Mondadori

Twin Crowns

29.11.22

Titolo: Twin Crowns
Autore: Catherine Doyle e Katherine Webber 
Editore: Mondadori
Anno: 2022
Pagine: 483
Prezzo: 18,00

Trama:
Wren Greenrock sa da sempre di avere una gemella e di essere destinata a rubarle il trono. Solo così può raggiungere il suo obiettivo: vendicare l'omicidio dei genitori e porre fine alla guerra contro le streghe tra le quali è cresciuta. La principessa Rose Valhart, invece, sa solo una cosa: dal potere derivano enormi responsabilità, è quindi per il bene del regno e per annientare le streghe che diciotto anni prima hanno assassinato i suoi genitori, che ha stretto un'alleanza con il feroce regno di Gevra, promettendosi in sposa al fratello del re. Il momento è giunto, Rose viene rapita e Wren prende il suo posto a palazzo. Dovrà ingannare tutti per ottenere la corona, ma un crudele intrigo e la tentazione di un amore impossibile rischieranno di mandare a monte i suoi piani, mentre Rose, decisa a diventare regina costi quel che costi, tentennerà davanti a una vita di emozioni che non credeva possibile. Mentre il giorno dell'incoronazione si avvicina ed entrambe rivendicano il proprio diritto al trono, il sinistro Veciré è ben determinato a farle fallire. Le sorelle dovranno scegliere per cosa combattere, perché allearsi o scontrarsi può fare la differenza tra la vita e la morte. Chi alla fine salirà al potere e indosserà la corona?

Recensione:
Ammetto che ad avermi attirata di questo romanzo è stato in primo luogo la copertina, semplice eppure elegante e ad effetto, che salta all'occhio insomma.
Twin Crowns ha in secondo luogo una trama interessante e siccome di fantasy che mi piacciano, ultimamente ne trovo pochi, il fatto di essere rimasta soddisfatta da questa storia ha un certo rilievo.

Twin Crowns ha due protagoniste, due gemelle che non possono essere più diverse tra loro, Rose e Wren. Se la prima è cresciuta a palazzo, istruita in un certo modo e promessa sposa, la seconda invece è cresciuta selvaggia, sviluppando i suoi poteri assieme ad altre streghe come lei. Rose non sa dell'esistenza della gemella, le due sono state divise appena nate, Wren invece viene istruita per un piano che prevede proprio che lei prenda il posto di Rose, per ottenere la corona.
A mettere i bastoni ad entrambe le sorelle, c'è il sinistro Vecirè, un uomo colpevole di efferati crimini, come le due sorelle scopriranno in seguito e interessato solo a raggiungere i suoi scopi. 

Twin Crowns è stata una lettura piacevole, a dar voce alla storia ci sono proprio Rose e Wren, che si alternano nella narrazione. Ho apprezzato entrambe le protagoniste, così diverse tra loro, anche per il modo in cui vengono catapultate una nella vita dell'altra. 
Abbiamo due ambientazioni ben opposte tra loro, da una parte gli sfarzi del palazzo, i balli, i pasti sontuosi e i bei vestiti, e dall'altra parte le baracche a picco sul mare, le corse a cavallo nel mezzo del deserto.

Oltre alle due ragazze, abbiamo poi due personaggi maschili di rilievo, ovvero Tor e Shen, anch'essi avranno a che fare con le due gemelle "scambiate" e sebbene non troppo influente nella storia, anche la parte romance risulta nel complesso della vicenda piuttosto interessante. Ci sono poi altri personaggi secondari abbastanza rilevanti, come Celeste, la migliore amica di Rose e lo stesso Vecirè. Insomma, le due autrici creano una bella amalgama di personaggi, tutti ben caratterizzati. 

Certo, non è una storia priva di pecche, abbiamo infatti diversi clichè, ma anche dei modi un po' stereotipati in alcuni atteggiamenti delle due ragazze, nonchè poca chiarezza sulla parte fantasy della storia, relativa alla maledizione delle due giovani.
Nel complesso, quindi, una storia godibile, in alcune parti anche divertente, ma sicuramente migliorabile. Aspetto di leggere il secondo - e pare ultimo - volume della storia, sperando di poter mettere insieme tutte le tessere del puzzle e avere un quadro completo della storia.

Valutazione:
♥♥♥♥

Bompiani

L'acqua del lago non è mai dolce

29.6.22

Titolo: L'acqua del lago non è mai dolce
Autore: Giulia Caminito 
Editore: Bompiani
Anno: 2021
Pagine: 304
Prezzo: 18,00

Trama:
Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d’acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall’indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subìto Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c’è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un’esistenza priva di orizzonti. Giulia Caminito dà vita a un romanzo ancorato nella realtà e insieme percorso da un’inquietudine radicale, che fa di una scrittura essenziale e misurata, spigolosa e poetica l’ultimo baluardo contro i fantasmi che incombono. Il lago è uno specchio magico: sul fondo, insieme al presepe sommerso, vediamo la giovinezza, la sua ostinata sfida all’infelicità.

Recensione:
Di questo libro, si è parlato davvero tanto appena uscito, la mia curiosità, come accade sempre con i libri troppo chiacchierati, si era quindi un attimo sopita, in attesa che passasse il momento in cui TUTTI erano alle prese con la sua lettura.
Beh, che dire, un paio di giorni fa mi sono decisa a prenderlo tra le mani ed esattamente un paio di giorni dopo, l'avevo terminato, così, divorato in un sol boccone, divorato in tutti i momenti liberi possibili in cui lo potevo leggere.
Mi ha ricordato un po', nello stile di scrittura e il tipo di storia raccontata, i romanzi di Valentina D'Urbano, e se mi seguite da un po', ben sapete che da quando ho scoperto questa autrice, ho amato follemente e ho letto tutti i suoi romanzi, che sanno esattamente in che punto del mio cuore far leva. Basti ciò, quindi, per dirvi che questo romanzo mi ha colpito e mi è piaciuto assai, ma prima parliamo un po' della sua trama.

Antonia, sembra di primo acchito essere la protagonista di questo romanzo, una mamma di quattro figli, una donna coraggiosa, che nella vita ha poco: un marito costretto sulla sedia a rotelle, una casa minuscola per la sua famiglia numerosa, pochi spiccioli con cui sopravvivere. I servizi sociali sembrano non volerli aiutare, ma lei non è una a cui si può dire di no, quindi con i pochi averi che ha e tutta la famiglia che possiede, riesce a trasferirsi da Roma nei pressi del lago di Bracciano.
La narratrice di questo romanzo, è in realtà sua figlia Gaia, è lei quella di cui seguiremo le vicende più da vicino nel corso del libro, lei che ci parlerà del fratello Mariano, nato da un altro padre, del rigore con cui Antonia fa rigare dritto i figli, dell'impotenza del padre di fronte alla vita, mentre lui è costretto a stare fermo.
Gaia ci racconta cosa vuol dire dover racimolare indumenti di altri, accontentarsi di cose vecchie, già usate, giocare con giocattoli che non sono veri giocattoli, non avere la televisione o il cellulare, mentre i suoi coetanei iniziano a fare mostra dei regali costosi che ricevono.
Gaia mi è piaciuta molto come narratrice, ha una voce limpida, chiara, e con la scorrevolezza della penna dell'autrice ci racconta gioie e dispiaceri (forse più dispiaceri che gioie), fatiche, dolorose rinunce, ingiustizie.

E' una storia dura, cruda, amara, senza mezze misure, che ho letto grazie ad uno stile scorrevole, che ha saputo conquistarmi fin dalla prima pagina.
Ammetto però, che ci sono dei forti MA, che hanno abbassato il mio giudizio finale sul libro.

