Recensioni

Quella vita che manca

12.5.19

Titolo: Quella vita che manca
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Tea
Anno: 2016
Pagine: 332
Prezzo: 12,00

Trama:
Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.

Recensione:
In "Quella vita che manca" ci ritroviamo nuovamente alla Fortezza, l'ambientazione rurale e malfamata che abbiamo conosciuto in "Il rumore dei tuoi passi". Protagonisti di questa nuova avventura della D'Urbano, sono i quattro fratelli Smeraldo, Anna, Alan, Vadim e Valentino, che vivono con Mamma e arrancano per arrivare alla fine della giornata, tra criminalità e spese al mercato. E' l'anno 1991, i quattro fratelli hanno padri diversi, tutti in un modo o nell'altro spariti, ma la stessa necessità di combattere per vivere, giorno dopo giorno. La Fortezza, come sappiamo se abbiamo letto il precedente romanzo dell'autrice, non offre grandi possibilità di lavoro, e chi proviene "da fuori" vede gli abitanti della Fortezza come criminali e malfamati, cosa che per lo più si conferma essere vera.

Nonostante le difficoltà, o forse proprio per quelle, pur essendo spesso in conflitto, tra litigi e rudezze, i quattro Smeraldo hanno un rapporto fraterno molto stretto. Sguardi truci e sfuriate sono di casa per loro, ma allo stesso modo il bisogno di proteggersi a vicenda e di difendersi qualunque cosa accada, è ben descritto nelle pagine di questo romanzo.
Quattro personalità ben differenti, caratteri forti, poche aspirazioni, aggressività e fragilità nascoste, tra le mura fredde e spoglie di casa Smeraldo, i quattro giovani soffrono, ma può anche essere che ad un certo punto si innamorano, quando uno di loro si scontra per caso con la secca Dalia.

Ancora una volta, l'autrice porta sulle sue pagine, argomenti forti, che non lasciano troppo spazio alla dolcezza o all'ingenuità, nella sua narrazione. Stessa pensa incisiva, graffiante, personaggi ancora una volta ben delineati, di cui la D'Urbano non smussa gli angoli, così come la sua storia in generale: rude e dura come la pietra.

Tu per me sei pure istinto, sopravvivenza. Tu sei il pezzo di vita che mi manca.

Ammetto però che pur avendo apprezzato ancora una volta lo stile dell'autrice, non mi sono ritrovata coinvolta da questo libro, come dagli altri due suoi che ho letto. Non sono riuscita ad entrare in empatia con nessuno dei suoi personaggi, pur essendo tutti caratterizzati benissimo, nè la storia in sè è riuscita ad emozionarmi o catturarmi come era successo con "Il rumore dei tuoi passi" o "Non aspettare la notte". 
Ciò può forse essere dipeso dal fatto di aver letto questo romanzo in giornate in cui faticavo a mantenere la concentrazione, per cui la lettura è durata il triplo di quanto sarebbe successo normalmente, non so...
Ad ogni modo credo che non passerà molto alla lettura di un altro libro della D'Urbano, perchè la penna di questa autrice, è la vera punta di diamante delle sue storie.

Valutazione:
♥♥♥

Anteprima

Anteprime di maggio

27.4.19

Titolo: Le lettere smarrite di William  Woolf
Autore: Helen Cullen
Editore: Nord
Genere: Fiction
Data di uscita: 2 Maggio 2019

Trama:
C'è un ufficio, a Londra, in cui viene raccolta la posta impossibile da recapitare: buste da cui la pioggia ha cancellato l'indirizzo, o i cui destinatari hanno cambiato casa e non sono più reperibili, biglietti indirizzati a Babbo Natale o alla fatina dei denti. Se sono stati regolarmente affrancati, hanno diritto a un'ultima occasione. Ogni giorno, i detective postali aprono le lettere smarrite, cercando indizi che li possano aiutare a consegnarle. William Woolf svolge questo lavoro con passione da oltre dieci anni, sebbene sua moglie preferirebbe che si cercasse un impiego «serio». Anzi, negli ultimi tempi, William ha l'impressione che Claire preferirebbe proprio avere accanto un uomo diverso, uno più concreto e ambizioso, invece di un eterno sognatore come lui. Dal canto suo, William non può fare a meno di notare quanto Claire sia cambiata. Non è più la ragazza spensierata di cui si è innamorato. È diventata un fredda donna in carriera, sempre impegnata, distante. È forse colpa della frattura che si è creata tra loro due se William si lascia attrarre da una busta blu notte pescata per caso nel sacco grigio della posta. Una busta su sui sono vergate solo quattro parole: Al mio grande amore. All'interno, William trova una lettera scritta da una donna che si firma Winter e che sta aspettando di essere trovata dalla sua anima gemella. Le parole di Winter arrivano dritte al cuore di William, lo sconvolgono e lo commuovono, suscitando in lui sentimenti mai provati prima. Col passare dei giorni, lui si rende conto di aspettare con impazienza quelle buste blu notte. Possibile che fosse destinato a riceverle? Possibile che sia proprio lui, il grande amore di Winter? Per scoprirlo, c’è solo una cosa da fare: William deve trovare Winter. Deve raccogliere gli indizi disseminati tra le lettere. Deve andare da lei e guardarla negli occhi, per capire se è solo l'illusione di un cuore deluso o la sua occasione di essere davvero felice. E se invece la felicità fosse molto più vicina di quanto lui non crede?

