Recensioni telefilm

The Umbrella Academy

20.4.19


Titolo: The Umbrella Academy
Paese: Usa
Stagioni: 1 - in corso
Anno: 2019 - in produzione
Genere: azione, fantascienza
Cast: Ellen Page, Robert Sheehan, Tom Hopper, Aidan Gallagher, Colm Feore, David Castaneda, Emmy Raver - Lampman, Kate Walsh

Recensione:
10 soli episodi per questa prima stagione di The Umbrella Academy, una serie che è stata una vera sorpresa. Iniziata senza alcuna aspettativa, nè senza alcuna informazione riguardo la storia, ha fatto però subito parlare di sè, così mi ha incuriosita.

Sebbene siano solo 10 episodi, sono un pochino più lunghi del normale, circa 60 minuti, e il cast vanta alcuni volti conosciuti, tra cui Ellen Page, Mary J. BligeRobert Sheehan che forse ricorderete per il suo ruolo di Simon nel film di Shadowhunters o ancora Kate Walsh, l'ex moglie del Dottor Stranamore in Grey's Anatomy, per intenderci
The Umbrella Academy è tratto da un fumetto ideato da Gerard Way, nome che forse vi suggerisce qualcosa, visto che sto parlando del cantante della band ormai sciolta dei My Chemical Romance.
Ma di cosa parla The Umbrella Academy?
E' l'ottobre del 1989, quando, quasi per miracolo 43 donne iniziano il travaglio per il parto, pur senza essere incinte. Sette di questi particolari bambini, vengono adottati dal ricco Sir Reginald Hargreeves, che forma così la squadra degli "Umbrella Academy", iniziando ad addestrarli fin dalla tenera età, alla lotta contro il crimine.
E' proprio alla morte del loro patrigno, che i sei si ritrovano, nel tentativo di trovare il colpevole di quello che pare essere un omicidio.

Questa serie mischia presente a flashback del passato, futuro post apocalittico, ma anche anni '50, sebbene sia comunque il presente ad essere lo sfondo principale degli episodi. In questo presente, i membri di questa particolare "accademia" sono ormai degli adulti, dei fratelli che si ritrovano dopo diverso tempo trascorso lontani, a causa della morte del loro padre-padrone.
Sette sono i nostri protagonisti, ognuno con una caratteristica, un potere che lo identifica: Numero 1, Luther, ovvero il forzuto, dotato di un fisico possente, nonchè di parecchi peli!
Numero 2, Diego, abilissimo nell'utilizzo dei coltelli per cui riesce  a deviarne la traiettoria, poi c'è Allison, la Numero 3, che riesce ad influire sulla mente delle persone (ma non sempre questa cosa gioca a suo favore). Klaus, è il numero 4, capace di evocare i morti, e anche di ficcarsi spesso nei guai (il fatto che sia sempre strafatto, di certo non aiuta) e Numero 5, il cui nome mi pare che non venga specificato con la capacità di viaggiare nel tempo. Proprio lui, grazie a questa sua abilità (per cui era stato dato per morto per molti anni), si ritrova ancora nelle vesti di un ragazzino, ma con il peso di una grave consapevolezza che riguarda tutta l'umanità. Devo ammettere che l'attore che lo interpreta, il più giovane del cast, è riuscito ottimamente nel suo ruolo. Ben, è poi il Numero 6, sebbene sia deceduto, appare però nella serie grazie al potere di Klaus e in qualche modo riesce comunque ad aiutare i fratelli, Infine abbiamo la Numero 7, Vanya, quella senza poteri e quindi da sempre esclusa un po' da tutto, interpretata magistralmente da Ellen Page che con la sua apaticità e le sue scarse espressioni facciali, rende benissimo lo strazio e il disagio della sua protagonista.

The Umbrella Academy, più che raccontare una storia di veri e propri supereroi, si basa invece molto sull'umanità dei suoi personaggi, definendone le fragilità e i traumi del passato. I sette fratelli, infatti, oltre ad essere spesso e volentieri in combutta tra loro, allontanati con il passare del tempo un po' a causa del padre troppo severo e un po' a causa dei loro poteri non sempre semplici da gestire, sono un po' degli outsider. C'è chi rischia di perdere l'affidamento di una figlia, chi si sente sempre invisibile, o ancora chi affida alla droga tutta la propria disperazione, nel tentativo di cancellarla.
I personaggi secondari, tra cui per esempio Cha Cha e Hazel, si ritrovano ad avere importanza quasi quanto i personaggi principali... per non parlare dell'amatissima Dolores!

Supereroi molto fuori dagli schemi, insomma, effetti speciali buoni, dramma, provocazioni e quel tocco di sarcasmo che non guasta mai, anzi. Per questo ammetto che Klaus si è rivelato fin da subito uno dei miei personaggi preferiti, per quanto folle ed esagerato, fa anche molto ridere e devo dire che Robert Sheehan è riuscito ad interpretarlo molto bene.
Una prima stagione originalissima, quindi, su tutti i fronti, con poteri, e supereroi, che si discostano molto da quelli che siamo abituati a vedere. Atmosfere molto cupe e sempre più dark, ma anche ottime e credibili interpretazioni, un po' da parte di tutto il cast. 
Se salvare l'umanità, e gestire dei poteri straordinari - e qualche volta incontrollabili - è infatti importante, lo è anche cercare di ricostruire una famiglia i cui membri sono stati messi un po' l'uno contro l'altro dalla vita, anzi, forse è proprio questa l'impresa più difficile, su cui la serie punta molto.

Non ci resta quindi che attendere la seconda stagione, sperando di non dover aspettare molto!

