credere di più in sè stessa e nella sua appartenenza al mondo di queste creaturine blu.
È un film per la famiglia, con un finale scontato, ma i bambini il lieto fine se lo meritano tutto, sempre, e poi piace tanto anche a me che le cose in fondo si sistemino allegramente!
E' coloratissimo e ricco i battute divertenti, un film piacevole per passare qualche ora tra le buffe creaturine con cui, un po' tutti, siamo cresciuti.


Valutazione:
 



Titolo: Frankenweenie
Regia: Tim Burton
Paese: USA
Genere: Animazione
Durata: 87 min.
Anno: 2012

Trama:
Frankenweenie è il racconto di un bambino Victor e del suo cane Sparky. Dopo aver inaspettatamente perso il suo adorato cucciolo, il giovane Victor sfrutta il potere della scienza per riportare in vita il suo amico, ma con qualche lieve variazione. Il ragazzo prova a nascondere la sua creazione cucita in casa, ma quando Sparky esce i compagni di scuola di Victor, gli insegnanti e l'intera città scoprono che "tenere al guinzaglio una nuova vita" può essere mostruoso.

Recensione:
Dai toni colorati e gioiosi dei Puffi, passiamo a quelli più particolari offerti da Tim Burton, che non scade mai nel convenzionale, creando lavori sempre fuori dal comune. Frankenweenie sarà anche ricco di sfumature scure, ma è comunque capace di raccontare una storia dai tratti profondi.
Per Burton vedere approdare sullo schermo Frankenweenie, è stata come la realizzazione di un sogno. La storia, infatti non è nuova, il regista l'aveva già girata (come cortometraggio però) nel 1994 ma aveva avuto ben poco successo. Caparbio e testardo, è riuscito finalmente a portare alla luce questo piccolo gioiellino nel 2012
Ho visto parecchi film di Tim Burton, perchè adoro Johnny Depp, e come molti di voi sapranno, i due hanno lavorato parecchie volte insieme. Non si può amare uno senza amare anche l'altro, pacchetto completo o niente. Burton è per me un mito del cinema, eclettico e dai toni gotici, riesce portare il suo tratto rivoluzionario in qualsiasi storia.
I bambini protagonisti sono tipici del regista. Non sono perfetti come quelli che siamo abituati a vedere nei film d'animazione, anzi...occhi a palla, gobba, troppo alti o troppo cicciottelli, fanno quasi un po' paura!
Il protagonista non sembra per niente un bimbetto spaurito delle elementari, definirlo “bambino” infatti mi suona parecchio strano, ma il suo cagnolino è adorabile, il loro rapporto è speciale e la storia è commovente. Il protagonista è un emarginato, non tanto per il suo aspetto (è il più “normale” tra i suoi amici), quanto per il carattere chiuso, e i suoi interessi. La scienza, infatti, è la grande passione in qui si sente ferratissimo, e per questo viene incompreso dai compagni. É proprio un progetto di scienze, ciò che gli dà la spinta per provare l'esperimento che potrebbe riportare in vita il suo cucciolo. Il suo genio viene fuori così, e la gelosia di tutti inizia ad emergere.
Il film mi è piaciuto molto, ho trovato Sparky tenerissimo, anche se dopo la "resurrezione" non è in ottime condizioni... faceva più impressione la bimba (non ricordo come si chiama) con gli occhi a palla fuori dalle orbite! Il rapporto tra Victor e Sparky mi ha davvero commosso, Burton ha dimostrato di saper creare una storia dolcissima, anche senza l'utilizzo di colori o effetti speciali troppo particolari.
Come per i due film d'animazione precedenti, “Nghtmare before Christmas” e “La sposa cadavere”, anche qui le atmosfere sono gotiche e tenebrose, in particolare, Frankenweenie, è totalmente in bianco e nero ed è stato girato con la tecnica dello stop motion e in 3D.  Il film è anche stato candidato agli Oscar 2013 come miglior film d'animazione (ha vinto però Ribelle - The Brave, che io adoooro!).

Valutazione:


Cinque Stelle

Chaos

18.12.13


Titolo: Chaos
Autore: Lauren Olivier
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Serie: Delirium #2
Anno: 2013
Pagine: 317
Prezzo: 17,00

Trama:

Nel mondo di Lena l'amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo. Lena non vede l'ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell'esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L'amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto... Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall'altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex...

Recensione:
Ho appena finito di leggere Chaos e mille emozioni diverse mi attanagliano lo stomaco. Il primo libro, Delirium, mi era piaciuto, ma questo mi ha veramente fatto impazzire!
Cosa bizzarra, perchè trovo che di solito i libri di mezzo siano i più scadenti. Più complicati da scrivere e da leggere, una sorta di ponte tra l'inizio e la fine della storia, risultando spesso deboli. Chaos ha assolutamente superato indenne questa prova.


