Era da un po' che non leggevo un libro di narrativa come "L'ultimo regalo", con incastri perfettamente combacianti e colpi di scena in grado di tenere altissima la mia attenzione dall'inizio alla fine.
Kathryn Hughes, già autrice di "La lettera" è riuscita a creare una storia molto intensa e interessante:
Violet e Tara sono le protagoniste della storia, madre e figlia, non navigano nell'oro, anzi, le loro ristrettezze economiche e i problemi quotidiani portano le due donne ad allontanarsi, fino a perdersi completamente di vista.
La storia si svolge su due archi temporali, abbiamo le due nel passato, quando cercano di sbarcare il lunario e finiscono per abitare sopra un negozio di ferramenta, per immergerci poi nel presente, con Tara ormai adulta, madre ed ex moglie.
Dopo numerosi anni senza avere più notizie della madre, Tara riceve improvvisamente una telefonata da un avvocato londinese, che le consegna la chiave di una cassetta di sicurezza.
Da lì partono le ricerche di Tara, nel tentativo di ritrovare la madre ormai perduta da tempo, o almeno di scoprire cosa le sia successo dopo che partì con un uomo facoltoso con cui si frequentava durante l'adolescenza di Tara e da quel viaggio, Violet non tornò mai.
Ciò che all'inizio del romanzo sembra apparentemente disconnesso, trova nel corso della storia il perfetto incastro che permette al lettore di sbrogliare tutti i fili del romanzo, in modo da connettere tutte le storie e gli archi temporali che la Hughes mette in atto.
L'autrice è stata bravissima a dare alla storia numerose sfumature di genere, il romanzo ha infatti delle venature quasi da giallo e thriller, ma narra chiaramente anche il rapporto indissolubile tra una madre e una figlia, l'amicizia duratura che può sopravvivere al tempo e alle distanze, ma anche un legame che nasce quasi per caso e unisce nonostante una vasta differenza d'età .
Il romanzo porta un cambio d'ambientazione, passiamo infatti da Londra alla Spagna. La caratterizzazione dei personaggi principali, specialmente di Violet e Tara, è molto delineata, manca forse una marcatura in alcuni dei personaggi secondari, che risultano invece un po' abbozzati.
Sono rimasta affascinata da questo libro, l'autrice è riuscita a tenere altissima la mia attenzione dall'inizio alla fine del romanzo, con un intreccio perfettamente architettato, un ritmo narrativo veloce e uno stile semplice ma scorrevolissimo e carico di suspance che mi hanno portata chiedermi pagina dopo pagina dove volesse andare a parare, ma soprattutto quali segreti si nascondessero dietro la sparizione di Violet.
Trama:
In una casa color pervinca baciata dal sole, in cui da ogni finestra si vede il mare, quattro fratelli, ragazzi e ragazze tra i tredici e i diciotto anni, madre, padre e due cugini trentenni riempiono quelle giornate spensierate con la spiaggia, i giochi, le serate lunghissime passate tutti insieme cenando in giardino, e un matrimonio da organizzare. Le vacanze sono appena cominciate, l’estate sembra allungarsi all’infinito con la sua promessa di una tranquilla, struggente felicità . Poi arrivano i fratelli Godden: irresistibile e affascinante Kit, scontroso e taciturno Hugo. Tutt’a un tratto, c’è un serpente in paradiso e niente sarà più come prima. Dall’autrice di Come vivo ora, un romanzo di formazione potente e senza tempo, come Bonjour Tristesse e Ho un castello nel cuore.
Un attimo perfetto, di Meg Rosoff è un romanzo di formazione dai risvolti inediti.
Comincia come una storia già vista, una famiglia che si riunisce per passare le vacanze estive insieme, in una casa che si affaccia sul mare, fratelli e sorelle ognuno persi nelle proprie passioni, c'è chi studia i pipistrelli e chi va a cavallo, e poi c'è la nostra protagonista, che invece narra con minuziosa attenzione, ciò che accade attorno a lei.
Perchè a sconvolgere un estate che all'apparenza inizia come tutte le altre, è l'arrivo di due fratelli, i Godden, Kit e Hugo, l'uno l'opposto dell'altro, figli di una famosa attrice e quindi una gran bella novità per la famiglia.
Il romanzo è piuttosto breve, circa 200 pagine, è riuscito a stupirmi in quanto è risultato per certi aspetti originale e molto ben costruito. Non accade esattamente ciò che mi ero aspettata, bensì sul finale c'è un colpo di scena che cambia completamente la visione intera del romanzo e permette di affrontare diversi temi.