Valutazione:
♥♥♥♥

#5coseche

5 cose che #49: 5 serie tv più lunghe seguite

19.4.19


Rubrica ideata da Twin Books Lovers (a cui potete aderire qui) in cui, ogni settimana, in base ad un tema prescelto, si stila una lista di cinque cose

Essendo una grande, grandissima appassionata di serie tv, andare a scavare nella memoria le 5 più lunghe non era affatto semplice, perciò mi sono affidata ad un app dedicata, che uso appunto per non impazzire nella rincorsa degli episodi che escono settimanalmente. 
Ho trovato però, solo due serie di 10 stagioni, comedy per la precisione, mentre le altre più lunghe si aggiravano tutte intorno alle 8 stagioni, quindi ho fatto una cernita tra quelle, scegliendone poi  tre.

Will & Grace
(10 stagioni)
Ho iniziato a vedere questa serie tv quando ero intorno alla fine delle medie, credo, e mi faceva morire dal ridere allora. Essendo una serie comedy, queste 10 stagioni sono volate via in un lampo, ma ammetto di non avere ancora visto gli episodi più recenti, usciti solo lo scorso anno, se non sbaglio.

Friends
(10 stagioni)
Friends, era impossibile da omettere in questa lista, anche perchè è uno dei miei telefilm preferiti in assoluto, che consiglio e riconsiglio a tutti, 10 stagioni e non un colpo perso, anzi, una puntata migliore dell'altra. Pur essendo di qualche anno fa, secondo me è una di quelle serie che non passa mai di moda, che è bello vedere per la prima volta anche oggi, o rivedere da capo per fare un ripasso, perchè non stanca mai.

Grey's Anatomy
(15 stagioni - in corso)
Questa è in assoluto la serie più longeva che seguo, penso di averla iniziata quando ero alle elementari, insieme a mia mamma, e tutt'ora la guardiamo, trepidando nell'attesa di ogni nuovo episodio. Penso che Grey's Anatomy sia una di quelle cose che potrebbe andare avanti al'infinito, perchè anche dopo 15 stagioni, ha imparato a non stancare mai il suo pubblico, rivoluzionandosi continuamente e creando sempre episodi di qualità, ma soprattutto ricchi di umanità, con protagonisti a cui è molto facile affezionarsi.


Desperate Housewives
(8 stagioni)
Che ricordi con questa serie tv! La trasmettevano sempre su Sky nel periodo estivo, tipo il mercoledì, e quindi durante i mesi più caldi dell'anno, pur essendo a casa da scuola, per me il mercoledì sera era sacro, perchè dovevo rimanere a casa a guardare Casalinghe Disperate! E' una serie davvero divertente, perchè sa mischiare un po' di sano sentimentalismo, ad un sacco di situazioni ricche di suspance, e spesso e volentieri con un po' di macabro...insomma, da non perdere!

Le sorelle McLeod
(8 stagioni)
Probabilmente la meno conosciuta rispetto alle altre, ma proprio interessante. L'ho recuperata solo un paio di anni fa, dopo averla vista di sfuggita varie volte (per un periodo la trasmettevano a ripetizione su Rai 2 credo) e devo dire che a conti fatti è una delle serie più drammatiche che io abbia mai visto. Molto diversa dalle altre, per ambientazione, storia e tematiche, ha nel complesso 8 stagioni ricchissime di eventi a cui è impossibile rimanere impassibili, tra amori tragici e morti premature. Uno strazio insomma, ma così ben fatto che anche chi non è di lacrima facile, qualche pianto finisce per farselo!

Schegge d'autore

Schegge d'autore #29

17.4.19


Schegge d'autore è la rubrica dedicata ad autori esordienti e le loro opere.

Titolo: Il Castello di Wheldrake
Autrice: Francesca Serafini
Editore: Il Seme Bianco
Data uscita: Febbraio 2019  
Genere: romanzo rosa storico
Pagine: 144
Prezzo: € 13.90 
Link Acquisto: Amazon


Trama:
Ayslin, un’orfana sassone, nell’Autunno del 1066 si ritrova al centro dei giochi di potere tra due Re che si contendono il Trono Inglese, arrogandosi il potere di decidere del suo futuro offrendola in sposa a chi conviene loro. Sfuggita al matrimonio di stato, con un vecchio Laird scozzese, incontra, proprio come in una favola, nel profondo ventre di un folto bosco, l’uomo dei suoi sogni: Beowulf un guerriero normanno. Quando la fanciulla scopre che Re Guglielmo l’ha promessa al normanno, fugge di nuovo, decisa a non appartenere mai a nessun uomo. Beowulf non è felice all’idea di doversi sposare, ma resta ammaliato dalla sua dolcezza e dal suo carattere ribelle. Onore, innocenza perversione e violenza si mostreranno loro lungo la strada, troveranno la forza di scegliere l’amore?


L'autrice:
Francesca Serafini, nata a Roma, è cresciuta sognando eroi romantici ed eroine ribelli. Persa in mondi antichi, svolgeva innumerevoli lavori in campi diversi e studiava. Ritiene che scrivere sia una sorta di terapia per l’anima. Con Il Castello di Wheldrake, suo primo romanzo, vuole dare al lettore un momento di sogno e riflessione lontano dalla realtà.

Sito Web dell'autrice

Recensioni

After

14.4.19

Titolo: After
Autore: Anna Todd
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 435
Prezzo: 15,90

Trama:
Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l'aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l'amore?

Recensione:
Ogni tanto si, mi piace infliggermi punizioni come la lettura di un new adult, genere che non leggo a priori, ma in questo caso, visto il fermento per l'uscita del film, colpo doppio: perchè non leggere After, il capolavoro?