Chaos comincia esattamente dove Delirium si era interrotto, ovvero all'arrivo di Lena nelle Terre Selvagge. I suoi primi giorni in quei luoghi sconosciuti, sono confusi e dolorosi perchè la perdita di Alex, fa più male del dolore fisico che si è procurata scappando da Portland. 
Nell'accampamento in cui viene curata, conosce Reven, una ragazza dura e carismatica, che convincerà Lena ad andare avanti. La nostra protagonista infatti, entra a far parte della Resistenza, torna in città e si "mimetizza" con gli altri curati con un solo scopo: seguire Julian Fineman, figlio del capo dell'ALD, il movimento a favore della cura. Qualcosa però va storto e i due, Lena e Julian, vengono catturati insieme, dalle Iene (Invalidi violenti e ribelli).

La narrazione procede per tutto il libro con un ritmo incalzante, velocissimo, un chaos di avvenimenti (in senso positivo eh! Perchè capitano una miriade di cose) e colpi di scena, capaci di far trattenere il respiro. A circa metà libro non sono più stata capace di fermarmi, e l'ho finito di filata, con un batticuore che mi rimbombava fin nelle orecchie.
La narrazione si divide di capitolo in capitolo in “Prima” (ovvero all'arrivo di Lena nella Terre Selvagge) e in “Dopo” (quando Lena diventa parte attiva della resistenza).

"Qualcosa deve morire in modo che altri possano sopravvivere."

Lena mi è piaciuta molto di più che nel primo libro, combattiva, tosta, cambiata eppure sempre la stessa dentro, nell'anima, perchè come dice lei stessa: "Non ci si libera dalla paura in un colpo solo, non è possibile."
Le persone presenti nella sua vecchia vita, appaiono qui solo in maniera astratta, dentro di lei, mentre nuovi personaggi fanno breccia nella sua vita, e quindi anche nella nostra.
Alex non c'è più e lei in qualche modo deve procedere da sola in quel nuovo mondo così opposto a tutto ciò che Portland le aveva fatto conoscere fino a quel momento.
Raven è un personaggio un pò ambiguo, ma che mi è piaciuto. Si tiene tutto dentro cercando di non lasciarsi sfuggire niente, ma è più simile a Lena di quanto voglia far vedere. Oltre a lei, Lena conoscerà anche Tack, Blu, Sarah e altri invalidi che come lei, vagano per le Terre Selvagge cercando di sopravvivere.

Non posso non parlare di Julian, che mi ha rapito il cuore in modo totale. Sembra tremendamente piccolo e indifeso rispetto a Lena (nonostante lei sia da poco entrata a far parte dei “ribelli”), perchè il suo credere ciecamente nella pericolosità del Delirium e in quello che l'ALD professa, l'hanno portato a non sapere e provare così tante cose, che sembra avere a tratti una personalità infantile, ma tanto, tanto dolce. Per quanto sia spaventato, non può fare a meno di essere curioso ed avere bisogno di lei, che si dimostra sorprendentemente coraggiosa e forte anche dal punto di vista fisico.

Ho adorato lo stile di Lauren Olivier in questo libro, l'introspettività e la caratterizzazione di Lena, ma anche lo spessore degli altri personaggi.
L'ambientazione è varia e passa dalla città agli spazi rurali e spogli.
Questo libro mi ha coinvolto davvero tantissimo, mentre lo leggevo riuscivo a sentire sulla mia pelle tutto il dolore e la sconfitta di Lena dopo aver superato la recinzione, tutta la determinazione nel voler diventare forte, e i sentimenti inspiegabili che pian piano nascevano nel suo cuore nei confronti di Julian.

"Se sei intelligente, ti sta a cuore. E se ti sta a cuore, ami."

Il finale poi, per quanto me lo aspettassi (ero certa, certa, certa che si sarebbe concluso così), mi ha comunque colta di sorpresa, del tipo “NON CI POSSO CREDERE!”.
Sono felice di aver aspettato fino ad adesso a leggere questo libro, così non devo attendere troppo per Requiem, che uscirà il 28 gennaio...giusto qualche giorno dopo il mio compleanno, ma non fatevi problemi, accetto regali anche in ritardo!

SPOILER (evidenziate per leggere): Ho desiderato ardentemente che Alex tornasse all'inizio, ed ero sicurissima che si sarebbe fatto vivo sul finale. Nel primo libro mi è piaciuto molto, ma poi è arrivato Julian e non ci ho visto più!
Sono terrorizzata da come andrà a finire, mi sa che tra i due, sarà Alex a spuntarla.

VALUTAZIONE:
♥♥♥♥♥
Difficile riuscire a staccarsi da questo libro.
Elettrizzante.


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