Dal grande schermo

Recensione "It - capitolo due" - il clown non fa più paura

12.9.19


Titolo: It - Capitolo 2
Regia: Andy Muschietti
Anno: 2019
Paese: Usa
Cast:  Bill Skarsgård, Jessica Chastain, James McAvoy, Bill Hader, Jay Ryan, Isaiah Mustafa, Will Beinbrink

Recensione:
Nella recensione della prima parte del film vi avevo confessato che, nonostante le mie remore iniziali riguardo questo remake - ma in realtà riguardo un po' tutti i remake - la nuova versione di questo classico dell'horror non mi era dispiaciuta.
Ad essermi piaciuto, in realtà era stato più che altro il modo in cui il regista aveva messo in scena il legame d'amicizia tra i protagonisti e che avevo apprezzato maggiormente rispetto alla miniserie del 1990.
Ho apprezzato, quindi, qui, la presenza di flashback che hanno permesso agli attori più giovani di comparire anche questa volta, al fianco delle loro controparti adulte, e sì, la lista delle cose che ho apprezzato di questo film in pratica si ferma lì.

Per questo capitolo, se i giovani attori erano perlopiù sconosciuti (a parte Mike di Stranger Things), il cast è davvero stellare. Abbiamo nomi altisonanti quali James McAvoy e Jessica Chastain.
Il fermento per questo secondo film, era quindi alle stelle perchè a dispetto delle aspettative bassissime, la prima parte era riuscita a convincere il pubblico, complice il fatto che lo stesso Stephen King aveva collaborato e dato la propria approvazione al progetto.
Ebbene, io devo ammettere a malincuore che questo film non solo non mi è piaciuto, ma l'ho proprio detestato, e ora vi spiego il perchè.

Premetto che io il libro non l'ho letto, quindi non so dirvi quanto questa, ma anche la versione del '90 siano fedeli alla storia raccontata da King, che è ricordiamo  basata su un libro di più di 1000 pagine quindi dei tagli sono stati d'obbligo anche per un film diviso in due parti.

Questo secondo capitolo, infatti, non può essere preso come un seguito, ma un vero e proprio proseguimento della storia, che riparte 27 anni dopo la fine del primo, con la banda dei perdenti ormai adulta. Ognuno con proprie carriere e famiglie, tutti dispersi e persi di vista, ma che al richiamo di Mike, l'unico rimasto a Derry, accorrono nella loro cittadina natale.
Partendo dal presupposto che, appunto non sono in grado di capire quanto di questo film sia effettivamente opera di King, parecchie cose mi hanno fatto storcere il naso.
Tutta la parte del rituale, per esempio, se da un lato l'ho trovata troppo semplicistica, dall'altra anche molto fantasiosa e poco credibile. E ci stà, voglio dire, non siamo certo di fronte ad una storia vera, ma la pellicola è poi tutta un'accozzaglia confusa di scene splatter, miste a gag che puntano al sarcastico, perlopiù grazie al personaggio di Richie come nella versione del '90, ma che qui stonano un po' vista l'esagerazione di tutto il film.
Tre ore, che risultano davvero troppe per il mio parere, visto il malfunzionamento della storia.

Ridicolo, quasi imbarazzante,  il clown che terrorizza, non fa più paura a nessuno, se almeno nel primo capitolo risultava grottesco, nonostante il lavoro di trucco e parrucco sia qui uguale, ha però perso totalmente quel poco di smalto che aveva e che rendeva inquietante il film precedente. Effettivamente Pennywise in quanto clown appare anche per poche scene, sostituito invece da altre sue versioni che risultano quasi esilaranti, dalla vecchietta al cagnolino, per fare giusto due esempi, ma tutte le sue apparizioni sono davvero "troppo", non so come dire... scene slegate tra loro che vantano solo la qualità del cercare di puntare allo stomaco dello spettatore ma che alla sottoscritta non hanno minimamente toccato. Il problema è che risultano appunto davvero esagerate. Non c'è stata una scena in qui abbia avuto mezzo sussulto, mezzo brivido o abbia pensato anche solo per un attimo "Oddio che succederà ora?"
Nulla.
Tre ore di noia, sbadigli, non un minimo attimo di terrore, di temperatura che cala, di tensione che aumenta...i film horror ben fatti stanno tutti nei dettagli, nella musica giusta nei punti giusti, nei giochi di luce, nelle ambientazioni inquietanti, nei silenzi... qui non c'è assolutamente nulla.

E il finale? Mi trattengo dal dire quello che penso semplicemente perchè non vorrei insultare l'opera di King, ma se rispecchia quello del libro, beh...credo che non lo leggerò mai. 
Mi sono chiesta, ma cosa sto guardando? Ma come è possibile?
Come può essere che il clown che ha terrorizzato generazioni su generazioni finisca, svanisca in modo così semplice, fantasioso, surreale, assolutamente ridicolo? Giuro, io ho riso sul finale!

Anche i flashback risultano un po' scollegati al contesto, nel senso che dal punto di vista temporale, ripensandoci, si inseriscono a fatica rispetto la storia vista nel primo capitolo e poi ho anche trovato i giovani perdenti un po' spenti rispetto al primo film. Quindi sì, il punto a favore di questo remake, ovvero il legame dei protagonisti, viene in queste tre ore indebolito, anche se per carità, i perdenti adulti ci provano eh! Sugli attori in realtà non ho nulla da dire, nel senso che il loro lavoro l'hanno fatto egregiamente, è proprio tutto il contesto che sta loro attorno ad aver rovinato completamente questo It.
Ho apprezzato però il divertente cameo dell'autore, King, nel ruolo del negoziante, questo sì!

