Dal grande schermo

Speciale Premiere Catching Fire #1

16.11.13

Come sapete, se avete letto alcuni post precedenti, non sono riuscita ad andare alla premiere italiana di Catching Fire (*piange*)
Non posso non condividere con voi però, un pò di chicche.
Oggi parto con la super premiere londinese, dov'erano presenti oltre al trio (Jenn, Josh e Liam), e al regista Francis Lawrence, anche: Willow Shields, Stanley Tucci (Cesar), Donald Sutherland, Jena Malone, Sam Clafin, Elizabeth Banks.

Iniziamo da una foto tutta al femminile!
Non so come facessero a non congelare con questi vestitini!
"Do you want a sugar cube?????"
Sono molto curiosa di vedere Sam nei panni di Finnick!
Joshifer is real? Poor Liam!

Che carine!
Jena Malone sembra simpaticissima.
Sm Clafin con la moglie, sono troppo teneri questi due *_*
x: «Come stai?»
Jennifer: «Sto bene! Ho appena trovato due mentine nella mia tasca!»

Jennifer mi fa sempre morir dal ridere!


L'amore mio *______*
Che occhi, mamma mia!!!!
Foto di gruppo!
Comunque, il nostro cast, è composto tutto da matti!

Qui trovate un pezzettino di premiere che mi ha davvero commosso, giuro.
E' una ragazza dolcissima Jenn.

Domani, un'altra carrellata di foto dalle altre premiere!

Recensioni telefilm

Under the Dome

15.11.13


No, non sto seguendo tanti telefilm.
Disse quella che ogni settimana cercava di districarsi tra il guardare The Vampire Diaries, The Originals, Ravenswood, Gossip Girl e Teen Wolf.
E, non contenta, avendo appena finito Under the dome (di cui vi parlerò oggi) e Bates Motel, ho pure visto il pilot di The tomorrow people. C'è da dire, a mia discolpa, che Gossip Girl, è l'ultima serie e sono solo 10 episodi, perciò dovrei concluderla in fretta, il pilot di The tomorrow people non mi è piaciuto granché quindi non credo che lo continuerò, e gli episodi di Teen Wolf che stanno mandando in onda su Sky, li ho già visti.
Certo, poi c'è da calcolare il fatto che presto inizieranno anche Sleepy Hollow e Witches of East End e io rischierò definitivamente di impazzire!




Titolo: Under the dome
Paese: Stati Uniti
Anno: 2013 – in produzione
Genere: drammatico/fantascienza
Soggetto: Stephen King
Ideatore: Brian K. Vaughan
Cast: Mike Vogel, Rachelle Lefevre, Britt Robertson, Natalie Matrinez, Dean Norris, Jeff Fahey






Recensione:
Dopo avervi parlato del pilot qua, vi racconto un po' che ne penso di questa prima stagione di Under the Dome.
Avevo iniziato a vederlo su Raidue, visto che per una volta tanto c'era così poca differenza rispetto la messa in onda americana, peccato che dopo un po' il palinsesto ha iniziato a diventare fin troppo ballerino per i miei gusti, com'è successo anche con Bates Motel. Infastidita, l'ho abbandonato, e ho ripreso a vedere le ultimissime puntate pochi giorni fa.

La fantascienza, non è esattamente la mia passione, anzi, ma il pilot mi aveva parecchio entusiasmato, ed essendo la storia partorita dal quel genio che è Stephen King, Under the Dome era una bella novità che non mi volevo assolutamente perdere.
Sotto la cupola, oltre ad avere molte domande sul destino di Chester's Mill, impariamo a conoscere tutti gli abitanti di questa città, e gli altarini in cui sono immischiati.
Alcuni personaggi sono ben caratterizzati, altri solamente accennati, probabilmente perchè meno importanti, (come per esempio i due tizi che lavorano alla radio e sbucano fuori solo di tanto in tanto).
L'isolamento della cittadina, porta numerosissimi problemi, come la mancanza di cibo e acqua o la scorta di medicinali che scarseggia  e così la città inizia a cadere nell'isteria. La gente non sa più di chi fidarsi, tutti iniziano ad avere tremendamente bisogno di qualcosa e la disperazione porta a gesti folli.
Certo, se poi pensiamo che uno dei "poliziotti" ha segregato la sua ragazza nel sotterraneo, non c'è tanto da stare tranquilli...ma i poliziotti veri dove sono finiti?
Mentre gli adulti sono alle prese con un sacco di problemi, sono i più piccoli a voler scoprire (forse perché sono gli unici che possono farlo) cosa diavolo sia quella dannata cupola che li ha tagliati fuori dal resto del mondo.
Una cosa che non sono riuscita a capire, è la vastità di Chester's Mill. All'inizio lo immaginavo come un paesino abbastanza piccolo, ma nel corso della stagione, se ne scoprono lati (come il fiume), che lo mostrano molto più ampio.
A parte il pilot molto ricco, nel corso di questa stagione, gli effetti speciali non sono numerosi, ma ci sono molte sorprese. Gli abitanti di questa città sono pieni di risorse, ma anche di questioni irrisolte, che vogliono mantenere segrete, ma che rischiano di compromettere la vita di tutta Chester's Mill.
I personaggi che mi piacciono di più, sono probabilmente Julia e Angie (mi piace tantissimo Britt Robertson) e Mike Vogel poi, ha il suo perchè, ma il nome/soprannome Barbie, proprio non si può sentire!
Essendo, la serie, stata promossa ad una seconda stagione, i punti di domanda lasciato in sospeso a fine stagione, son ancora tanti. Ho trovato alcuni episodi troppo lenti e noiosi, dove non succedeva praticamente nulla, ad altri molto più ricchi ed entusiasmanti. Alcuni dettagli, non mi convincono completamente, ma nel complesso la serie è carina, anche se poteva essere affrontata un po' meglio visto che l'idea di partenza era buonissima. Stephen King, d'altronde, è supervisore delle sceneggiature, quindi chi meglio di lui sa come affrontare le questioni della sua storia?
Speriamo in qualcosa di meglio nella seconda stagione!

