Storia di una ladra di libri - The Host - Bianca come il latte rossa come il sangue (Movies)

Hola lettori!
Oggi non vi parlo di libri, ma di film, tratti da libri! Uno è nelle sale da qualche settimana, Storia di una ladra di libri, gli altri due li ho visti in tv in questi giorni.
Ovviamente, aspetto di sentire, o meglio, di leggere anche i vostri pareri se avete letto i libri e/o visto i film :)

Titolo: Storia di una ladra di libri
Titolo originale: The book thief
Regia: Brian Percival
Genere: drammatico
Paese: Usa
Anno: 2014
Cast: Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie Nélisse, Nico Liersch, Joachim Paul Assbock, Ben Schnetzer, Kirsten Block, Sadra Nedeleff

Trama:

Nella Germania nazista, quando tutto è in rovina, una bambina
di nove anni intraprende la sua carriera di ladra. Al principio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero prezioso oggetto dei suoi furti diventano i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel è in fuga dalle macerie della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratello più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l’aspetta la famiglia che li ha adottati. Il bambino non resiste al gelo dell’inverno e muore, ed è proprio vicino alla sua tomba che Liesel trova il primo libro. Il secondo lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Con il trascorrere dei giorni il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone degli avvenimenti spaventosi ai quali la bambina sopravvive, protetta dai suoi immortali custodi.

Recensione:
Questo film mi ha catturato fin dal primo trailer.
Un film che racconta magistralmente la potenza della parola. Dimostra come anche in mezzo alle macerie delle situazioni più difficili e dolorose, si possano scorgere piccoli riflessi della bellezza della vita.
Liesel è un'eroina. Nel suo piccolo, con innocente coraggio e voglia di fare, riesce a cambiare un poco le cose. Il suo arrivo stravolge la vita di chi le sta attorno, perchè ha la forza di una bambina che pur avendo sofferto troppo, non perde la capacità di reagire. È un film che riesce a ritrarre anche la realtà dei giorni nostri, come il disagio iniziale provato da Liesel nella nuova casa, il suo imbarazzo a scuola, quando i compagni la vedono e la etichettano come “diversa”. Oppure la sua amicizia con Rudy che pur essendo il suo unico vero amico, il sentimento tra i due è così vero e sincero (più volte si dimostrano a vicenda di potersi fidare l'un l'altro), che è abbastanza.
Una storia toccante da tutti i punti di vista, che fa piangere, ridere, riflettere e anche arrabbiare, per le ingiustizie di una realtà sbagliata e crudele, e purtroppo non tanto lontana dai giorni nostri.
Fa commuovere, ma colma, lasciando qualcosa nello spettatore. Cosa che, solo pochi film sanno fare. Pochi ci rimangono davvero nel cuore.

Valutazione:
♥♥♥♥


Titolo: The Host
Regia: Andrew Niccol
Paese: USA
Anno: 2013
Durata: 125 min.
Cast: Saoirise Ronan, Diane Kruger, Max Irons, Jake Abel, William Hurt
Soggetto: basato sul romanzo di Stephenie Meyer

Trama:
La storia racconta di una devastante invasione aliena da parte di esseri denominati Anime, che lavorano come parassiti e adoperano i corpi degli esseri umani e tolgono loro qualsiasi personalità. La resistenza è alle corde: tra loro c’è la ribelle Melanie Stryder, che viene catturata e resa schiava di un alieno chiamato Wanderer, famoso per aver sottomesso numerose popolazioni nelle galassie. Ma, lungi dal perdere la propria identità, Melanie continua a bruciare d'amore per Jared: profondamente toccata da questo sentimento, l'aliena cerca di trovarlo e alleandosi con Melanie nel tentativo di salvare la specie umana.

Recensione:
Ho letto, o meglio, ho provato a leggere “L'Ospite”, sull'onda della Twilight-mania, subito dopo aver finito la saga di Bella ed Edward. Allora, adoravo Stehanie Meyer, allora adoravo tantissimo Twilight, e avendo sentito parlare benissimo di The Host, giudicato da qualcuno addirittura migliore di Twilight, mi aspettavo grandi cose. In realtà, io mi ero boccata a metà libro e non ero più riuscita ad andare avanti. Non ricordo cosa non mi piacesse del romanzo, qual'era il fattore che mi bloccava così tanto dal finirlo, ricordo solo che non ero riuscita a terminarlo, cosa che accade molto di rado, (di solito cerco di finire sempre i libri, anche quelli che non mi fanno impazzire). Quando il film è uscito nelle sale, il trailer invece prometteva bene, sarà anche per Radioactive in sottofondo, nel periodo in cui iniziavo a scoprire ed adorare gli Imagine Dragons, ero curiosa di vederlo. Poi tra una cosa e l'altra non ero più andata al cinema, e non l'ho visto fino a qualche settimana fa, su Sky.
Saroise Ronan, nonostante il nome impronunciabile, è un'attrice straordinaria, e una ragazza davvero carina. Mi è rimasta impressa la sua interpretazione in Amabili Resti, e sono stata ben contenta di ritrovarla qui. Recita benissimo la sua parte, ed è riuscita a farmi gustare tutto il film, nonostante appunto, la storia narrata del libro non mi avesse coinvolta. 

