Giunti

Anna dai capelli rossi

4.2.21


Titolo: Anna dai capelli rossi
Autore: Lucy Maud Montgomery
Editore: Giunti
Anno: 2020
Pagine: 304
Prezzo: 16,90

Trama:
Un bel pomeriggio di giugno, Anna aspetta il signor Matthew dei Tetti Verdi alla stazione di Riochiaro. È un'orfana ed è convinta di aver finalmente trovato una famiglia tutta per lei. Ma una bruttissima sorpresa la aspetta: ai Tetti Verdi attendevano... un maschio! E adesso che cosa ne sarà di lei
Recensione:
Dopo aver amato la serie tv e aver visto a spizzichi e boccone il cartone diversi, diversissimi anni fa, sono stata così conquistata da questa meravigliosa edizione nuova di zecca, edita Giunti, che mi sono gettata a capofitto alla ri-scoperta della storia di Anna di Avonlea.
Primo di sette volumi, di cui continuerò senza dubbio la lettura appena posso, la serie dedicata ad Anna Shirley, per i pochi che non lo sanno, racconta la sventurata vita di questa orfanella che, per un malinteso si trova trasportata ad Avonlea.

I fratelli Cuthbert, Marilla e Matthew  infatti, erano alla ricerca di un orfano, maschio, da adottare, che potesse aiutarli con i lavori alla fattoria, e per una serie di vicissitudini si trovano ad attenderli in stazione, Anna. Che non solo è una femmina, ma è anche la bambina più chiacchierona, romantica  e spensierata che si sia mai vista. La sua immaginazione non ha confini, la sua fantasia non ha freno, vivace ed allegra, buona e gentile, Anna è un fulmine a ciel sereno per Avonlea.
I due, inizialmente contrari, si sciolgono subito quando capiscono che prezioso dono sia l'arrivo di Anna, che riempie subito cuori e menti di tutti, alla fattoria di Tetti Verdi.
Leggendo la storia di Anna, mi sono resa conto come il suo personaggio sia stata estremamente caratterizzato  nella serie tv, ricalcando fedelmente l'originale. Se fosse stata un'altra, sarebbe risultata insopportabile, ma la sua dolcezza e l'ingenuità che contraddistingue lei, e tutti i bambini di Avonlea, le rendono irresistibilmente adorabile. Tra l'altro, il carattere burbero di Marilla, e quello schivo di Matthew ben compensano a parlantina irrefrenabile di Anna.

In questo primo volume della serie, abbiamo una buona introduzione dei personaggi, non solo di Anna, che è estremamente tratteggiata, ma anche i personaggi secondari hanno il giusto spessore per essere parte ben integrante ala vita della ragazzina.
Facciamo per esempio la conoscenza approfondita di Diana Barry, la prima vera amica del cuore di Anna, che diventerà per la ragazzina dai capelli rossi, più preziosa di una sorella. Forse meno approfondito, rimane invece il personaggio di Gilbert, che al contrario di quanto avviene nella serie tv, farà ben fatica a farsi avvicinare da Anna, anzi, tra i due nascerà una vera e propria rivalità senza pari.
Anna, oltre ad essere una bambina dalla mente aperta e gentile, si dimostra essere una ventata d'aria fresca per la cittadina in cui viene catapultata, ha vissuto diverse esperienze traumatiche, che non le hanno tolto però il buonumore e la dolcezza tipica della sua età, nonostante i suoi capelli ramati, che sono per lei un vero e proprio cruccio!

 Pur essendo solo il primo libro, la narrazione procede spedita, andando più in là con gli anni, ciò mi ha portato a domandarmi quanto più avanti nell'arco temporale vadano gli altri libri (possiamo dire che le tre stagioni della serie rappresentino quasi totalmente questo primo volume).
Il finale, mi ha lasciato una sensazione di dolce-amaro, sebbene avessi un qualche ricordo (rispetto il cartone animato, perchè la serie tv invece va diversamente) su alcuni tratti drammatici della storia. 

La narrazione ha uno stile semplice, ma molto fluido e vivido, le ambientazioni infatti sono descritte minuziosamente e risultano ancora più vivo nella mente del lettore, grazie a nomignoli e soprannomi che Anna regala ai luoghi di Avonlea che subito catturano la sua attenzione. La narrazione risulta scorrevolissima, soprattutto per i dialoghi e per i pensieri di Anna, che risultano così puri e giocosi, da rendere il tutto molto allegro e vivace.

Per concludere, questo primo volume della serie, ci porta alla scoperta di una storia delicata e simpaticissima, con una protagonista che riuscirà a sciogliere il cuore di qualsiasi lettore.

Valutazione:
♥♥♥♥

Editrice Nord

L'ultimo regalo

17.1.21

Titolo: L'ultimo regalo
Autore: Kathryn Hughes
Editore: Nord
Anno: 2020
Pagine: 400
Prezzo: 18,60

Trama:
Tara e sua madre sono inseparabili. Loro due contro il resto del mondo. Almeno finché Violet non incontra Larry, un uomo apparentemente ricco e premuroso, che la convince a concedersi una vacanza in Spagna senza la figlia. Per la prima volta da quand'è nata, Tara si separa dalla madre, senza sapere che non la rivedrà più… Sono passati quarant'anni da allora, e Tara si è ormai rassegnata al fatto che Violet sia morta. Ma ecco che un giorno un avvocato di Londra le consegna la chiave di una cassetta di sicurezza aperta a suo nome. Dentro, c'è un medaglione con una foto di Violet. Tara riconosce subito quell'oggetto: è l'ultimo regalo che lei aveva fatto alla madre, proprio il giorno prima della sua partenza. Possibile allora che Violet sia ancora viva? Tara deve trovarla. Perciò parte immediatamente per la Spagna, ripercorrendo le tappe di quel fatidico viaggio, e a poco a poco ricostruirà la storia di una donna troppo ingenua, di un uomo spregevole e senza scrupoli, di un legame che né il tempo né la distanza hanno potuto spezzare. Perché non c'è nulla di più forte dell'amore di una madre per un figlio, e sarà proprio quell'amore a illuminare il cammino di Tara e a condurla, finalmente, alla verità.