Per esempio, Gaia ha due fratelli gemelli, ma di loro non sappiamo quasi nulla, rimangono totalmente sullo sfondo quasi appartengano ad una famiglia a sè. Invece, io avrei apprezzato sapere qualcosa in più di loro, ma anche su Mariano, che secondo me sarebbe stato un personaggio molto interessante da ampliare. Stessa cosa per il padre, che rimane sempre sullo sfondo, mentre Antonia è caratterizzata cento, mille volte meglio. Capisco che si voglia far leva proprio sul ruolo delle donne, in questa storia, ma essendo un dramma familiare, un pochino di approfondimenti in più sugli altri membri della famiglia, li avrei apprezzati.

Come ho detto, poi, lo stile di scrittura mi è piaciuto molto, ammetto  però che sulla lunga, sul finale, era arrivato un pochino a stancarmi. Mi spiego: verso la fine del romanzo ho trovato un dilungamento eccessivo, quasi che la stessa Gaia non sapesse più cosa raccontarci, ma l'autrice volesse a tutti i costi andare avanti ancora un po'. Forse, mio assoluto parere eh, la storia avrebbe dovuto esser chiusa un po' prima. Ciò, ha fatto forse perdere un po' di autenticità alla storia, che con qualche pagina in meno e con qualche riscatto in più, sarebbe apparsa più veritiera, più realistica.

In conclusione, quindi, L'acqua del lago non è mai dolce è un libro che va letto, perfetto se cercate una storia drammatica, dai toni aspri e coinvolgente, con un linguaggio incisivo, sappiate però che non è una lettura perfetta, è una storia dura e con poche possibilità di riscatto.

Valutazione:
♥♥♥♥

E/O

Heaven - Mieko Kawakami

24.5.22

E' passato un bel po' di tempo dall'ultima recensione, purtroppo ultimamente sono molto incostante qui sul blog, quando sono ispirata non ho tempo o modo di scrivere (vuoi per i miei attacchi di emicrania che con il caldo peggiorano solamente, vuoi per il lavoro o impegni vari). Quando ho tempo, non sono ispirata o non ho voglia, per cui delle mie letture riesco a parlare perlopiù su Instagram, dove provo ad essere maggiormente costante con i contenuti e cerco, a volte un po' arrancando, di stare al passo con le mie opinioni sulle letture che porto a termine.

Per cui, penso che d'ora in poi su questi schermi le recensioni saranno molte di meno, ma più mirate, parlerò dei libri che mi sono piaciuti tanto, di quelli che mi hanno lasciato qualcosa, o perchè no, quelli che non mi sono piaciuti, ma di cui sento di aver maggiori cose da dire. Per tutte le altre letture, seguitemi su Instagram, che lì è più immediato e riesco a parlavi un po' di tutto.

Titolo: Heaven
Autore: Mieko Kawakami
Editore: E/O
Anno: 2021
Pagine: 252
Prezzo: 17,00

Trama:
Heaven indaga l'esperienza e il significato della violenza e il conforto dell'amicizia. Bullizzato per il suo strabismo, il protagonista del romanzo soffre in silenzio. La sua unica tregua è l'amicizia con una ragazza, Kojima, anche lei continuamente vittima dei dispetti delle coetanee per via della trasandatezza con cui si presenta a scuola. Kojima invita il ragazzino protagonista a un fitto scambio epistolare innocente e pieno di sogni, dove non c'è posto per l'angoscia del bullismo. Le lettere si susseguono a gran ritmo, riempiendo fino all'estremo la custodia del dizionario dove il ragazzino le nasconde, nonché diventando l'unico motivo di gioia delle giornate dei due ragazzi, che a scuola tendono a eclissarsi, anche agli occhi l'uno dell'altra. Ci sono molti segreti, cose che secondo la piccola e intelligente Kojima, non potranno mai essere comprese dai compagni di classe, i quali non sanno fare altro che sfogare le loro debolezze su di lei e sul suo amico. Ma qual è la vera natura della loro amicizia se è il terrore ad alimentare il loro legame?

Recensione:
Per questo ritorno, però, ci tenevo in particolar modo a parlavi di un libricino di 250 pagine circa, che ho divorato in poco tempo nelle ultime settimane, ovvero Heaven, di Mieko Kawakami, stessa autrice di Seni e Uova, sempre edito da E/O

Quella raccontata in questo libro è una storia dolorosa, faticosa da leggere a tratti, cruda e violenta, che racconta i soprusi che il giovane protagonista è costretto a subire dai suoi compagni di scuola, dentro, ma anche fuori le mura del suo istituto scolastico.
Il protagonista, di cui non ci viene rivelato il nome, è affetto da strabismo, e proprio questo suo difetto visivo sarà la causa principale per cui il ragazzino viene brutalmente preso di mira dai compagni. E con brutalmente, intendo proprio brutalmente, perchè non gli viene risparmiato assolutamente nulla, torture che in certi casi ho faticato a leggere perchè davvero crudeli.
L'unica gioia del ragazzino, sarà la corrispondenza, inizialmente segreta con una compagna di classe, che si rivelerà poi essere Kojima, una ragazzina dai modi buffi e particolari, che ha in comune con lui il triste destino di essere presa ugualmente di mira dai bulli.

Quello raccontato in questo romanzo è un percorso di crescita che i due ragazzini hanno, una volta stabilito un legame, per quanto a volte strano e bizzarro, che sarà però per loro l'unico spiraglio nelle lunghe e faticose giornate scolastiche. 

Lo stile del libro è scorrevolissimo, anche nelle scene più crude e drammatiche mantiene una penna leggera, quasi soave, in grado di creare profonda empatia tra il lettore e i due protagonisti di cui viene descritto ampiamente il ventaglio emotivo e sensibile di cui sono preda.

Non abbiamo solo i soprusi e il tema del bullismo, bensì gioca un ruolo fondamentale l'accettazione di sè, del proprio corpo e soprattutto dei suoi difetti, ma anche le difficoltà economiche, l'amicizia e il coraggio di ammettere le proprie debolezze.
Il protagonista, infatti, arriva ad un certo punto in cui sente di meritare le torture che subisce, le accetta e pensa facciano parte della sua vita in modo naturale, quasi ne sia lui il colpevole, con il suo strabismo. 

Heaven è un romanzo brutale, come ho già detto, crudele, molto psicologico eppure al tempo stesso poetico, bellissimo, che per quanto faccia male, è impossibile smettere di leggerlo e provare una profonda tenerezza e un forte di legame con il nostro protagonista. E' qualcosa di geniale questo libro, è quasi una tortura leggerlo, eppure non si è in grado di staccarsi dalle sue pagine. Un libro che mi sento caldamente di consigliarvi, perchè anche una volta arrivati al finale, il suo contenuto vi perseguiterà per giorni.

Valutazione:
♥♥♥♥♥

Mondadori

Città di spettri

8.3.22

Titolo: Città di spettri
Autore: Victoria Schwab
Editore: Mondadori
Anno: 2021
Pagine: 320
Prezzo: 15,00

Trama:
Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa.

Recensione:
Città di spettri è il primo volume della trilogia di V.E. Schwab, portata in Italia dalla Mondadori in questo formato compatto, anche carino eh, se non fosse per il prezzo. A mio parere 15 euro per un libro che è quasi la metà di un normale volume, per di più flessibile e per di più moltiplicato per tre libri, è davvero esagerato.
Ragion per cui, sono ricorsa alla mia amata biblioteca e ho letto in un baleno questo primo volume.

La protagonista è Cassidy Blake, una ragazzina che vede i fantasmi, ma non solo, perchè da quando ha rischiato l'annegamento ed è stata salvata proprio da uno di questi fantasmi, Jacob, ha con lui un vero e proprio rapporto di amicizia. 
I fantasmi sono un po' nella sua quotidianità da sempre, perchè infatti i genitori si occupano proprio di quello: vengono ingaggiata per un programma che si occuperà proprio delle città più infestate del mondo, ed è così che Cassidy finisce ad Edimburgo, dove incontrerà un'altra ragazza con i suoi stessi "poteri".