E così, neanche a dirlo, nel giro di due giorni ho finito il romanzo della Todd, e ho notato che i libri brutti, brutti, ma proprio brutti, li leggo anche parecchio velocemente, chissà perchè! Forse per la voglia matta, poi, di scriverne una recensione un po' cattiva? Chi lo sa!
Ma bando alle ciance, iniziamo subito!
La serie della Todd, di cui After è il primo volume, nasce come fanfiction pubblicata su Wattpad con Harry Stiles nella parte del protagonista, e mi tocca dirlo, povero Harry! Non sono una fan degli One Direction, ma non credo che il povero cantante abbia una qualsivoglia somiglianza con il protagonista di questo romanzo, ma vediamo subito il perchè:
Come apprendiamo dalla trama, After racconta di Tessa, tipica ragazza dagli ottimi voti e dalle maniere perfette, che arriva al college, come vediamo dalle prime pagine, accompagnata da mamma e Noah, suo fidanzato da due anni. Appena il terzetto varca la soglia della camera di Tessa, subito un'orrida visione: Steph, la compagna di stanza di Tessa, che al contrario della protagonista, viene subito classificata come una poco di buono, per il modo in cui si veste e una cattiva compagnia, perchè piena di piercing e tatuaggi.
Ciò che apprendiamo all'istante è che da dove proviene Tessa, nessuno si tatua probabilmente, dato che per lei e famiglia, tatuaggi e piercing, sono subito associati a persone cattive/ribelli. E qui già ero alquanto scioccata per l'enorme banalità che la Todd infligge alla sua protagonista.
Insomma, grazie alla ribellissima Steph, Tessa finisce per conoscere Hardin, il nostro bad boy, che si dimostra fin da subito scontroso e scontate, ma destino vuole che lui e Tessa siano destinati ad un continuo tira e molla per oltre 400 pagine...poveri noi!
Parte così, questa specie di relazione tra i due, relazione malata, oserei dire, visto che per tutto il libro Hardin non fa che prendere in giro, maltrattare e umiliare Tessa che, dal canto suo, è di una stupidità imbarazzante.
Ogni due per tre, i due finiscono per litigare, fare la "pace" due secondi dopo, pace che sconfina nella "passione più torbida" con scene pseudo-porno davvero ridicole e ilari. Insomma, un amore-odio, che va avanti per tutto il libro, un continuo ripetersi della stessa situazione, un capitolo si e uno no. 
UN CAPITOLO SI E UNO NO, GIURO.

After racconta questo e nient'altro, in sostanza. Fine possiamo anche chiudere qui!
La banalità di questo libro è davvero scioccante, l'autrice racconta un nonnulla per più di 400 pagine,  la stessa situazione, in scenari diversi, che si ripete all'infinito.
Hardin, come mette subito bene in chiaro, non è tipo da relazioni, non si fa problemi ad andare con tutte le ragazze che vuole, ma non gliene importa niente di esse. Non è ragazzo da legami, di nessun tipo, perchè non è bravo a trattare con le persone a causa di una sofferenza repressa dovuta a problemi familiari del passato (guarda caso stà cosa si ripete praticamente in tutti i new adult) e perciò sfoga questa sua rabbia maltrattando tutti.
Quando poi incontra Tessa, la vittima perfetta che si fa prendere in giro una pagina sì e l'altra pure, vola a nozze proprio!
Tessa che, pur essendo fidanzatissima con Noah da due anni, non ci pensa una attimo a passare da una specie di suora, a pornostar, non si fa alcun problema a mentire al ragazzo con cui sta da due anni e conosce da una vita, anzi! Non solo lei si fa trattare da zerbino da Hardin, ma la cara Tessa fa sostanzialmente la stessa cosa con Noah, non ha un minimo di rispetto per lui, sembra che in questo libro nessuno abbia una coscienza o qualche remora, tutti fanno ciò che vogliono, trattano di merda gli altri, e si fanno trattare di merda, e pare vada benissimo così.
Banalità su banalità, clichè su clichè, ma torniamo un attimo al brillante personaggio di Tessa, penso la più stupida tra i personaggi femminili mai creati nella storia della letteratura:
Ci troviamo di fronte ad un personaggio,  che anzichè maturare, come ci si aspetterebbe, regredisce completamente nell'intelletto, davvero. Se arriva al college con l'idee ben chiare e il chiaro intento di impegnarsi nello studio, quando conosce Hardin non ha un minimo di autocontrollo o semplicemente amor proprio. Vi basti sapere che nel corso del libro, piange qualcosa come 12/13 volte, che lei stessa si rende conto che le persone "temono" Hardin e lei trova la cosa del tutto normale. O ancora, che in due anni di fidanzamento, lei e Noah non siano mai andati oltre qualche casto bacio, e nemmeno in pubblico eh, perchè non sia mai (DOPO DUE ANNI CHE STANNO INSIEME, RIPETO) invece quando incontra Hardin... basta uno sguardo di questo mascalzone, che a Tessa praticamente vola via la maglietta, mah! 