Recensione:
Era da un po' che non leggevo un libro di narrativa come "L'ultimo regalo", con incastri perfettamente combacianti e colpi di scena in grado di tenere altissima la mia attenzione dall'inizio alla fine.
Kathryn Hughes, già autrice di "La lettera" è riuscita a creare una storia molto intensa e interessante:
Violet e Tara sono le protagoniste della storia, madre e figlia, non navigano nell'oro, anzi, le loro ristrettezze economiche e i problemi quotidiani portano le due donne ad allontanarsi, fino a perdersi completamente di vista.
La storia si svolge su due archi temporali, abbiamo le due nel passato, quando cercano di sbarcare il lunario e finiscono per abitare sopra un negozio di ferramenta, per immergerci poi nel presente, con Tara ormai adulta, madre ed ex moglie.  
Dopo numerosi anni senza avere più notizie della madre, Tara riceve improvvisamente una telefonata da un avvocato londinese, che le consegna la chiave di una cassetta di sicurezza.
Da lì partono le ricerche di Tara, nel tentativo di ritrovare la madre ormai perduta da tempo, o almeno di scoprire cosa le sia successo dopo che partì con un uomo facoltoso con cui si frequentava durante l'adolescenza di Tara e da quel viaggio, Violet non tornò mai.

Ciò che all'inizio del romanzo sembra apparentemente disconnesso, trova nel corso della storia il perfetto incastro che permette al lettore di sbrogliare tutti i fili del romanzo, in modo da connettere tutte le storie e gli archi temporali che la Hughes mette in atto.
L'autrice è stata bravissima a dare alla storia numerose sfumature di genere, il romanzo ha infatti delle venature quasi da giallo e thriller, ma narra chiaramente anche il rapporto indissolubile tra una madre e una figlia, l'amicizia duratura che può sopravvivere al tempo e alle distanze, ma anche un legame che nasce quasi per caso e unisce nonostante una vasta differenza d'età.
Il romanzo porta un cambio d'ambientazione, passiamo infatti da Londra alla Spagna. La caratterizzazione dei personaggi principali, specialmente di Violet e Tara, è molto delineata, manca forse una marcatura in alcuni dei personaggi secondari, che risultano invece un po' abbozzati.

Sono rimasta affascinata da questo libro, l'autrice è riuscita a tenere altissima la mia attenzione dall'inizio alla fine del romanzo, con un intreccio perfettamente architettato, un ritmo narrativo veloce e uno stile semplice ma scorrevolissimo e carico di suspance che mi hanno portata chiedermi pagina dopo pagina dove volesse andare a parare, ma soprattutto quali segreti si nascondessero dietro la sparizione di Violet.
Pagina dopo pagina, infatti, l'autrice porta alla luce diversi indizi che ci conducono, dal giorno della sparizione di Violet ad una Tara ormai adulta, costretta a cambiare vita senza la madre, unico affetto che la ragazza pensava di avere. La vita di Violet, ci si sradica davanti, portandoci a scoprire poi tutto un passato che la donna aveva tenuto segreto alla figlia e a chiunque altro le sia stato accanto nel corso della vita.

In conclusione, vi consiglio di dare un'opportunità a questo romanzo, è una storia ottimamente costruita, ricca di colpi di scena, studiata benissimo, che nella sua  ma anche di sentimenti.

Valutazione:
♥♥♥♥

Recensione

Un attimo perfetto

12.1.21

Titolo: Un attimo perfetto
Autore: Meg Rosoff
Editore: Rizzoli
Anno: 2020
Pagine: 208
Prezzo: 15,00

Trama:
In una casa color pervinca baciata dal sole, in cui da ogni finestra si vede il mare, quattro fratelli, ragazzi e ragazze tra i tredici e i diciotto anni, madre, padre e due cugini trentenni riempiono quelle giornate spensierate con la spiaggia, i giochi, le serate lunghissime passate tutti insieme cenando in giardino, e un matrimonio da organizzare. Le vacanze sono appena cominciate, l’estate sembra allungarsi all’infinito con la sua promessa di una tranquilla, struggente felicità. Poi arrivano i fratelli Godden: irresistibile e affascinante Kit, scontroso e taciturno Hugo. Tutt’a un tratto, c’è un serpente in paradiso e niente sarà più come prima. Dall’autrice di Come vivo ora, un romanzo di formazione potente e senza tempo, come Bonjour Tristesse e Ho un castello nel cuore.

Recensione:
Un attimo perfetto, di Meg Rosoff è un romanzo di formazione dai risvolti inediti.
Comincia come una storia già vista, una famiglia che si riunisce per passare le vacanze estive insieme, in una casa che si affaccia sul mare, fratelli e sorelle ognuno persi nelle proprie passioni, c'è chi studia i pipistrelli e chi va a cavallo, e poi c'è la nostra protagonista, che invece narra con minuziosa attenzione, ciò che accade attorno a lei.
Perchè a sconvolgere un estate che all'apparenza inizia come tutte le altre, è l'arrivo di due fratelli, i Godden, Kit e Hugo, l'uno l'opposto dell'altro, figli di una famosa attrice e quindi una gran bella novità per la famiglia.