Mentre scrivo questa recensione, (é tutto LIVE ragazzi) scopro che la struttura del romanzo consiste nel partire dall'età adulta e riscoprire poi l'avventura del gruppo, da bambini. In questo modo il finale, pur mantenendo gli stessi toni e quasi la stessa conclusione, rimane comunque una sorpresa. In questo film invece risulta semplicemente un ripetersi dell'epilogo del primo film, con annesso appunto il rito di chud super semplificato rispetto a quello del libro immagino, ma che con i suoi effetti fantastici non funziona affatto e risulta semplicemente inutile e banale. Tagliarlo del tutto forse sarebbe stata la soluzione migliore,  costruendo invece il finale effettivo  in modo un po' più articolato.

Mi rendo conto che non si capisce assolutamente niente  da questa recensione, nel senso che è abbastanza confusionaria, ma ragazzi davvero, sono rimasta così basita dopo queste tre ore di scempio, che ancora fatico a credere che il Pennywise che mi terrorizzava da bambina sia rappresentato come un tenero cucciolo di cane!

Ultima cosa, sbirciando un po' per il web, ho letto svariate recensioni molto positive al riguardo... a questo punto mi viene il dubbio se abbiamo visto lo stesso film!


Valutazione:
♥♥

Mondadori

I giorni felici di Juniper Lemon

11.9.19

Titolo: I giorni felici di Juniper Lemon
Autore: Julie Israel
Editore: Mondadori
Anno: 2018
Pagine: 330
Prezzo: 18,00

Trama:
Sono trascorsi ormai 65 giorni dall'incidente che ha letteralmente sbriciolato il mondo di Juniper. Senza Camie, la sua adorata sorella maggiore, la vita è diventata all'improvviso un luogo freddo e buio. Questo almeno fino a quando non trova per caso una lettera scritta dalla sorella proprio il giorno dell'incidente e indirizzata a un misterioso "Tu", un innamorato segreto con cui Camie aveva intenzione di rompere e di cui lei ignorava l'esistenza. Impaziente di scoprirne l'identità, Juniper inizia a indagare. Forse, pensa, se riuscirà a trovarlo e a consegnargli il messaggio, quel vuoto enorme che avverte dentro potrebbe attenuarsi almeno un po'...
In quegli stessi giorni, però, Juniper perde qualcos'altro che le sta particolarmente a cuore, uno dei cartoncini del suo speciale schedario della felicità sui quali annota gli aspetti positivi e negativi delle sue giornate, un rito quotidiano che l'ha aiutata a tenere insieme i pezzi della sua vita da quando Camie è morta. Senza quel biglietto - che contiene oltretutto un suo segreto inconfessabile - si è creato un vuoto. Un altro, che si somma a quello lasciato dalla scomparsa della sorella.
La vita e la felicità, però, sono per natura imprevedibili e, mentre è impegnata nella sua doppia ricerca, Juniper finisce per scoprire segreti e profondi motivi di infelicità di alcuni dei suoi compagni di classe. A quel punto, si lancia in una nuova missione: rendere meno disperata e solitaria la vita di quei suoi compagni, finendo così per curare, di riflesso, la propria, di infelicità.

Recensione:
Puntavo questo romanzo da diverso tempo, mi aveva catturato il titolo particolare prima ancora di averne letto la trama.

La storia racconta di come Juniper tenti di affrontare un lutto che le ha stravolto la vita, ovvero la morte di sua sorella. Da quando non c'è più, infatti, l'atmosfera in casa Lemon è sempre più opprimente, Lemon non riesce ad abituarsi agli sguardi che le rivolgono a scuola e all'abbandono della sua migliore amica che non sa come comunicare con lei.
Tra una cosa e l'altra, alla ricerca di un foglietto molto importante per Lemon, la ragazza inizia a lavorare ad una serie di progetti che non coinvolgono solo lei, ma anche il ricordo di Camille, altri compagni di scuola, e la ricerca di un certo Te.

I giorni felici di Juniper Lemon, è un romanzo carico di sentimenti, la disperazione della protagonista, il dolore che l'affligge soprattutto nella prima parte del libro, ma che aleggia in tutto il romanzo, è veritiera e ben descritta dall'autrice. Riesce a raccontare perfettamente tutte le sfumature del peso al cuore che Lemon sta vivendo, della ricerca costante di segnali che le ricordino la sorella e dei pezzi di puzzle che possano ricostruire una parte della vita di colei che pensava di conoscere come le sue tasche.

La sinossi mi ha ricordato subito un altro romanzo che avevo apprezzato tantissimo, ovvero The sky is everywhere di Jandy Nelson, la cui storia parlava anche lì di una ragazza che tenta di andare avanti dopo aver perso la sorella. Al contrario del romanzo della Nelson, qui non troviamo uno stile ricercato, ma piuttosto semplice eppure scorrevolissimo. Il libro è narrato dal punto di vista della protagonista, che ci regala ogni tanto gli appunti del suo schedario.

Lemon è ben caratterizzata, dal punto di vista emotivo e caratteriale, per le descrizioni fisiche l'autrice non spende troppe parole, ma si concentra sull'interiorità dei suoi personaggi. Anche Camille, pur non essendo effettivamente presente nel romanzo, ha abbastanza spessore da riuscire ad inquadrarla perfettamente all'interno della vicenda.

A parte Lemon, l'autrice caratterizza bene anche i suoi personaggi secondari, in particolar modo Brand. La sola cosa che forse avrei evitato, è il "legame" con l'incidente di Camille, con uno dei compagni di scuola di Lemon, o almeno l'avrei costruito in modo differente.
Ammetto che avrei preferito fosse risolto il mistero che si cela attorno al personaggio di Te, ma capisco anche perchè l'autrice abbia voluto serbarne il segreto, e il messaggio intrinseco alla storia.