I personaggi creati dalla Rosoff sono diversi, ma posso dire di averli trovati tutti distinti e delineati caratterialmente bene. Ognuno ha i propri interessi, i propri lati oscuri e ciò che all'apparenza pare perfetto, finirà per mostrare tutti i lati più in ombra e umani.
Ciò che porta con sè anche questo libro, è l'amore estivo tra Kit e Mattie, la sorella della protagonista. I due sembrano una coppia più che affiatata, belli e divertenti, ma ciò che troppo luccica, può nascondere poi lati più scuri . Una delle tematiche su cui si sofferma la protagonista, infatti, è quello della bellezza estetica, di come possa semplificare diversi aspetti della quotidianità e di come, chi ne è sprovvisto, si senta indubbiamente inferiore. Ciò che fuoriesce dal racconto della protagonista, è però il chiaro dipinto di come le insidie e i tradimenti, siano nascosti in ogni dove, basta semplicemente scalfire un po' la superficie, per scoprire le zone d'ombra di ciò che all'apparenza pare perfetto, luminoso e raggiante.
Lo stile dell'autrice è semplice, lineare, è un romanzo si legge fluidamente, nonostante buona parte del libro ci venga raccontato con movimenti lenti, scene ben descritte che seguono la protagonista senza nome nella quotidianità , fino ad un evoluzione di trama che appare solo verso la fine della storia.
Autore: Elena Molini
Editore: Mondadori
Anno: 2020
Pagine:276
Prezzo: 19,00
Trama:
A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità : guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.
E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie.
Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo.
Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono?
In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.
Ad attrarmi è stata senza dubbio la trama , perchè un libro che parla di libri è fin da sempre una grande attrattiva per i lettori.
La storia raccontata dall'autrice, che ho poi scoperto solo a fine libro avere un fondo di verità , nasce da un'idea geniale, ovvero quella di trattare i romanzi come fossero "medicinali" e trasformare quindi una libreria in un piccolo luogo accogliente in grado di "curare" ogni animo. I libri hanno le loro controindicazioni, la posologia e i consigli, e sono in grado - come ben sappiamo- di dare sollievo a tutti i lettori.
L'autrice è infatti la proprietaria di una libreria nel cuore di Firenze, che nel suo negozio letterario utilizza proprio i libri come medicine, per i suoi clienti.
Non saprei dire quanto la storia sia autobiografica, oltre l'idea della libreria, sta di fatto che il romanzo scorre molto velocemente, con uno stile fresco e spensierato, narra la vicenda in prima persona, mettendo in luce tutte le difficoltà della vita. Dal dover condividere un appartamento con le amiche, alla difficoltà di arrivare a fine mese, dagli appuntamenti finiti male, alle decisioni di buttarsi tutto alla spalle e rifarsi una vita partendo da zero.
La piccola farmacia letteraria è un libro carino, scorrevole, ma senza troppe pretese.
Ci sono diverse cose che, di fatti non mi hanno convinta, altre che addirittura mi hanno infastidita. Partiamo infatti da ciò su cui il romanzo si doveva concentrare, ovvero la libreria: per carità , se ne parla eh, ma più volte mi sono ritrovata a chiedermi come ci sia finita Blu, la protagonista, tra quelle quattro mura.
Esempio pratico: viene organizzata la presentazione di un romanzo di un autore acclamato, opportunità da cogliere al volo per Blu, soprattutto visto che la libreria è aperta da poco e ha bisogno di crearsi una clientela, beh il modo per rimanere sicuramente impresso è organizzare una presentazione senza avere a disposizione nemmeno copie del romanzo o, perchè no, far fingere uno svenimento da un'amica per creare un po' di baraonda e sviare a un problema.
Passiamo poi ai personaggi, oltre alla protagonista troviamo una marea di personaggi, soprattutto femminili, peccato che sembrino solo un'accozzaglia di nomi, talmente poco sono delineati, tanto che in fase di lettura spesso mi sono trovata a chiedermi più volte chi fosse chi.
Soffermiamoci poi un attimo sulla protagonista, Blu. Mi sono trovata a provare quasi compassione per lei e le sue disavventure, non so perchè l'autrice abbia deciso di caratterizzarla così, ma in almeno 3/4 parti del romanzo i suoi ragionamenti rasentano la stupidità .
L'idea della "farmacia letteraria", poi, arriva a metà libro inoltrato, e viene un po' accantonata in tutta fretta, soprattutto considerando il numero di pagine che ci sono volute per arrivare lì, mi aspettavo maggiore considerazione per ciò che doveva essere il fulcro della storia e senza dubbio la parte più interessante. Invece no, addirittura Blu ad un certo punto si dimentica dell'idea, poi quando finalmente la mette in atto, nel giro di due pagine inizia a ricevere proposte di interviste in radio e tv, addirittura straniere!