Il romanzo è piuttosto breve, circa 200 pagine, è riuscito a stupirmi in quanto è risultato per certi aspetti originale e molto ben costruito. Non accade esattamente ciò che mi ero aspettata, bensì sul finale c'è un colpo di scena che cambia completamente la visione intera del romanzo e permette di affrontare diversi temi.

I personaggi creati dalla Rosoff sono diversi, ma posso dire di averli trovati tutti distinti e delineati caratterialmente bene. Ognuno ha i  propri interessi, i propri lati oscuri e ciò che all'apparenza pare perfetto, finirà per mostrare tutti i lati più in ombra e umani.
Ciò che porta con sè anche questo libro, è l'amore estivo tra Kit e Mattie, la sorella della protagonista. I due sembrano una coppia più che affiatata, belli e divertenti, ma ciò che troppo luccica, può nascondere poi lati più scuri . Una delle tematiche su cui si sofferma la protagonista, infatti, è quello della bellezza estetica, di come possa semplificare diversi aspetti della quotidianità e di come, chi ne è sprovvisto, si senta indubbiamente inferiore. Ciò che fuoriesce dal racconto della protagonista, è però il chiaro dipinto di come le insidie e i tradimenti, siano nascosti in ogni dove, basta semplicemente scalfire un po' la superficie, per scoprire le zone d'ombra di ciò che all'apparenza pare perfetto, luminoso e raggiante.

Lo stile dell'autrice è semplice, lineare, è un romanzo si legge fluidamente, nonostante buona parte del libro ci venga raccontato con movimenti lenti, scene ben descritte che seguono la protagonista senza nome nella quotidianità, fino ad un evoluzione di trama che appare solo verso la fine della storia.

Un attimo perfetto, è quindi uno young adult forse un po' fuori dal comune, che ha il pregio di leggersi molto velocemente e di raccontare in modo particolare stralci di vita che portano il lettore a riflettere sul periodo adolescenziale e sui rapporti umani.

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Mondadori

La piccola farmacia letteraria

7.1.21

Titolo: La piccola farmacia letteraria
Autore: Elena Molini
Editore: Mondadori
Anno: 2020
Pagine:276
Prezzo: 19,00

Trama:
A volte il treno dei sogni passa prima che tu riesca a raggiungere la stazione. Allora hai due possibilità: guardarlo andare via per sempre, oppure percorrere quel binario a piedi e continuare a rincorrere i tuoi desideri.
E così decide di fare Blu Rocchini – sì, proprio Blu, come il colore -, che vive a Firenze insieme ad altre tre ragazze, tutte più o meno trentenni, tutte più o meno alle prese con una vita sentimentale complicata. Blu ha un sogno: lavorare nel mondo dei libri. Ci ha provato con una breve esperienza in una casa editrice specializzata e, ancora, in una grossa catena di librerie.
Poi la decisione: aprire una libreria tutta sua. Ma la vita è difficile per una piccola libreria indipendente… finché Blu ha un’intuizione: trasformare i libri in “farmaci”, con tanto di indicazioni terapeutiche e posologia, per curare l’anima delle persone. Nasce così la Piccola Farmacia Letteraria, che si rivela subito un grandissimo successo.
Peccato che ora Blu abbia altro per la testa: come fare a ritrovare il meraviglioso ragazzo che sembra uscito dalle pagine del Grande Gatsby e con cui ha trascorso una serata indimenticabile, ma al quale non ha chiesto il numero di telefono?
In una divertentissima commedia dal finale sorprendente, Blu scoprirà che i sogni, a volte, sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Basta saperli riconoscere.

Recensione:
Ad attrarmi è stata senza dubbio la trama , perchè un libro che parla di libri è fin da sempre una grande attrattiva per i lettori.
La storia raccontata dall'autrice, che ho poi scoperto solo a fine libro avere un fondo di verità, nasce da un'idea geniale, ovvero quella di trattare i romanzi come fossero "medicinali" e trasformare quindi una libreria in un piccolo luogo accogliente in grado di "curare" ogni animo. I libri hanno le loro controindicazioni, la posologia e i consigli, e sono in grado - come ben sappiamo- di dare sollievo a tutti i lettori.
L'autrice è infatti la proprietaria di una libreria nel cuore di Firenze, che nel suo negozio letterario utilizza proprio i libri come medicine, per i suoi clienti.
Non saprei dire quanto la storia sia autobiografica, oltre l'idea della libreria, sta di fatto che il romanzo scorre molto velocemente, con uno stile fresco e spensierato, narra la vicenda in prima persona, mettendo in luce tutte le difficoltà della vita. Dal dover condividere un appartamento con le amiche, alla difficoltà di arrivare a fine mese, dagli appuntamenti finiti male, alle decisioni di buttarsi tutto alla spalle e rifarsi una vita partendo da zero.

La piccola farmacia letteraria è un libro carino, scorrevole, ma senza troppe pretese.
Ci sono diverse cose che, di fatti non mi hanno convinta, altre che addirittura mi hanno infastidita. Partiamo infatti da ciò su cui il romanzo si doveva concentrare, ovvero la libreria: per carità, se ne parla eh, ma più volte mi sono ritrovata a chiedermi come ci sia finita Blu, la protagonista, tra quelle quattro mura.
Esempio pratico: viene organizzata la presentazione di un romanzo di un autore acclamato, opportunità da cogliere al volo per Blu, soprattutto visto che la libreria è aperta da poco e ha bisogno di crearsi una clientela, beh il modo per rimanere sicuramente impresso è organizzare una presentazione senza avere a disposizione nemmeno copie del romanzo o, perchè no, far fingere uno svenimento da un'amica per creare un po' di baraonda e sviare a un problema.