Cassidy ci viene presentata come la solita ragazzina un po' asociale, sola, che a scuola non riesce a stringere amicizie, ragion per cui il suo legame con Jacob, per quanto strambo, sarà per lei un vero e proprio appiglio a cui aggrapparsi.
Nonostante questa sua particolarità nel percepire i fantasmi, vada avanti da anni e sia strettamente legata alle professione dei genitori, loro sono all'oscuro di questa sua "particolare abilità" e quindi non si fanno problemi a portarsi dietro la ragazza proprio nelle città considerate più infestate, e in questo caso, in questo primo volume, parliamo di Edimburgo.

Mi è piaciuto questo cambio di scena, L'autrice descrive abbastanza bene le nette differenze che Edimburgo porta nel libro, in seguito al viaggio della famiglia. Sarà qui che Cassidy incontra un'altra ragazza, appunto, che ha la sua stessa abilità, e nonostante qualche reticenza iniziale, sua, ma soprattutto di Jacob, le due ragazze finiranno per collaborare.
Si, perchè avvengono delle cose impreviste e pericolose ad Edimburgo, ma queste le lascio scoprire a voi, se deciderà a dare un'opportunità a questo libro.

Devo dire che, anche per il formato compatto, il libro è molto breve, scorre veloce e non manca qualche colpo di scena. Lo stile dell'autrice è scorrevolissimo, semplice ma altamente leggibile. Nel complesso la storia è costruita bene, e sicuramente in futuro proseguirò con il secondo volume, anche se tutto sommato diciamo che la storia non è niente di che, sufficiente ma non mi ha lasciato poi quell'alta curiosità che mi aspettavo da un libro del genere.

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Mondadori

I sette mariti di Evalyn Hugo

5.2.22

 

Titolo: I sette mariti di Evelyn Hugo
Autore: Taylor Jenkins Reid
Editore: Mondadori
Anno: 2021
Pagine: 420
Prezzo: 20,00

Trama:
La vecchia Hollywood degli ultimi divi, la città dei sogni, rivive in un racconto ammaliante sulla ricerca della verità.

Chi è stato il vero amore della sua vita? È quella la madre di tutte le domande. L'esca del libro. Sette mariti. Quale ha amato di più? Qual è stato il suo vero amore?

Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex "divina" di Hollywood Evelyn Hugo, autentica icona della storia del cinema, è finalmente pronta a svelare la sua verità. E anche quella sui suoi sette mariti, naturalmente. Per farlo, sceglie Monique Grant, una reporter semisconosciuta. La più stupefatta è proprio Monique: perché proprio lei? E perché proprio adesso? Si dà il caso che per la giornalista non sia proprio un gran momento: dopo pochi mesi dalle nozze il marito l'ha lasciata, e a trentacinque anni la sua vita professionale sembra già arrivata a un punto morto. L'incarico di scrivere la biografia di Evelyn Hugo potrebbe essere l'occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera. E così, nello splendido appartamento di Manhattan dell'attrice, Monique ascolta affascinata le parole di Evelyn: dagli esordi nella Los Angeles degli anni Cinquanta fino alla decisione di ritirarsi dalle scene trent'anni dopo, passando per i numerosi matrimoni, l'attrice rivela una storia di feroce ambizione, amicizia inattesa, e un grande amore proibito. Monique si sente sempre più vicina alla leggendaria star: a mano a mano che il racconto di Evelyn si avvicina alla conclusione, appare chiaro che le loro vite sono legate in modo drammatico e ineludibile. I sette mariti di Evelyn Hugo è un viaggio affascinante attraverso lo splendore della vecchia Hollywood e le difficoltà del nostro tempo, che mette in scena due indimenticabili figure di donne, alla scoperta di cosa significhi – e di quanto costi – la verità.

Recensione:
I sette mariti di Evelyn Hugo è stata una lettura sorprendente, nonchè il libro migliore con cui ho iniziato gennaio, non c'è che dire.
Avevo ottime vibrazioni riguardo questa storia, ma non sapevo esattamente cosa aspettarmi, senza dubbio le mie aspettative sono state ben oltre superate.

Evelyn Hugo, è un'attrice di ampia fama, una bomba sexy, la donna che tutti, per un momento hanno desiderato, o desiderato di essere, ma cosa si nasconde davvero nel suo passato? Quali intrighi, quali segreti, cosa ha dovuto giocare, per arrivare dov'è arrivata?
Lo scopre, il lettore, assieme a Monique, la giornalista incaricata dapprima di redigere una semplice intervista, e poi di scrivere addirittura la biografia dell'attrice.
Ma attenzione, Evelyn non ha scelto Monique così a caso, assolutamente no, il legame tra le due donne verrà svelato solo verso la fine del romanzo, prima c'è tutta una vita da gustare.

Eh si perchè la vita di Evelyn è stata tutto fuorchè piatta, a cominciare dalla sua vita matrimoniale: sposata sette volte, sette! e marito dopo marito, scopriremo aneddoti, dietro le quindi e le ombre che si nascondono in una vita apparentemente invidiabile.
Perchè Evelyn non ha solo film da recitare, soldi a palate e le luci dei riflettori puntate addosso. Ha cicatrici,  problemi economici, una vita inizialmente comune e poco abbiente, relazioni finite male, relazioni iniziate quasi per obbligo, e un grande amore che ci farà sognare, proprio perchè il lettore è così curioso di scoprire quali tra questi sette uomini sarà quello a cui Evelyn ha donato il cuore, e amato per anni e anni.

Questo, come ho detto, è stato un libro che mi ha sorpresa tantissimo.
Lo stile dell'autrice è semplice, lineare, eppure ipnotico, affascinante, riesce a rendere la vita della sua protagonista ancora più intrigante. Ma non c'è solo Evelyn, perchè pagina dopo pagina vediamo scorrerci davanti anche la vita di Monique, una semplice giornalista, che vorrebbe qualcosa di più dall'essere sfruttata dal suo porto di lavoro e piangere per l'ex marito.

Evelyn e Monique sono personaggi caratterizzati molto bene, ma è ovviamente Evelyn la punta di diamante della storia. E' una protagonista a tutto tondo, ne viene messa in luce tutta la fragilità, le paure, i passi falsi, tutti i punti deboli, lei stessa non lascia nulla al caso. Ma allo stesso modo vediamo come, lei in primis sia in grado di sfruttare la sua avvenenza, il suo corpo, il suo aspetto esteriore, quanto il suo talento recitativo, per ottenere ciò che vuole, e spesso con l'inganno.

Con le sue 420 pagine, questo romanzo si fa leggere velocemente, l'ho divorato in pochi giorni, troppo curiosa di scoprire quale sarebbe stato il prossimo matrimonio della diva, ma soprattutto quali sofferenze esso avrebbe portato con sè.
Sì, perchè in questo libro, non abbiamo solo i copioni da studiare, le case a più piani, i trasferimenti e le cerimonie sfarzose, ma abbiamo, soprattutto la parte reale, più veritiera, di una vita vissuta e spiattellata dalla stampa, senza (all'apparenza) nulla di nascosto. Ma un enorme segreto Evelyn ce l'ha, anzi, forse più di uno, ed è quello che rende la storia ancora più curiosa ed intrigante.
Ci sono appunto alcuni colpi di scena, ma ciò che ho amato soprattutto, è il modo così naturale e puro, nonostante tutte le bugie che ci girano attorno, con cui l'autrice è stata in grado di raccontare il legame più vero che Evelyn abbia avuto nel corso della sua vita.