Complessivamente, per concludere, La piccola farmacia letteraria è un libro che si fa leggere, un romanzo scorrevole, ma che non lascia il segno. Un libro che poteva senza dubbio "quello giusto", come quelli che consiglia Blu, ma che non ha sfruttato appieno le sue potenzialità .
♥♥♥♥
Autore: Cristina Brambilla
Editore: Mondadori
Anno: 2016
Pagine: 176
Prezzo: 9,00
Trama:
L'estate in cui caddero le stelle, il romanzo di Cristina Brambilla, è ambientato in una caldissima estate degli anni '50, la protagonista è Patrizia, figlia di una portinaia, sorella dello scontroso Pietro e del piccolo di casa,
La migliore amica di Patrizia è Silvia, che abita nel suo stesso condominio, ed è figlia invece di una donna dal mestiere un po' equivoco. Le due ragazze, non potrebbero essere una più diversa dell'altra, se Patrizia è appassionatissima di scienze, una grandissima studiosa e con il futuro - pare - già scritto di maestra, Silvia invece va matta per la moda, la sua eroina è Coco Chanel e sogna di lavorare e vivere in un mondo alla moda e luccicante.
Patrizia sogna di comprarsi una Graziella, per poter vivere appieno le avventure con la sua migliore amica, invece al contrario del fratello maggiore, deve faticare ed accontentarsi degli "avanzi".
In quella afosa e all'apparenza banalissima estate passata alla Cava, il rifugio segreto delle due ragazze, Patrizia e Silvia faranno la conoscenza più approfondita di uno degli inquilini del loro condominio, un uomo denominato "il Mostro", sulla sua storia ci sono tante voci diverse e il suo aspetto (ha metà viso bruciato) non fa altro che incutere ancor più timore.
L'estate in cui caddero le stelle è un libro molto particolare, parte come un semplice libro per ragazzi, una storia leggera, estiva, a tratti divertente, che racconta di una protagonista determinata e sbarazzina e delle peripezie che è costretta a subire tra la madre che per andare avanti fa affidamento sempre su di lei, un fratellino mai stanco, e un fratello più grande che invece sembra non sopportarla.
Nel corso del libro, però, ci si addentra più nel profondo, quando si inizia a parlare di fisica e matematica, due argomenti che alla protagonista stanno tanto a cuore, e della storia del "Mostro", che dal canto suo, sembra avere moltissimo da raccontare.
Questo, è un romanzo quindi scorrevolissimo, una lettura leggera, dai risvolti però sorprendenti, narrato con uno stile semplice, fluido, che si legge in fretta.
Nella sua scorrevolezza, questo libro non solo ci parla in maniera chiara e semplice di alcune questioni riguardante la matematica e la fisica, ma racconta anche la storia di una famiglia, anzi di più famiglie, delle vicissitudini che portano i rapporti tra persone a farsi più stretti, o al contrario, ad allontanarsi. In sottofondo porta anche gli echi delle violenze domestiche e dei ricatti, di ciò che ci si aspetta da una femmina, a dispetto dei suoi sogni, dei pregiudizi e della difficoltà dello scrollarseli di dosso, anche quando le "voci" sono solo delle bugie.
Anno: 2020
Pagine: 340
Prezzo: 17,00
Trama:
Ho scovato questo titolo per caso su Instagram e la sua trama mi ha attirata fin da subito per l'originalità che mi suggeriva.
La storia raccontata dall'autore Michele Cocchi, ha infatti la particolarità dello spiegare un fenomeno da noi ancora poco conosciuto, ovvero quello degli "hikikomori" termine che letteralmente riguarda un individuo che per scelta decide di isolarsi e allontanarsi fisicamente ed emotivamente dalla vita sociale.
Tommaso, il protagonista di questo romanzo, ci viene presentato come un ragazzo normalissimo, che prima dell'isolamento era in realtà ben integrato nella società , con la scuola e gli allenamenti di pallacanestro. Ad inizio libro, però, lo vediamo già alle prese con Us, il videogioco che è diventato ormai perlopiù il solo scopo delle sue giornate, da quando ha smesso di frequentare la scuola, i compagni, gli amici, da quando ha abbandonato lo sport e fatica anche a sostenere una semplice conversazione in famiglia.
Tommaso passa le sue giornate chiuso nella sua stanza a giocare o guardare video di basket, a leggere qualche fumetto, ma in sostanza i suoi impegni finiscono lì. Sta sveglio di notte, non mangia più con la famiglia, le sole interazioni che a con il mondo esterno, sono quelle con i suoi compagni di gioco, due sconosciuti che, per regolamento di Us, non ha modo nemmeno di conoscere la vera identità .