Passiamo poi ai personaggi, oltre alla protagonista troviamo una marea di personaggi, soprattutto femminili, peccato che sembrino solo un'accozzaglia di nomi, talmente poco sono delineati, tanto che in fase di lettura spesso mi sono trovata a chiedermi più volte chi fosse chi.
Soffermiamoci poi un attimo sulla protagonista, Blu. Mi sono trovata a provare quasi compassione per lei e le sue disavventure, non so perchè l'autrice abbia deciso di caratterizzarla così, ma in almeno 3/4 parti del romanzo i suoi ragionamenti rasentano la stupidità.
L'idea della "farmacia letteraria", poi, arriva a metà libro inoltrato, e viene un po' accantonata in tutta fretta, soprattutto considerando il numero di pagine che ci sono volute per arrivare lì, mi aspettavo maggiore considerazione per ciò che doveva essere il fulcro della storia e senza dubbio la parte più interessante. Invece no, addirittura Blu ad un certo punto si dimentica dell'idea, poi quando finalmente la mette in atto, nel giro di due pagine inizia a ricevere proposte di interviste in radio e tv, addirittura straniere!

Complessivamente, per concludere, La piccola farmacia letteraria è un libro che si fa leggere, un romanzo scorrevole, ma che non lascia il segno. Un libro che poteva senza dubbio  "quello giusto", come quelli che consiglia Blu, ma che non ha sfruttato appieno le sue potenzialità.

Valutazione:
♥♥/ e mezzo

Neri Pozza

Dentro soffia il vento

19.12.20

Dentro soffia il vento
Autore: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Anno: 2018
Pagine: 221
Prezzo: 9,00

Trama:
In un avvallamento tra due montagne della Val d'Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall'oscurità, qualche "anima pia" esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand'era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni... Infusi d'erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano "pozioni" approntate da una "strega" che ha venduto l'anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l'unica realtà che Fiamma conosce, l'unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphael Rosset se n'è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphael, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata...

Recensione:
Dentro soffia il vento, di Francesca Diotallevi, è stata una piacevolissima scoperta narrativa.
Quella raccontata dall'autrice è una storia selvaggia, come la sua protagonista, Fiamma, una donna accusata di stregoneria fin da quando è piccina, che vive rilegata nei boschi di un piccolo paesino di montagna.
Nel villaggio è temuta ed evitata da tutti gli abitanti, che sparlano più o meno di nascosto di lei, ma nel cuore della notte non si fanno remore a recarsi alla sua porta di casa, per far uso del suo dono.
Fiamma vive la sua vita nella più totale libertà, una vita fatta di solitudine, unici rapporti avuti sono stati quello con la madre e quello con l'amico Raphael, che fin dall'infanzia ha avuto il coraggio di avvicinarsi a lei e non è più riuscito ad abbandonarla, se non quando è stato costretto a partire per la guerra.

A Fiamma, si unisce nel dolore per la partenza di Raphael, anche il resto della sua famiglia, in particolare il fratello Yuri, rude e all'apparenza glaciale, che passa le giornate lavorando sodo per la famiglia e unendosi al coro di chi a Fiamma cerca di star lontano in tutti i modi.
Qualcosa però sconvolge il piccolo paesino, ovvero l'arrivo di un nuovo prete, Don Agape, abituato alla vita nella capitale romana, che cercherà con fatica ad abituarsi alla vita in una piccola città, ma soprattutto ad integrarsi e farsi ben volere dalla comunità.

Quella raccontata dalla Diotalllevi è una vicenda scritta egregiamente, la sua penna graffiante è riuscita a farmi incollare dalla prima all'ultima pagina del suo libro, con uno stile scorrevolissimo, che mi ha ricordato un po' - anche per la costruzione della storia, in realtà- quello di Valentina D'Urbano.

Una delle cose che ho apprezzato enormemente nel romanzo, è l'ambientazione, adeguatamente dipinta, di Saint Rhémy, il piccolo paesino della Valle D'Aosta in cui è ambientata la vicenda, un luogo eretto tra le montagne, un luogo ricco di fascino, caratteristico e tranquillo.
A far da colonna portante, oltre a Fiamma, la vera protagonista, ben descritta sia dal punto di vista caratteriale, sia da quello fisico, ci sono Don Agape, Raphael, che ci viene tratteggiato attraverso i ricordi e i flashback della ragazza, ma abbiamo anche Yuri, che entrerà a far parte sempre di più della storia, man mano che la vicenda procede.

Questo romanzo, posso dire sia stato un vero e proprio colpo di fulmine fin dalla copertina che mi trasmetteva una sensazione di armonia e familiarità, per poi proseguire con l'asprezza di certe parti, che ben si amalgama al ritmo selvaggio eppure dolce che la storia della vita di Fiamma si porta dietro.
Nella sua brevità - ammetto che se avesse avuto qualche pagina in più non mi sarei lamentata, anzi! - è un romanzo assolutamente completo e validissimo sotto tutti i punti di vista, dalla caratterizzazione dei personaggi alla cura nell'ambientazione, fino ai dialoghi e allo stile che cattura e si fa leggere tutto d'un fiato.