I due ragazzi protagonisti invece, già visti entrambi da qualche parte anche se non ricordo bene dove, sono sicuramente un bel vedere, ma è come se i loro personaggi fossero troppo forzati, non so come spiegarmi, non mi hanno fatto propendere per l'uno o per l'altro come di solito accade, ma li ho trovati entrambi abbastanza insipidi. In questo film manca il cattivo, un vero nemico da combattere, perchè Diane Kruger in fondo fa solo ciò che ritiene giusto, ciò che le hanno insegnato, e quello che sa del mondo, della vita, delle emozioni è ben poco, e ciò la porta ad essere rigida e attaccata alle poche informazioni che ha. Avere tutto sotto controllo è l'unica cosa che la fa sentire viva, importante, perso quello, ha perso ogni cosa. 
Per concludere, film carino, ma nulla di più, come dire, tanto rumore per nulla.

Valutazione:
♥♥♥

Titolo: Bianca come il latte rossa come il sangue
Regia: Giacomo Campiotti
Paese: Italia
Anno: 2013
Durata: 102 min.
Cast: Filippo Scicchitano, Aurora Ruffini, Luca Argentero, Gaia Weiss, Flavio Insinna
Soggetto: basato sul romanzo di Alessandro D'Avenia

Trama (presa da Coming Soon):
Tratto dall'omonimo best seller di Alessandro D'Avenia, è la storia di Leo, un adolescente come tanti che gioca a calcetto, ascolta musica a tutto volume e a scuola è tutt'altro che uno studente modello. Innamorato pazzo di Beatrice non ha però il coraggio di rivelarglielo. Quando riesce ad avvicinarsi alla ragazza, scopre che lei sta vivendo un grande dolore. E per questo Leo si troverà a crescere e fare delle scelte, appoggiato inaspettatamente da persone sulle quali non avrebbe mai sperato...

Recensione:
Ho letto questo libro, penso un paio d'anni fa. Tutti ne parlavano, tutti sembravano conoscerlo, e io non volevo certo rimanere all'oscuro di una storia che era piaciuta a così tanti. Da lì, ho letto poi lo scorso anno "Cose che nessuno sa", ed ora, Alessandro D'Avenia è non solo uno dei miei autori preferiti, ma anche uno dei pochi autori italiani che seguo. Trovo che il suo modo di parlare dei giovani e con i giovani, sia eccezionale. Probabilmente è dovuto dal fatto che con i ragazzi lavora costantemente, sta di fatto che ho trovato poche altre volte la vita degli adolescenti descritta in modo così veritiero.
Non amo i film italiani in stile Moccia (nemmeno i libri di Moccia, se è per questo), quindi ero molto preoccupata che questo film potesse in qualche modo compromettere l'opinione che avevo del romanzo, invece devo dire che mi è piaciuto.
Non condivido la scelta dell'attrice che interpreta Beatrice se devo essere sincera, perchè avrei dato l'opportunità a qualche nuova giovane attrice italiana di interpretare quel ruolo (non mi pare che nel libro Beatrice fosse francese e oltretutto l'attrice ha un tono di voce abbastanza basso per cui io ho fatto fatica a volte, a capire cosa diceva, anche se il francese lo mastico). Chi mi è piaciuta moltissimo invece, è Aurora Ruffino, che ho adorato anche in Braccialetti Rossi, e mi ha fatto affezionare molto al personaggio di Silvia (nel libro era il contrario, facevo il tifo per Beatrice). Anche Filippo Scicchitano veste a pennello la parte di Leo, pazzo e follemente innamorato, disposto a tutto pur di conquistare il cuore della bella rossa, anche se è molto insicuro rispetto al suo carattere così estroverso. In fondo, la sua situazione l'abbiamo provata un po' tutti, un amore non corrisposto, un amore che si fa fatica a confessare, solo che qui la malattia svolge un ruolo fondamentale, e complica tutte le cose.
Mi sono commossa di meno rispetto al libro, nonostante le canzoni dei Modà che mi fanno un po' allergia (scherzo, non sono poi tanto male, ma avrei variato un po' puntando anche su qualche altro artista), ma tutto sommato è un film ben fatto, e piacevole.

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo


4 commenti:

  1. Li ho visti tutti e tre. Stranamente, il primo non mi è piaciuto, anzi, mi ha infastidito non poco. Non ho letto il libro, ma ho visto tanto potenziale sprecato. Mi ha ricordato storie come Cuore, Il giardino segreto, I ragazzi della via Pal. Storie che hanno anche una certa età. E' un film che nasce vecchio, non ti so dire... Gli altri li ho trovati carini. The Host semplifica un po' troppo il bel romanzo che c'è alla base, ma la Ronan è la Rona; Bianca come il latte è simpatico, recitato abbastanza bene... peccato per i Modà! :P

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  2. Per quel che riguarda i film, purtroppo non ho ancora visto nessuno dei tre. Però "La bambina che salvava i libri" e "Bianca come il latte rossa come il sangue" sono tra i miei libri preferiti, quindi attendo con ansia di vederli :)

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  3. Dei tre visto solo "Bianca come il latte rossa come il sangue", toccante davvero, tutti si aspettano un miracolo ma purtroppo i miracoli non sempre accadono.

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