I giorni felici di Juniper Lemon è quindi un romanzo che affronta differenti tematiche, a partire dalla perdita appunto, ma anche dell'amicizia, dei legami familiari, della violenza domestica e lo fa in modo realistico, empatico, ma anche scorrevolissimo e ben costruito.

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Recensioni

L'anno in cui imparai a raccontare storie

5.9.19

Titolo: L'anno in cui imparai a raccontare storie
Autore: Lauren Wolk
Editore: Salani
Anno: 2019
Pagine: 278
Prezzo: 14,90

Trama:
Come Il buio oltre la siepe, a cui è stato paragonato da tutti i critici che l’hanno recensito, questo libro è la sintesi perfetta di avventura, suspense, impegno civile. Ambientato nel 1943, all’ombra delle due guerre, è il racconto di una ragazzina alle prese con situazioni difficili ma vitali: una nuova compagna di classe prepotente e violenta, un incidente gravissimo e un’accusa indegna contro un uomo innocente. Annabelle imparerà a mentire e a dire la verità, perché le decisioni giuste non sono mai facili e non possiamo controllare il nostro destino e quello delle persone che ci sono vicine, a prescindere da quanto ci impegniamo. Imparerà che il senso della giustizia, così vivo quando si è bambini, crescendo va difeso dalla paura, protetto dal dolore, coltivato in ogni gesto di umanità.

Recensione:
Avevo adocchiato questo romanzo in libreria qualche mese fa, ammetto che ad attirarmi era stata subito la copertina, con i suoi colori pastello e l'illustrazione elegante e delicata, della storia al suo interno, poi, una volta chiuso il libro, ho pensato che il romanzo di cui mi trovavo di fronte era tutto fuorchè scontato.

Come ci suggerisce la trama, il libro racconta di Annabelle, una ragazzina fantasiosa e intelligente, che nel 1943 impara cosa voglia dire crescere nel bel mezzo di una guerra, tra eventi drammatici, vecchie amicizie e nuovi pericoli.

La penna della Wolk, racconta la storia in un modo totalmente diverso da come me l'ero aspettato, o da qualsiasi idea seppur minima idea mi fossi fatta appena preso in mano questo libro.
La guerra c'è, sì, ma rimane sempre un po' sullo sfondo, è un'altra la guerra che spicca nella storia, più personale, più piccola, meno pericolosa, forse, ma altrettanto letale.
La protagonista della storia è una ragazzina sull'orlo tra l'infanzia e l'inizio dell'adolescenza, vive con i fratelli più piccoli, i genitori, i nonni e una zia particolarmente devota. Abitano in una casa in cui si sta bene, ha una migliore amica che la spalleggia a scuola, a casa aiuta con gli animali e la fattoria, e col passare del tempo è riuscita quasi a costruire un rapporto di amicizia con  Toby -
Toby è un uomo strambo, alcuni ne hanno paura, alcuni ne stanno alla larga, lei e la sua famiglia per quanto possibile cercano di dargli una mano, ma lui non parla quasi mai, e di rivelare com'è finito a fare il vagabondo, senza dimora fissa, proprio non lo vuole dire.
Tutto procede abbastanza tranquillamente, la guerra è ancora lontana da loro, almeno fino a che  nel piccolo paesino di Annabelle arriva una nuova ragazzina, Betty, arrabbiata con il mondo, che se la prende con i più deboli e finisce nella scuola della protagonista. Basta poco per capire che Betty è una bambina cattiva, spaventosamente cattiva, non solo con i suoi coetanei e con i più piccoli, ma addirittura con gli adulti.
Per Annabelle inizia un incubo, ma per quanto giovane e indifesa, quando inizia a capire che le cose si mettono male e che la cattiveria della sua acerrima nemica non ha limiti, riesce a dimostrare quanto sia in gamba, guardando oltre tanti adulti e iniziando per prima ad agire per risolvere la situazione.

L'anno in cui imparai a raccontare storie, è un libro scorrevole, benchè non ci sia particolare suspance o azione perchè il ritmo rimane sempre piuttosto lineare, succede tutto ciò che non mi aspettavo. Non ero preparata a tutti i risvolti che la storia acquista di passo in passo, pur raccontando della fanciullezza e di un ambientazione tipicamente tranquilla la storia riesce ad essere cruda e inaspettata, ma sempre usando toni morbidi.
Mette chiaramente in luce una triste realtà, ovvero quella di essere designati come "vittime", cosa che non capita solo ai più piccini, ma che a volte ci ritroviamo addosso anche in età adulta. La Wolk riesce a creare una storia imprevedibile, dal rimo costante, con uno stile semplice ma che prende il lettore per tutta la sua storia.


Valutazione:
♥♥♥♥

Anteprima

Sugli scaffali questo mese

2.9.19

Buongiorno lettori, settembre è ormai giunto, tra gioie e dolori (soprattutto), ma le giornate sono ancora belle e i ricordi estivi sono ancora freschi. D'altra parte si sa, la maggior parte dei lettori ama l'autunno, un buon libro in mano, una tazza di tè caldo, una coperta morbida... insomma non divaghiamo oltre!
Ho deciso di mantenere i post delle nuove uscite, per quei mesi ricchi di novità, e siccome settembre necessita proprio di un immersione nelle cose belle, ecco un piccolo recap con alcuni tra i libri che troverete in libreria questo mese:

"Nevernight - Mai dimenticare
Autore:Jay Kristoff
Editore: Oscar Fantastica
Data di uscita: 3 settembre 2019
Trama:
Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.
Lo stesso giorno escono anche i due seguiti, "I grandi giochi" e "Alba Oscura" che non inserisco per motivi di spazio.