Tommaso ormai non esce più di casa, osserva il mondo esterno dalla finestra della sua camera, che gli dà come sola compagnia quella del giardino, e il tutto si ferma lì.
La particolarità ancora di questa storia, è la meticolosità che l'autore ci mette nel descrivere US, che è una vera e propria parte integrante della storia, anzi, possiamo dire che occupa metà romanzo. Il videogioco ci porta a vivere il '900, ci porta in guerra e tra una campagna e l'altra, tra regole invalicabili e livelli da superare, quelle che aleggiamo nel corso del romanzo sono veri e propri frammenti di storia che con minuzia portano Tommaso e i suoi compagni a vivere quasi sulla propria pelle, talmente è forte la loro passione e l'entusiasmo che ci mettono.
Il romanzo è scritto con uno stile semplice e fluido, e a parte appunto qualche scena troppo lenta, per il resto scorre abbastanza bene. L'autore descrive, per esempio le scene di battaglia, in maniera molto vivida e cruda e riesce a creare in modo molto realistico la personalità ed il carattere di Tommaso, ma anche le reazioni di chi gli sta attorno e non capisce quale sia il modo migliore per rapportarsi a lui.
Autore: Augusto Macchetto
Editore: Rizzoli
Anno: 2019
Pagine: 176
Prezzo: 16,00
Trama:
Recensione:
L'ho scoperto per caso su Instagram, e ancora più per caso me lo sono ritrovato davanti sullo scaffale della biblioteca, decidere di leggerlo è stato assolutamente immediato.
Il titolo può essere in qualche modo fuorviante, perchè quella che ci troviamo a leggere, non è la storia d'amore tra due adolescenti, bensì un altro tipo di storia d'amore:
Flavia, la protagonista del libro, ha infatti perso la mamma dopo una lunga battaglia, vive sola con il padre e la loro gatta, cercando un modo per superare il dolore. Fino a che, un giorno, trova nella posta, proprio una lettera spedita dalla sua mamma, che sarà solo la prima di una serie che la giovane si troverà ad aspettare con ansia per conoscere qualcosa in più della sua famiglia, ma anche di sè stessa.
La trama, di per sè, suggerisce qualcosa di già visto, ma il libro è talmente scorrevole e commovente, che è riuscito a conquistarmi.
Si tratta infatti di una storia young adult, dai toni però drammatici, che tratta con estrema delicatezza e sensibilità diversi temi importanti e difficili, quali appunto l'elaborazione del lutto, la perdita, ma anche l'amicizia, il passaggio all'età adulta, la scoperta di sè stessi...
Attraverso Flavia vediamo anche come lei stessa possa essere di enorme aiuto al padre, dopo il vuoto lasciato dalla moglie, vediamo l'importanza che gli amici e i compagni hanno per lei, e l'essenziale parvenza di normalità e routine che in situazioni così dolorose, possono in realtà essere la salvezza.
Sebbene il mezzo delle lettere, non sia appunto troppo originale, le ho apprezzate tantissimo, perchè noi lettori scopriamo assieme a Flavia aneddoti sulla gioventù della sua mamma, ma anche piccoli e preziosissimi consigli di vita, che arrivano misteriosamente da diverse parti d'Italia, così da tenere la curiosità di ancora più viva.
Augusto Macchetto racconta della sofferenza che la ragazza vive, ma lo fa con una certa spensieratezza tipica dell'età adolescenziale, che mette in mostra anche il modo molto maturo che Flavia ha nell'affrontare un momento così difficile e particolare.
Lo stile dell'autore è lineare, fresco e fluido, riesce con capacità a trasmettere il male che a protagonista sta provando, tanto che, durante la lettura ammetto di aver avuto più volte gli occhi lucidi.
Oltre alla protagonista, caratterialmente ben delineata, troviamo al suo fianco la figura altrettanto importante del papà , quella degli amici di sempre, del fidanzato Luca, e appunto della mamma, che possiamo dire essere tranquillamente una co-protagonista, che ci svela anche come alle mamme non sfuggano nemmeno i dettagli più tenui.
Ultimo appunto, la cover del libro aumenta la dolcezza della storia, e mi ha attirato ancor di più a voler leggere questo romanzo, forse, fin troppo breve! Proprio per il numero esiguo di pagine, però, forse avrei rivisto il prezzo tenendolo più basso di qualche euro.
♥♥♥♥
Titolo: Fairy Oak - La storia perdutaAutore: Elisabetta Gnone
Editore: Salani
Anno: 2020
Pagine: 400
Prezzo: 18,00
Trama:
Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immalinconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all'anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà .
Recensione:










