Recensioni telefilm

Normal People | Sense8 (stagione 1) | Vikings (6a) | Death Note

22.9.20

 Normal people

Tratto dal romanzo di Sally Rooney, "Persone Normali", è una serie di cui si parlato tantissimo nell'ultimo periodo, tanto che la curiosità ha avuto la meglio su di me. La serie, composta da 12 episodi, è fatta talmente bene e in modo così veritiero e realistico, da incollare lo spettatore allo schermo nonostante di base, la storia racconti in sè poco nulla. O meglio, non è nulla di eclatante, non ci sono particolari sorprese o colpi di scena, è una vicenda basilare eppure riesce ad incantare dall'inizio alla fine rendendo il prodotto unico e di qualità.

Da tempo non seguivo una serie tv che fosse in grado di prendermi così tanto dal punto di vista emotivo, Normal People è riuscito nell'impresa di tenere il mo cuore stretto in una morsa una puntata sì, e l'altra pure. Viene facile "tifare" per i due protagonisti, gli interpreti di Marianne e Connor hanno una chimica tutta loro e riesce a rendere i loro personaggi estremamente naturali. Lo spettatore si ritrova così a soffrire con loro, a rimpiangere le scelte sbagliate, i cambi di direzione o gli errori che i due giovani commettono episodio dopo episodio.

Un plauso, quindi, ad entrambi gli attori, Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, giovanissimi, che si sono ritrovati da subito a far parte di un progetto davvero eccellente. Marianne, ha un percorso molto particolare, è una ragazza che non ha paura di dire le cose come stanno, al contrario di ciò a cui siamo abituati, lei non si trasforma in qualcosa che non è (almeno inizialmente), non si nasconde, anzi ammette i "difetti" che gli altri le attribuiscono e su di essi  fa la sua forza, a dispetto di tutto e tutti. Hanno entrambi un percorso interiore lento e complicato, anche grazie al personaggio maschile di Connor ci ritroveremo ad approfondire tematiche estremamente importanti come ad esempio quello della salute mentale. I due hanno molte differenze, economiche e anche in ambito sociale, eppure si ritrovano con lo stesso senso di inadeguatezza, con le altre persone e a volte verso loro stessi.

Valutazione:

♥♥♥♥/e mezzo

Vikings 6a

La storia dei vichinghi sta quasi per giungere al capolinea, in questa prima parte di sesta stagione, composta da 10 puntate, le atmosfere sono forse più calme e smorte rispetto alla precedente. 

La storia riprende dopo la battaglia tra i figli di Ragnar, che aveva visto Bjorn come il vincitore. Ivar "Senz'ossa" che negli ultimi episodi aveva fatto dannare tutto e tutti, dopo la sconfitta è molto più "mansueto", ha forse perso un po' del suo smalto, la sua pazzia e crudeltà per quanto estrema, aveva un che di affascinante. In questi episodi abbiamo forse una maggiore introspezione del suo personaggio, a discapito di qualche scena di battaglia. Nel suo nuovo percorso accanto al Principe Oleg, vedremo infatti Ivar stesso sorpreso dalla crudeltà del suo nuovo compagno di battaglia.

Un colpo di scena su tutti regna in queste puntate, un avvenimento che, per quanto abbastanza ovvio, ha saputo in ogni caso sorprendermi, forse un po' per la "banalità" e/o la semplicità in cui è avvenuto il tutto, che ha reso ancora più inaspettatata la cosa. 

Hvitserk il fratello che era sempre lasciato da parte, ha un ruolo forse meno marginale in questi episodi (sebbene sempre poco utile alla fin fine, diciamocelo), in quanto il riscatto su Ivar sia la sola cose che ormai lo tenga in vita.

Nel complesso rimane sempre buona la fotografia, la scene d'azione e gli effetti speciali che rendono le lotte e le battaglie sempre ben fatte.

Non ci resta che aspettare l'autunno, per vedere come tutto finirà, nella seconda parte di stagione, ma soprattutto per scoprire dove diavolo sia finito Floki!

Valutazione:

♥♥♥/ e mezzo

Sense 8

Ho sentito parecchio parlare di questa serie tv, forse e soprattutto dopo la chiusura inaspettata -e per molti ingiusta- avvenuta dopo la seconda stagione e dovuta al calo di ascolti, in quanto considerata da chi l'ha vista, un piccolo gioiellino.

La storia di base è infatti molto particolare, dalle venature sci-fi, 8 personaggi, 8 protagonisti che vivono in parti opposte del mondo eppure si ritrovano mentalmente collegati tra loro. 

Differenze  etniche e sociali dei protagonisti permettono allo spettatore di immergersi in una storia che vira dai toni polizieschi, trattando poi la tematica lgbtq, fino ad arrivare ad una vera e propria "bollywood".

La telepatia che lega i personaggi è il fulcro centrale della storia, che forse per certi versi è fin troppo semplice (riuscire a salvare gli altri dalle situazioni più estreme, risulta a volte troppo facile per essere credibile). Resta il fatto che quella dei "sensate" sia una storia ben articolata e complessa, costruita dettagliatamente in questi primi 12  episodi in cui gli 8 sono costretti a difendersi con le unghie da chi cerca di approfittare di loro proprio per questa "empatia"  di cui sono dotati.

Attendo di vedere come proseguirà la storia, anche per capire se la chiusura della serie sia stata più o meno giustificata!