Durante la lettura di questo romanzo mi sono ritrovata a ridere molto, davvero, è qualcosa  di totalmente di osceno!
Ma adesso parliamo di Hardin, il magnifico. Praticamente il protagonista maschile di questo romanzo non si fa nessunissimo tipo di problema ad infliggere violenza psicologica e fisica sugli altri. Nel corso del romanzo, infatti, oltre che partecipare a varie risse picchiando gente a caso (cosa che Tessa trova del tutto normale) un sacco di volte  strattona Tessa, o la afferra per un polso, davvero di continuo. Addirittura lei più volte arriva ad affermare "lo seguo altrimenti mi carica di peso in macchina" o ancora "gli obbedisco"...ma ci rendiamo conto?
Questo bad boy non fa che trattare Tessa come uno straccio e chiederle un'ultima possibilità dopo l'altra, quando si rende conto di averla trattata male, e lei come un'idiota, ogni singola volta finisce per perdonarlo, perchè lui "vuole diventare buono per lei" e giustamente come lo dimostra? Trattandola di merda nuovamente,  nella pagina successiva, mi pare ovvio.
Insomma, a parte i due, in generale ho trovato mal costruiti e infantili tutti i personaggi del libro, libro per cui, secondo me, non si salva nulla.
A parte la "storia d'amore", che definire amore è davvero un eufemismo, perchè ripeto, tra Tessa e Hardin c'è solo un rapporto malato e distruttivo, i dialoghi sono spesso surreali e inverosimili, a volte mi pare che i personaggi pronuncino parole dette a caso... per citare Ultimo: "Parole dette a caso da un pazzo che non gli da peso", solo che in questo caso i pazzi sono due, ma pazzi furiosi, sul serio! 
Non c'è un minimo di sentimento o emozione (a parte il mio disgusto nel leggerlo) e una totale assenza di descrizioni... ah no, scusate, gli addominali di Hardin, quelli sì che sono descritti bene, e più volte, perchè appena Tessa li vede va fuori di testa, poveretta, e non capisce più nulla! Senza contare che il tutto si svolge nell'arco di soli due mesi: nell'arco di due mesi questi due pazzi si prendono, si lasciano, si riprendono (per modo di dire, visto che lui non vuole legami) milioni di volte, e alla fine....SPOILER vanno pure a convivere, decisione giusta dato che vanno così d'accordo eh!
Avrei ancora tanto da dire, davvero, mentre leggevo il romanzo mi sono presa qualcosa come tre fogli di appunti, copiando proprio anche le frasi più ridicole o significative (in negativo, ovviamente) e chissà, magari creerò più in là un post di "approfondimento" giusto per farvi capire meglio nel concreto quanto questo romanzo sia sbagliato. 
Sbagliato l'esempio che dà, essendo letto anche da tantissime ragazzine che idolatrano l'amore tra i due protagonisti, che amore davvero non è. Non c'è nulla di romantico o semplicemente positivo nel legame tra Hardin e Tessa, che risulta anzi malsano e totalmente diseducativo. Non che l'intento del romanzo sia di educare o dare un qualche tipo di insegnamento, lo so, e a conti fatti anche gli altri due new adult letti in croce (di cui non me n'è piaciuto mezzo) erano così, ma After l'ho trovato davvero mille volte peggio. Il modo in cui Tessa si fa trattare da Hardin, è totalmente sbagliato, errata l'assenza totale di amore che la protagonista ha nei confronti di sè stessa, lasciando che Hardin la calpesti in ogni pagina, agendo su di lei in maniera negativa e violenta, per poi perdonargli tutto...come viene poi dimostrato ancora una volta nel colpo di scena a fine libro.

E da questo libro, oltre ai volumi successivi, è stato tratto addirittura UN FILM, ma ci rendiamo conto?
E con quest'ultima gif, concludo: se siete arrivati alla fine di questa recensione, complimenti. Vi meritate un applauso, e anche un biscotto!

Recensioni

Il rumore dei tuoi passi

7.4.19

Titolo: Il rumore dei tuoi passi
Autore: Valentina D'Urbano
Editore:  Tea
Anno: 2015
Pagine: 322
Prezzo: 10,00


Trama:
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

Recensione:
Secondo libro che leggo della D'Urbano dopo Non aspettare la notte, ma di certo non ultimo, anzi! E' in casi come questi, quando trovo delle penne così graffianti, che finisco per domandarmi come mai non legga più autori italiani.
Il rumore dei tuoi passi, rispetto a Non aspettare la notte, è una storia molto più cruda, sofferente, estremamente bella nella sua semplicità.
Non che la vicenda sia semplice, o lo siano i personaggi creati dalla D'Urbano, esistenze semplici in contesti difficili, questo sì, ma assolutamente ben articolati.
E' lo stile a risultare semplice, in quanto senza orpelli, ma talmente fluido che scorre spedito portando il lettore in un romanzo che si legge tutto d'un fiato.

Beatrice vive con i genitori e il fratello alla "Fortezza" questo luogo di nessuno, in cui chi ci vive non si avventura mai fuori e dove chi sta fuori, ne stà ben alla larga. Tra le mura della loro casa, Bea e la sua famiglia, finiscono per ospitare e quasi adottare, Alfredo, figlio dell'uomo che vive sopra di loro. Alfredo ha due fratelli, come lui coperti di graffi e cicatrici, fatti da un padre che è una continua minaccia.
Così Bea e Alfredo, per quelli della Fortezza, diventano i "gemelli", sempre insieme, a giocare, mangiare, dormire, crescono insieme, tra botte, canne e fragilità.

Un ambientazione rurale, povera, a tratti familiare, tutti conoscono le sventure degli altri alla Fortezza, questo luogo che è una vera e propria città, lontana da tutto e tutti quelli che stanno di fuori. Una realtà a sè stante, fatta di vite piene di stenti, che si accontentano, e giovani che trascorrono le giornate d'estate a fumare e bere birra, arrancando alla ricerca di una via d'uscita, in attesa di qualcosa di diverso, che stravolga la loro vita, anche se c'è pure chi alla Fortezza ci sta bene così come sta. Questa Fortezza, che l'autrice ha ideato, è un ambientazione estremamente ben costruita, non è difficile immaginarsi davanti agli occhi il grigiore invernale e la calura dell'estate in cui Beatrice e gli altri vagano senza un vero scopo.

Beatrice, la nostra protagonista, come viene presentata nelle prime pagine, sembra un personaggio freddo, algido e severo, ma quando inizia a procedere con il suo racconto, partendo dalla sua infanzia particolare, il lettore -  almeno così è successo a me - non fatica ad affezionarsi a lei.
Nel racconto del suo passato, fino ad arrivare al suo presente, Bea non lascia nulla al caso. Drammi, dolori e dettagli, una voce giovane e tagliente, che narra la sua aspra vita, con dei giovani genitori "condivisi" con Alfredo, inizialmente un intruso, per cui Bea è quasi gelosa.
Il suo rapporto con il ragazzo, che quasi per caso diventa uno di famiglia, quando nella sua di famiglia, il padre è sempre ubriaco o in vena di menare le mani ai tre figli, è un rapporto di amore/odio. I due non sanno stare lontani, hanno bisogno l'uno dell'altra, ma insieme si fanno male, quando sono vicini si contagiano, in un legame che brucia entrambi, in un amore prematuro che non ha la forza di sbocciare, perchè le cose vissute insieme forse sono troppe, e i sacrifici altrettanti.