Per concludere, quindi, nel caso non si fosse capito, vi consiglio caldamente questo romanzo, che oserei dire essere forse la lettura migliore fatta in questo 2020!

Recensione:
♥♥♥♥♥ 

Garzanti

Il rilegatore

15.12.20

Titolo: Il rilegatore
Autore: Bridget Collins
Editore: Garzanti
Anno: 2019
Pagine: 352
Prezzo: 17,90

Trama:
Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. Per sempre. È esistito un tempo in cui era possibile. È questa l'arte di antichi rilegatori che nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutano le persone a dimenticare. Seduti con un libro in mano ascoltano le esperienze del passato che vengono raccontate loro. Parola dopo parola, le cuciono tra le pagine, le intrappolano tra i fili dei risguardi. Così il ricordo sparisce per sempre dalla memoria. Catturato sulla carta non ce n'è più traccia. Per anni l'anziana Seredith ha portato avanti questo affascinante mestiere, ma è arrivato il momento di trovare un apprendista. Qualcuno che rappresenti il futuro. La sua scelta cade su Emmet. Sarà lui il nuovo rilegatore. Lui per cui i libri sono sempre stati proibiti. Ne ha paura anche se non sa cosa c'è di sbagliato in quello che nascondono. Eppure giorno dopo giorno quella diventa la sua vita e il suo compito quello di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il luogo in cui quel mistero ogni volta si compie è ormai la sua casa. Casa che crede di conoscere in ogni suo angolo fino al giorno in cui scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Una libreria immensa la riempie. Tra quelli scaffali Emmet trova un libro con scritto il suo nome. Al suo interno è celato un ricordo che gli appartiene. Non c'è nessun dubbio. Ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per sapere chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche quello che ha voluto o dovuto dimenticare.

Recensione:
Consiglio, spassionato, se volete tuffarvi in questo romanzo,  e restarne completamente sorpresi, non leggetene la sinossi!
Mi spiego, ho preso in prestito questo libro dopo che mi è stato consigliato da un'amica, e dopo esserne rimasta attratta dalla copertina, mi trasmetteva vibrazioni positive, ma non mi sono soffermata più di tanto sulla trama e alla fine è stato meglio così.
A mio parere, infatti, una delle cose citate nella trama, è meglio scoprirla da soli una volta iniziato il romanzo.
Il libro, quindi è stata una vera sorpresa anche dal punto di vista del genere. Sono stata attirata dalla copertina, che mi suggeriva una storia carica di mistero e fascino, una cover elegante, mi aspettavo una semplice narrativa, si rivela in realtà essere in parte anche un fantasy storico, con soprattutto ha una buona impronta sulla tematica LGBT e romance.

Emmett è il protagonista che in seguito a una misteriosa malattia viene allontanato da casa per essere istruito dall'anziana Seredith,  nella figura del rilegatore. Essere rilevatore vuol dire togliere e custodire ricordi, esperienze ed attimi della vita di qualcuno, per rinchiuderli in un libro. Portare via ad una persona momenti di sofferenza, ma anche di gioia, per cui i rilegatori vengono visti come una sorta di fattucchieri, la gente è spaventata dal loro dono e dalle capacità che hanno e che possono anche rivelarsi.

Un libro che parla di libri ha già di per sé un carico di fascino a cui noi lettori non sappiamo resistere solitamente, vi assicuro che le atmosfere in questo romanzo si portano dietro una scrittura sublime che ne fanno una lettura piacevolissima anche dal punto di vista stilistico, con un world-building curatissimo. Le atmosfere sono cariche di fascino, i rilegatori lavorano in piccole botteghe caratteristiche, mentre la famiglia di Emmett, invece, ha umili origini e vive, lavora e si sfama lavorando in una fattoria.

Ambientazione a parte, anche i protagonisti hanno un certo spessore. Ad Emmett, si aggiungono infatti altri personaggi, e uno in particolare, Lucian, si rivelerà molto più importante man mano che la storia prosegue, tanto da aggiudicarsi parte della narrazione.
Il romanzo è infatti diviso in tre sezioni  tra presente, passato e di nuovo presente.
La magia dei libri, ma anche dei ricordi che possono essere pugnalate o attimi di conforto, ma che spesso vengono portati via contro la volontà dall'individuo, da chi si sente minacciato, sono le radici di una vicenda evocativa, tra romance storico e fantasy.

Quella architettata dalla Collins, è quindi una storia affascinante e intrigante, si srotola in modo particolare, portandoci avanti e indietro nel tempo, spiegandoci l'importanza dei ricordi, della memoria, ma anche che tutti sono in pericolo, nessuno è immune dal perdere pezzi di sè.
E' una recensione un po' sconclusionata, la mia, me ne rendo conto, ma vi assicuro, e spero che traspara dalle mie parole, che Il Rilegatore è un romanzo da gustare pian piano, che lascia nel lettore un ricordo ben impresso e perfettamente costruito.
Valutazione:
♥♥♥♥ 

Mondadori

L'estate in cui caddero le stelle

1.12.20

Titolo: L'estate in cui caddero le stelle
Autore: Cristina Brambilla
Editore: Mondadori
Anno: 2016
Pagine: 176
Prezzo: 9,00

Trama:
È un'estate afosa e lunghissima. Sognando una fiammante Roma Sport che non avrà mai, Patrizia sfreccia per le strade di periferia a bordo dell'odiata Graziella, leggera e maneggevole come l'uranio in fusione. Con lei c'è sempre Silvia, la sua migliore amica, che esprime il suo genio creando splendidi vestiti, mentre Patrizia coltiva una passione per le scienze e la matematica. Ma l'università è per i maschi, e in famiglia questa fortuna toccherà a suo fratello, che sembra avere più brufoli che neuroni. La vita di Patrizia però è destinata a cambiare: un giorno la cassetta degli attrezzi che utilizza per modificare la bicicletta sparisce e sua madre, inviperita, minaccia di punirla se non la ritroverà. I sospetti cadono sul Mostro, un sinistro individuo che abita nel loro palazzo e ha il volto sfigurato. Patrizia, superata l'iniziale diffidenza, scoprirà un mondo pieno di misteri e troverà in lui un amico prezioso, che la aiuterà a inseguire un sogno lontano: diventare una scienziata. Un romanzo sulla forza dei sogni e sul coraggio di scegliere il proprio futuro. Prefazione di Margherita Hack.