Valutazione:

♥♥♥/ e mezzo

Death Note

Questo anime è talmente conosciuto anche da chi non è avvezzo al genere, che non avrebbe bisogno di presentazioni, ma nel caso abbiate abitato in una caverna negli ultimi anni, sostanzialmente la storia racconta di un "diario" su cui, se si appunta il nome di una persona, questa muore. Va da sè che la cosa sia tanto ambita e attrattiva, quanto pericolosa. Insomma, chi non lo desidererebbe, fosse anche solo per infliggere qualche piccola tortura e riprendersi da qualche ingiustizia?

L'anime, (tratto dal manga scritto da Tsugumi ÅŒba e illustrato da Takeshi Obata) Ã¨ composto da 37 puntate, ha saputo incollarmi allo schermo, soprattutto per tutta la prima parte. La storia è di per sè interessantissima, ma ciò che mi ha colpita è quanto si scavi in profondità nella psicologia dei personaggi. Il protagonista, lo sventurato che si ritroverà tra le mani il Death Note è infatti Light/Kira, un ragazzo intelligente, di buona famiglia, poco considerato dai suo compagni, ma dalla mente geniale che prende il ritrovamento del quaderno come una sorta di segno del destino in quanto sente di essere lui il predestinato per far pulizia nel mondo. Suo antipodo è Elle, un ragazzo altrettanto geniale (se non di più) un detective dalla fama mondiale che proprio sulle tracce del malvagio Kira, si ritroverà a collaborare con la polizia. 

Sono due personaggi opposti eppure accomunati da un sacco di cose, e questo, unito alla loro astuzia e all'ambiguità di entrambi, che fa funzionare più di tutto la trama. Attorno a loro, abbiamo un sacco di altri personaggi, e devo dire che anche quelli secondari riescono ad emergere nelle loro caratteristiche. Come dicevo, tutta la prima parte mi è piaciuta un sacco, poi però succede il finimondo, un evento inaspettato fa ingolfare un po' il tutto e perdere leggermente attrattiva nella storia che inizia a diventare un poco noiosetta. Sebbene il tutto rimanga ben intrecciato, ho trovato un ritmo più rallentato e in generale la mancanza di approfondimento su determinati punti della storia, una grave mancanza. Come per esempio la parte sovrannaturale e in generale le figure degli shinigami che non solo necessitavano maggiore approfondimento, ma avrebbero proprio reso il tutto ancora più ingegnoso, invece vengono messe un po' troppo da parte, a mio parere, facendo perdere un sacco di potenzialità alla storia

In sostanza, rimangono i personaggi senza dubbio la punta di diamante della storia e la loro caratterizzazione, l'idea di base è originalissima, ma andavano delineati maggiormente alcuni dettagli necessari.

Valutazione:

♥♥♥♥

Anime

Feel Good | Ragnarok | Locke & Key | Ano Hana |The Rising of the Shield Hero | Tokyo Magnitude 8.0 insomma cosa sto guardando in questi giorni!

11.4.20

Feel Good 
(stagione 1)
Feel Good è stata una scoperta assolutamente casuale, beccato tra una storia e l'altra di instagram, ne sono rimasta incuriosita e ho deciso di iniziarlo.
Composto da sei episodi soltanto, della durata circa di 20 minuti, si vede praticamente in un pomeriggio, finisce in fretta, in un baleno, tra una risata e uno spunto di riflessione.
L'ho trovata una storia carina, interessante, ho trovato buoni i personaggi presi singolarmente, Mae in particolare super intrigante nonostante e forse soprattutto per le sue fragilità, ma insieme sono davvero così funzionali? Non lo so, qualcosa della loro relazione stonava, sarà che ultimamente ho lasciato ben poco spazio al romanticismo e vedo tutto con una patina di cinismo, ma personalmente più che il legame tra le due, ad avermi incuriosita è proprio la personalità di Mae. 
Gli spunti che la serie dà, sui rapporti umani, effimeri o duraturi, ma soprattutto sulla natura delle persone, sulla difficoltà dell'accettarsi, sulle crepe nascoste, su quanti siano effettivamente i sorrisi sinceri, quando dentro di noi siamo in realtà in pezzi.

 Ragnarok 
(stagione 1)
Ragnarok mi ispirava parecchio, anche questa prima stagione è composta da soli sei episodi, quindi nulla di troppo impegnativo. Purtroppo, devo dire che non sono rimasta colpita quanto mi aspettassi, anzi, a conti fatti non mi è piaciuta particolarmente.
L'idea di base, è ovviamente interessante, ma secondo me non viene sviluppata in modo particolarmente affascinante. 
Non ho infatti trovato nessun personaggio degno di nota, ho trovato tutti abbastanza abbozzati, nessuno mi ha colpito particolarmente, nè buoni, nè cattivi. Sono ovviamente pochi episodi, ma è tutto molto introduttivo e parecchie cose vengono lasciate in sospeso. A quanto ho capito, la serie è stata rinnovata ad una seconda stagione, ma nel caso questo non fosse avvenuto, avrei preferito una qualche spiegazione più approfondita, mentre molte cose vengono invece lasciate un po' a caso.
Il fascino della mitologia norrena, insomma, si perde un po' tra scene esageratamente coreografate e adolescenziali, c'è da dire che le ambientazioni norvegesi, invece sono talmente straordinarie, che vale la pena guardarlo anche solo per quello! 