Il rumore dei tuoi passi è uno di quei libri che una persona non vede l'ora di terminare, per vedere come va a finire, di cui ci si disseta con ogni parola, ma come i due protagonisti, si viene anche scottati con una storia amara, che buca il cuore come l'eco di un dolore vissuto sulla propria pelle.
Benchè il finale ci venga presentato fin da subito, non ho potuto fare a meno, durante la lettura, di sentirmi quasi svuotata, nell'attesa di un miracolo impossibile, un lieto fine anche parziale, che salvasse Bea e Alfredo dall'asprezza della vita, e desse loro un minimo di felicità, anche un solo vero momento totalmente loro.

Beatrice e Alfredo, poi, sono due personaggi particolari, delineati alla perfezione, ci vengono presentati fin da bambini e per un arco temporale piuttosto ampio, così l'autrice ha modo di caratterizzarli egregiamente, tanto che alla fine del romanzo li sentiamo quasi amici. Due persone dai caratteri forti, forse troppo per convivere insieme, si scontrano tra loro e ci spiazzano in ogni pagina. Anche i personaggi secondari, da Alessandro ad Arianna, fino ai genitori di Bea, hanno ampio spazio nella storia e uno spessore rilevante.

Questo romanzo è un caleidoscopio di  emozioni, positive e negative, ma tutte talmente forti, anche quando acerbe, che fanno male e spezzano in due. Pochi sono i libri che sono stati in grado di coinvolgermi e distruggermi emotivamente così tanto. Sarà anche per i toni spesso aspri, la violenza nuda e cruda, che l'autrice racconta senza smussarne gli spigoli. L'ossessione, la dipendenza, il pessimismo cronico che traspare da ogni pagina e sembra non lasciare speranza, un dolore sordo che Bea e Alfredo riescono a rappresentare appieno, purtroppo.

Una storia senza luce, una penna che lacera, due personaggi che si feriscono e feriscono noi che leggiamo di loro, ma, anche se nascosto alla perfezione, in tutto il buio che c'è, un piccolo spiraglio di speranza forse alla fine lo si trova.

Valutazione:
♥♥♥♥♥ 

Mondadori

La chimica degli opposti

3.4.19

Titolo: La chimica degli opposti
Autore: Randa Abdel-Fattah
Editore: Mondadori
Anno: 2019
Pagine: 285
Prezzo: 15,30

Trama:
L'atmosfera è elettrica e la gente è molto carica da entrambe le parti. Poi scorgo lei. I suoi occhi. Non ne ho mai visti così. Di che colore sono? Nocciola e verdi con pennellate d'autunno e frammenti di smeraldo. E io me ne sto lì con in mano il mio cartello, mentre lei è qualche passo più in là, vicino a un poliziotto, e tiene stretto il suo. Il primo incontro con Mina è un fulmine a ciel sereno per Michael. Avviene per caso, durante una manifestazione organizzata dal nuovo partito politico fondato dal padre di lui che, con la scusa di difenderne i valori originari, si oppone all'accoglienza dei rifugiati arrivati via mare nel Paese. Il problema è che Mina sta dall'altra parte della barricata. Anni prima, infatti, ancora bambina, è scappata dall'Afghanistan insieme alla mamma e, dopo un viaggio lungo ed estenuante, è sbarcata in Australia, dove, come rifugiata, ha posto le basi per una nuova vita. Non è stato per niente facile, perché, come dice sua madre, "stare in un nuovo Paese è come camminare con una protesi. Ci vuole il doppio del tempo perché la mente e il corpo si adattino", però Mina sembra avercela fatta. Si è lasciata alle spalle la sofferenza e il dolore passati, è diventata una ragazza coraggiosa e fiera, e una studentessa talmente brillante da riuscire a vincere una borsa di studio per frequentare una scuola privata prestigiosa, la stessa di Michael. Ed è proprio qui che le loro vite si incontrano, o meglio si scontrano, nuovamente. Fin da subito infatti è chiaro a entrambi che appartengono a due mondi diversi, lontani da ogni punto di vista, eppure l'attrazione che li spinge l'uno verso l'altra è troppo grande, troppo potente per ignorarla. E quando la situazione intorno a loro si surriscalda, è altrettanto chiaro che non è più possibile accettare un mondo in cui tutto è bianco o nero. Sarebbe più facile, ma significherebbe rinunciare al sentimento che li unisce. E nessuno dei due è pronto a farlo. Forse, alla fine, ci sono casi in cui bisogna scendere in trincea e combattere contro tutto e tutti. Casi in cui vale la pena di rischiare per proteggere ciò che più amiamo.

Recensione:
Con "La chimica degli opposti" di cui vi parlo quest'oggi, ci troviamo davanti non ad un banale young adult, ma come la trama ci fa intuire a una storia che scava più a fondo un tema molto importante.
Il romanzo racconta infatti la storia di Mina e Michael, due adolescenti che dopo un primo incontro ad un evento alquanto particolare - primo incontro per lui, che subito rimane folgorato dagli occhi della ragazza - si ritrovano poi tra i banchi della stessa scuola. 
Mina è quella arrivata sui barconi, da un paese lontano, fino all'Australia, scampata alla guerra e da una vita di stenti assieme alla madre, dopo aver perso padre e fratellino. In Australia, Mina con la madre e il nuovo compagno, ci arrivano nella speranza di dimenticare gli orrori del passato e con l'intenzione di rifarsi una vita aprendo un nuovo ristorante.
Lui invece, Michael, è figlio di uno dei fondatori di "Aussie Value" un movimento che difende i diritti degli australiani proprio dall'assalto dei rifugiati politici come Mina e i suoi cari.
Mina, nella nuova scuola in cui trova anche Michael, si ritrova così a fronteggiare un muro perché lui non è il solo a vederla come un intrusa, ma anche tanti altri compagni vedono in lei qualcuno da cui stare ala larga. Per fortuna, qualcun altro, però, dalla mente un po' più aperta, riuscirà a far capire a Mina che non tutti sono uguali.