Valutazione:
♥♥♥♥♥

Recensione

L'uomo di gesso

10.12.21

 Titolo: L'uomo di gesso
Autore: C.J. Tudor
Editore: Rizzoli
Anno di uscita: 2018
Pagine: 347
Prezzo: 10,00

Trama:
Guardandosi indietro, tutto è cominciato quel giorno alla fiera, con il terribile incidente sulla giostra. Il giorno in cui Ed, dodicenne, ha incontrato per la prima volta l'Uomo di Gesso. È stato proprio lui, l'Uomo di Gesso, a dargli l'idea di utilizzare quei disegni per i messaggi con il suo gruppo di amici. E all'inizio era uno spasso, per tutti. Fino a quando non è stato ritrovato il cadavere di una ragazzina. Ma sono passati trent'anni, e Ed pensava di essersi lasciato il passato alle spalle. Poi, per posta, riceve una busta: un gessetto, e il disegno di un uomo stilizzato. Certe storie non finiscono. Il gioco, per Ed e i suoi amichetti di un tempo, ricomincia da capo. L'Uomo di Gesso è di nuovo tra loro.

Recensione:
Era da molto che non mi buttavo su un thriller, quando ho preso tra le mani questo lavoro di C.J. Tudor, L'uomo di gesso, ormai più di un mesetto fa (sì, sono molto, mooolto indietro con le recensioni).
I generi thriller/gialli, horror, sono dei generi che non disdegno ogni tanto, anzi, devo dire che quando trovo quello giusto, mi risulta difficile staccarmici, ma devo essere nel giusto mood, per così dire.

Questo thriller, si è rivelato senza dubbio un'ottima lettura, sebbene con qualche difetto tecnico, diciamo così.
Ma partiamo dal principio, di che parla questo romanzo, ma soprattutto chi è questo "Uomo di gesso"?

Questi omini disegnati con il gesso e ben rappresentati in copertina, sono delle figure che iniziano pian piano ad apparire in ogni dove e Ed e al suo gruppo di amici, durante la loro infanzia.
Un'infanzia, ahimè, colma di drammi (il primo accade dopo pochissime pagine) che, un po' come il gruppo di amici narrato in It, finisce per scandire l'età dei ragazzi anche una volta divenuti adulti, perchè si sa, certe esperienze non ci abbandonano mai.

Il fattaccio, o meglio, il fattaccio principale e culmine, è il ritrovamento nel bosco, del cadavere di una ragazzina, e chi se non la banda di Ed, può ritrovarlo per puro caso? Anni dopo, ormai adulto, Ed inizia a ricevere delle lettere che lo riportano proprio a quel fatto, il cui sospettato per l'omicidio non è mai stato veramente colpevolizzato.

L'uomo di gesso è un libro che sa tenere alta l'attenzione del lettore dall'inizio alla fine, è stato in grado di tenermi incollata alle sue pagine, smaniosa di sapere cosa sarebbe accaduto subito dopo.
Non ci sono parti morte o lente nel corso del romanzo, anzi, accadono un susseguirsi di fatti che tengono il ritmo narrativo costantemente alto.
Lo stile narrativo è semplice, ma fluido, i personaggi principali risultano ben caratterizzati, e soprattutto ben definiti e differenziati tra loro.
Ma, veniamo ai difettucci di cui parlavo all'inizio: purtroppo questo culmine di eventi che caratterizza tutto il libro, fa sì che il lettore sia sempre curioso, è vero, ma porta ad un finale che invece non mi ha pienamente convinta, proprio perchè succede di tutto, troppo. E troppi coinvolgimenti, diciamo così, trovano un filo, un legame nel finale che stride un po', perchè davvero troppo  "collettivo", diciamo così, perchè di più rischio di incappare in qualche spoiler non voluto.

Complessivamente, quindi, un ottimo libro, sia per trama che per stile narrativo, ma con qualche difetto che poteva essere evitato.

Valutazione:
♥♥♥♥

Garzanti

Pausa caffè con gatti

11.11.21


Titolo: Pausa caffè con gatti
Autore: Charlie Jonas
Editore: Garzanti
Anno di uscita: 2021
Pagine: 288
Prezzo: 16,00

Trama:
Cerca il tuo tavolino preferito. Accomodati, ordina un caffè e gusta un dolce. Scegli un libro dagli scaffali. Lascia che il gatto si avvicini a te. Ora puoi cambiare la tua vita.
Si aggirano furtivi tra i tavolini, dormono sugli scaffali, usurpano le sedie più comode. Sono loro i veri padroni della caffetteria più famosa della città: i gatti, come la dolce e bianca Mimi. Sarà forse per questo che lì succedono cose straordinarie. Al suono delle fusa tutto sembra più semplice, ogni scelta meno ardua, ogni errore meno irrimediabile. Perché tutti hanno ostacoli da superare e scuse da fare, ma i gatti ci aiutano a trovare il coraggio di cambiare. Basta poco perché tutto accada: si sceglie il tavolo preferito, si ordina un caffè e una fetta di dolce, si prende un libro dagli scaffali. Ma soprattutto si segue una regola: aspettare. Aspettare che gli strambi avventori dal passo felpato decidano di avvicinarsi. Perché, si sa, è inutile chiamare un gatto: verrà solo quando lui vorrà. È così per Maxie che non è mai riuscita a capire quale sia il suo sogno nel cassetto, o Leonie che non dice la verità per non ferire una persona cara. Poi c’è Paul che vorrebbe tanto abbracciare sua figlia Emma, che si sente spesso sola. Per loro la caffetteria è l’unico posto in cui tutto sembra di nuovo possibile. In cui il passato può servire per cambiare il presente. Se ne esce diversi, più forti, più ottimisti. In fondo, niente di quello che si è fatto o detto è imperdonabile. E dove c’è un rimorso c’è sempre una seconda occasione. Mimi e i suoi amici sono lì per ricordarcelo: nulla è mai perduto per sempre.

Recensione:
Dopo qualcosa come due mesetti buoni, torno a scrivere una recensione... o almeno ci provo, se mi ricordo ancora come si fa!
Pausa caffè con gatti, uscito quest'anno per Garzanti, è il libro perfetto per questo periodo, secondo me. L'ideale sarebbe leggerlo sorseggiando un tè caldo, comodi comodi sul divano e sotto una coperta di plaid, perchè è una lettura leggera, per nulla impegnativa, ma assolutamente cozy.

E' un libro da leggere per svagarsi un po', ideale se siete alla ricerca di atmosfere leggere e divertenti, con una storia  variegata e che non pretende di essere nulla di che.
Per farla breve, questi gatti del titolo, partono da una gattina bianca in particolare, ovvero Mimi, che dalla sua padrona Suzanne, finisce quasi per caso, quasi per sbaglio, in "vacanza" a casa di chi di gatti non se ne intende per niente, ovvero Leonie.
E fin qui ci siamo, le due donne alternano le loro voci nella narrazione, mentre si trovano geograficamente molto distanti ma a tenerle unite c'è proprio la dolce gattina Mimi, che richiede più attenzioni e cure di quante Leonie credeva. Ed è proprio da qui, che parte poi la vera storia, e la "pausa caffè" del titolo assume un senso più concreto.

Questo è, insomma, il romanzo giusto per chi ama i mici, o le caffetterie particolari, per chi vuole perdersi una lettura senza troppe pretese, dolce, sì, ma forse un po' confusionaria.
Ho trovato infatti, ad un certo punto del libro, che l'autrice abbia voluto mettere un po' troppa carne al fuoco, e in modo un po' troppo stiracchiato per risultare veritiero. Per esempio, prendiamo Susanne, la simpatica padrona di Mimi, e il suo "pretendere" un po' troppo da Leonie, che a conti fatti è quasi una sconosciuta...insomma, forse avrei escogitato un altro sotterfugio per rendere più credibile la permanenza di Mimi con Leonie e compagnia.

Tralasciando alcuni dettagli che appunto, ho trovato un po' campati per aria, la lettura di questo romanzo si è rivelata carina, divertente e piuttosto scorrevole. Lo stile utilizzato dall'autrice è semplice e fluido, e la dolcezza dei micini, uniti alle atmosfere dolci della caffetteria (con annessa chicca a fine libro) rendono la lettura senza dubbio una piccola coccola per il lettore.

Valutazione:
♥♥♥

Mondadori

Il regno capovolto

15.9.21

Titolo: Il regno capovolto
Autore: Marie Lu
Editore:  Mondadori
Anno: 2021
Pagine: 438
Prezzo: 17,00

Trama:
Nata con uno straordinario dono musicale musicale, la piccola Nannerl Mozart ha un solo desiderio: essere ricordata per sempre. Ma, anche se incanta le platee con le sue straordinarie interpretazioni, ha poche speranze di diventare una celebre compositrice. È una ragazza nell'Europa del Diciottesimo secolo, e ciò significa che comporre per lei è proibito. Suonerà fino a quando avrà raggiunto l'età da marito: su questo il suo tirannico padre è stato ben chiaro. Ogni anno che passa le speranze di Nannerl si fanno più sottili, mentre il talento del suo amato fratellino Wolfgang diventa sempre più brillante, e finisce per oscurarla. Ma un giorno giunge un misterioso straniero da una terra magica, con un'offerta irresistibile: può far diventare il sogno di Nannerl realtà. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo.

Recensione:
Ho amato follemente la trilogia distopica Legend della Lu, immergermi nuovamente in un  lavoro di questa autrice mi ha quindi portato ad avere non poche aspettative al riguardo. 
La storia è ben architettata, ho trovato che l'autrice abbia ideato molto bene la vicenda, curandola nei dettagli. Ammetto però, che ad avermi catturata di più non sia stata tanto la parte fantastica relativa al mondo capovolto, quanto quella più concreta in cui i due giovani protagonisti vivono.

Ma di cosa parla, Il regno capovolto, sommariamente?
Racconta dei due fratelli Mozart, Nannerl la maggiore e il piccolo Wolfer, astro nascente del pianoforte. La loro infanzia, appena scoperto il loro talento musicale, sarà fatta di viaggi e spettacoli per il paese, impegni e ritmi serrati, mentre tra i due nascerà una certa rivalità in quanto la società proibisce alla giovane ragazza di esprimere appieno le sue doti musicali. Ad avvicinarli, sarà però un sogno, o realtà, quello del Regno Capovolto, in cui i due piccoli Mozart incontreranno il principino Hyacinthus, che promette a di realizzare i loro desideri più reconditi, in cambio di alcuni oggetti magici.

Ciò che ho molto apprezzato, è il legame tra i due fratelli, che nonostante le scheggiature, non si spezza, mai. Nennerl infatti è una giovane promessa del pianoforte, ma in quanto donna, non può comporre, al contrario del fratellini, cagionevole e osannato genio musicale dell'epoca. Lui, così piccolo e già così impegnato, infatti è l'unico a credere nel potenziale della sorella maggiore e a non capire come mai il suo talento debba essere celato alla società.

Le descrizione dell'autrice sono minuziose, sia per quanto riguarda le ambientazione che circondano i personaggi, sia per quanto riguarda questi ultimi, ben caratterizzati, e di un certo spessore. In particolar modo i due  giovani protagonisti, ho trovato Nennerl e Wolfer descritti davvero benissimo in quanto l'autrice riesce a ben bilanciare ciò che grava sulle loro spalle ancora così fragili, le alte aspettative e gli impegni lavorativi, con l'indole più frivola, leggera e spensierata della loro età.
Altro elemento che è ben bilanciato all'interno della storia,  è quello magico e sovrannaturale, che si incastra perfettamente con la realtà quotidiana che i due fratelli vivono.

Il regno capovolto, questo mondo all'apparenza incantato, dove tutto pare possibile, è studiato e raccontato dall'autrice fin nei minimi dettagli, ma con la parte realistica non è da meno, le due cose si miscelano infatti, anche e forse soprattutto, nella musica che i due compongono.

In conclusione, ho trovato Il Regno capovolto, una storia egregiamente architettata, con personaggi convincenti e costruiti molto bene, con ambientazioni vivide e dettagliate, l'unica cosa che mi è mancata, forse, è il ritmo altamente serrato e qualche colpo di scena in più, con cui Marie Lu mi aveva abituata nella serie di Legend, ma per il resto, questa storia è altamente promossa!

Valutazione:
♥♥♥♥

Il Castoro

Una casa sulle ruote

28.7.21

Titolo: Una casa sulle ruote
Autore: Susin Nielsen
Editore: Il Castoro
Anno: 2021
Pagine: 240
Prezzo: 15,50

Trama:
Felix ha tredici anni, e la sua casa non è come quella degli altri ragazzi: ha le ruote, è molto piccola, e non c'è mai molto da mangiare. Felix vive in un furgone. Ma è un segreto: nessuno lo sa, a parte lui e la sua mamma. Una vita difficile, vero? Vero. Ma Felix è intelligente, ha un piano e, soprattutto, ha un cuore grande. E quando il gioco si fa duro... gli amici veri sanno sempre cosa fare. Anche quando tu non vuoi.


Recensione:
Ho letto entrambi i libri precedenti di Susin Nielsen, "Siamo tutti fatti di molecole" e "Gli ottimisti muoiono prima", di conseguenza mi aspettavo da questo suo ultimo lavoro, una storia altrettanto interessante e simpatica.
Come spesso accade con i libri per ragazzi, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un romanzo che ha numerose componenti: non è quindi solo qualcosa di leggero, scorrevole e simpatico, ma ha al suo interno una storia molto determinata, prepotente, che mette in luce diverse difficoltà, pur sempre mantenendo con un tono ironico.

Felix, infatti, si trova catapultato all'improvviso, in una vita fatta di segreti, di spostamenti e nuove - pessime - abitudini, quando insieme alla madre finisce a vivere in un furgone.
La mamma di Felix, non è nuova a questo genere di "avventure", nel corso della vita del ragazzo, infatti, i due hanno già cambiato diverse abitazioni, lei ha fatto numerosi lavori differenti e se la sono sempre cavata con le loro forze, in modi più o meno legali.
Finire a vivere in un furgone, è per Felix l'inizio di un incubo, perchè a quello, seguiranno numerosi altri atti, che porteranno lui e la madre in una posizione un po'...come dire, scomoda!

A tutto questo si unisce una nuova scuola, la partecipazione ad un programma televisivo a premi, il giornalino della scuola...insomma, sono tante le cose a cui Felix deve far fronte, sempre stando attento a non rivelare la verità sulla sua situazione domestica a nessuno.
Questo porta il piccolo a numerose scene spesso esilaranti, ma nel romanzo troviamo anche tante parti buie.
Come i momenti, o meglio dire, i giorni, in cui la madre si chiude in sè stessa, preda delle sue crisi, e tocca a Felix occuparsi di sè stesso, e di lei; oppure gli attimi di lucidità in cui il ragazzino si rende conto dei difetti che la madre porta con sè, delle scelte sbagliate da lei compiute che inevitabilmente ricadono anche su di lui, di tutte le menzogne che è costretto a raccontare ai suoi amici, per paura che i servizi sociali arrivino alla sua famiglia.

Una casa sulle ruote è un libro scorrevolissimo, divertente, ma anche molto interessante dal punto di vista educativo.
Felix, il protagonista, è un ragazzino sveglio, pacato, gentile. Dimostra grande sensibilità, in primis nei confronti della madre, per cui accetta di vivere anche le situazioni più strambe e si dimostra molto più maturo della sua età.
Accanto a lui, oltre alla mamma, che ovviamente è un personaggio preponderante nella storia, quasi quanto Felix, abbiamo qualche altro personaggio di rilievo, come i due migliori amici del ragazzo, o il padre, che sebbene non compare troppo spesso, si rivela comunque una figura importante nella vita di Felix.

In conclusione, quindi, Una casa sulle ruote si è rivelato perfettamente in linea con le aspettative che avevo nei confronti di questa nuova storia della Nielsen, che è stata in è grado ancora una volta di creare qualcosa di significativo e divertente al tempo stesso.

Valutazione:
♥♥♥

Autori italiani

Tre gocce d'acqua

14.7.21

Titolo: Tre gocce d'acqua
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Mondadori
Anno: 2021
Pagine: 372
Prezzo: 19,00

Trama:
Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un'equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell'una da parte di padre e dell'altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini stravedono per lui. Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l'incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto. Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l'amore del fratello, che preso com'è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell'ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l'asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte.

Recensione:
Aspettavo questo nuovo romanzo di Valentina D'Urbano con grande impazienza. Sono pochi, gli autori per cui bramo così tanto, lo ammetto, e il fatto che i lavori della D'Urbano fino ad ora, non solo non mi abbiano mai deluso, ma alcuni siano arrivati a farmi soffrire come poche altre storie, fanno di lei una delle mie autrici preferite.
Se quindi, avete amato i libri precedenti di questa scrittrice, vi posso assicurare che questa storia saprà farvi ugualmente a pezzi, ma con qualche difetto, c'è da dirlo.

Ma partiamo con ordine, di che parla Tre gocce d'acqua?
La copertina di questo libro non mi fa impazzire, anzi possiamo pure dire che non mi piace proprio, ma trovo invece il titolo più che azzeccato.
Le tre gocce d'acqua di cui si parla, sono Celeste, Pietro e Nadir, tre fratelli, anche se in modo alquanto bizzarro.

Ciò che lega Celeste a Nadir, coetanei, è infatti Pietro, fratello in comune di una famiglia allargata, ma si può dire abbastanza unita. I genitori dei tre ragazzi, infatti, mantengono dei rapporti più che pacati, anzi, Celeste nel corso della sua vita avrà estremo bisogno della madre biologica di Pietro, che si prenderà cura di lei, in quanto medico, dopo che alla bambina viene diagnosticata una rara forma di osteoporosi.
Forse è proprio grazie a questa sua problematica, che la etichetta come estremamente fragile, le impedisce di fare numerose cose riservate ai bambini, perchè il rischio che si faccia male o si rompa qualche ossa è sempre alto, che la porteranno a legare in modo così viscerale con Pietro in primis, e a sviluppare un rapporto di amore/odio con Nadir, gelosa di questo bambino a cui invece, nulla è vietato.

Ovviamente la storia è molto più complicata di così, perchè la D'Urbano è solita non lasciare nulla al caso, anzi, la trama è molto complessa e articolata.
La narrazione, infatti, parte con una Celeste già adulta, e durante tutta la storia abbiamo flashback che raccontano nei dettagli dal periodo dell'infanzia, fino alla sua età adulta, amalgamando poi, momenti della sua vita al presente.

I tre personaggi principali, sono delineati dall'autrice in modo ben definito.
Ho adorato Celeste come personaggio, soprattutto durante il periodo dell'infanzia. Ho trovato ottimo il modo in cui viene tratteggiata, il suo spirito ingenuo, dolce e genuino, eppure la nascente invidia che la bambina prova nei confronti di Nadir e il suo sentimento quasi di necessità verso il fratello maggiore Pietro. Nel corso della storia, che copre uno spazio temporale così ampio, Celeste cambia e muta in molti modi, fino a diventare nel presente quasi cinica, forse perchè temprata dalle mancanze subìte nel corso della sua vita e dall'avanzare della sua malattia.

Nadir, al tempo stesso non mi è dispiaciuto, il suo rapporto con Celeste è burrascoso fin da subito, ma fin da subito si capisce che l'odio nei suoi confronti è così tumultuoso da trasformarsi presto in qualcos'altro. Anche Nadir, come Celeste evolve nel corso della storia, sviluppa una passione che diventerà poi il suo lavoro, ma manterrà sempre una nota adolescenziale nel suo spirito.

Pietro, dal canto suo, si dimostra  un ragazzino paziente e amorevole nei confronti di Celeste e poi sempre più preso dai suoi studi in scienze politiche, che lo porteranno ad entrare nel vivo  di una guerra, che non è solo quella che si innesca tra Celeste e Nadir, anno dopo anno, davanti ai suoi occhi. Pietro è un personaggio raro, ha una bontà genuina verso i fratelli, anche quando questi smettono di essere bambini, lui non smette di prendersi cura di loro.

Tre gocce d'acqua non è un libro semplice da raccontare, la voracità d'amore, che si respira in queste pagine è qualcosa di difficilmente delineabile, ma la voracità con cui invece, io ho letto questo romanzo, dimostra quanto ancora una volta la D'Urbano abbia fatto centro.
Nel mio cuore, la storia ha sicuramente fatto breccia, mi ha dilaniato durante la lettura, ho sofferto bramando di sapere cosa sarebbe successo la pagina subito dopo, maledicendo i personaggi per le loro scelte sbagliate e per il dilatarsi del tempo che Celeste e Nadir creano nel corso della storia.

E qui viene proprio il difetto di cui vi parlavo all'inizio. Le storie tormentate, si sa, sono quasi sempre quelle più funzionali, più cariche, ma spesso anche caotiche. Personalmente, infatti, avrei preferito qualche incontro in meno tra i due, nel corso degli anni, perchè giunta quasi alla fine del libro mi sono resa conto che i tira e molla tra i ragazzi erano davvero troppi. La storia è così carica dal punto di vista emozionale, che il tutto è risultato forse un po' troppo, considerando poi che gli anni narrati sono davvero tanti, così come gli accadimenti che avvengono tutto intorno ai due.
Un'altra cosa che non viene menzionata, ma su cui qualche parola invece io avrei speso, è la figura totalmente assente del padre di Nadir. Viene menzionato di sfuggita giusto una volta, ma non è chiaro quanto questa figura gravi su Nadir e Pietro, se è presente nella vita dei ragazzi o meno, semplicemente non c'è, ma non se ne capisce il motivo.

Lo stile dell'autrice non si smentisce nemmeno questa volta. La sua penna è facilmente riconoscibile, quel suo modo di delineare alla perfezioni i suoi personaggi, le frasi brevi e concise ma efficienti.  Non lesina sui sentimenti forti, vividi, estremamente feroci, che dilaniano e feriscono, ed è proprio in questo che la D'Urbano va forte.
Qui però, gli ingredienti che l'autrice inserisce nella sua storia sono molto vasti, perchè la guerra in Siria non rimane solo sullo sfondo, anzi, si fa via via sempre più insistente e si inserisce nella vita dei tre in modo insistente, implacabile, e chi lo sa sa quanto  un amore debba essere abbastanza forte per resistere addirittura ad una guerra?

In conclusione, Tre gocce d'acqua è un romanzo che rapisce il lettore, che lo catapulta nella storia, nel bene e nel male, al 100%, in cui non è mai certo ciò che può succedere nella pagina successiva, ma è certo, invece, quanto io voglia ancora leggere altri lavori di questa autrice!

Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo

Neri Pozza

Un dolore così dolce

24.6.21


Titolo: Un dolore così dolce
Autore: David Nicholls
Editore: Neri Pozza
Anno: 2019
Pagine: 383
Prezzo: 18,00

Trama:
È l’estate del 1997 a Londra, l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo nella palestra della scuola, coi professori alla consolle che azzardano persino Relax dei Frankie Goes to Hollywood o Girls and Boys dei Blur, i ragazzi che si dimenano selvaggiamente e le ragazze che ancheggiano con malizia. Cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né secchione né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto, scandalo o grande impresa. Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità, il che alla sua età è come cambiare il modo di vestire e il taglio dei capelli. Un’impresa di non poco conto, visto che, dopo aver cominciato a lavorare in nero alla cassa di una stazione di servizio per circa dodici ore la settimana, Charlie non sa che farsene di quella lunga estate. Per giunta, a casa le cose non vanno per niente bene. Sua madre se ne è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia. Un giorno, il giovane Lewis afferra Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, scelto giusto perché c’è la parola mattatoio nel titolo, e se ne va a leggere su un prato vicino casa. Qualche pagina letta e poi si addormenta all’aria aperta, per svegliarsi qualche tempo dopo intontito dal sole e dalla meravigliosa visione di una ragazza dalla carnagione pallida e i capelli neri. È Frances Fisher, detta Fran. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi che se la tirano da artisti e indossano vestiti a fiori vintage e magliette che si stampano da soli. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale di ragazzi come lei che vogliono mettere in scena «una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore»: Romeo e Giulietta di Shakespeare. Charlie non è felice né indaffarato, e dunque si innamora perdutamente di Fran. Per stare con lei, tuttavia, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhioni da King Charles Spaniel. Commovente, incantevole e struggente, insieme, Un dolore così dolce è una commedia amara sull’impervio passaggio all’età adulta, sul potere vivificante dell’amicizia e sulla fulminea, bruciante esperienza del primo amore.

Recensione:
Un dolore così dolce è stato una sorprendente lettura, nel bel mezzo di tante letture sufficienti, ma poco entusiasmanti.

E dire che, l'ho iniziato quasi per caso, attratta dalla copertina semplicissima, a suo modo un po' spoglia, che pure mi suggeriva una lettura presumibilmente interessante.
David Nicholls racconta la storia di Charlie, che a fine anni '90, nell'estate di grande cambiamento che lo porterà verso l'età adulta, un po' per caso, un po' per obbligo finisce a far parte di un progetto ben fuori dai suoi schemi.
Charlie è un ragazzo perfettamente nella media, non eccelle in nulla, come tutti i suoi amici non ha le idee chiare sul suo futuro e per di più ha una famiglia allo sfascio.

E' in una pigrissima mattinata, che Charlie conoscerà  Fran, una ragazza in grado di svoltargli l'estate. E' per la compagnia di Fran, che Charlie finirà a recitare insieme ad un gruppo di persone, l'opera più romantica e drammatica di Shakespeare, la compagnia infatti ha intenzione di mettere in atto Romeo e Giulietta.
Quindi, tra teatro, gioie e dolori del primo amore, un padre che fatica a reggersi in piedi, da quando la madre di Charlie se n'è andata via, e un lavoretto in una stazione di servizio, Nicholls ci racconta questa storia un po' sentimentale e un po' irrazionale insieme.

Charlie mi è piaciuto molto come protagonista, ho apprezzato la sua voce fresca, veritiera e credibile, complice il periodo storico in cui la storia è ambientata, Charlie infarcisce la sua narrazione di citazioni e dettagli degli anni '90. E' un protagonista che ho apprezzato, perchè è perfettamente nella media.
Riconosce i propri limiti, le proprie debolezze, sa di avere un autostima piuttosto bassa e questo lo porta ad essere ancora più imbarazzato e imbranato nei confronti di Fran e della situazione recitativa in cui, suo malgrado si ritrova. 
Nonostante tutto, nonostante un estate che dovrebbe essere tra le più leggere e felici della sua vita, se e quando necessario è in grado di prendersi anche le responsabilità che spetterebbero ai suoi genitori, dandoci sprazzi di ragionamenti e comportamenti molto più adulti.

Fran è un personaggio altrettanto ben delineato, molto più allegra, molto più decisa di Charlie, ha però lei stessa i propri momenti più emozionali, e per questo ho adorato il rapporto che si crea tra lei e il protagonista, i rari momenti di leggerezza sentimentale, tipica della loro età, che riescono a ritagliarsi nonostante tutto ciò che succede loro intorno.

Lo stile dell'autore è semplice, lineare, ma l'ho trovato altamente scorrevole, Nel complesso ho trovato buone sia le caratterizzazioni dei protagonisti, che quelle dei personaggi secondari e allo stesso modo le dinamiche ma anche le ambientazioni sono risultate funzionanti.

Forse del finale, avrei cambiato qualcosina, ma tirando le somme direi che non mi è dispiaciuto nemmeno quello anzi, ho trovato la lettura di questo romanzo davvero sorprendente, non mi aspettavo mi sarebbe piaciuto così tanto!
Probabilmente è proprio la veridicità della storia ad avermi  appassionata. Le paure che i due giovani hanno verso il loro futuro, la sensazione claustrofobica che Charlie ha nei confronti della situazione familiare, la sua sensazione di abbandono, da parte di entrambi i genitori, il non poter agire e far niente rispetto a certe situazioni... Tutte le piccole cose e le vaste tematiche che l'autore inserisce in questa storia, e che riescono a ricalcare fedelmente ciò che un qualsiasi adolescente potrebbe provare, che qui vengono raccontate in modo realistico e ben scritto, amalgamate perfettamente a momenti più leggeri e sentimentali.

Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo

Einaudi

Persone Normali

9.6.21

 

Titolo: Persone normali
Autore: Sally Rooney
Editore: Einaudi
Anno: 2019
Pagine: 248
Prezzo: 19,50

Trama:
Connell e Marianne frequentano la stessa scuola di Carricklea, un piccolo centro dell'Irlanda rurale appena fuori Sligo. A parte questo, non hanno niente in comune. Lei appartiene a una famiglia agiata e guasta che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell'amore e del rispetto. Lui è il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d'altri (quella della madre di Marianne). Nell'inventario di vantaggi e svantaggi, l'inferiorità economica di Connell è bilanciata sul piano sociale. Lui è il bel centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni è molto amato, mentre Marianne, che nella pausa pranzo legge da sola Proust davanti agli armadietti, è quella strana ed evitata da tutti. Se la loro fosse una battaglia, o anche solo una sequenza di scaramucce amorose, si potrebbe dire che le frecce al loro arco si equivalgono. Ma Connell e Marianne sono «come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l'una vicino all'altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili»: nella loro crescita, si appoggiano e si scavalcano, si fanno molto male ma anche molto bene, e la sofferenza che si procurano non è che boicottaggio di sé. Certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso Trinity College cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. Perfino in quelle dicotomie sommarie che tanto Connell quanto Marianne subiscono, e in cui essi stessi indulgono: quelle fra persone gentili e persone crudeli, fra brave persone e persone cattive, corrotte, sbagliate, fra persone strane e persone normali. In un modo o nell'altro entrambi aspirano alla normalità, Connell per un'innata benché riprovevole pulsione di conformità, Marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilità che tanto dolore le causa e che facilmente vira all'autodistruttività. C'è Jane Austen in queste pagine, la forza del suo dialogo, la violenza sotterranea delle sue relazioni, e l'omonimia di Marianne con l'eroina del suo romanzo piú celebre ne è un indizio. Per anni Marianne e Connell si ruotano intorno «come pattinatori di figura», rischiando la vita e salvandosela, chiedendosi, promettendosi, negandosi, dimostrandosi che quella che li lega è una storia d'amore. La conclusione è un capolavoro di tenera e dolente maturità, per un'autrice oggi ventottenne che a ogni nuovo passo sbaraglia tutte le aspettative.

Recensione:
Normal People è stato senza dubbio la serie tv migliore per me dello scorso anno. Di serie belle ne ho viste, sia chiaro, serie che mi hanno fatto ridere quando ne avevo più bisogno e che rimandavo da anni e complice la pandemia sono riuscita a recuperare, serie che mi hanno fatto tanta compagnia... Normal People però, è riuscito dove da molto tempo nessuno riusciva: trasportarmi così tanto sentimentalmente nei drammi della storia, da farmi sospirare, come se avessi io cuore in una morsa allo stesso modo dei protagonisti.

Come ho ripetuto spesso, al contrario dei film, le serie tv tratte dai libri risultano spesso (non sempre eh) una spanna superiore al libro, perché non ci sono tagli, si ha il tempo di conoscere e affezionarsi per bene ai personaggi e le tematiche hanno il loro tempo, quindi ero curiosa di scoprire il libro tanto discusso, da cui è stata tratta una serie altrettanto chiacchierata dei mesi scorsi.