Titolo: Nocturna
Autore: Maya Motayne
Editore: Mondadori
Data di uscita: 3 settembre 2019

Trama:
Per l'Orfana Finn voy "magia" Significa due cose ben precise: un pugnale puntato al mento di chiunque si azzardi a incrociare la sua strada, e la capacità di indossare qualunque travestimento con la stessa facilità con la quale una persona comune indossa un mantello. Perché Finn, oltre a essere una ladra abilissima, è anche una mutafaccia, capace cioè di cambiare le proprie fattezze quando lo desidera. Ed è talmente abituata a farlo, per sopravvivere nel mondo violento e spietato in cui vive, da non ricordarsi quasi più quale sia il suo vero volto. Ma tutto sommato a lei va bene così. Quando però viene acciuffata da un potente criminale con il quale è indebitata, è costretta ad accettare una missione impossibile: rubare un tesoro leggendario dal palazzo reale di castallan. Se non ci riuscirà, perdere per sempre la sua magica capacità di mutare aspetto. Per il principe alfehr "magia" Significa la possibilità di sfuggire a una vita che non gli appartiene. Dopo la morte del fratello maggiore dezmin, infatti, il ragazzo è diventato l'erede al trono, anche se è ciò che meno desidera al mondo. Tormentato dal dolore per la sua perdita, Alfie è disposto a tutto per riportare in vita il fratello, anche se questo significa inoltrarsi nel sentiero proibito della magia nera. Ma la magia può essere anche qualcosa di terribile e spaventoso, come Atlantico e terribile potere che Finn e Alfie liberano inavvertitamente e che diventa subito una minaccia per il mondo intero. Con il destino del regno di Castellanza nelle loro mani, i due dovranno superare le loro differenze e allearsi per rimediare al loro errore.


Titolo: La ragazza con le parole in tasca
Autore: Anna Dalton
Editore: Garzanti
Data di uscita: 5 settembre 2019

Trama:
Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno in una delle scuole di giornalismo più importanti sta per iniziare, e lei ancora non riesce a credere di avere questa opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell'antico edificio lasciando dietro di sé il fascino di Venezia, sa che questa volta sarà ancora più dura per lei. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di studio che deve mantenere a tutti i costi. Per lei così impacciata e introversa. Per lei che è cresciuta con i libri come unici amici. Ma ora non è più sola, insieme a lei c'è il suo strambo gruppo di amici composto dalla cinica Marylin, dal dolce Andre, dall'irrefrenabile Uno e soprattutto dal misterioso Joker, che l'ha conquistata dal primo sguardo. Ma non sempre questo basta. Andrea è bravissima con lo studio, meno a difendersi dagli attacchi di chi non fa altro che remarle contro. Perché solo il migliore del corso avrà le occasioni maggiori. Una gara che Andrea è pronta a giocare solo perché la sua passione per la scrittura è profonda. Perché quando era solo una bambina la madre, che ora non c'è più, le ha fatto fare una promessa: diventare una giornalista come lei. Nient'altro conta per Andrea. Non importa se il nuovo studente sia così simile a lei da farle perdere per un attimo la rotta che la porta dal Joker. Non importa se la scuola vorrebbe imporle scelte che lei non condivide. Lei ha un obiettivo e un'arma infallibile per raggiungerlo: le sue parole.

Titolo: E' così che si fa
Autore: Giulia Rossi
Editore: Nord
Data di uscita: 5 settembre 2019

Trama:
Se chiedessimo al professor Federico Gastaldi quando tutto è cominciato, risponderebbe d'istinto: «Quel pomeriggio d'ottobre. Proprio nel momento in cui mia moglie aveva più bisogno di me, io ero fuori casa, avevo altro per la testa, e non ho nemmeno sentito il telefonino che squillava a vuoto. Da allora, mi è andato tutto storto, e io ho commesso fin troppi sbagli...» Questo romanzo, invece, inizia qualche mese dopo, una mattina di maggio, quando a scuola - un liceo classico di una cittadina di provincia - viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d'addio. L'autore è di sicuro uno studente, ma chi? L'ultimo a sapere dell'accaduto è come al solito Federico, che tornato a casa si accorge di avere il telefono pieno di notifiche. Legge i messaggi allarmati dei colleghi, infila la mano nella tasca dei pantaloni e impreca... Ha perso quello stupido biglietto, scritto di getto all'alba, e proprio nei corridoi della scuola! Nel giro di un paio di giorni, il biglietto diventa virale su Facebook e la storia monta a tal punto da interessare persino giornali e televisione. Ma un risvolto positivo in questa faccenda c'è. Mentre è freneticamente impegnato a proteggere la sua vita privata dalla curiosità dei social, Federico è finalmente costretto ad affrontare tutto ciò che è accaduto da quel famoso pomeriggio di ottobre a quella mattina di maggio. E così anche noi lettori, rivelazione dopo rivelazione, impareremo a conoscere davvero Federico, un brav'uomo che si è scoperto fin troppo fragile, al punto da commettere un ultimo, imperdonabile errore. Vittoria, una moglie allo stesso tempo presente e assente. E Matilde, una studentessa diversa dalle altre: testarda, intelligente e... innamorata. E assieme a loro ci renderemo conto che non c'è più posto per alibi, bugie e scorciatoie. Perché tutti noi sbagliamo nella vita, l'importante è trovare il modo giusto di riscattarci.

Titolo: Il mondo contro  
Autore: Jacopo Olivieri
Editore: Mondadori
Data di uscita: 3 Settembre 2019

Trama:
Un mattino di inizio estate e Sara è agitata. Anzi, molto più che agitata: è pronta a esplodere. Il suo luogo del cuore, l’orto botanico in cui si rifugiava fin da piccola, verrà raso al suolo per fare posto a un centro multifunzionale. Decisa a salvare l’orto a tutti i costi, Sara inizia a fare ricerche sul suo iScroll ed entra in contatto con un’associazione ambientalista clandestina. Riceve uno psy-pod, una sferetta che si infila sottopelle, e una nuova identità: Neurone N6012. I membri di NeuroNet, grazie alle proiezioni visive dello psy-pod, le appaiono vestiti tutti uguali e con i volti irriconoscibili, ma sono ragazzi come lei, con gli stessi ideali, la stessa rabbia, che trova sfogo in missioni sempre più aggressive. Sara, guidata dalla voce suadente di Medulla, è convinta di fare la cosa giusta, ma quanto ci si può spingere oltre?

Titolo: Sei di Corvi
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Data di uscita: 24 Settembre 2019

Trama:
A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.

Titolo: La casa degli specchi
Autore: Cristina Caboni
Editore: Garzanti
Data di uscita: 19 Settembre 2019

Trama:
La villa di Positano è l'unico posto che Milena riesce a chiamare casa. Cresciuta lì insieme al nonno, ne conosce ogni angolo, come il maestoso ingresso circondato da dodici specchi dalle cornici d'argento intarsiate. Milena li ha sfiorati mille volte in cerca di chissà quali risposte, ma quel giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio nascosto che apre una porta su una piccola stanza. All'interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome della protagonista, non riesce a crederci. È un nome proibito in casa, il nome di sua nonna, che all'improvviso è scappata in America senza lasciare traccia. Tra quelle carte, scopre che la donna era un'attrice nell'epoca d'oro della Dolce Vita romana e che i suoi sogni erano vicinissimi ai propri. Perché anche Milena vuole calcare il palcoscenico, ma ha paura di mettersi in gioco. Leggere della nonna è come leggere di sé stessa. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che raccontano qualcosa di misterioso, di minaccioso. Milena non può fare a meno di chiedersi cosa sia successo e perché nessuno le abbia mai parlato della nonna. C'è solo una persona a cui chiedere: il suo amato nonno. Ma lui è restio a parlarne. Milena è convinta che nel passato della sua famiglia ci sia un segreto che può aiutarla a capire il suo presente. Eppure, a volte, quello che è stato sepolto dagli anni è meglio che rimanga tale. Perché in gioco possono esserci bugie molto pericolose.

Dal grande schermo

Recensione "Il Re leone" - quando il re torna a ruggire

28.8.19

Titolo: Il Re leone
Anno: 2019
Paese: Usa
Regia: Jon Favreau
Voci: Marco Mengoni, Elisa, Luca Ward, Massimo Popolizio, Edoardo Leo, Stefano Fresi

Recensione:
Come ogni persona che si rispetti, anche io sono cresciuta a suon di film d'animazione Disney (se non vi piacciono siete delle brutte persone, sappiatelo!) e come un po' tutti, ho pianto senza lacrime - perchè da bambini sia piange solo per motivi più seri come "Voglio assolutamente la casa di Barbie, mamma perchè sei così crudele e non me la compri?" per la morte di Mufasa.
La ventata di live action approdata sul grande schermo negli ultimi anni e quelli che arriveranno prossimamente, quindi, se da una parte mi provocano curiosità, dall'altra mi pongono davanti un grande dilemma: vederli e tradire il classico, o lasciare perdere? 
Con Il re leone, uno dei miei preferiti per eccellenza, l'insicurezza c'era, e tanta, ma devo dire che, contrariamente a quanto pensassi, non mi è dispiaciuto.

La storia la conosciamo tutti, e quella rimane sullo schermo, fedele all'originale. Abbiamo nel corso di queste due ore, che scorrono piuttosto velocemente, anche qualche scena inedita che personalmente ho trovato interessante.
Oggettivamente, dal punto di vista visivo, secondo me questo film è una bomba. L'animazione è davvero ben fatta, i paesaggi e le atmosfere assolutamente realistiche, non perdendo però quel pizzico di magia che non guasta mai, ed è la cura dei dettagli più minuziosi ad avermi catturata completamente. 
Le cose banali, che passano inosservate, ma che ad occhio attento fanno di questi lavori qualcosa di davvero curato. La sabbia del deserto che vola al passare di Simba, le crepe nel terreno, il vento che trasporta un ciuffo di criniera in un viaggio quasi epico (quella scena mi è piaciuta particolarmente), le rughe di Rafiki, le ombre, i chiaro scuri, insomma tutti questi particolari assolutamente ben realizzati.
C'è probabilmente meno magia del cartone a cui siamo abituati, scene meno gloriose o abbacinanti (per esempio al passaggio di Scar quando canta Sarò re) ma un po' più di sarcasmo che se a primo achito mi hanno lasciata un attimo spiazzata, nel complesso ho apprezzato.
Sul doppiaggio, nei dialoghi, alcune voci mi hanno convinto più di altre, ma tutto sommato è stato fatto bene, non posso non menzionare Marco Mengoni (adoro), nella voce adulta di Simba, che con Elisa in quella di Nala, cantano un paio di canzoni top (se ne avessero cantata anche qualcuna in più non mi sarei lamentata eh) e Massimo Popolizio che dà voce a Scar, è  il  riconoscibilissimo doppiatore di Voldemort. 

I dialoghi sono piuttosto fedeli all'originale, anche se come ho anticipato, troviamo una vena di sarcasmo forse più marcata, e di conseguenza qualche parte inedita (ai più attenti, non sfuggirà il riferimento a La Bella e la bestia). Stessa cosa per la colonna sonora, la stessa di sempre, giustamente e per forza, perchè agli spettatori viene naturale iniziare a canticchiare  "ma io sarò un grande re, nemici attenti a voi..."
La difficoltà nel rifacimento di simili capolavori amati da tutti, sono ben note, ma in questo caso dobbiamo anche ricordare che questa storia è totalmente assente di persone in carne ed ossa (al contrario per esempio de Il Libro della giungla) per cui nascondere l'artificiosità della vicenda era senz'altro un ulteriore scoglio da superare.