Titolo: The Winner's Crime - La Vendetta
Autore: Marie Rutkoski
Editore: Leggereditore
Genere: Fantasy
Data di uscita: Maggio 2019

Trama:
Il fidanzamento di Kestrel con il principe ereditario di Valora significa una celebrazione dopo l'altra.
Ma per Kestrel significa vivere in una gabbia creata da lei stessa. Mentre il matrimonio si avvicina, la ragazza desidera terribilmente dire la verità ad Arin riguardo il suo fidanzamento.. se solo potesse fidarsi di lui.
Ma può fidarsi almeno di lei stessa? Poichè Kestrel -all'insaputa di Arin- sta diventando bravissima negli inganni: una spia in incognito che passa le informazioni agli Herrani e vicina a scoprire un sconvolgente segreto.

Mentre Arin arruola pericolosi alleati nel disperato tentativo di mantenere la libertà nel suo paese, non può fare a meno di pensare che Kestrel sappia molto più di quello che dica.
Alla fine, potrebbe non essere un pugnale nel buio a tagliarlo in due, ma la verità.
E quando arriverà il momento, Kestrel e Arin impareranno il costo dei loro crimini.

Titolo: L'ultima notte della nostra vita
Autore: Adam Silvera
Editore: Il Castoro
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Maggio 2019

Trama:
Il cinque settembre, poco dopo la mezzanotte, servizio il Death-Cast chiama Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dargli una brutta notizia: moriranno nel corso della giornata. 
Mateo e Rufus non si conoscono, ma per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l'ultimo giorno della loro vita. Esiste un'app per questo. E' chiamata l'Ultimo Amico ed è così che Rufus e Mateo si incontrano.
Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

Titolo: La ragazza che leggeva nel metrò
Autore: Christine Féret-Fleury
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa
Data di uscita: 14 Maggio 2019

Trama:
Tutti i giorni, a Parigi, Juliette prende il metrò: stessa ora, stessa linea. Quando non è troppo assorta in un romanzo, ama perdersi a osservare i lettori intorno a lei: il collezionista di libri rari, la studentessa di matematica, la ragazza che piange a pagina 247. Li guarda con curiosità, come se dai loro gusti letterari potesse entrare in qualche modo nella loro vita e dare colore alla sua, così monotona, così prevedibile.
Fino al giorno in cui decide all’improvviso di scendere qualche fermata prima e fare una strada diversa dal solito per andare al lavoro: un cambio di percorso che segnerà la sua vita oltre ogni aspettativa. Perché in quelle strade sconosciute incontrerà Soliman, che vive circondato di vecchi volumi ed è convinto che un libro, se donato alla persona giusta, può cambiare il corso del destino.
Grazie ai consigli e alla saggezza di Soliman, e all’esuberanza della sua figlioletta Zaïde, Juliette compirà un viaggio incredibile alla scoperta dei romanzi e di se stessa, che stravolgerà i suoi orizzonti per sempre.

Titolo: Un caso speciale per la ghostwriter
Autore: Alice Basso
Editore: Garzanti
Data di uscita: 2 Maggio 2019

Trama:
Per Vani le parole sono importanti. Dal modo in cui una persona le pronuncia, dalla scelta di un termine, riesce ad intuire le abitudini o le manie di chi le ha usate. In questo è una maestra perché Vani è una ghostwriter. Da anni entra in empatia con gli scrittori e riempie le loro pagine bianche di storie, articoli, saggi che sembrano nati dalla loro penna. Una capacità innata che l'ha fatta entrare nel mondo editoriale. Per questo deve ringraziare anche chi per primo ha capito la sua bravura: Enrico, il suo capo. Non sempre si trovano d'accordo, ma Vani gli deve molto. Ecco perché, anche se non vorrebbe mai ammetterlo a sé stessa, ora è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un lavoro importantissimo è sparito: non risponde alle chiamate, non va agli appuntamenti e nessuno sa dove sia. Vani può però contare sull'aiuto di Berganza, l'affascinante commissario che ha sempre un libro giallo in mano e a cui è sempre più legata. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li portano in circoli letterari e incontri di lettura dove si parla di Lewis Carroll, Stephen King e Arthur Conan Doyle. Tappa dopo tappa Vani e il detective scoprono segreti del passato dell'uomo che non avrebbero mai immaginato. E soprattutto capiscono che Enrico ha bisogno del loro aiuto, ora più che mai.

Titolo: Lena e la tempesta
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di uscita: 6 Maggio 2019

Trama:
Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l'isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l'unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi dell'ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli schizzi d'acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto è quello di stare sull'isola solo qualche giorno, trovare degli affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c'è da ricominciare. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più. Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza, ma c'è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l'affascinante ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.

Titolo: Ogni piccola cosa interrotta
Autore: Silvia Celani
Editore: Garzanti
Genere: Fiction
Data di uscita: 23 Maggio 2019

Trama:
Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta.
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola.
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così.
È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile.
Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre.
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose.