Locke & Key
(stagione 1)
Di Locke & Key si è sentito parlare un bel po' nelle ultime settimane. Le opinioni lette al riguardo erano molto contrastanti, perciò ero un po' indecisa se vederlo o meno, ma la curiosità alla fine ha avuto la meglio.
Personalmente l'ho trovato molto carino, breve, solo 10 puntate, con un giusto mix di fantasy e thriller, che rendono la storia interessante e incuriosisce lo spettatore nel voler arrivare subito alla fine.
Finale che, è mi ha lasciata sorpresa, in senso positivo, e confido nella secondo stagione (sperando che non deluda).
Ho trovato interessanti i personaggi, in particolare il modo in cui grazie al mistero di queste chiavi magiche, loro inizino pian piano a ricostruire un legame fraterno andato ormai perduto, e a rimettere insieme i cocci di una famiglia tristemente distrutta da un fatto davvero terribile.
Personalmente, avrei evitato qualche scena "humor" e qualche gag, per non rovinare le atmosfere cupe, anzi, forse avrei aggiunto un pizzico di paura in più, in particolare nel personaggio di Bode che a conti fatti però è anche il migliore.
La serie  Ã¨ basata sulla graphic novel scritta da Joe Hill, figlio di Stephen King, e disegnata da Gabriel Rodriguez.

Ano Hana
( episodi)
La storia toccata da questo anime, e basata sulla serie manga, composta da tre volumi è una storia interessante ma soprattutto altamente toccante dal punto di vista emotivo. Riesce a catturare lo spettatore puntata dopo puntata, con pezzi del puzzle che vanno via  via ad incastrarsi in una tragedia che è però raccontata con un occhio diverso, e punta al positivo. Menma è il personaggio al centro della storia, che attraverso la sua condizione di fantasma, riesce a ricostruire un gruppo di amici che si era ormai perso di vista dopo l'incidente che era costato la vita proprio alla piccola Menma.
Così ritroviamo Jinta, che dopo la perdita dell'amica, ha perso parte di sè stesso, che tenta di risolvere un conflitto in grado di dare la pace a Menma, ma per farlo sarà costretto a chiedere aiuto agli amici ormai persi da tempo.
La serie, che inizia con toni brillanti e leggeri, arriva sempre più nel profondo portando a galla scenari drammatici e malinconici, fino ad un epilogo altamente commovente e delicato.
Oltre alla perdita, la serie tratta i temi dell'incomunicabilità, dell'accettazione dei cambiamenti, dell'importanza dei ricordi, sulle riflessioni nate dai proprie errori e sull'importanza dell'amicizia.
L'unica cosa che non ho apprezzato, è stata la scelta della voce doppiante italiana proprio per quanto riguarda Menma, l'ho trovata un po' troppo infantile, a tratti molto irritante e non mi ha permesso di apprezzare appieno il suo personaggio.

The Rising of the shield hero
(25 episodi)
Ho scoperto The Rising of the Shield Hero tramite un gruppo facebook e dal trailer ne sono rimasta subito incuriosita.
Ci troviamo di fronte ad un anime composto da due stagione, 25 episodi in totale, un anime che mischia fantasy e avventura con una buona dose di sentimentalismo che non guasta.
Il protagonista è Naofumi, che si trova suo malgrado catapultato in un mondo magico in cui gli spetta un ruolo di primo piano in una lotta leggendaria in cui è subito ben chiaro sia lo sfavorito.
Più che il personaggio di Naofumi, è stata Raphtalia ad avermi conquistata, la sua spalla destra, la sua arma, che nel corso degli episodi cresce a matura in ogni senso possibile. Come simi-umana e come combattente, senza però dimenticare il suo animo buono e gentile.
Diciamo che complessivamente, alcune puntate scorrono più lente e quasi statiche, rispetto ad altre che invece incarnano perfettamente azione e colpi di scena.
Mi sarei personalmente concentrata un po' di più su alcuni dettagli della storia, quali per esempio gli altri tre eroi, che invece si perdono un po' per strada, o la totale dimenticanza delle loro origini terrestri, che mi ha lasciata un po' sconcertata...
Tutto sommato, però sono stata soddisfatta da questa visione, e dalle tematiche intrinseche nella storia, quale il repentino cambiamento di Naofumi che da ottimista e sognatore, cambia completamente faccia dopo il tradimento subito, a prova di quanto i torti e i tradimenti di fiducia possano arrivare a toccare nel profondo di una persona.

Tokyo Magnitude 8.0
(11 episodi)
Dopo The Rising of the Shiled Hero, mi sono buttata su Tokyo Magnitude 8.0 giusto per tirarsi un po' su di morale, no?
No, perchè questo anime, 11 episodi gustati in un pomeriggio, è tutt'altro che allegro e leggero. Al centro della storia c'è proprio una catastrofe naturale, un terremoto che spacca in due Tokyo lasciando i due protagonisti della storia, sorella e fratellino, completamente soli, alla ricerca di un modo per tornare a casa dai genitori.
Avevo intuito che fosse una storia alquanto straziante, ma non l'ho capito fino in fondo, fino agli ultimi due capitoli quando tutto si rivela più chiaro che mai.
Tokyo Magnitude 8.0 è la storia di un viaggio disperato verso una casa che potrebbe benissimo essere stata spazzata via. E' la perfetta ricostruzione di una situazione incontrollabile, in cui chiunque si potrebbe ritrovare, perchè se c'è qualcosa che non si può controllare è proprio la natura, la terra e la sua voglia di ribellione.
In questo viaggio, Mirai e Yuuki troveranno sulla loro strada un raggio di sole, che con un'atipica bontà aiuterà i due a sopravvivere in una situazione difficilissima e ahimè iper-realistica.
La storia procede in certi versi piuttosto lentamente, ma viene costruita in modo preciso. Dalle espressioni dei protagonisti avvertiamo le loro angosce, il terrore ad ogni nuova scossa, ma anche la loro giovane età, che ci viene ricordata attraverso le risate e il sano ottimismo del piccolo Yuuki.

Speciale

12 luoghi iconici delle serie tv

4.4.20

Buongiorno lettori, oggi un post "speciale" un po' diverso dal solito, dedicato alla serie tv.
Vi parlo oggi infatti, di 12 luoghi "famosi" delle serie tv, locali, abitazioni, insomma alcuni tra i punti di riferimento più conosciuti dei telefilm.

Central Perk
(Friends)

Il Central Perk è il punto di ritrovo dei nostri amici di Friends, nonostante abitino nello stesso condominio, in ogni episodio li vediamo poi ritrovarsi a bere un caffè o semplicemente a chiacchierare sul famosissimo divano arancione del bar, e guai a chi gli occupa il posto!

Da Luke's

(Una mamma per amica)

Altro locale cult delle serie tv, è senza dubbio la tavola calda di Luke di Una mamma per amica in cui accadono poi alcuni tra i fatti più succulenti dell'intera serie. Chi non vorrebbe fermarsi a fare una bella colazione a base di caffè e pancake da lui?

Biblioteca della scuola di Sunnydale
(Buffy)

La biblioteca della scuola di Buffy, non è solo luogo di studio nella ricerca dei demoni, ma è anche spesso e volentieri luogo di battaglie ed imprigionamenti vari. Insomma, tutto, tranne che locale frequentato dagli altri studenti che senza dubbio si domandano cosa accada lì dentro!

Casa Cohen
(The OC)

Chi, guardando The Oc, chi non ha mai desiderato almeno una volta di vivere nella casa di Seth? Insomma, io mi accontenterei anche della casetta in piscina eh!

Emerald City Bar 
(Grey's Anatomy)

Dopo il turno in ospedale spesso e volentieri i nostri medici preferiti di Seattle si ritrovano a bere un cocktail insieme nel bar lì vicino, inutile dirsi che qualche tragedia è avvenuta anche lì, inevitabile!

Casa Halliweel
(Streghe)

Anche Casa Halliweel è un'altra casa storica delle serie tv, non si contano i danneggiamenti e le volte in cui le sorelle hanno dovuto fare aggiustamenti o semplicemente ricomprare il mobilio, ma pur essendo continuamente preda dei demoni peggiori, non c'è che dire, la casa delle sorelle Halliweel è proprio carina e caratteristica.

Il Motel
(Bates Motel)

Una casa, o meglio un motel che invece non invidio per niente, è quello della famiglia Bates, non solo per le peggio cose che accadono lì dentro, ma in generale per l'aria sinistra e lugubre che ha, senza contare che pare isolato da tutto e da tutti e senza dubbio è solo meglio così!

Casa di Spencer

(Pretty Little Liars)

Casa di Spencer è spesso ritrovo delle "Liars", nonchè altrettanto spesso è preda di -A, tra inseguimenti, trafugamenti e cose varie!


La scuola 
(Gossip Girl)

Le scuole sono sempre il simbolo delle serie tv, in particolare dei teen drama, quella in cui è ambientato Gossip Girl, non è certo da meno, sebbene anche le case dei protagonisti appaiano molto spesso negli episodi.

Casa Salvatore
(The Vampire Diaries)

Ma quante diavolerie accadono in casa dei fratelli Salvatore, ragazzi? Quante morti, quanti incantesimi, quante persone sventrate e poi resuscitate? Mica si scherza eh! Non c'è che dire, la casa di Demon e Stefan è senza dubbio uno dei punti focali della serie.

L'Alibi
(Shameless)

Un po' come il locale di Luke, anche l'Alibi compare in ogni episodio di Shameless, ritrovo della famiglia Gallagher e testimone delle peggio sbronzate, e di proprietà di Victoria e Kevin.

Casa Buyers
(Stranger Things)
La casa dei Buyers è un elemento fondamentale in Stranger Things, è proprio lì che avvengono i "fatti strani" con le luci, che portano la madre di Will ad indagare sulla sparizione del figlio, ed è lì che poi Will continua ad essere perseguitato dagli incubi del Sottosopra. Insomma, l'alfabeto con le luci sul muro è diventato simbolo della serie.

Recensioni telefilm

Chiamatemi Anna (terza stagione)

16.1.20

Titolo: Chiamatemi Anna
Regia: Molly Walley-Beckett
Paese: Canada
Stagioni: 3
Cast: Amybeth McNully, Geraldine James, R.H. Thomson, Dalila Bela, Lucas Jade Zumann, Aymeric Jett Montaz, Corinne Koslo, Dalmar Abuzeid
Soggetto: Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery


Recensione:
Quando ho iniziato a guardare Chiamatemi Anna, un paio d'annetti fa, non mi aspettavo assolutamente nulla. Conoscevo già, ovviamente, a grandi linee la storia, grazie al cartone animato visto da bambina, e il chiacchiericcio su questa nuova versione mi aveva incuriosita, ma sinceramente non pensavo facesse per me.
Sono bastate un paio di puntate, per capire invece, che Chiamatemi Anna era in assoluto ciò di cui avevo bisogno in quel momento, due stagioni di pochi episodi ciascuna, che si divoravano in un attimo. 
Giovanissimi attori eccezionali nei loro ruoli, un'attrice protagonista, quella che interpreta Anna, che non poteva essere più perfetta nei panni di Anna Shirley, una piccola orfana, con un passato difficile, ma una mente brillante, altamente all'avanguardia, moderna e poetica. 
Anna è un'anima buona, sognante, passionale e creativa, pericolosamente fantasiosa per l'epoca in cui vive, fin troppo logorroica, i capelli pel di carota non passano inosservati, le sue lentiggini nemmeno, insomma, la storia di Anna per certi versi penso sia familiare un po' a tutti. Intendo la parte in cui non si sente apprezzata, in cui non si sente bella, inferiore rispetto alle sue compagne di scuola, poco di classe, poco alla moda, desiderosa di essere indipendente, di non stare alle rigide regole a cui le ragazze sono costrette a sottostare, e tutto quanto.

In questa terza, e ahimè ultima stagione, lei egli altri ragazzi sono e stanno crescendo, si apprestano a terminare la scuola e ciò ne consegue che dietro l'angolo ci siano numerosi cambiamenti ad aspettarli, la libertà di poter studiare in una nuova scuola, in una nuova città, forse.
Ma prima, sono tante le cose da affrontare, il desiderio di scoprire qualcosa in più sul suo passato, per esempio, l'avvicinarsi maggiormente ai ragazzi, l'arrivo ad Avonlea di un gruppo di indiani, subito mal visti dalla popolazione, gli incubi del collegio, il tenere nascoste cose e affetti che non verrebbero ben visti, non si sa perchè...
Sono tanti i temi affrontati in questa stagione e in generale nella serie, ed è ciò che in Chiamatemi Anna più mi piace. Il riportare, attraverso i suoi protagonisti e la loro storia, tematiche molto importanti quali la disparità dei sessi per esempio (puntata che ho apprezzato forse più di tutte), le differenze sociali, l'abbandono, il lutto, le prime delusioni d'amore, i tradimenti in amicizia, la violenza... tutti argomenti trattati in maniera delicata, ma sempre esaustiva, chiara, realistica e costruita in modo perfetto, in armonia con il resto.

Chiamatemi Anna, o Anne with an e come dice il titolo originale, è una serie di cui ci si innamora all'istante. Se in un primo momento la ragazzina tanto chiacchierona e senza peli sulla lingua sarà così tanto chiacchierona e così tanto senza peli sulla lingua da risultare esasperante, poi non si potrà fare a meno di tifare per lei. Di esultare per ogni suo traguardo, di soffrire per ogni sua presa in giro e verso di scherno. In tutto ciò, la giovane Amybeth McNully è assolutamente perfetta in ogni scena.
Anna a parte, che è un po' la paladina della legge ad Avonlea, anche gli altri personaggi non passano inosservati, dalla sua migliore amica, ben diversa dal punto di vista economico rispetto ad Anna, che seppure con qualche inciampo si dimostra sempre dalla parte della Shirley con un animo buono anch'essa. 
E poi ci sono ovviamente Marilla e  Mattew, che con i loro modi a tratti freddi ma subito dopo amorevoli e sinceri, nutrono giorno per giorno l'affetto per una bambina sfortunata,  cosa che fa anche la maestra di Avonlea, con tutti i suoi studenti, malvista dagli adulti perchè troppo femminista, troppo indipendente e troppo moderna, insegna invece ai ragazzi ad aprire la mente e a non arrendersi. E per ultimo, ovviamente Gilbert, il ragazzo perfetto per eccellenza, interpretato perfettamente da Lucas Jade Zumann, che ci ha fatto sospirare per le prime due stagioni e continua a farlo in questa terza, con il suo buon carattere, la sua dolcezza e la sincerità che mette in tutte le cose che fa, così pura da risultare disarmante, inutile dire che ho shippato lui e Anna fin dal principio e anche anche in questi episodi mi hanno fatta soffrire parecchio eh!
Oltre a personaggi e storia, è anche l'ambientazione che mi mancherà di questa serie, un'ambientazione ormai familiare, calorosa e in qualche modo accogliente (con con tutti però, attenzione!) e che, sono sicura, mi obbligheranno a fare un rewatch di questa meravigliosa serie prima o poi!
Un plauso infine, anche per la sigla meravigliosa dal punto di vista estetico e perfettamente in linea con l'intera storia.

Valutazione:
♥♥♥♥♥

Recensioni telefilm

The end of the f***ing world 2 | Modern Love | The Bold Type

19.11.19

THE END OF THE F***ING WORLD
Stagione 2
Dopo una prima stagione tutto sommato carina, questa è risultata pressochè uguale, piacevole, tanto bizzarra e assurda da far giustamente parlare di sè anche questa volta, ma... il contenuto? E' un po' un meh, un po' evitabile, ben poco necessaria ai fini della storia, o almeno così la penso io.
Ritroviamo i due sociopatici protagonisti, dopo la mirabolante avventura della prima stagione, con tanto di sparatoria e corsa in ospedale, che si ritrovano dopo un po' di tempo e di peripezie (lui va in giro con un vaso sottobraccio, lei è in procinto di metter su famiglia) e partono alla volta di una nuova "avventura" in cui, decidono di portar con sè un passeggero che non a caso si trova sul loro stesso cammino, anzi, direi che è proprio sulle loro tracce.

Questa donna misteriosa, ha alle spalle una storia interessante che si ricollega ad un fatto della prima stagione, e la curiosità nel voler scoprire l'epilogo di questi nuovi episodi un po' c'è, perchè la coppia di ragazzi è così mal assortita che non si può non provare tenerezza per loro e i sentimenti acerbi che per primi faticano a comprendere.
Non so se però questo giustifica i nuovi episodi, se vogliamo sì piacevoli, però non hanno al loro interno la grande originalità che era ormai scaduta alla fine della prima stagione.
Valutazione:
♥♥♥

THE BOLD TYPE
Stagione 1
Una di quelle serie da vedere nei momenti vuoti, nei momenti no, nei momenti in cui si cerca leggerezza.
Un po' Il diavolo veste Prada, un po' qualcos'altro che non mi viene in mente, oltre a raccontare il bel rapporto di amicizia tra le tre protagoniste, questa serie illustra soprattutto la loro voglia di affermarsi, il loro desiderio di fare carriera, ma soprattutto di farsi riconoscere il talento di cui sono provviste, la loro tenacia, l'impegno e la voglia di fare che mettono nel loro lavoro in redazione di Scarlet. Non sempre i loro meriti vengono riconosciuti, a tutte e tre piombano addosso batoste, ma anche sorprese. 

Amicizia e lavoro a parte, c'è anche spazio per un po' di romance, e di pari passo, episodio dopo episodio, in base agli argomenti diversi trattati dal megazine quasi tutto al femminile per cui lavorano, vengono trattati diversi argomenti. Si parla infatti di razzismo, di orientamento sessuale, violenza...
Una serie carina, divertente, non ha al suo interno chissà quali grandi colpi di scena, è tutto piuttosto basico e lineare, ma per i momenti in cui si cerca un po' di leggerezza e sì, anche di frivolezza, è perfetta!
Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezz0

MODERN LOVE
Stagione 1
8 soli episodi per una serie uscita da poco e che ha fatto subito parlare di sè e questa curiosità viscerale mi ha spinta a dare il via alla visione.
8 storie differenti, tanti personaggi che ci sfilano davanti episodio dopo episodio, e si ritrovano poi nella puntata finale.
In ogni episodio abbiamo quindi una storia diversa, una vicenda che riempie egregiamente 
una cinquantina di minuti che per lo spettatore passano davvero in un baleno.
Modern Love mette in scena le diverse sfumature dell'amore, così complicato, così passionale, così struggente, così imprevisto e a volte sconvolgente o inaspettato.
Abbiamo diversi nomi altisonanti in questo prodotto, dal bravissimo Dev Patel che ho adorato in Lion, ad Anna Hathaway fino ad Olivia Cooke o Tina Fey. Questa serie cattura per la sua tenerezza e forse anche con la sua semplicità.

Ho apprezzato tutte le storie, ma ammetto di aver trovato più interessanti due episodi in particolare:
Nel primo vediamo un Dev Patel fondatore di un sito di incontri ormai sulla cresta dell'onda, che ancora si strugge per un amore - forse - ormai perso e che - forse - era proprio quello giusto. Mentre nella puntata incentrata sulla Hathaway, l'attrice si mette alla prova con una protagonista che soffre d'amore sì, ma per sè stessa. La ragazza è infatti affetta dalla sindrome del bipolarismo, un tema ben poco affrontato, come un po' tutte le malattie mentali, ma che forse estremizzato un po', mette in luce chiaramente le difficoltà di chi vive e forse per tabù nasconde, di essere bipolare.
Negli altri episodi vediamo una coppia omosessuale tentare di adottare un bambino, con tutte le difficoltà del caso, un matrimonio che sembra destinato a naufragare tra una seduta e l'altra dal terapista, una giovane donna che causa persa dopo causa persa si ritrova incinta e con il custode del suo palazzo come unico amico. O ancora, un appuntamento finito all'ospedale, un legame diviso da tanti anni di differenza per una donna che è forse più alla ricerca di un padre perduto, che di un compagno, o una settantenne che nella corsa incontra forse la possibilità di un nuovo amore.

Prima stagione breve, ma efficace ed effetto, familiare ma sorprendente. Queste puntate fanno il loro dovere, fanno sognare un po', fanno emozionare tanto, fanno sperare e riflettere su quanto davvero l'amore rimanga qualcosa di sorprendente e ancora sconosciuto.
Un plauso per la sigla, molto, molto carina!
Valutazione:
♥♥♥♥

Random

Speciale: 10 personaggi inutili/insopportabili delle serie tv... parte seconda

29.9.19

L'anno scorso, vi parlavo in questo post di 10 personaggi dei telefilm che per me risultavano completamente inutili o comunque mi stavano altamente sulle scatole, e devo dire che mi ero divertita parecchio a scrivere quello speciale.
Così, nelle settimane scorse ho fatto un po' mente locale per cercare di racimolare un'altra decida di stupidissimi personaggi di cui parlarvi, ed eccoci qua amici!
Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e con quali altri personaggi siete in guerra voi.

Carla (Elite)
So che lo scopo di questo personaggio è proprio l'essere insopportabile, algida, fredda e calcolatrice, e non c'è dubbio alcuno sul fatto che l'attrice (bellissima eh), riesca ottimamente a vestire questa parte, però... però ogni volta che appare sullo schermo mi vengono certi istinti violenti per cui vorrei davvero schiaffeggiarla!
Nella seconda stagione, poi, in cui la mettono in situazioni ancora più nosense, il mio odio nei suoi confronti si è a dir poco triplicato.

Margaret (Vikings)
Forse è anche colpa della voce italiana che doppia l'attrice e che mi suscita già da sola parecchia irritazione, ma questo personaggio di Vikings totalmente inutile e stupido davvero non mi va giù.
Diciamo che sono stata contenta della fine che le hanno fatto fare, ecco!

Courtney (13)
Non credo ci sia niente da dire su di lei in realtà, chi non l'ha trovata insopportabile?
Poi oh, io ho visto solo la prima stagione, quindi non lo so, magari nella seconda migliora un po', ma ne dubito!
Beck (You)
La protagonista di You, come avevo già detto nella recensione dedicata, risulta parecchio insopportabile. Bella l'attrice eh, anche bravina, ma diciamo che pur essendo perseguitata da uno stalker quasi professionista, non è che io abbia provato pietà, rammarico o che so io per lei eh, perchè diciamocelo, è fastidiosa, è stupida, ha le fette di salame sugli occhi, per essere la protagonista è proprio un ENORME GIGANTESCO NO.

Billy (Stranger Things)
Vabbè, pure lui come Carla di Elite ha prioprio lo scopo nella serie di essere cattivo e crudele, quindi uno scopo almeno ce l'ha (al contrario di molti altri in questa lista) e soprattutto nella terza stagione serve a qualcosa appunto.
Però, diciamocelo, quando fa la sua comparsa a Hawkins, con i suoi modi rozzi e volgari e violenti di trattare Max, viene naturalissimo volergli dare una bella sprangata in testa.

Kennedy (Buffy)
Io amo follemente Buffy, davvero, e di nuove entrate in scena nel corso di sette stagioni ce ne sono state parecchie e ci è sempre voluto un po' ad abituarsi a qualche nuovo componente della squadra, ma bene o male alla fine ci si abituava.
A lei no però.
Lei non l'ho sopportata dalla prima scena, praticamente. Antipatica,  una so tutto io che si crede chissà che, si mette in mezzo, pensa di essere la più brava e della sua relazione con Willow ne vogliamo parlare? 
No, no, no, assolutamente tutto sbagliato..

Melissa (Pretty Little Liars) 
Pretty Little Liars è pieno, pienissimo di personaggi, è un andirivieni di gente che sparisce nel nulla, che torna non si sa bene per quale motivo, che ri-sparisce di nuovo, a volte viene trovata morta, a volte resuscita... insomma, in questo marasma di gentaglia non tutta simpatica, abbiamo lei, Melissa, la sorella di Spencer, la più antipatica per eccellenza.
Poi oh, diciamoci la verità, visto il luogo in cui vive, vista la famiglia in cui è cresciuta, visto il casino che è Pll, mica è facile rimanere sani di mente, però diciamo che lei ce la mette tutta per stare sulle scatole a noi poveri spettatori!

Dave e Rex (Desperate Hosewises)
E' passato parecchio, parecchio tempo da quando mandavano in onda Casalinghe Disperate tutti i mercoledì, su sky, d'estate, e io avevo l'appuntamento fisso, insieme a mia mamma, per guardare questa serie che era tutto un infittirsi di misteri. Come per Pretty Little Liars, però, anche in questa serie tv ne sono passati tantissimi di personaggi, e tra questi ricordo che Rex, marito di Bree, e Dave, fidanzato (o marito ora non ricordo) di Edie, mi davano davvero sui nervi.
Non ricordo bene perchè, è passato troppo tempo, ma è bastato solo rivederli in queste gif per ricordare il fastidio che mi mettevano (dai guardate il primo, ha proprio una faccia fa prendere a pugni!)

Gerard (Teen Wolf)
Beh si, il cattivo di turno mica deve essere carino e coccoloso eh, ma quanto mi sta sulle palle Gerard!
Senso della famiglia, dice lui, ma non ha la minima remora ad agire contro sua nipote e contro il suo stesso figlio, anzichè essere un nonnino premuroso e spacciatore di paghette della domenica va a caccia di lupi, e manco con il sangue nero che gli cola dal naso (e sì, emh, pure dagli occhi) usa le buone maniere. Livello di odio: 10

Recensioni telefilm

Recensioni: Elite | Trinkets | Vikings | The Handmaid's Tale

21.9.19

Elite
(stagione 2)
Elite è sinonimo di trash, ormai l'abbiamo capito. Se nella prima stagione però, aveva dalla sua parte il fatto di essere divertente, in questi nuovi episodi, sebbene di divertimento inteso come feste, festini, sesso e alcolici non mancano, manca invece un po' di brio nell'atmosfera in generale.
Queste nuove puntate iniziano un po' con la stessa struttura della prima stagione, con una sparizione, mentre proseguono anche le indagini sulla morte di Marina. Chiamiamole indagini, chiamiamola sparizione, perchè Elite non si guarda certo per la sua parte pseudo-thriller, perchè diciamocelo, grande suspance non ce n'è. Le ore passate a cercare la persona dispersa sono un po' perse, perchè si risolve tutto in modo un po' meh. Le indagini casalinghe di Marina, invece, per noi spettatori che già ben sappiamo chi, cosa e quando, fanno un po' rabbia, per il modo in cui l'ultimo episodio si conclude, proprio con quella scena finale che ci fa chiedere, cosa abbiamo appena visto, e soprattutto perchè! A cosa sono servite, in sostanza, queste 10 puntate?
Vabbè, almeno vengono introdotti tre nuovi personaggi, un ragazzo e due ragazze, ognuno di loro che nasconde un segreto, tutti e tre un po' emarginati, un po' pesci fuor d'acqua in mezzo a questi "elite" e quindi li prensiamo subito in simpatia.
Il personaggio di Christian, che appunto portava almeno una sferzata di allegria, è qui "fatto fuori" quasi subito, il rapporto tra Carla e Samuel, non sto nemmeno a commentarlo perchè è così assurdo che non saprei proprio cosa dire, e anche Nano è abbastanza rilegato in un angolo in questa stagione.
Insomma, continua ad essere una serie trash come poche, che ha perso un qualcosa che nel corso della prima stagione, almeno, la rendeva un pizzico più interessante.
Ha dalla sua parte le belle facce degli attori, che fanno senza dubbio parlare di sè, e poi diciamocelo, certe volte c'è proprio bisogno di guardare qualcosa di estremamente superficiale e stupido per farsi quattro risate.
Valutazione:
♥♥/ e mezzo