Inizio con il dire che, se devo dare un parere schietto e sincero sì, anche in questo caso ho trovato la serie tv fatta meglio. 
Sia chiaro, il libro è ottimo e consigliatissimo, ma stilisticamente forse, non è esattamente il genere che preferisco, ma veniamo a qualche parola sulla trama:

Sally Rooney mette su carta la storia di Marianne e Connel, che sono i narratori della storia.
Marianna è una ragazza dalla vita apparentemente agiata, vive in una grande villa, è una ragazza studiosa e ambiziosa, ma quando si tratta di inserirsi nella vita sociale scolastica, è un pesce fuor d'acqua.
Al contrario, Connell, pur non eccellendo in nulla di particolare e pur senza essere il tipico personaggio particolarmente socievole e leggero, è molto conosciuto a scuola e incontra Marianne a casa sua tutte le volte in cui va a prendere la madre, che lavora come domestica nella villa di Marianne.

I due in apparenza provengono da mondi completamente diversi, ma anche caratterialmente sono agli antipodi. Tra decisioni, futuro, cambiamenti e ricerca di sè, i due si incontreranno e scontreranno durante gli anni, in un legame indeciso, calamitante, fatto però di ferite, ripensamenti, continui allontanamenti per poi non riuscire a staccarsi mai completamente nonostante attorno a loro cambino gli anni e ciò che li circonda.

Se mi leggete da un po', sapete che io sono una grande fan delle descrizioni, trovare vivide le immagini non solo degli ambienti, ma anche dei personaggi, per me è essenziale. Questo non vuol dire che abbia voglia di leggere due pagine fitte che raccontano il mobilio di una stanza eh, ma la Rooney, soprattutto nella prima parte, è scarna di dettagli e non si spreca più di tanto cosa che ha portato la me lettrice ad immedesimarsi meno nella sua storia.
Come nella serie tv, la storia è intrisa di sentimenti, spesso malati, a volte ingiusti, ma non lesina sui drammi dei suoi protagonisti, c'è da dirlo!
Anche per quanto riguarda l'arco temporale, che nella storia ricopre vari anni, funziona sì e no. E' interessante come scelta stilistica e ci permette di scoprire cose in più sulla vita dei due, a discapito però di molti altri dettagli sulle loro vite, specialmente dopo la fine del college.

Tornando un attimo ai personaggi, abbiamo qui una buonissima caratterizzazione, Marianne è una ragazza fragile, ma che conserva dentro di sè una buona dose di oscurità, mentre Conner, molto più stabile e con i piedi per terra, si rivela altrettanto insicuro e problematico. Il loro è un legame complicato da capire, non si tratta solo della passione travolgente, che li costringe a legarsi ogni volta che si ritrovano, il loro rapporto fatica a sorreggersi da solo, ma allo stesso modo non si scioglie nel tempo e nello spazio, pur faticando a trovare una qualche stabilità. 
In tutto questo, però devo ammettere che durante la lettura non sono riuscita a figurarmi completamente loro due, ahimè, e se non l'avessi letto post serie tv, probabilmente avrei faticato molto di più ad entrare in contatto con i due giovani.

Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Bao Publishing

Nonostante tutto

22.5.21

Titolo: Nonostante Tutto
Autore: Jordi Lafebre
Editore: Bao Publishing
Anno: 2021
Pagine: 152
Prezzo: 20,00
Trama: 
La vita va in una direzione precisa. Dalla A alla Z, dal principio alla fine. Questa storia invece va al contrario, dalla Z di Zeno, libraio, sognatore, eterno studente, alla A di Ana, sessantenne che ha fatto il sindaco del suo paese per una vita, e ora è pronta a cominciare a vivere davvero. Li incontriamo a inizio della storia che si ritrovano, dopo anni, emozionati come ragazzini. Li ritroviamo, alla fine del libro, che si incontrano per la prima volta, perché in questo libro di Jordi Lafebre i capitoli sono numerati da 20 a 1, e la storia d'amore di Ana e Zeno è raccontata in ordine inverso, ma se gli anni diminuiscono, man mano che la lettura procede le emozioni aumentano.

Recensione: 
Nonostante tutto è l'esempio perfetto di quanto le graphic novel siano dei veri e propri "romanzi" grafici.
Nel giro di 152 pagine l'autore riesce infatti a creare una storia in grado di trasportare il lettore in un turbinio di pennellate che sono qualcosa di più di "semplici" disegni.
"Nonostante tutto" è un piccolo gioiellino e come tale va fatto conoscere, così oggi tenterò di convincere chi mi sta leggendo a recuperarlo, perchè sì, sono certa che non ve ne pentirete.
Ciò che in primo luogo mi ha sorpreso di questa storia, è stato il modo in cui viene messa in atto. La sua struttura infatti, dal punto di vista temporale è molto particolare ed è forse una delle cose che più hanno fatto breccia nel mio cuoricino. Non sto a dirvi come la storia ci si srotola davanti, perchè secondo me è proprio l'ingrediente a sorpresa che va gustato solo una volta aperto il volume, e non sia mai che proprio io vi rovini questa scoperta!
I protagonisti sono due, Ana e Zeno. Sono due personaggi ben definiti e spiccano soprattutto per le loro differenze. 

Lei, Ana, ha i piedi ben piantati per terra, è il sindaco della città, è una donna molto impegnata, occupata ad ascoltare e cercare di accontentare i cittadini, ad occuparsi della sua famiglia, partecipare agli eventi...è tanto appassionata e dedita al suo lavoro che spesso finisce per dormire in ufficio, nell'attesa di una certa telefonata.  Ana è una donna dal carattere forte, matura e determinata a fare bene il suo lavoro e migliorare la propria città, insomma, un personaggio tutto d'un pezzo, perfettamente delineato.

Lui invece, Zeno, è un sognatore, rincorre ancora la laurea, perchè il suo desiderio è quello di dimostrare  una tesi a cui nessuno crede e per farlo è sempre in viaggio, non riesce a mettere radici e stabilizzare la sua vita. E' un donnaiolo, ha un animo poetico ma non riesce a stare fermo troppo a lungo, sembra esattamente l'opposto di Ana, in fin dei conti.
Insomma, due personaggi agli antipodi che però si scontrano e si re-incontrano durante gli anni, per numerosi anni, a volte divisi da un oceano, altre volte solo dalle incombenze quotidiane a cui, pur non volendo, si è spesso obbligati a far fronte. Ana e Zeno si incontrano totalmente per caso a bordo di una nave, da giovani, e da allora non riescono più a separarsi del tutto.

Nonostante tutto è una storia romantica, senza dubbio, ma i toni struggenti sono ugualmente accentuati: alla fine, può esistere un amore, senza un po' di struggimento?
Io penso di no, anche se quella rappresentata in questa storia è senza dubbio una storia d'amore alquanto particolare.
Ad accostare i due protagonisti, abbiamo poi altri personaggi, a partire dalla famiglia di Ana, fino ai colleghi e ai cittadini che popolano la città.
Ci troviamo davanti a venti capitoli, che scorrono in un baleno, con illustrazioni che sono vere e proprie istantanee di vita quotidiana, accanto ad altre scene più insolite e romantiche. 
Le tavole hanno tratteggi dettagliati ed armoniosi, i colori sono tavolozze quasi monocolore, che cambiano di pagina in pagina, 

Lefebre mette in mostra una storia che sopravvive al tempo e alle difficoltà, che non pretende nulla, ma sembra solo dare qualcosa in cambio, una molteplicità di legami d'amore, a dire il vero, basti solo pensare al marito di Ana, e un po' a pensarci mi si spezza anche il cuore, che dimostra una grandissima dose di pazienza e tenerezza.
Nonostante tutto è un concentrato zeppo di sentimenti struggenti, di romanticismo, ma anche concretezza, che spesso si scontra con la vena invece più poetica e sognatrice dei due protagonisti. Che siate amanti o meno delle graphic novel, questo è il genere di lettura che mi sento di consigliare anche se non siete avvezzi al genere, perchè non rimanerne totalmente affascinati sarà un'impresa assai ardua!

Valutazione:
♥♥♥♥♥ 

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