Titolo: Cosa resta dell'estate
Autore: Autori Vari
Editore: Dea Planeta
Genere: Romance
Data di uscita: 21 Maggio 2019

Trama:
Ogni estate ha la sua storia d’amore. Sei pronta per la tua? C’è forse un momento migliore dell’estate per innamorarsi? Sicuramente no. Ne sono convinti anche Veronica Roth, Cassandra Clare e altri dieci autori bestseller internazionali che ci regalano una raccolta di racconti indimenticabili. Dodici racconti romanticissimi uniti dal doppio fil rouge dell’estate e dell’amore. Una lettura perfetta per sognare passeggiando al chiaro di luna, guardando un tramonto o facendosi accarezzare dalla brezza del mare. Frizzante come una bibita fresca e avvolgente come il sole d’agosto.

Titolo: Darkness
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: De Agostini
Data di uscita: 28 Maggio 2019


Trama:
Haly ha tredici anni e ha sempre vissuto nella tranquilla e anonima cittadina di Little Crow. Un posto noiosissimo dove non succede mai niente. Fino al giorno in cui decide di fuggire dalla sua vita e correndo sulla statale al confine con la città limitrofa, Haly non vede una cortina di nebbia levarsi da terra e farsi sempre più densa. In un attimo Little Crow è circondata da una barriera invalicabile: gli orologi si fermano, la corrente smette di funzionare, i cellulari non trovano più campo. E dal lago, Haly vede emergere i suoi genitori, morti anni prima in un incidente. Ma che cosa vuol dire tutto questo? Ed è davvero la realtà quel che Haly sta vedendo? Con l’aiuto di Owen, il suo migliore amico, la ragazza dovrà trovare il coraggio di affrontare le sue paure e svelare il mistero che avvolge Little Crow.

Recensioni telefilm

The Umbrella Academy

20.4.19


Titolo: The Umbrella Academy
Paese: Usa
Stagioni: 1 - in corso
Anno: 2019 - in produzione
Genere: azione, fantascienza
Cast: Ellen Page, Robert Sheehan, Tom Hopper, Aidan Gallagher, Colm Feore, David Castaneda, Emmy Raver - Lampman, Kate Walsh

Recensione:
10 soli episodi per questa prima stagione di The Umbrella Academy, una serie che è stata una vera sorpresa. Iniziata senza alcuna aspettativa, nè senza alcuna informazione riguardo la storia, ha fatto però subito parlare di sè, così mi ha incuriosita.

Sebbene siano solo 10 episodi, sono un pochino più lunghi del normale, circa 60 minuti, e il cast vanta alcuni volti conosciuti, tra cui Ellen Page, Mary J. BligeRobert Sheehan che forse ricorderete per il suo ruolo di Simon nel film di Shadowhunters o ancora Kate Walsh, l'ex moglie del Dottor Stranamore in Grey's Anatomy, per intenderci
The Umbrella Academy è tratto da un fumetto ideato da Gerard Way, nome che forse vi suggerisce qualcosa, visto che sto parlando del cantante della band ormai sciolta dei My Chemical Romance.
Ma di cosa parla The Umbrella Academy?
E' l'ottobre del 1989, quando, quasi per miracolo 43 donne iniziano il travaglio per il parto, pur senza essere incinte. Sette di questi particolari bambini, vengono adottati dal ricco Sir Reginald Hargreeves, che forma così la squadra degli "Umbrella Academy", iniziando ad addestrarli fin dalla tenera età, alla lotta contro il crimine.
E' proprio alla morte del loro patrigno, che i sei si ritrovano, nel tentativo di trovare il colpevole di quello che pare essere un omicidio.

Questa serie mischia presente a flashback del passato, futuro post apocalittico, ma anche anni '50, sebbene sia comunque il presente ad essere lo sfondo principale degli episodi. In questo presente, i membri di questa particolare "accademia" sono ormai degli adulti, dei fratelli che si ritrovano dopo diverso tempo trascorso lontani, a causa della morte del loro padre-padrone.
Sette sono i nostri protagonisti, ognuno con una caratteristica, un potere che lo identifica: Numero 1, Luther, ovvero il forzuto, dotato di un fisico possente, nonchè di parecchi peli!
Numero 2, Diego, abilissimo nell'utilizzo dei coltelli per cui riesce  a deviarne la traiettoria, poi c'è Allison, la Numero 3, che riesce ad influire sulla mente delle persone (ma non sempre questa cosa gioca a suo favore). Klaus, è il numero 4, capace di evocare i morti, e anche di ficcarsi spesso nei guai (il fatto che sia sempre strafatto, di certo non aiuta) e Numero 5, il cui nome mi pare che non venga specificato con la capacità di viaggiare nel tempo. Proprio lui, grazie a questa sua abilità (per cui era stato dato per morto per molti anni), si ritrova ancora nelle vesti di un ragazzino, ma con il peso di una grave consapevolezza che riguarda tutta l'umanità. Devo ammettere che l'attore che lo interpreta, il più giovane del cast, è riuscito ottimamente nel suo ruolo. Ben, è poi il Numero 6, sebbene sia deceduto, appare però nella serie grazie al potere di Klaus e in qualche modo riesce comunque ad aiutare i fratelli, Infine abbiamo la Numero 7, Vanya, quella senza poteri e quindi da sempre esclusa un po' da tutto, interpretata magistralmente da Ellen Page che con la sua apaticità e le sue scarse espressioni facciali, rende benissimo lo strazio e il disagio della sua protagonista.