Tra Mina e Michael, in particolare si crea un rapporto in continuo conflitto, uno scontro di idee senza fine che riesce ad aprire a lungo andare la mente al ragazzo, facendolo riflettere si quali siano realmente i propri valori, e quali invece gli sono stati istillati dalla sua famiglia ma non gli appartengano.
Cercare di instaurare un rapporto tra loro due, inizialmente pare una cosa impossibile, per nulla semplice nè immediato ed è forse ciò che più mi è piaciuto del libro. L'autrice infatti, non si butta in un tutto e subito, come succede spesso,ma costruisce un rapporto con calma, pagina dopo pagina tra iniziali ostilità e problemi. Ciò riesce a rendere la storia più realistica, soprattutto visto  che i due giovani non sono gli unici protagonisti della storia, ma anche i loro stessi genitori si trovano immischiati in questi problemi razziali. 
L'autrice, infatti, non si è concentrata solamente sulla parte dei due ragazzi, ma lascia ampio spazio agli adulti, ai genitori di Michael, con le loro idee ferree e chiare, i grandi progetti che cercano di portare avanti a dispetto di tutti, e i genitori di Mina, che invece tentano di dare una nuova - e si spera migliore - vita alla ragazza e a gestire un ristorante in una nuova zona della città, tra permessi negati e problematiche varie, che di certo non aiutano i loro affari.

Semplice lo stile dell'autrice, senza fronzoli approfondisce entrambi i personaggi con un doppio punto di vista, non si concentra sulla parte romance, che sì, va poi a crearsi nel corso della storia, ma non è al centro di essa. Si concentra  invece sulle diverse culture opposte dei due giovani, sul razzismo, sulla politica e l'odio, spesso ingiustificato e l'immigrazione clandestina
Questo libro colpisce nella sua semplicità perchè parla in modo chiaro di attualità, attraverso due giovani menti, nonostante la lontana ambientazione australiana, ci racconta di cose vicine, che riflettono purtroppo la realtà in cui viviamo ogni giorno.

Valutazione:
♥♥♥♥

Anteprima

Anteprime del mese

2.4.19

Titolo: Caro Evan Hansen
Autore: Val Emmich
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Aprile 2019

Trama:
Timido e solitario, Evan Hansen non è esattamente l'anima della festa. Così, per sopravvivere al suo ultimo anno di liceo, ha deciso di seguire il consiglio di scrivere lettere incoraggianti a se stesso. Quando, però, una di queste lettere arriva nelle mani sbagliate, a Evan si presenta l'occasione della vita. Per coglierla deve solo assecondare un equivoco, e fingere che il suo enigmatico compagno di scuola Connor Murphy, appena suicidatosi, fosse in segreto il suo migliore amico. All'improvviso, Evan ha uno scopo. E un sito web. La sua ansia paralizzante sembra dissolta. È sicuro di sé e popolare. Adesso è "Evan Hansen". Non è più invisibile per Zoe, la ragazza dei suoi sogni, e i genitori di Connor lo accolgono nel disperato tentativo di sapere di più sul figlio perduto. Evan sa che quello che sta facendo è sbagliato, ma tutta la storia che ha messo in piedi sta davvero aiutando delle persone. Compreso lui. Grazie a una bugia, la sua vita è cambiata e ora sente di essere finalmente parte di qualcosa. Ma tutto ha un prezzo. E quando la verità minaccia di emergere, Evan si trova a dover fronteggiare di nuovo il suo peggior nemico: se stesso. 

Titolo: L'orso e l'usignolo - La notte dell'inverno
Autore: Katherine Arden
Editore: Fanucci
Genere: Fantasy
Data di uscita: 3 Aprile 2019

Trama:
In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l'inverno dura la maggior parte dell'anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli non importa, perché adorano trascorrere le notti riuniti accanto al fuoco, ascoltando le fiabe della loro balia. Vasya ama soprattutto la storia di Frost, il demone invernale dagli occhi blu, che appare nelle notti gelide per reclamare le anime incaute. Per questa ragione i saggi russi lo temono e onorano gli spiriti affinché proteggano le loro case dal male. Quando però la matrigna di Vasilisa, donna devota e cresciuta in città, proibisce a lei e ai suoi fratelli di onorare gli spiriti domestici, la sfortuna si abbatte sul loro villaggio. Vasilisa prova a ribellarsi alle proibizioni della matrigna ma quest'ultima si mostra determinata a educare la figliastra ribelle, minacciandola di darla in sposa o di rinchiuderla in un convento. Mentre le difese del villaggio si indeboliscono e gli spiriti della foresta si avvicinano, Vasilisa dovrà fare appello ai doni pericolosi che possiede, e che ha a lungo tenuto nascosti, per proteggere la sua famiglia da una terribile minaccia...

Titolo: The Kingdom 
Autore: Jess Rothenberg 
Editore: De Agostini
Genere: Fantasy
Data di uscita: 16 Aprile 2019

Trama:
Benvenuti a Kingdom, l’unico luogo in cui il lieto fine non è una fantasia. È la realtà.

Ana è la principessa più bella di Kingdom, un parco incantato, protetto da mura altissime e popolato da sirene e altre meraviglie della natura. L’unico compito di Ana è essere felice: accogliere gli ospiti e sorridere, sempre. E d’altronde come potrebbe non sorridere? A Kingdom tutto è possibile, e per ogni storia esiste solo il lieto fine. Ma non per Ana. Perché, quando la principessa si innamora di Owen, il custode del parco, si rende conto che la sua vita non è altro che un terribile inganno. Kingdom è un parco di divertimenti, e lei è solo un androide programmato per rendere felici gli esseri umani. Ana, però, è pronta a tutto pur di conquistare la libertà. Anche a uccidere e, forse, a sacrificare il suo stesso amore.