Recensione:
L'estate in cui caddero le stelle, il romanzo di Cristina Brambilla, è ambientato in una caldissima estate degli anni '50, la protagonista è Patrizia, figlia di una portinaia, sorella dello scontroso Pietro e del piccolo di casa, 
La migliore amica di Patrizia è Silvia, che abita nel suo stesso condominio, ed è figlia invece di una donna dal mestiere un po' equivoco. Le due ragazze, non potrebbero essere una più diversa dell'altra, se Patrizia è appassionatissima di scienze, una grandissima studiosa e con il futuro - pare - già scritto di maestra, Silvia invece va matta per la moda, la sua eroina è Coco Chanel e sogna di lavorare e vivere in un mondo alla moda e luccicante.
Patrizia sogna di comprarsi una Graziella, per poter vivere appieno le avventure con la sua migliore amica, invece al contrario del fratello maggiore, deve faticare ed accontentarsi degli "avanzi".
In quella afosa e all'apparenza banalissima estate passata alla Cava, il rifugio segreto delle due ragazze, Patrizia e Silvia faranno la conoscenza più approfondita di uno degli inquilini del loro condominio, un uomo denominato "il Mostro", sulla sua storia ci sono tante voci diverse e il suo aspetto (ha metà viso bruciato) non fa altro che incutere ancor più timore.

L'estate in cui caddero le stelle è un libro molto particolare, parte come un semplice libro per ragazzi, una storia leggera, estiva, a tratti divertente, che racconta di una protagonista determinata e sbarazzina e delle peripezie che è costretta a subire tra la madre che per andare avanti fa affidamento sempre su di lei, un fratellino mai stanco, e un fratello più grande che invece sembra non sopportarla.
Nel corso del libro, però, ci si addentra più nel profondo, quando si inizia a parlare di fisica e matematica, due argomenti che alla protagonista stanno tanto a cuore, e della storia del "Mostro", che dal canto suo, sembra avere moltissimo da raccontare.

Questo, è un romanzo quindi scorrevolissimo, una lettura leggera, dai risvolti però sorprendenti, narrato con uno stile semplice, fluido, che si legge in fretta.
Nella sua scorrevolezza, questo libro non solo ci parla in maniera chiara e semplice di alcune questioni riguardante la matematica e la fisica, ma racconta anche la storia di una famiglia, anzi di più famiglie, delle vicissitudini che portano i rapporti tra persone a farsi più stretti, o al contrario, ad allontanarsi. In sottofondo porta anche gli echi delle violenze domestiche e dei ricatti, di ciò che ci si aspetta da una femmina, a dispetto dei suoi sogni, dei pregiudizi e della difficoltà dello scrollarseli di dosso, anche quando le "voci" sono solo delle bugie.

Vi consiglio la lettura di questo romanzo, perchè oltre ad essere molto interessante, è anche davvero brevissimo, una lettura da un paio di pomeriggi al massimo, se siete alla ricerca di qualcosa di veloce o magari siete incappati nel tanto temuto blocco del lettore!

Valutazione:
♥♥♥♥

Fandango

Us

20.11.20

Titolo: Us
Autore: Michele Cocchi
Editore: Fandango
Anno: 2020
Pagine: 340
Prezzo: 17,00

Trama:
Tommaso ha 16 anni e da 18 mesi non esce di casa, quasi non esce dalla sua stanza, è quello che gli psicologi chiamano hikikomori, letteralmente “chi si è ritirato, chi sta in disparte”. Da un giorno all’altro, ha abbandonato il basket, la scuola, le sue passioni e ormai passa il tempo a guardare video di vecchie partite NBA e a giocare ai videogame.

C’è un gioco in particolare intorno a cui organizza le sue giornate, è il suo unico appuntamento fisso. Si chiama Us, noi in inglese: il gioco forma squadre da tre giocatori e le impegna in 100 campagne in un anno, una al giorno, vince la squadra che le completa per prima restando unita.
L’avatar di Tommaso si chiama Logan e la sua testa è un teschio, insieme a lui giocano Rin che è una ragazza e assomiglia a un manga giapponese e Hud che sembra uscito da un videogame sparattutto. I tre non si conoscono, non possono parlare di sé, lo dicono le regole, ma diventano amici.

Us ogni giorno propone loro una missione “storica”, ogni giorno li mette dalla parte delle vittime o dei carnefici, dalla parte delle Farc in Colombia, dei nazisti in Germania, di Mandela in Sudafrica, ogni giorno devono capire come arrivare alla fine avendo sotto gli occhi i massacri del ’900.
Ogni giorno avranno qualcuno da salvare e qualcuno da eliminare. La Storia però può essere feroce e comportarsi da eroi non sempre è possibile, ammesso che eroe sia chi esegue gli ordini.