The Umbrella Academy, più che raccontare una storia di veri e propri supereroi, si basa invece molto sull'umanità dei suoi personaggi, definendone le fragilità e i traumi del passato. I sette fratelli, infatti, oltre ad essere spesso e volentieri in combutta tra loro, allontanati con il passare del tempo un po' a causa del padre troppo severo e un po' a causa dei loro poteri non sempre semplici da gestire, sono un po' degli outsider. C'è chi rischia di perdere l'affidamento di una figlia, chi si sente sempre invisibile, o ancora chi affida alla droga tutta la propria disperazione, nel tentativo di cancellarla.
I personaggi secondari, tra cui per esempio Cha Cha e Hazel, si ritrovano ad avere importanza quasi quanto i personaggi principali... per non parlare dell'amatissima Dolores!

Supereroi molto fuori dagli schemi, insomma, effetti speciali buoni, dramma, provocazioni e quel tocco di sarcasmo che non guasta mai, anzi. Per questo ammetto che Klaus si è rivelato fin da subito uno dei miei personaggi preferiti, per quanto folle ed esagerato, fa anche molto ridere e devo dire che Robert Sheehan è riuscito ad interpretarlo molto bene.
Una prima stagione originalissima, quindi, su tutti i fronti, con poteri, e supereroi, che si discostano molto da quelli che siamo abituati a vedere. Atmosfere molto cupe e sempre più dark, ma anche ottime e credibili interpretazioni, un po' da parte di tutto il cast. 
Se salvare l'umanità, e gestire dei poteri straordinari - e qualche volta incontrollabili - è infatti importante, lo è anche cercare di ricostruire una famiglia i cui membri sono stati messi un po' l'uno contro l'altro dalla vita, anzi, forse è proprio questa l'impresa più difficile, su cui la serie punta molto.

Non ci resta quindi che attendere la seconda stagione, sperando di non dover aspettare molto!

Valutazione:
♥♥♥♥

#5coseche

5 cose che #49: 5 serie tv più lunghe seguite

19.4.19


Rubrica ideata da Twin Books Lovers (a cui potete aderire qui) in cui, ogni settimana, in base ad un tema prescelto, si stila una lista di cinque cose

Essendo una grande, grandissima appassionata di serie tv, andare a scavare nella memoria le 5 più lunghe non era affatto semplice, perciò mi sono affidata ad un app dedicata, che uso appunto per non impazzire nella rincorsa degli episodi che escono settimanalmente. 
Ho trovato però, solo due serie di 10 stagioni, comedy per la precisione, mentre le altre più lunghe si aggiravano tutte intorno alle 8 stagioni, quindi ho fatto una cernita tra quelle, scegliendone poi  tre.

Will & Grace
(10 stagioni)
Ho iniziato a vedere questa serie tv quando ero intorno alla fine delle medie, credo, e mi faceva morire dal ridere allora. Essendo una serie comedy, queste 10 stagioni sono volate via in un lampo, ma ammetto di non avere ancora visto gli episodi più recenti, usciti solo lo scorso anno, se non sbaglio.

Friends
(10 stagioni)
Friends, era impossibile da omettere in questa lista, anche perchè è uno dei miei telefilm preferiti in assoluto, che consiglio e riconsiglio a tutti, 10 stagioni e non un colpo perso, anzi, una puntata migliore dell'altra. Pur essendo di qualche anno fa, secondo me è una di quelle serie che non passa mai di moda, che è bello vedere per la prima volta anche oggi, o rivedere da capo per fare un ripasso, perchè non stanca mai.

Grey's Anatomy
(15 stagioni - in corso)
Questa è in assoluto la serie più longeva che seguo, penso di averla iniziata quando ero alle elementari, insieme a mia mamma, e tutt'ora la guardiamo, trepidando nell'attesa di ogni nuovo episodio. Penso che Grey's Anatomy sia una di quelle cose che potrebbe andare avanti al'infinito, perchè anche dopo 15 stagioni, ha imparato a non stancare mai il suo pubblico, rivoluzionandosi continuamente e creando sempre episodi di qualità, ma soprattutto ricchi di umanità, con protagonisti a cui è molto facile affezionarsi.


Desperate Housewives
(8 stagioni)
Che ricordi con questa serie tv! La trasmettevano sempre su Sky nel periodo estivo, tipo il mercoledì, e quindi durante i mesi più caldi dell'anno, pur essendo a casa da scuola, per me il mercoledì sera era sacro, perchè dovevo rimanere a casa a guardare Casalinghe Disperate! E' una serie davvero divertente, perchè sa mischiare un po' di sano sentimentalismo, ad un sacco di situazioni ricche di suspance, e spesso e volentieri con un po' di macabro...insomma, da non perdere!

Le sorelle McLeod
(8 stagioni)
Probabilmente la meno conosciuta rispetto alle altre, ma proprio interessante. L'ho recuperata solo un paio di anni fa, dopo averla vista di sfuggita varie volte (per un periodo la trasmettevano a ripetizione su Rai 2 credo) e devo dire che a conti fatti è una delle serie più drammatiche che io abbia mai visto. Molto diversa dalle altre, per ambientazione, storia e tematiche, ha nel complesso 8 stagioni ricchissime di eventi a cui è impossibile rimanere impassibili, tra amori tragici e morti premature. Uno strazio insomma, ma così ben fatto che anche chi non è di lacrima facile, qualche pianto finisce per farselo!

Schegge d'autore

Schegge d'autore #29

17.4.19


Schegge d'autore è la rubrica dedicata ad autori esordienti e le loro opere.

Titolo: Il Castello di Wheldrake
Autrice: Francesca Serafini
Editore: Il Seme Bianco
Data uscita: Febbraio 2019  
Genere: romanzo rosa storico
Pagine: 144
Prezzo: € 13.90 
Link Acquisto: Amazon


Trama:
Ayslin, un’orfana sassone, nell’Autunno del 1066 si ritrova al centro dei giochi di potere tra due Re che si contendono il Trono Inglese, arrogandosi il potere di decidere del suo futuro offrendola in sposa a chi conviene loro. Sfuggita al matrimonio di stato, con un vecchio Laird scozzese, incontra, proprio come in una favola, nel profondo ventre di un folto bosco, l’uomo dei suoi sogni: Beowulf un guerriero normanno. Quando la fanciulla scopre che Re Guglielmo l’ha promessa al normanno, fugge di nuovo, decisa a non appartenere mai a nessun uomo. Beowulf non è felice all’idea di doversi sposare, ma resta ammaliato dalla sua dolcezza e dal suo carattere ribelle. Onore, innocenza perversione e violenza si mostreranno loro lungo la strada, troveranno la forza di scegliere l’amore?


L'autrice:
Francesca Serafini, nata a Roma, è cresciuta sognando eroi romantici ed eroine ribelli. Persa in mondi antichi, svolgeva innumerevoli lavori in campi diversi e studiava. Ritiene che scrivere sia una sorta di terapia per l’anima. Con Il Castello di Wheldrake, suo primo romanzo, vuole dare al lettore un momento di sogno e riflessione lontano dalla realtà.

Sito Web dell'autrice

Recensioni

After

14.4.19

Titolo: After
Autore: Anna Todd
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 435
Prezzo: 15,90

Trama:
Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l'aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l'amore?

Recensione:
Ogni tanto si, mi piace infliggermi punizioni come la lettura di un new adult, genere che non leggo a priori, ma in questo caso, visto il fermento per l'uscita del film, colpo doppio: perchè non leggere After, il capolavoro?

E così, neanche a dirlo, nel giro di due giorni ho finito il romanzo della Todd, e ho notato che i libri brutti, brutti, ma proprio brutti, li leggo anche parecchio velocemente, chissà perchè! Forse per la voglia matta, poi, di scriverne una recensione un po' cattiva? Chi lo sa!
Ma bando alle ciance, iniziamo subito!
La serie della Todd, di cui After è il primo volume, nasce come fanfiction pubblicata su Wattpad con Harry Stiles nella parte del protagonista, e mi tocca dirlo, povero Harry! Non sono una fan degli One Direction, ma non credo che il povero cantante abbia una qualsivoglia somiglianza con il protagonista di questo romanzo, ma vediamo subito il perchè:
Come apprendiamo dalla trama, After racconta di Tessa, tipica ragazza dagli ottimi voti e dalle maniere perfette, che arriva al college, come vediamo dalle prime pagine, accompagnata da mamma e Noah, suo fidanzato da due anni. Appena il terzetto varca la soglia della camera di Tessa, subito un'orrida visione: Steph, la compagna di stanza di Tessa, che al contrario della protagonista, viene subito classificata come una poco di buono, per il modo in cui si veste e una cattiva compagnia, perchè piena di piercing e tatuaggi.
Ciò che apprendiamo all'istante è che da dove proviene Tessa, nessuno si tatua probabilmente, dato che per lei e famiglia, tatuaggi e piercing, sono subito associati a persone cattive/ribelli. E qui già ero alquanto scioccata per l'enorme banalità che la Todd infligge alla sua protagonista.
Insomma, grazie alla ribellissima Steph, Tessa finisce per conoscere Hardin, il nostro bad boy, che si dimostra fin da subito scontroso e scontate, ma destino vuole che lui e Tessa siano destinati ad un continuo tira e molla per oltre 400 pagine...poveri noi!
Parte così, questa specie di relazione tra i due, relazione malata, oserei dire, visto che per tutto il libro Hardin non fa che prendere in giro, maltrattare e umiliare Tessa che, dal canto suo, è di una stupidità imbarazzante.
Ogni due per tre, i due finiscono per litigare, fare la "pace" due secondi dopo, pace che sconfina nella "passione più torbida" con scene pseudo-porno davvero ridicole e ilari. Insomma, un amore-odio, che va avanti per tutto il libro, un continuo ripetersi della stessa situazione, un capitolo si e uno no. 
UN CAPITOLO SI E UNO NO, GIURO.