Valutazione:

Trailer
(Blogger non mi trova quello in italiano, ma c'è, date un'occhiata su Youtube)


The Power of a Fangirl

The Power of a Fangirl #3

14.11.13

The Power of a Fangirl, è la nuova, insolita rubrica del Baule. Insolita in quanto, al momento, non mi è dato sapere precisamente dove porterà... può succedere di tutto!
Qui raccoglierò i tag, libreschi e non solo, gli oggetti che una fangirl vorrebbe dovrebbe avere, gli sfoghi di una fangirl contagiosa... e chissà che altro potrebbe venire fuori.
Insomma, siete avvisati, "The Power of a Fangirl" è una rubrica ad alto tasso di mattità!


...della serie, "Confidenze di una Fangirl contagiosa e depressa".
Lacrime amare, scandiscono questi miei giorni, anzi settimane, da quando ho scoperto di non poter più andare alla premiere de "La ragazza di fuoco" che si tiene proprio oggi a Roma.
Tralasciando i motivi, ma soprattutto le "amiche" che prima ti promettono di accompagnarti e poi ti abbandonano come se niente fosse, finchè è durato, è stato bello sognare di poterci andare. Peccato che oggi, però, sto proprio giù!
Nonostante sia una pazza e scatenata amante della musica, non sono mai partita per andare ad un concerto fuori dalla mia ragione (beh, sono fortunata, abitando a Milano), ma per questa premiere, avrei fatto la pazzia, e ci credevo davvero. 
Ho creduto davvero che sarei riuscita a volare a Roma e incontrare Josh Hutcherson, uno dei miei attori preferiti, ma anche il resto del cast, di questo film, a cui io tengo particolarmente, perchè Hunger Games è tra le mie serie preferite, una storia che mi ha regalato emozioni forti e che ogni volta che la rileggo, è capace di sorprendermi come poche altre.
Ho creduto davvero che mi sarei trovata davanti quella simpaticissima, magnifica, stupenda ragazza che è Jennifer Lawrece e che, se fossi stata davvero tanto fortunata, sarei tornata a casa con almeno un autografo di qualcuno del cast.
Ho creduto davvero che tornata a casa, per giorni non avrei fatto altro che raccontare dettagliatamente per filo e per segno ciò che era successo, ciò che avevo visto, ma soprattutto ciò che avevo provato realizzando un desiderio.
Ho creduto che avrei assistito per la prima volta in vita mi ad una premiere, ad un red carpet, e che ne sarei uscita senza voce a furia di urlare "Josh, sposami"
E invece nulla, tutto sfumato, il mio sogno scoppiato come una bolla di sapone.
So che oggi non sono l'unica depressa, delusa e desolata per non essere a quella dannata premiere, e sappiate Tributi rimasti a casa, che vi sono vicina!
E voi Tributi che state là a Roma, "Fate che si ricordino di voi/noi", e magari riusciremo ad ottenere un'altra premiere per "Il canto della rivolta" a cui, dovessi vendere un rene, ci sarò!!!
E così, dovrò aspettare nuovamente per dichiarare tutto il mio amore a quel grande uomo gnomo di Josh 

Editrice Nord

Novemila giorni e una sola notte

13.11.13


Titolo: Novemila giorni e una sola notte
Autore: Jessica Brockmole
Editore: Nord
Anno: 2013
Pagine: 332
Prezzo: 16,00

Trama:
"Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi..."

E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l'oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro Salutato da critica e lettori come il libro-evento dell'anno, Novemila giorni e una sola notte è un inno struggente alla magia delle parole e alla forza di un amore così grande da superare il tempo e la lontananza. Perché se una lettera non è mai soltanto una lettera, un romanzo non è mai soltanto un romanzo. È lo specchio della nostra vita. 