Come ho detto, a me non è dispiaciuto, certo non è perfetto, certo non sarà mai all'altezza del piccolo Simba animato (anche se il leoncino qui è proprio tenerissimo), nè farà commuovere allo stesso modo, sta di fatto che in soli pochi giorni d'uscita, il film è già campione d'incassi, e se questo serve a far ri-scoprire l'originale a chi non l'ha mai visto - o non lo vede da un po'- ben venga!

Valutazione:
♥♥♥♥

Voi l'avete già visto? Che ne pensate?

News dal baule

...Di partenze, pause, ritorni e chiacchiere

27.8.19

Buongiorno lettori, torno a scrivere sul blog dopo più di un mese, penso sia in assoluto il periodo più lungo in sette anni, in cui io abbia lasciato il blog in pausa, e ci sono delle novità.

Come già annunciato su Instagram qualche giorno fa, ho deciso di ridimensionare la mia attività qui sul blog. Per una questione di tempo e voglia che ultimamente mancano, ho preso la decisione di iniziare a recensire solamente i libri di cui tengo particolarmente a parlare, stessa cosa per film o serie tv, senza cercare di stare dietro a tutto come facevo prima. Mi sono resa conto infatti che spesso mi sono sentita "forzata" nella lettura e nei tempi, pur di avere qualcosa da scrivere, per non lasciare il blog vuoto o inattivo per troppo tempo (spesso utilizzavo le rubriche proprio per questo motivo), e questo mi ha portato a cambiare un po' il mio rapporto con la lettura, e non in modo positivo.
In fondo, mi sono detta, questo è un mio angolino, una mia passione e sono libera di decidere a modo mio come gestirlo. Trasformarlo in una sorta di lavoro farebbe perdere il senso per cui il blog è nato e ancora vive ovvero la mia voglia di parlare e condividere un interesse che tale deve rimanere, sempre in maniera positiva, piacevole e bella, perchè una passione deve essere un qualcosa che ci rende felice e ci fa sentire bene.

Stessa cosa vale per Instagram, dove qualche volta per colmare le lacune qui sul blog, mi sono sentita in obbligo a pubblicare contenuti, e di conseguenza a scattare anche quando non ne avevo particolarmente voglia, pur avere in archivio sempre un vasto numero di foto.

Per entrambi gli spazi, quindi, inizierò a procedere con più calma, con i miei tempi, diciamo così, tornando ad apprezzare l'amore per la lettura anche ad un ritmo più lento, e apprezzando di più sia lo scattare foto (che adoro) che lo scrivere, quando mi va e quando sono ispirata.
Perchè diciamocelo, spesso e volentieri la voglia di scrivere manca, o manca la testa per farlo, il tempo, la creatività... spero che continuerete a seguirmi anche se rallenterò un po' i ritmi, anzi, proprio per quello cercherò di curare maggiormente i contenuti che pubblico, sia qui che sull'account Instagram :)

Comunque, passando ad un argomento più leggero, come sono andate le vostre vacanze?
Io le ho passate tra la montagna questo mese e qualche giorno al mare a giugno (quindi una vita fa) e qualche scappata al lago, in giornata, che poi è forse il mio posto preferito in cui riesco a rilassarmi e divertirmi, godendomi la bellezza della natura (nonostante il caldo asfissiante).
Spero che voi vi siate divertiti ed abbiate fatto delle ottime letture, personalmente non ho letto moltissimo, ma in compenso, mi sono dedicata anche alle serie tv, quindi va bene, perchè sono riuscita a recuperare un po' di cose che mi portavo dietro da un po'... la strada è ancora lunga però, e la lista delle serie tv da vedere si allunga praticamente ogni giorno #HELP

Per il resto, giusto per chiacchierare un po', diciamo che per me l'ultimo periodo non è stato positivissimo, tante cose succedono e sono successe e tra le tante, senza dubbio il peggiorare della mia ansia non ha aiutato e non aiuta.
No sto a dilungarmi più di tanto, ma sappiate solo che sto cercando pian piano di imparare a gestire questo problema, per quanto possibile, perchè vi assicuro (e chi ne soffre lo sa benissimo) che non è una cosa affatto piacevole, Ovviamente mi riferisco alla vera ansia, non a quella "normale" che abbiamo e capita un po' a tutti quando dobbiamo fare qualcosa di particolare, piuttosto che qualcosa che ci spaventa eccetera... va beh, magari ne riparlerò meglio in un altro post perchè credo che sia un argomento interessante da affrontare, molti ne soffrono anche se pochi lo danno a vedere e secondo me parlarne è importante, anche perchè questo tipo di problema è ancora un po' visto come un tabù.

Tornando a noi, spero prossimamente di mettere in atto dei nuovi progetti che ho in mente e di ritrovare un po' di tranquillità e spensieratezza, e sì, anche voglia di cucinare dolci perchè voglia di mangiarne, quella non manca mai!

E voi invece, cosa mi raccontate? 

Garzanti

Più forte di ogni addio

24.7.19

Titolo: Più forte di ogni addio
Autore: Enrico Galiano
Editore: Garzanti
Anno: 2019
Pagine: 349
Prezzo: 17,90

Trama:
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni. Enrico Galiano, libro dopo libro, è diventato l’idolo dei lettori. Nessuno come lui sa parlare agli adolescenti e agli adulti attraverso il linguaggio universale delle emozioni. Dopo il successo di Eppure cadiamo felici, esordio più venduto del 2017, e di Tutta la vita che vuoi, per mesi in classifica, torna con un romanzo che ci ricorda che ogni momento è importante. Soprattutto quello in cui dire alle persone che amiamo che cosa significano per noi. Bisogna farlo subito, senza aspettare.