After racconta questo e nient'altro, in sostanza. Fine possiamo anche chiudere qui!
La banalità di questo libro è davvero scioccante, l'autrice racconta un nonnulla per più di 400 pagine,  la stessa situazione, in scenari diversi, che si ripete all'infinito.
Hardin, come mette subito bene in chiaro, non è tipo da relazioni, non si fa problemi ad andare con tutte le ragazze che vuole, ma non gliene importa niente di esse. Non è ragazzo da legami, di nessun tipo, perchè non è bravo a trattare con le persone a causa di una sofferenza repressa dovuta a problemi familiari del passato (guarda caso stà cosa si ripete praticamente in tutti i new adult) e perciò sfoga questa sua rabbia maltrattando tutti.
Quando poi incontra Tessa, la vittima perfetta che si fa prendere in giro una pagina sì e l'altra pure, vola a nozze proprio!
Tessa che, pur essendo fidanzatissima con Noah da due anni, non ci pensa una attimo a passare da una specie di suora, a pornostar, non si fa alcun problema a mentire al ragazzo con cui sta da due anni e conosce da una vita, anzi! Non solo lei si fa trattare da zerbino da Hardin, ma la cara Tessa fa sostanzialmente la stessa cosa con Noah, non ha un minimo di rispetto per lui, sembra che in questo libro nessuno abbia una coscienza o qualche remora, tutti fanno ciò che vogliono, trattano di merda gli altri, e si fanno trattare di merda, e pare vada benissimo così.
Banalità su banalità, clichè su clichè, ma torniamo un attimo al brillante personaggio di Tessa, penso la più stupida tra i personaggi femminili mai creati nella storia della letteratura:
Ci troviamo di fronte ad un personaggio,  che anzichè maturare, come ci si aspetterebbe, regredisce completamente nell'intelletto, davvero. Se arriva al college con l'idee ben chiare e il chiaro intento di impegnarsi nello studio, quando conosce Hardin non ha un minimo di autocontrollo o semplicemente amor proprio. Vi basti sapere che nel corso del libro, piange qualcosa come 12/13 volte, che lei stessa si rende conto che le persone "temono" Hardin e lei trova la cosa del tutto normale. O ancora, che in due anni di fidanzamento, lei e Noah non siano mai andati oltre qualche casto bacio, e nemmeno in pubblico eh, perchè non sia mai (DOPO DUE ANNI CHE STANNO INSIEME, RIPETO) invece quando incontra Hardin... basta uno sguardo di questo mascalzone, che a Tessa praticamente vola via la maglietta, mah! 

Durante la lettura di questo romanzo mi sono ritrovata a ridere molto, davvero, è qualcosa  di totalmente di osceno!
Ma adesso parliamo di Hardin, il magnifico. Praticamente il protagonista maschile di questo romanzo non si fa nessunissimo tipo di problema ad infliggere violenza psicologica e fisica sugli altri. Nel corso del romanzo, infatti, oltre che partecipare a varie risse picchiando gente a caso (cosa che Tessa trova del tutto normale) un sacco di volte  strattona Tessa, o la afferra per un polso, davvero di continuo. Addirittura lei più volte arriva ad affermare "lo seguo altrimenti mi carica di peso in macchina" o ancora "gli obbedisco"...ma ci rendiamo conto?
Questo bad boy non fa che trattare Tessa come uno straccio e chiederle un'ultima possibilità dopo l'altra, quando si rende conto di averla trattata male, e lei come un'idiota, ogni singola volta finisce per perdonarlo, perchè lui "vuole diventare buono per lei" e giustamente come lo dimostra? Trattandola di merda nuovamente,  nella pagina successiva, mi pare ovvio.
Insomma, a parte i due, in generale ho trovato mal costruiti e infantili tutti i personaggi del libro, libro per cui, secondo me, non si salva nulla.
A parte la "storia d'amore", che definire amore è davvero un eufemismo, perchè ripeto, tra Tessa e Hardin c'è solo un rapporto malato e distruttivo, i dialoghi sono spesso surreali e inverosimili, a volte mi pare che i personaggi pronuncino parole dette a caso... per citare Ultimo: "Parole dette a caso da un pazzo che non gli da peso", solo che in questo caso i pazzi sono due, ma pazzi furiosi, sul serio! 
Non c'è un minimo di sentimento o emozione (a parte il mio disgusto nel leggerlo) e una totale assenza di descrizioni... ah no, scusate, gli addominali di Hardin, quelli sì che sono descritti bene, e più volte, perchè appena Tessa li vede va fuori di testa, poveretta, e non capisce più nulla! Senza contare che il tutto si svolge nell'arco di soli due mesi: nell'arco di due mesi questi due pazzi si prendono, si lasciano, si riprendono (per modo di dire, visto che lui non vuole legami) milioni di volte, e alla fine....SPOILER vanno pure a convivere, decisione giusta dato che vanno così d'accordo eh!
Avrei ancora tanto da dire, davvero, mentre leggevo il romanzo mi sono presa qualcosa come tre fogli di appunti, copiando proprio anche le frasi più ridicole o significative (in negativo, ovviamente) e chissà, magari creerò più in là un post di "approfondimento" giusto per farvi capire meglio nel concreto quanto questo romanzo sia sbagliato. 
Sbagliato l'esempio che dà, essendo letto anche da tantissime ragazzine che idolatrano l'amore tra i due protagonisti, che amore davvero non è. Non c'è nulla di romantico o semplicemente positivo nel legame tra Hardin e Tessa, che risulta anzi malsano e totalmente diseducativo. Non che l'intento del romanzo sia di educare o dare un qualche tipo di insegnamento, lo so, e a conti fatti anche gli altri due new adult letti in croce (di cui non me n'è piaciuto mezzo) erano così, ma After l'ho trovato davvero mille volte peggio. Il modo in cui Tessa si fa trattare da Hardin, è totalmente sbagliato, errata l'assenza totale di amore che la protagonista ha nei confronti di sè stessa, lasciando che Hardin la calpesti in ogni pagina, agendo su di lei in maniera negativa e violenta, per poi perdonargli tutto...come viene poi dimostrato ancora una volta nel colpo di scena a fine libro.