Trinkets
Iniziata assolutamente per caso, questa serie ha (almeno per ora) solo una stagione di una decina di episodi e racconta la storia di tre ragazze che si incontrano grazie ad un gruppo di "taccheggiatori anonimi" 
Le puntate scorrono abbastanza veloci, non sprizza particolarmente di originalità, nel senso che il fenomeno di cleptomania, alla fin fine non viene affrontato granchè, ma la storia si concentra sulla storia delle tre protagoniste, che sono abbastanza stereotipate.
Le tre ragazze frequentano la stessa scuola, ma prima di finire in questo gruppo, non si sono mai parlate perchè fluttuano in mondi totalmente diversi: se una è di ottima famiglia e dalla vita (apparentemente) perfetta, l'altra è un'emarginata, un maschiaccio abbandonata dal padre e con una relazione segreta, mentre la protagonista è Elodie, appena trasferitasi dopo la morte della madre e quindi arrabbiatissima con il padre che si è costruito una nuova famiglia.
Tra le tre, ammetto di aver preferito il personaggio di Moe, le altre due non mi hanno catturato per la loro simpatia, nè per le doti recitative delle attrici, detto sinceramente.
La serie termina con un finale abbastanza aperto, quindi immagino ci sarà una seconda stagione, staremo a vedere, anche perchè non credo che si sia parlato molto di questo telefilm (è disponibile su Netflix). Nel caso, anche se complessivamente non mi ha fatto impazzire, penso che andrò avanti, giusto per curiosità e proprio per la scorrevolezza degli episodi che tutto sommato si guardano volentieri.
Valutazione:
♥♥

Vikings 
(5B)
Finalmente, dopo mesi, sono riuscita a recuperare la seconda parte della quinta stagione di Vikings, nel mese di agosto.
Diciamo che, parlando in generale, Vikings è una serie piuttosto monotona, nel senso che non ci sono grandi sviluppi nella trama, intesi come colpi di scena o cambiamenti continui, la trama è piuttosto lineare, dalla prima stagione, ma ciò che colpisce della serie, o almeno ciò che colpisce me, è il mutamento dei personaggi.
Per mutamento, non intendo per forza maturazione eh, anzi, alcuni cambiano in meglio, altri in peggio, però cambiano, indubbiamente. In questi ultimi episodi, vediamo la lotta di Ivar con i fratelli, farsi sempre più brutale e sanguinaria. 
L'attore che interpreta il personaggio di Ivar è davvero perfetto per la parte, lo devo ammettere. Riesce ad incarnare la pazzia, la fredda razionalità condita da un cuore di pietra, davvero bene. Non dimentichiamo però, che il ragazzo ha una mente brillante, questo bisogna ammetterlo, e pur odiandolo un episodio sì e l'altro pure, il suo odio viscerale per il mondo è anche ben capibile se pensiamo a come il mondo ha sempre trattato lui, fin dalla sua nascita.
La parte relativa a Floki e al suo viaggio in solitaria con pochi intimi, ammetto che se aveva un po' di senso nella 5A, qui inizia a risultare piuttosto noiosa e a mio parere  inutile, mentre non mi sta piacendo molto l'evolversi del personaggio di Lagerhta, un po' accantonata con una storyline che poteva essere fatta meglio viste le potenzialità del suo personaggio.
Diciamo che alcune cose funzionano e altre meno, diciamo che la mancanza di Ragnarr si sente sempre, e che alcuni episodi sono meglio di altri, diciamo che la fine si sta avvicinando anche per questa serie, e speriamo le rendano giustizia dato che visivamente è davvero ben fatta.
Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

The Handmaid's Tale
(stagione 3)
Mentre guardavo i primi episodi di questa terza stagione, leggendo opinioni varie su instagram, ho percepito che in molti avevano pianto guardando la puntata finale e mi sono detta "Come mai?" Man mano che scorrevano gli episodi, infatti,  pensavo okay ci sono delle cose interessanti, però complessivamente stiamo calando parecchio rispetto le prime due stagioni. 
Ammetto, che un po' gli occhi lucidi alla fine li ho avuti anche io, ma non hanno compensato i momenti piatti di tutti e 13 gli episodi.
Perchè sì, ho trovato questa terza stagione un alternarsi di scene interessanti, ad altre che non mi dicevano assolutamente nulla.
La bravura dell'attrice protagonista, rimane secondo me immutata, interpretare Jude in modo così coinvolgente e viscerale immagino non sia affatto cosa semplice, ma la crudeltà, la spietatezza che hanno caratterizzato la storia, e per questo la storia di questa serie ha fatto parlare di sè, sembrano qui un vago ricordo.
Tredici episodi che si concentrano su una vana speranza di Jude di cambiare le cose, questa volta aiutata da altre ancelle, Max che a parte una comparsata, sparisce praticamente nel nulla, il personaggio di Serena che pure viene un po' rilegato in un angolo, a questo punto mi sarei magari concentrata maggiormente sulla situazione che stanno vivendo Luke e Moira, giusto per variare un po'.
Insomma, diciamo che la serie sta un po' scadendo nel banale, basti pensare a tutto quello che combina la protagonista e che ogni volta la scampa, mentre molte altre vengono impiccate per molto meno...voglio dire, fino a quando può reggere la "fortuna" di Jude?
Spero in una quarta stagione più avvincente, o in un finale non troppo lontano che salvi una serie che era partita assolutamente alla grande.
Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

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