Recensione:
Più forte di ogni addio è stato il mio terzo libro letto, di Enrico Galiano, e più che letto, l'ho divorato, dato che tempo due pomeriggi, l'avevo già finito.
La storia, come ci suggerisce la trama, racconta di Michele e Nina, due adolescenti. Lui, soffre di cecità da qualche anno, e sebbene abbia imparato ad "abituarsi" alle sue nuove difficoltà, lo vediamo ad inizio libro affrontare una grande sfida, ovvero quella di iniziare ad andare a scuola autonomamente, con il treno. Nina invece, pare una ragazza come tante, ma si porta dentro un grande dolore, dalla morte del padre, infatti, si sente persa e spaesata, fatica ad avere un rapporto con la madre e - strano a dirsi - riesce a sfogarsi solo con una perfetta sconosciuta in un negozio di tatuaggi. I due si incontrano proprio sul treno che Michele deve prendere, e subito viene attirato da Nina, dal suo profumo, da questa ragazza che lo incuriosisce e lo incanta a pelle, tanto da ritrovarsi infatuato di lei in men che non si dica.
Quella raccontata da Galiano, è tutto fuorchè una storia normale. Se già le premesse, vista la particolarità dei due personaggi, promettevano una storia originale e diversa, in questo libro capita di tutto e di più, ai limiti dell'inverosimile...forse anche troppo, ecco!
Mi sono ritrovata a leggere questo libro molto velocemente, ero attratta dalla storia che l'autore mi stava sussurrando, e per buona parte del libro l'ho apprezzata pienamente. Nella seconda parte, però, sebbene abbia continuato ad appassionarmi, forse accadono un po' troppe cose, vista già la difficile e delicata tematica della storia.
Succede il finimondo, insomma, l'inverosimile, e personalmente avrei preferito, forse, un qualcosa in meno di tutti questi avvenimenti che ci passano sotto gli occhi da metà libro in poi, perchè finisce per crearsi un po' troppa confusione.

Ma, a parte questo, del romanzo mi è piaciuto soprattutto lo stile, ancora una volta confermato, dell'autore. Una cosa che ho notato dei libri young adult, ma solo di autori italiani è proprio il modo di raccontare il mondo giovanile, i sentimenti, l'amore, le difficoltà, con una veridicità senza pari. Mi sono ritrovata ad apprezzare davvero tantissimi passaggi di questo romanzo, perchè mi sono rispecchiata completamente nelle parole del suo autore, ed è una cosa che fino ad ora mi è successa solo con autori italiani, il ritrovarmi COSI' TANTO in certi versi, non so perchè. La penna di Galiano fila scorrevolissima, a tratti poetica, caratterizza i suoi personaggi con un certo spessore, alternando i loro punti di vista nella narrazione. Ho apprezzato anche la scelta stilistica, per quanto riguarda la narrazione di Nina, del farla passare dal "confessionale" con la sua tatuatrice, alle note vocali un po' in tema 13 (mi riferisco al libro e la serie tv) in cui venivano usate delle cassette.

"Ma perchè lo facciamo, Flo? Perchè all'improvvido facciamo del male alle persone che ci vogliono bene?""Beh, questo cambia da persona a persona, credo. In generale, forse perchè siamo abitati a essere presi a morsi, quando ci arriva di fronte qualcosa di bello siamo così stupidi da prenderlo a morsi noi, per primi".

Il punto di vista di Michele, invece, è più lineare, ma non per questo meno interessante, anzi! Tra i due ho preferito senza dubbio il protagonista maschile, non tanto per ciò che compie Nina (e che scopriremo appunto da quella famosa metà libro), ma proprio come narratore. La sua cecità, infatti, lo porta ad analizzare e descrivere le situazioni, oltre che gli ambienti, le sensazioni o i suoi rapporti personali, in modi un po' particolari, speciali. Poi devo ammettere di averlo trovato tenerissimo come personaggio, ingenuo quanto basta, ma anche simpatico e buono, soprattutto vista la sfortuna che gli è capitata, ma anche senza peli sulla lingua (d'altra parte è un adolescente come gli altri!).
Sulla parte romance, che nasce tra i due, non so come esprimermi, perchè se inizialmente mi aveva coinvolta molto, il susseguirsi di cose, e forse anche la velocità con cui i due finiscono per provare sentimenti così forti, mi hanno un po' fatta ricredere sulla mia idea iniziale. Quello che c'è tra i due, è senza dubbio qualcosa di unico e fortissimo, ma anche così strano e particolare, che ho trovato difficile riuscire ad immedesimarmi nel loro rapporto (ma non nelle loro parole, in quelle mi ci sono ritrovata benissimo).

"L'amore è questo che dovrebbe farti, fare quello che Van Gogh fa con i girasoli: tu sei lì, non sei niente di speciale, anzi hai anche un sacco di lati che il resto del mondo vede e pensa siano stupidi, pazzi, brutti o insignificanti, e poi improvvisamente arrivi davanti a qualcuno matto abbastanza da guardarti e vederci dentro tutta la cazzo di bellezza che c'è nel mondo".

Quindi, per concludere, questo nuovo lavoro di Galiano è originale e sorprendente, per il modo in cui l'autore riesce a narrare in maniera vera e fedelissima l'età dell'adolescenza, degli addii che straziano il cuore e di tutte quelle sensazioni ed emozioni nuove che confondono e ci fanno esplodere la testa per quanto sono forti e travolgenti, MA della trama in sè, forse avrei cambiato qualcosina.

Valutazione:
♥♥♥♥♥ 

Recensioni telefilm

Stranger Things (terza stagione)

21.7.19

Titolo: Stranger Things
Paese: Usa
Stagioni: 3 - in corso
Anno: 2016 - in produzione
Cast: Winona Ryder, Millie Bobby Brown, Sadie Sink, Finn Wolfhard, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp, David Harbour, Gaten Matarazzo, Natalia Dyer, Cara Buono, Charlie Heaton, Maya Hawke, Joe Keery



Recensione:
Attesa per mesi, aspettative altissime, per alcuni superate, per altri un grande no. Io sto più dalla perte dei sì, anche se forse qualcosina l'avrei preferita diversa.