E da questo libro, oltre ai volumi successivi, è stato tratto addirittura UN FILM, ma ci rendiamo conto?
E con quest'ultima gif, concludo: se siete arrivati alla fine di questa recensione, complimenti. Vi meritate un applauso, e anche un biscotto!

Recensioni

Il rumore dei tuoi passi

7.4.19

Titolo: Il rumore dei tuoi passi
Autore: Valentina D'Urbano
Editore:  Tea
Anno: 2015
Pagine: 322
Prezzo: 10,00


Trama:
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

Recensione:
Secondo libro che leggo della D'Urbano dopo Non aspettare la notte, ma di certo non ultimo, anzi! E' in casi come questi, quando trovo delle penne così graffianti, che finisco per domandarmi come mai non legga più autori italiani.
Il rumore dei tuoi passi, rispetto a Non aspettare la notte, è una storia molto più cruda, sofferente, estremamente bella nella sua semplicità.
Non che la vicenda sia semplice, o lo siano i personaggi creati dalla D'Urbano, esistenze semplici in contesti difficili, questo sì, ma assolutamente ben articolati.
E' lo stile a risultare semplice, in quanto senza orpelli, ma talmente fluido che scorre spedito portando il lettore in un romanzo che si legge tutto d'un fiato.

Beatrice vive con i genitori e il fratello alla "Fortezza" questo luogo di nessuno, in cui chi ci vive non si avventura mai fuori e dove chi sta fuori, ne stà ben alla larga. Tra le mura della loro casa, Bea e la sua famiglia, finiscono per ospitare e quasi adottare, Alfredo, figlio dell'uomo che vive sopra di loro. Alfredo ha due fratelli, come lui coperti di graffi e cicatrici, fatti da un padre che è una continua minaccia.
Così Bea e Alfredo, per quelli della Fortezza, diventano i "gemelli", sempre insieme, a giocare, mangiare, dormire, crescono insieme, tra botte, canne e fragilità.

Un ambientazione rurale, povera, a tratti familiare, tutti conoscono le sventure degli altri alla Fortezza, questo luogo che è una vera e propria città, lontana da tutto e tutti quelli che stanno di fuori. Una realtà a sè stante, fatta di vite piene di stenti, che si accontentano, e giovani che trascorrono le giornate d'estate a fumare e bere birra, arrancando alla ricerca di una via d'uscita, in attesa di qualcosa di diverso, che stravolga la loro vita, anche se c'è pure chi alla Fortezza ci sta bene così come sta. Questa Fortezza, che l'autrice ha ideato, è un ambientazione estremamente ben costruita, non è difficile immaginarsi davanti agli occhi il grigiore invernale e la calura dell'estate in cui Beatrice e gli altri vagano senza un vero scopo.

Beatrice, la nostra protagonista, come viene presentata nelle prime pagine, sembra un personaggio freddo, algido e severo, ma quando inizia a procedere con il suo racconto, partendo dalla sua infanzia particolare, il lettore -  almeno così è successo a me - non fatica ad affezionarsi a lei.
Nel racconto del suo passato, fino ad arrivare al suo presente, Bea non lascia nulla al caso. Drammi, dolori e dettagli, una voce giovane e tagliente, che narra la sua aspra vita, con dei giovani genitori "condivisi" con Alfredo, inizialmente un intruso, per cui Bea è quasi gelosa.
Il suo rapporto con il ragazzo, che quasi per caso diventa uno di famiglia, quando nella sua di famiglia, il padre è sempre ubriaco o in vena di menare le mani ai tre figli, è un rapporto di amore/odio. I due non sanno stare lontani, hanno bisogno l'uno dell'altra, ma insieme si fanno male, quando sono vicini si contagiano, in un legame che brucia entrambi, in un amore prematuro che non ha la forza di sbocciare, perchè le cose vissute insieme forse sono troppe, e i sacrifici altrettanti.

Il rumore dei tuoi passi è uno di quei libri che una persona non vede l'ora di terminare, per vedere come va a finire, di cui ci si disseta con ogni parola, ma come i due protagonisti, si viene anche scottati con una storia amara, che buca il cuore come l'eco di un dolore vissuto sulla propria pelle.
Benchè il finale ci venga presentato fin da subito, non ho potuto fare a meno, durante la lettura, di sentirmi quasi svuotata, nell'attesa di un miracolo impossibile, un lieto fine anche parziale, che salvasse Bea e Alfredo dall'asprezza della vita, e desse loro un minimo di felicità, anche un solo vero momento totalmente loro.