Recensione:
Ho scovato questo titolo per caso su Instagram e la sua trama mi ha attirata fin da subito per l'originalità che mi suggeriva.
La storia raccontata dall'autore Michele Cocchi, ha infatti la particolarità dello spiegare un fenomeno da noi ancora poco conosciuto, ovvero quello degli "hikikomori" termine che letteralmente riguarda un individuo che per scelta decide di isolarsi e allontanarsi fisicamente ed emotivamente dalla vita sociale. 

Tommaso, il protagonista di questo romanzo, ci viene presentato come un ragazzo normalissimo, che prima dell'isolamento era in realtà ben integrato nella società, con la scuola e gli allenamenti di pallacanestro. Ad inizio libro, però, lo vediamo già alle prese con Us, il videogioco che è diventato ormai perlopiù il solo scopo delle sue giornate, da quando ha smesso di frequentare la scuola, i compagni, gli amici, da quando ha abbandonato lo sport e fatica anche a sostenere una semplice conversazione in famiglia.

Tommaso passa le sue giornate chiuso nella sua stanza a giocare o guardare video di basket, a leggere qualche fumetto, ma in sostanza i suoi impegni finiscono lì. Sta sveglio di notte, non mangia più con la famiglia, le sole interazioni che a con il mondo esterno, sono quelle con i suoi compagni di gioco, due sconosciuti che, per regolamento di Us, non ha modo nemmeno di conoscere la vera identità.

Tommaso ormai non esce più di casa, osserva il mondo esterno dalla finestra della sua camera, che gli dà come sola compagnia quella del giardino, e il tutto si ferma lì.

La particolarità ancora di questa storia, è la meticolosità che l'autore ci mette nel descrivere US, che è una vera e propria parte integrante della storia, anzi, possiamo dire che occupa metà romanzo. Il videogioco ci porta a vivere il '900, ci porta in guerra e tra una campagna e l'altra, tra regole invalicabili e livelli da superare, quelle che aleggiamo nel corso del romanzo sono veri e propri frammenti di storia che con minuzia portano Tommaso e i suoi compagni a vivere quasi sulla propria pelle, talmente è forte la loro passione e l'entusiasmo che ci mettono.
Di contro, devo dire che le scene di gioco sono forse spesso troppo lunghe e troppo lente, mi sarei aspettata infatti, un maggiore approfondimento del Tommaso nella vita reale, dei suoi incontri con la psicoterapeuta, per esempio, che invece passano forse un po' in secondo piano.

Il romanzo è scritto con uno stile semplice e fluido, e a parte appunto qualche scena troppo lenta, per il resto scorre abbastanza bene. L'autore descrive, per esempio le scene di battaglia, in maniera molto vivida e cruda e riesce a creare in modo molto realistico la personalità ed il carattere di Tommaso, ma anche le reazioni di chi gli sta attorno e non capisce quale sia il modo migliore per rapportarsi a lui.

L'autore, grazie forse al suo lavoro di psicoterapeuta, ci permette di attingere in maniera assolutamente realistica e tutte e le emozioni che potrebbe vivere un ragazzo nella condizione di Tommaso, che fatica lui stesso a capire come nella condizione di Hikikomori ci sia finito. Come il mondo abbia pian piano iniziato a scomparire o smesso di essere importante, come le cose "normali" per gli altri, per lui abbiano iniziato ad essere non solo difficili, ma addirittura impossibili.

Us è un romanzo interessantissimo, che consiglio di leggere anche per tutti quei riferimenti nerd al suo interno, che rendono la storia ancora più curata e vivida.

Valutazione:
♥♥♥ / e mezzo

Recensione

Un bacio che non si stacca più

15.11.20

Titolo: Un bacio che non si stacca più
Autore: Augusto Macchetto
Editore: Rizzoli
Anno: 2019
Pagine: 176
Prezzo: 16,00
Trama: 
Cara Flavia, eccola. Una lettera dalla mamma che non c’è più. Se devi piangere fallo subito, poi lavati la faccia e torna a leggere. Io aspetto, ho tempo. Da un mese la madre di Flavia se n’è andata, ma ha trovato il modo di restare ancora un po’, di “fregare la morte”, come direbbe lei. Con le lettere. Arrivano a Flavia giorno dopo giorno, da città sempre diverse, per dire tutto quello che non è facile dire a voce, ma anche solo per continuare a parlare, a esserci. E lei sta al gioco. Non ha idea di chi le spedisca, però le aspetta impaziente e fiduciosa. E intanto prova a vivere la vita di sempre. A ridere con Sabri, la sua amica mezza matta, a baciarsi in mezzo alla strada con Luca, e a coccolare il suo frastornato papà. Perché sta imparando che la morte la puoi fregare anche rubandole un attimo. L’attimo di una risata... o di un bacio.

Recensione:
Un bacio che non si stacca più è un romanzo per ragazzi con meno di 200 pagine, che si legge quindi molto velocemente anche per la scorrevolezza e la brevità dei capitoli.

L'ho scoperto per caso su Instagram, e ancora più per caso me lo sono ritrovato davanti sullo scaffale della biblioteca, decidere di leggerlo è stato assolutamente immediato.

Il titolo può essere in qualche modo fuorviante, perchè quella che ci troviamo a leggere, non è la storia d'amore tra due adolescenti, bensì un altro tipo di storia d'amore:

Flavia, la protagonista del libro, ha infatti perso la mamma dopo una lunga battaglia, vive sola con il padre e la loro gatta, cercando un modo per superare il dolore. Fino a che, un giorno, trova nella posta, proprio una lettera spedita dalla sua mamma, che sarà solo la prima di una serie che la giovane si troverà ad aspettare con ansia per conoscere qualcosa in più della sua famiglia, ma anche di sè stessa.