Piacevolissima, divertente, forse più splatter delle altre due, non aspira alla perfezione questa terza stagione della serie, ma d'altra parte l'originalità della trama è svanita dopo la prima, ma non per questo non ci troviamo di fronte ad otto episodi di qualità, che finiscono ahimè troppo in fretta.
Il problema delle storie così idolatrate è che scadere nel banale è fin troppo semplice, una volta conquistata la sua bella fetta di pubblico, o al contrario è facile anche trovare accanimento e difetti scovati anche dove non ce ne sono, o almeno non così evidenti. 

La novità, per così dire, di queste puntate, è il passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza, che è la tematica centrale di questa stagione. Ritroviamo la nostra "squad" cresciuta, con la scusa di un anno trascorso dalla fine della seconda stagione (in qualche modo lo si dovevano giustificare i centimetri in più acquistati dai giovani attori), che iniziano a mettere via i giochi (ma non tutti eh), per passare alle pomiciate, alle litigate, allo scontro maschi-femmine e allo shopping terapeutico.

Se il povero Will, che non ne aveva già passate abbastanza negli scorsi episodi, si sente ancora più escluso, in quanto single,  Max insegna a Eleven come trattare con i maschi, mentre il povero Mike invece, cerca di non farsi picchiare da Hopper. Tutte cose normali e naturali, i battibecchi, lo spaesamento dei primi amori, il consolidamento dell'amicizia tra Max e Eleven (che ho apprezzato tantissimo), il sentirsi escluso di Dustin, dopo settimane passate lontano dai suoi amici... cose che abbiamo vissuto un po' tutti, e che qui vengono affrontate in modo genuino, divertente,veritiero, ma con quel tocco di frizzantezza che rende la serie così godibile. Anche il trascorrere di alcuni momenti "normali" (un gelato tra amiche, il luna-park, l'entusiasmo per il nuovo centro commerciale) era necessario, dopo due stagioni super concentrate sulla guerra ai cattivi.

Abbiamo anche problemi per i più grandi però, da Steve che si ritrova a servire gelati ai ragazzini con una collega alquanto ambigua, alla povera - e con una terribile pettinatura - Nancy, che invece di fare la giornalista, si ritrova a servire caffè e stalkerare vecchiette.
Lo Zac Efron dei poveri, ovvero il fratello di Max, (non so voi, ma a me lui e Zac sembrano la stessa persona!) ha qui un ruolo di rilievo, e devo dire che l'attore è stato molto convincente  nella parte (meglio del suo ruolo nella scorsa stagione di sicuro), e la dinamica che si crea grazie al suo lavoro come bagnino, è abbastanza esilarante!
Le tematiche affrontate sono molteplici, appunto, con Nancy per esempio, vediamo come in quanto giovane e - soprattutto - ragazza, non venga presa sul serio nel suo nuovo lavoro, nonostante la sua intelligenza e il suo impegno, o il disagio di Steve nella sua nuova occupazione, dopo essere stato rifiutato da diversi college, o ancora i dubbi di Joyce riguardo la sicurezza della propria famiglia.

Ovviamente abbiamo anche parecchia non-normalità, con il Mind-flayer che non solo è ancora vivo, ma strisciante e più terrificante e forte del solito, sta contagiando personaggi vari, con il pericolo di diffusione a Hawkins è sempre più ampio, mentre un gruppo di russi sta escogitando chissà che cosa, e grazie a Dustin e ad un nuovo e improbabile team, finiremo anche in un labirinto sotterraneo con la simpaticissima Erica (la sorella di Lucas che si rivela essere una spalla davvero incredibile!)
In questi otto episodi, insomma, vediamo il gruppo che rischia di dividersi, per incomprensioni varie, Hopper che tenta di trattare con Eleven in modo ragionevole,  Joyce che si scervella sulle calamite del suo frigorifero... c'è spazio un po' per tutto, abbiamo momenti drammatici, attimi di puro terrore, scene sarcastiche ed esilaranti, altre da occhi a cuoricino (adorabile la scena del duetto Dustin-Suzie) e ancora, nell'ultimo episodio, una vera e propria commozione.

Nell'ultimo episodio infatti, quello che mi è piaciuto maggiormente, ritroviamo tutti uniti nei "combattimenti", ci sono colpi di scena inaspettati e scene davvero impreviste, mi sono emozionata parecchio, e sì, anche commossa un bel po' (attenzione, che dopo i titoli di cosa c'è una scena nascosta!).
Abbiamo un nuovo e interessantissimo personaggio, che ha il volto di  Maya Hawke, e un altro particolarmente idolatrato dal web... c'è spazio per tutto e tutti insomma, la cosa che lascia un po' perplessi, però, è se dopo la conclusione di questa terza stagione, che potrebbe essere un finale azzeccatissimo (per quanto triste), sia necessaria una nuova stagione.
La fangirl che c'è in me dice a gran voce di sì, e il successo avuto in questi giorni nè è sicuramente la conferma, ma con le cose così belle e attese, il rischio del "troppo stroppia" è sempre molto forte, quindi spero non perdano di vista la qualità della storia nei prossimi futuri episodi.
Un plauso, quindi, ad Eleven che è sempre più badass, alla divertentissima Erica, al duetto di Dustin, a tutti i riferimenti agli anni '80 che ci fanno adorare questa serie, con le sue atmosfere tipiche, ad Hopper, agli attori più giovani, ancora una volta bravissimi, a... insomma, gran bella stagione!

Valutazione:
♥♥♥♥

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