Recensione:
Solitamente, non sono una grande fan dei romanzi epistolari, ma per “Novemila giorni e una sola notte”, qualcosa mi suggeriva che questo libro potesse essere un'eccezione ai miei soliti gusti.Nonostante sia privo di prosa, le lettere sono così ben scritte e “vere”, tanto che fatico ancora adesso a credere che Sue e Davey siano solo il frutto della fervida immaginazione della scrittrice. Le loro lettere non si limitano a suggerire, ma ci raccontano dettagliatamente ciò che stanno affrontando i personaggi. I due si aprono totalmente, confidandosi sogni, speranze, paure e delusioni, si raccontano e ci raccontano dei loro due mondi così diversi.Il romanzo è composto da due voci, Elspeth e Margaret che di capitolo in capitolo si alterano, raccontandoci gli anni della prima guerra mondiale e la nascita dell'amicizia tra Davey e Sue, agli anni della seconda guerra mondiale e il bisogno di Margaret di conoscere il proprio passato, le sue radici e il misterioso “primo capitolo” della vita della madre.Le missive sono semplici, chiare e anche simpatiche da un certo punto di vista. I due ragazzi infatti (ripeto, per tutta la durata del libro mi sono sembrati tremendamente reali), si dimostrano subito come persone solari, ironiche, spontanee, affascinanti e capaci di sapersi prendere in giro. Anche, però, bisognose di avere qualcuno a cui aprire il cuore, senza nascondere nulla.
E quello che inizia come un "gioco", come un semplice scambio di opinioni e di frammenti di vita, si fa via via più profondo, creando una trama fitta che avvicina i due ragazzi, nonostante la distanza geografica e i problemi che li separano.
E' stato un modo del tutto nuovo questo, per me, di imparare a conoscere i personaggi, essendo il libro privo di discorsi diretti. L'autrice è stata bravissima a farci vivere la storia attraverso le parole scambiate di nascosto di Davey e Sue che, durante la lattura, mi sembrava davvero di conoscere.
Questo libro ci fa fare il giro del mondo, Scozia, Londra, Illinois, Parigi...ma l'ambiente più descritto e poetico, rimane l'isola di Skye, che mi ha fato venire un immensa voglia di volare in Scozia! Paesaggi con vette verdeggianti, prati ricoperti dai fiori più disparati, natura incontaminata, un silenzio irreale...esiste forse posto migliore?
Esordio strabiliante per questa autrice, che ha saputo creare una storia commovente, un amore travolgente, tanto potente che rifiuta di essere succube, lotta contro tutto, anche contro la crudeltà della guerra.
Una lettera non è mai solamente una lettera”, la Brockmole lo dimostra, e porta nel suo libro, anche la nostalgia del sapore magico che inchiostro e carta hanno sempre avuto. Sapore che, un sms, una mail e uno schermo freddo, non sapranno mai custodire.

Valutazione:
♥♥♥♥ e mezzo


BOOKTRAILER:
(é davvero bello, merita di essere visto)

Fan Direction

Fan Direction #21

12.11.13


E' con estremo piacere che oggi apro una nuova rubrica: Fan Direction (attenzione, niente a che fare con gli One Direction eh!)
In ogni puntata di questa rubrica a cadenza settimanale (martedì) vi presenterò un attore/attrice, cantante che mi piace, tessendone le lodi... ovvero con la biografia/ filmografia/discografia/qualche news ma soprattutto tante foto, giusto per rifarci un po' gli occhi.
Da dipendente assoluta dei telefilm (ma anche film), sono tanti gli attori per cui ogni tanto mi fisso, così voglio far innamorare un po' anche voi di loro!
Rubrica liberamente inspirata a "Giovedì gnocchi" del blog Il diario (poco) segreto di una fangirl, ne ho cambiato il titolo (spassosissimo) semplicemente perchè presenterò anche esemplari figherrimi di sesso femminile!
Oggi si parla di...

AnnaSophia Robb

La graziosa attrice statunitense AnnaSophia Robb, nasce a Denver l'8 dicembre dell'anno 1993.


La sua prima comparsa sugli schermi, è stata nelle pubblicità di Bratz e McDonald's.
Ha poi partecipato come protagonista ai film "Samantha: An American Girl Holiday" e successivamente in "Il mio amico a quattro zampe" con Jeff Daniels.


Ha successivamente interpretato Violet nell'adattamento cinematografico de "La fabbrica di cioccolato" con Johnny Depp e poi Leslie Burke nel film "Un ponte per Terabithia" al fianco di Josh Hutcherson.
(Josh e Johnny, due dei miei attori preferiti....quanto la sto invidiando grrr!!!)


Nel 2007, è protagonista del film "I segni del male" con Hilary Swank, dove interpreta la "figlia del demonio". Nel 2008, la vediamo in altre due pellicole, "Sleepwalking" con Charlize Theron e nel film "Jumper".


Nel 2011 ottiene nuovamente un ruolo da protagonista in "Soul Surfer", dove AnnaSophia interpreta la campionessa di surf Bethany Hamilton, che nonostante l'attacco di uno squalo che nlle costò u braccio, continuò comunque a gareggiare nelle competizioni.


Dal 2013 è impegnata con il canale CW nella serie tv The Carrie Diaries di cui è iniziata in questi giorni la seconda stagione.


Follow Us @soratemplates