Beatrice e Alfredo, poi, sono due personaggi particolari, delineati alla perfezione, ci vengono presentati fin da bambini e per un arco temporale piuttosto ampio, così l'autrice ha modo di caratterizzarli egregiamente, tanto che alla fine del romanzo li sentiamo quasi amici. Due persone dai caratteri forti, forse troppo per convivere insieme, si scontrano tra loro e ci spiazzano in ogni pagina. Anche i personaggi secondari, da Alessandro ad Arianna, fino ai genitori di Bea, hanno ampio spazio nella storia e uno spessore rilevante.

Questo romanzo è un caleidoscopio di  emozioni, positive e negative, ma tutte talmente forti, anche quando acerbe, che fanno male e spezzano in due. Pochi sono i libri che sono stati in grado di coinvolgermi e distruggermi emotivamente così tanto. Sarà anche per i toni spesso aspri, la violenza nuda e cruda, che l'autrice racconta senza smussarne gli spigoli. L'ossessione, la dipendenza, il pessimismo cronico che traspare da ogni pagina e sembra non lasciare speranza, un dolore sordo che Bea e Alfredo riescono a rappresentare appieno, purtroppo.

Una storia senza luce, una penna che lacera, due personaggi che si feriscono e feriscono noi che leggiamo di loro, ma, anche se nascosto alla perfezione, in tutto il buio che c'è, un piccolo spiraglio di speranza forse alla fine lo si trova.

Valutazione:
♥♥♥♥♥ 

Mondadori

La chimica degli opposti

3.4.19

Titolo: La chimica degli opposti
Autore: Randa Abdel-Fattah
Editore: Mondadori
Anno: 2019
Pagine: 285
Prezzo: 15,30

Trama:
L'atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d'autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo. Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all'accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall'altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall'Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, "stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino", però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l'attrazione che li spinge l'uno verso l'altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.

Recensione:
Con "La chimica degli opposti" di cui vi parlo quest'oggi, ci troviamo davanti non ad un banale young adult, ma come la trama ci fa intuire a una storia che scava più a fondo un tema molto importante.
Il romanzo racconta infatti la storia di Mina e Michael, due adolescenti che dopo un primo incontro ad un evento alquanto particolare - primo incontro per lui, che subito rimane folgorato dagli occhi della ragazza - si ritrovano poi tra i banchi della stessa scuola. 
Mina è quella arrivata sui barconi, da un paese lontano, fino all'Australia, scampata alla guerra e da una vita di stenti assieme alla madre, dopo aver perso padre e fratellino. In Australia, Mina con la madre e il nuovo compagno, ci arrivano nella speranza di dimenticare gli orrori del passato e con l'intenzione di rifarsi una vita aprendo un nuovo ristorante.
Lui invece, Michael, è figlio di uno dei fondatori di "Aussie Value" un movimento che difende i diritti degli australiani proprio dall'assalto dei rifugiati politici come Mina e i suoi cari.
Mina, nella nuova scuola in cui trova anche Michael, si ritrova così a fronteggiare un muro perché lui non è il solo a vederla come un intrusa, ma anche tanti altri compagni vedono in lei qualcuno da cui stare ala larga. Per fortuna, qualcun altro, però, dalla mente un po' più aperta, riuscirà a far capire a Mina che non tutti sono uguali.

Tra Mina e Michael, in particolare si crea un rapporto in continuo conflitto, uno scontro di idee senza fine che riesce ad aprire a lungo andare la mente al ragazzo, facendolo riflettere si quali siano realmente i propri valori, e quali invece gli sono stati istillati dalla sua famiglia ma non gli appartengano.
Cercare di instaurare un rapporto tra loro due, inizialmente pare una cosa impossibile, per nulla semplice nè immediato ed è forse ciò che più mi è piaciuto del libro. L'autrice infatti, non si butta in un tutto e subito, come succede spesso,ma costruisce un rapporto con calma, pagina dopo pagina tra iniziali ostilità e problemi. Ciò riesce a rendere la storia più realistica, soprattutto visto  che i due giovani non sono gli unici protagonisti della storia, ma anche i loro stessi genitori si trovano immischiati in questi problemi razziali. 
L'autrice, infatti, non si è concentrata solamente sulla parte dei due ragazzi, ma lascia ampio spazio agli adulti, ai genitori di Michael, con le loro idee ferree e chiare, i grandi progetti che cercano di portare avanti a dispetto di tutti, e i genitori di Mina, che invece tentano di dare una nuova - e si spera migliore - vita alla ragazza e a gestire un ristorante in una nuova zona della città, tra permessi negati e problematiche varie, che di certo non aiutano i loro affari.

Semplice lo stile dell'autrice, senza fronzoli approfondisce entrambi i personaggi con un doppio punto di vista, non si concentra sulla parte romance, che sì, va poi a crearsi nel corso della storia, ma non è al centro di essa. Si concentra  invece sulle diverse culture opposte dei due giovani, sul razzismo, sulla politica e l'odio, spesso ingiustificato e l'immigrazione clandestina
Questo libro colpisce nella sua semplicità perchè parla in modo chiaro di attualità, attraverso due giovani menti, nonostante la lontana ambientazione australiana, ci racconta di cose vicine, che riflettono purtroppo la realtà in cui viviamo ogni giorno.

Valutazione:
♥♥♥♥

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