La trama, di per sè, suggerisce qualcosa di già visto, ma il libro è talmente scorrevole e commovente, che è riuscito a conquistarmi.

Si tratta infatti di una storia young adult, dai toni però drammatici, che tratta con estrema delicatezza e sensibilità diversi temi importanti e difficili, quali appunto l'elaborazione del lutto, la perdita, ma anche l'amicizia, il passaggio all'età adulta, la scoperta di sè stessi...

Attraverso Flavia vediamo anche come lei stessa possa essere di enorme aiuto al padre, dopo il vuoto lasciato dalla moglie, vediamo l'importanza che gli amici e i compagni hanno per lei, e l'essenziale parvenza di normalità e routine che in situazioni così dolorose, possono in realtà essere la salvezza.

Sebbene il mezzo delle lettere, non sia appunto troppo originale, le ho apprezzate tantissimo, perchè noi lettori scopriamo assieme a Flavia aneddoti sulla gioventù della sua mamma, ma anche piccoli e preziosissimi consigli di vita, che arrivano misteriosamente da diverse parti d'Italia, così da tenere la curiosità di ancora più viva.

Augusto Macchetto racconta della sofferenza che la ragazza vive, ma lo fa con una certa spensieratezza tipica dell'età adolescenziale, che mette in mostra anche il modo molto maturo che Flavia ha nell'affrontare un momento così difficile e particolare.

Lo stile dell'autore è lineare, fresco e fluido, riesce con capacità a trasmettere il male che a protagonista sta provando, tanto che, durante la lettura ammetto di aver avuto più volte gli occhi lucidi.

Oltre alla protagonista, caratterialmente ben delineata, troviamo al suo fianco la figura altrettanto importante del papà, quella degli amici di sempre, del fidanzato Luca, e appunto della mamma, che possiamo dire essere tranquillamente una co-protagonista, che ci svela anche come alle mamme non sfuggano nemmeno i dettagli più tenui.

Ultimo appunto, la cover del libro aumenta la dolcezza della storia, e mi ha attirato ancor di più a voler leggere questo romanzo, forse, fin troppo breve! Proprio per il numero esiguo di pagine, però, forse avrei rivisto il prezzo tenendolo più basso di qualche euro.

Valutazione:
♥♥♥♥

Recensioni

Fairy Oak - La storia perduta

4.11.20

 Titolo: Fairy Oak - La storia perduta
Autore: Elisabetta Gnone
Editore: Salani
Anno: 2020
Pagine: 400
Prezzo: 18,00

Trama:
Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immalinconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all'anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.

Recensione:
Si torna a Fairy Oak con questo nuovo volume a sorpresa annunciato qualche mese fa da Elisabetta Gnone, che ha creato subito fermento.
L'occasione per ricatapultarci in questa magica ambientazione che è Fairy Oak, è l'anniversario per i 15 anni di uscita della trilogia tanto amata da grandi e bambini, che gioca anche a vestirsi di una nuova veste con delle nuove edizioni in uscita nelle librerie (sono compresi anche gli altri libri post-trilogia).
Questo ritorno porta con sè un po' di nostalgia perchè ritroviamo le nostre streghette ormai non solo adulte, ma addirittura nonne!
E così, abbiamo un salto nel passato, con Vaniglia e Pervinca che ci narrano una storia mai raccontata prima, una delle loro mirabolanti avventure in compagnia di tutta la banda di amici che già conosciamo, tra cui Grisam, Scricciolo, Sophie, Flox... ma anche le nostre fatine, gli abitanti del villaggio, gli animali...
Questa volta, la banda sarà più indaffarata che mai, costruendo ognuno il proprio albero genealogico infatti, i bambini cercheranno di scoprire le radici di Fairy Oak, ma anche di avvistare qualcosa di grandioso mai visto prima, che li porterà a legare ancora di più, creare nuove amicizie, conoscere nuovi personaggi, collaborare con i non-magici e tanto altro.

Elisabetta Gnone con il suo solito stile curato e dettagliatissimo che ormai la contraddistingue e ce la fa tanto amare, ci porta alla scoperta di cose nuove, ricordandoci però anche le belle tradizioni, i personaggi già conosciuti, i legami già assoldati. Tra presente e passato, questo nuovo capitolo è un viaggio nei ricordi, di una storia nuova ma che porta con sè tanta familiarità e, perchè no, è anche un modo per dare risalto ancora una volta alla serie e farla apprezzare e conoscere ai bambini della nuova generazione.

Ciò che più ho amato e che continuo ad amare dei libri di questa autrice, è proprio la ricchezza che ci mette nel raccontare le sue storie, dimostrando così, ancora una volta, quanto i libri per bambini/ragazzi siano doni di immenso valore da riscoprire anche in età adulta. Non solo per gli insegnamenti intrinsechi che si nascondono all'interno, ma, come in questo caso, anche per la qualità narrativa in cui la storia è raccontata.
In conclusione, questo ritorno a Fairy Oak è stato un modo perfetto per rituffarsi in un ambiente già conosciuto, familiare e confortevole come una coperta di Linus, per scoprire cosa è accaduto ai nostri personaggi tanto amati e a cui ci siamo affezionati nell'arco di questi anni e per ricordarci, ancora una volta, l'importanza della magia in ogni sua piccola sfumatura.

Valutazione:
♥♥♥♥

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