Titolo: Un ricordo ti parlerà di noi
Autore: Colleen Hoover
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Romance
Data di uscita: 9 Aprile 2019

 Trama:
La storia tra Quinn e Graham è stata una vertigine di emozioni fin dal loro primo rocambolesco incontro. Si sono conosciuti nel giorno peggiore della loro vita, e da allora non si sono più lasciati. Oggi, però, quell'amore perfetto è minacciato dalle mille imperfezioni del loro matrimonio. Gli errori, i segreti e gli inevitabili contraccolpi della vita, accumulatisi nel corso degli anni, li stanno distruggendo. E allontanando. Non è facile individuare chi abbia più colpe. Ed entrambi sono bravi nel fingere che nulla sia cambiato. D'altronde, è duro ammettere che si è arrivati al capolinea quando l'amore c'è ancora. Si tende a credere che un matrimonio finisca solo quando la rabbia e il disprezzo prendono il posto della felicità. Ma Quinn e Graham non sono arrabbiati l'uno con l'altra. Semplicemente non sono più gli stessi di un tempo, stentano a riconoscere nell'altro la persona di cui si sono innamorati e il loro rapporto è pericolosamente vicino a un punto di non ritorno. A un passo dal vuoto, tuttavia, il ricordo di chi erano e una promessa racchiusa in una scatola di lettere custodita da tempo potrebbe salvare il loro amore, e loro stessi. Perché, a volte, l'amore ha soltanto bisogno di ritrovare la strada di casa. 

Titolo: Le donne del Ritz
Autore: Nerea Riesco
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di uscita: 11 Aprile 2019

Trama:
Madrid, 1929. I saloni sono stati tirati a lucido e nell’argenteria ci si può specchiare: il Ritz è pronto a ospitare una delle sontuose feste a cui Martina, figlia del direttore, desidera partecipare sin da bambina. Da quando, di nascosto, sbirciava le grandi dame danzare nei loro abiti fruscianti, sperando di essere una di loro. 
Finalmente questo giorno è arrivato: il padre le concede di prendere parte al prossimo evento. Martina è al settimo cielo. Eppure, nonostante l’entusiasmo, il suo primo incontro con l’alta società madrilena si rivela deludente: dietro lo scintillio e una condotta impeccabile non scorge altro che superficialità e arroganza. 
Martina è pronta a giurare di non voler più avere a che fare con quel mondo così lontano dai suoi ideali. Finché non scopre che tutti i lunedì, nel giardino d’inverno dell’hotel, si riunisce un gruppo di donne facoltose che organizzano raccolte fondi per i più bisognosi.
Sperano così di poter fare la differenza e di scardinare le dinamiche distorte tra ricchi e poveri. Martina è costretta a ricredersi. Forse c’è ancora qualcuno, come lei, disposto a condividere le proprie fortune con chi non ha mai toccato con mano agi e privilegi. Non ha dubbi: vuole entrare anche lei a far parte del gruppo, convinta di poter dare il proprio contributo. Ed è pronta a tutto per raggiungere il suo obiettivo. Perché solo così potrà distinguersi e diventare quella dama stimabile e onorevole che ha sempre sognato di essere.

Titolo: Il castello invisibile
Autore: Mizuki Tsujimura  
Editore: Dea Planeta
Data di uscita: 16 Aprile 2019

Trama:
Kokoro trascorre le sue giornate confinata tra quattro mura. Fino al giorno in cui lo specchio della sua stanza si accende di una luce misteriosa. Toccandolo, Kokoro si trova in uno strano e fiabesco castello, con una ancor più strana e inquietante bambina dalla maschera di lupo a farle da guida. 
È lì che riceve la sua missione, trovare la chiave che consente di esaudire un desiderio; ed è lì che incontra gli amici che nella vita reale ha rinunciato ad avere: sei in tutto, ognuno con una storia diversa e complicata alle spalle. Ma cosa hanno in comune questi improbabili eroi e per quale ragione si trovano lì? E ancora, chi è davvero la Bambina Lupo e quale segreto si nasconde dietro l’origine del castello? Per scoprirlo, i sette dovranno trovare il modo di scendere a patti con il loro mondo interiore e con quello di fuori. 

Titolo: Le ragazze non possono entrare
Autore: Emily Lockhart
Editore: De Agostini
Genere: Youg Adult
Data di uscita: 30 Aprile 2019

Trama:
Basta un'estate per cambiare la vita di Frankie Landau Bank. Un'estate in cui Frankie sboccia come un fiore, trasformandosi da bambina un po' nerd a ragazza molto attraente, l'oggetto del desiderio di tutti i suoi coetanei. Sarà però solo Matthew a conquistare il suo cuore. Matthew che è bello, ricco e affascinante. Ed è anche il leader della più antica società segreta del liceo super posh che Frankie frequenta. A Frankie piacerebbe moltissimo entrare a far parte della società segreta, ma non può perché non c'è posto per le donne nel prestigiosissimo Loyal Order of Basset Hounds. Ma la ragazza è troppo intelligente per restare a guardare: inizia quindi a manipolare Matthew e tutti gli altri membri per organizzare gli scherzi più spettacolari mai visti. E per ricordare a tutti che nessuno, ma proprio nessuno, può mettere una donna in un angolo

Titolo: 5mila Watt di stelle
Autore: Minnie Darke
Editore: Rizzoli
Data di uscita: 2 aprile 2019

Trama:
Dodici anni dopo il loro ultimo incontro, Nick e Justine, amici fin dai tempi dell'infanzia, si rivedono per caso tra le bancarelle del mercato coperto di Alexandria Park. Ventisei anni, la ragazza ha un'allergia conclamata per gli errori di ortografia e sogna di diventare giornalista; lui è un brillante attore di teatro, ventisettenne, con le tasche irrimediabilmente troppo vuote. Ma è anche, come Justine viene a sapere con sorpresa, un avido lettore dell'oroscopo pubblicato sulle pagine del mensile "Alexandria Park Star", la rivista per la quale Justine lavora: crede sul serio alle parole enigmatiche di quella breve colonna ed è questo a farle scattare nella testa un'idea audace: manomettere le previsioni astrologiche, seminando tra le righe velati suggerimenti che "aiutino" Nick a spostare lo sguardo su di lei. Nick tuttavia non è certo il solo ad affidarsi alle indicazioni bisbigliate dalle stelle. Ed è così che gli oroscopi truccati da Justine finiscono per cambiare anche i destini di altre persone, regalandoci una commedia affollata di vite stralunate che a un certo punto si ritrovano a convergere grazie a un'energia invisibile e misteriosa.

Dal grande schermo

A un metro da te (recensione film)

25.3.19

Titolo: A un metro da te
Regia: Justin Baldoni
Paese: Usa
Uscita: 2019
Cast: Cole Sprouse, Haley Lu Richardson, Claire Forlani, Parminder Nagra, Moises Arias


Recensione:
Vi ricordate Colpa delle stelle, di John Green?
All'epoca io avevo letto il libro e avevo poi visto anche il film, e devo dire di essere rimasta piacevolmente colpita da entrambi, anche perchè i due attori protagonisti (Shailene Woodley e Ansel Elgort) erano stati credibili nei loro ruoli.
Bene, per l'uscita di questa pellicola, "A un metro da te", non ho avuto modo di leggere il romanzo, ma ho deciso di andare direttamente al cinema a godermi questo film, che dal trailer mi ispirava molto, e come "Colpa delle stelle", minacciava di essere altrettanto dolce-amaro, di quella tristezza romantica e quasi piacevole.
Eppure...
Eppure non è stato così.
La storia, che sulla carta è firmata da Rachael Lippincott, racconta le vicende di  Stella un'adolescente affetta da fibrosi cistica, che attraverso video su Youtube, documenta la decorrenza della sua malattia, tra cure da seguire e giornate tutte uguali chiusa in ospedale. Almeno fino a che conosce Will  o meglio, si "prende a cuore" per così dire, la sua situazione, o la sua mancanza di voglia nell'affrontare la propria cura, e decide quindi di imporgli la propria presenza di fare assieme a lui la terapia.
Peccato però che la situazione di Will sia alquanto precaria e quindi ai due ragazzi non è permesso alcun tipo di contatto, e la distanza minima da tenere per loro, siano i due metri. Va da sè, che tra i due sfortunati scatta qualcosa.
C'è anche da dire che l'unico altro paziente nel loro reparto sembra essere Rico di Hanna Montana, quindi la scelta non è molta.

Se le premesse per una storia romantica, ma drammatica quanto basta, dalla trama potevano esserci, ammetto che invece non ho apprezzato molto come abbiano affrontato la storia nel corso del film.
Partiamo da Stella la protagonista: costei decide di "entrare in contatto", per quanto i due metri di distanza consentiti lo permettano con Will solo perchè ha manie di controllo, e quindi non può fare a meno di essere ossessionata da tutto ciò che è in disordine/fuori dall'ordinario/non le sta bene. Ma che motivazione è? O meglio, che modo è per far scattare la scintilla tra due che fino a poco prima si ignoravano?
E lui, Will, a cui inizialmente non interessa seguire con attenzione la propria terapia, perchè ha compreso che le sue probabilità di guarigione sono poche, accetta così, come se niente fosse, di fare tutto quello che gli dice una perfetta sconosciuta?! BOH!

La protagonista, a me non è risultata simpatica, non ho provato grande empatia per lei, e se invece ho tollerato un po' meglio Will (sarà che in Riverdale il suo personaggio rimane ormai l'unico degno di nota e quindi sono clemente), nel complesso ho percepito  in generale le scene tra i due troppo forzate, a volte addirittura sciocche. Troppi clichè, frasi sdolcinate tra due che, in fin dei conti si conoscono poco o nulla. Okay l'aver affrontato la terapia insieme, okay che non possono toccarsi o stare vicini (anche se i due metri iniziali diventano poi uno e poi zero perchè sì, che importa, no?), ma non capisco la scelta di voler esagerare a tutti i costi (in molti film, non solo in questo) nelle storie d'amore, quando i due hanno in fin dei conti trascorso insieme ben pochi momenti.
Troppe cose banali, troppe scelte (di entrambi, ma di lei soprattutto) che non mi sono piaciute... e poi, lei che vuole andare a vedere le luci? Ma che luci, quelle dei negozi e dei palazzi? Non sei Rapunzel Un espediente migliore per creare qualcosa di vagamente romantico non lo potevano trovare?

Nel ruolo di Stella, abbiamo la semi sconosciuta da Haley Lu Richardson, mentre nella parte di Will abbiamo Cole Sprouse (il Jughead di Riverdale e l'indimenticabile Cody di Zac e Cody al Grand Hotel).

Non lo so, il film non mi ha convinta, sarà che avevo aspettative alte, sarà che aspettavo di commuovermi e invece mi sono ritrovata a ridere e non perchè facesse effettivamente ridere, ma per cose che ho trovato ridicole. E sì, anche per i commenti del tipo di fianco a me che ha avuto la forza di sopportare due ore di questa storia solo grazie alla mia meravigliosa presenza (sto parlando del mio ragazzo, giuro di non aver importunato nessuno sconosciuto!).

Pregio del film, è senza dubbio quello di far conoscere, o apprendere un pochino meglio cosa sia la fibrosi cistica, e lo fa utilizzando -passatemi il termine-  ragazzi normalissimi, dei giorni nostri, e questo nel film è ben chiaro. Will e  passano le loro giornate rinchiusi in ospedale, tra videochiamate e vlog su Youtube per far scorrere le lunghe ed interminabili ore tra quattro mura, come chiunque altro adolescente farebbe, però diciamo che ciò non è bastato a farmi piacere questa storia. 

Insomma, se la prima metà del film rimane quanto meno guardabile, la seconda scade decisamente nella banalità, rendendo così anche la prima parte un po' annaquata, poco credibile e complessivamente un pallido tentativo di emulare il filone di Colpa delle stelle, fallito su tutti i fronti.
Valutazione:
♥♥/ e mezzo

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