Fantasy

Sei di corvi

13.10.19

Titolo: Sei di corvi
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Anno: 2019
Pagine: 408
Prezzo: 17,90

Trama:
A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo "Spettro", una ragazza dotata di poteri magici –, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l'ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l'uno dell'altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni... Finalmente arriva in Italia il primo romanzo della duologia che ha consacrato Leigh Bardugo come una delle voci più talentuose e autorevoli della narrativa fantasy. Una serie ambientata in un mondo articolato e straordinario, il GrishaVerse, dove si muovono personaggi sapientemente costruiti e sfaccettati. Una storia avventurosa ricca di colpi di scena che vi mancherà nell'istante stesso in cui avrete letto l'ultima pagina.


Recensione:
Anche i peggiori hanno un cuore.
Certo, è difficile da credere pensando a Kaz Bekker, ma anche per lui - forse - è così.

Sei di corvi di Leigh Bardugo, è il primo libro di una duologia ambientata nel Grishaverse, dove l'autrice ambienta anche la La Grisha Trilogy, di cui abbiamo in italiano solo il primo volume (ma che arriverà tradotta nella sua interezza il prossimo anno per Mondadori). 

Il bello di Sei di corvi, è che può tranquillamente essere letto anche senza essersi avventurati nella prima trilogia, quindi mi sono goduta la lettura di questo romanzo in tutta tranquillità.
Tranquillità si fa per dire, in realtà, perchè di tranquillo in questo libro, c'è ben poco!

In due parole, il libro racconta di come nel Barile, a Katterdam, Kaz Bekker decida di prendere parte ad una missione che pare possa portare solamente alla morte sua, e di chi con lui deciderà di partire. Ma la ricompensa è troppo alta, e il desiderio di vendetta di Kaz troppo forte per dire di no, quindi sì, perchè non provare ad introdursi pure in un inespugnabile prigione da cui pochi escono vivi, già che ci siamo?

I nostri protagonisti sono sei personaggi totalmente diversi tra loro, Kaz, Inej, Jasper, Nina, Mathias e Wayland, un ventaglio di personaggi che l'autrice riesce a caratterizzare alla perfezione, sia dal punto di vista fisico, ma soprattutto, da quello caratteriale. La Bardugo utilizza la terza persona per raccontare la sua storia, ma lo fa alternando i punti di vista dei sei protagonisti, così che noi lettori impariamo a conoscerli a tutto tondo, infatti le loro voci risultano ben distinte e delineate. 

Al presente, l'autrice ci fa scoprire attraverso dei flashback, aneddoti e ricordi del passato di tutti i suoi personaggi, che hanno alle spalle vite ben differenti. Da questo punto di vista, infatti, il lavoro svolto dalla Bardugo sui suoi protagonisti, è stato davvero eccellente, in quanto ci addentriamo nel profondo delle loro esistenze. Le paure, le angosce, i dubbi, le incertezze, vengono tutti allo scoperto, sebbene esternamente possano essere persone tutte d'un pezzo, sono le loro fragilità, i lati nascosti, i chiaro scuri ad avermi attratto nei confronti di questo gruppo.
Ma poi, vogliamo parlare dell'affascinante Kaz - Manisporche - Bekker? Un ladro astuto, intelligente, sempre un passo avanti, è a malapena un ragazzo ma è riuscito a fare del suo nome una leggenda, ad essere temuto, spesso evitato, a volte anche membri della sua stessa banda. Essi sono i primi a chiedersi se dietro ai suoi guanti di pelle e il suo bastone non si nasconda in realtà un vero demonio.

Il rapporto tra i Sei di Corvi è piuttosto labile, collaborano per un'impresa che pare impossibile, dove i rischi sono il doppio delle sicurezze, ma per una banda di ladri scalmanati, la prospettiva di una lauta ricompensa è troppo forte per soppesare i pro e i contro, i rischi vanno corsi, e loro che a Katterdam ci sguazzano da tutta la vita lo ben sanno.
Sei di corvi è un fantasy ben architettato, ricco di colpi di scena, con un worldbuilding  strutturato e uno stile scorrevolissimo e avvincente, che tiene il lettore incollato alle pagine, nell'attesa di immergersi nel capitolo successivo

Ammetto che qualcosina di questo Grishaverse, non mi è chiara e senza dubbio tradurre la prima trilogia prima di azzardare con questa duologia, avrebbe dato maggior senso a determinate cose che in questo libro vengono citate ma senza essere spiegate nel dettaglio, ma non per questo non mi sono goduta ugualmente la storia, anzi!

Inutile dire che mi è partita subito la ship, non sto neanche a dirvi per chi, e che quindi il FINALE mi ha fatto desiderare di avere all'istante tra le mani il secondo libro (per fortuna non dovremmo attendere più di tanto, visto che arriverà nelle librerie a fine ottobre).

Quindi, che amiate il genere fantasy, ma che in generale apprezziate le storie ben scritte e con un'atmosfera fumosa e intrisa di mistero, Sei di corvi deve assolutamente approdare nelle vostre librerie!

Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo

Mondadori

Nihal della terra del vento

7.10.19

Titolo: Nihal della terra del vento
Autore: Licia Troisi
Editore: Mondadori
Serie: Le Cronache del mondo Emerso #1
Pagine: 386
Prezzo: 12,50

Trama:
Il Mondo Emerso sta per essere conquistato, schiacciato dal tallone del Tiranno e dalle sue truppe di mostri. Soltanto una ragazza sembra in grado di cambiare il destino che incombe: Nihal della Terra del Vento. Al suo fianco solo due alleati: Sennàr, il giovane mago alla ricerca del perduto Mondo Sommerso, e la sua infallibile spada di cristallo nero.

Recensione:
Primo libro della serie de Le cronache del mondo emerso, nonchè primo libro che leggo di Licia Troisi, che delinea qui una protagonista con i fiocchi, chiamata Nihal.

Vediamo tutto il percorso della sua protagonista, attraverso questo primo libro, perchè ad inizio vicende, Nihal non è che una bambina, ma già appassionata di battaglie: veloce, scaltra, furba, e soprattutto superba, qualsiasi bambino maschio è nulla in confronto alle sue doti combattive e questo preoccupa un po' Livon, il padre della giovane, che la vorrebbe invece tenere al sicuro, soprattutto visti i rischi corsi nel tenere la piccola nascosta.
La passione di Niahl per i combattimenti, e la sua voglia di ribellione, si concretizzano quando questa inizia il suo percorso magico assieme alla zia, e successivamente finisce nel bel mezzo della guerra, che volente o nolente, la costringere a prendere il suo posto in battaglia, a difesa della sua popolazione.
La protagonista della Troisi, è provata da un'infanzia e un'adolescenza ahimè colma di vuoti e lutti, la ragazza ha, a seguito di queste continue perdite, ancora più voglia e bisogno di combattere, iniziando così un allenamento ferreo a cui fatica un po' a stare alle regole, (obbedire non è esattamente nel suo dna), ma ha dalla sua parte un caro amico, Sennar, anche se per quasi tutta la seconda metà del libro i due sono separati.

L'autrice caratterizza a tutto tondo la sua protagonista, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista caratteriale. Nihal presenta infatti pregi e difetti, la vediamo tentare di nascondere le proprie debolezze e soffocare certe fragilità sotto una corazza dura e fiera, è una giovane leale e guerriera, ma è proprio la sua umanità, nonostante il bisogno di battersi, a renderla una protagonista con cui è facile entrare in empatia.
Sono anche il suo rapporto con l'amico Sennar e il suo debole per Fen a renderla più umana nel corso della storia, perchè non appare agli occhi dei lettori perfetta o infallibile, Nihal sbaglia, fa degli errori, e per questo ci piace ancora di più. Stringe pochi legami, un po' come arma di difesa forse, viste le perdite del passato, un po' perchè il suo obiettivo è ben chiaro e vuole solo pensare a concretizzarlo, ma anche lei ha bisogno di avere qualcuno accanto che la sostenga nel suo percorso.

La figura del Tiranno, il vero obiettivo della guerra in corso, rimane in questo libro solo un'ombra astratta, probabilmente i suoi scopi verranno approfonditi meglio nei prossimi libri della serie, perchè in questo primo capitolo abbiamo solo un'introduzione  approssimativa ad esso. Abbiamo invece presenti, i mostruosi fammin, le creature con cui Nihal e gli altri si devono scontrare, per la libertà del Mondo Emerso.
La Troisi, crea un vero e proprio fantasy medievale, con ninfe e draghi e gnomi, spero che nei prossimi libri questi tratti fantasy vengano accentuati ulteriormente, raccontandoci aneddoti in più su tutte le creature di questo mondo epico.

Oltre a Nihal, sono buone le caratterizzazioni degli altri personaggi, da Sennar a Livon,a  Soana, mentre i personaggi secondari rimangono meno delineati. Le descrizioni e il world-building vengono costruiti abbastanza bene, non in modo troppo prolisso, ma abbastanza dettagliato da risultare vivido, attraverso la penna dell'autrice. Le vicende iniziano infatti a Salazar, cittadina di Nihal, ma si spostano poi in varie zone delle terre del Mondo Emerso, quando la ragazza parte per il suo addestramento.

Il libro procede, in alcune parti piuttosto lentamente, fa da apripista e da introduzione al personaggio principale della storia, concentrandosi appunto su Nihal, ma devo dire che mi aspettavo un po' più di azione, o comunque qualche colpo di scena in più.
La scrittura della Troisi è semplice, senza orpelli, ma scorre per buona parte del romanzo, pur senza un ritmo serrato continuo, grazie all'interesse che il lettore crea nei confronti della protagonista, smanioso di conoscere le sorti di questo personaggio così fuori dagli schemi e determinatissimo. Mi è piaciuto, per esempio, vedere un lato diverso di Nihal, verso gli ultimi capitoli del libro, che ha aiutato a fare un altro passo in più nella costruzione del personaggio, verso poi quello che immagino sarà il suo ulteriore sviluppo nei prossimi libri della serie.

Valutazione:
♥♥♥♥

Tag

Booktag "Autunnoso"

4.10.19

Ma buon venerdì miei cari lettori (anche se nel momento in cui scrivo questo post è lunedì, ed è sera !)
Dopo tanto, tantissimo tempo torno con un tag super carino legato all'autunno, stagione che adoro follemente, che ho scovato sul blog di Seli, Ombre Angeliche.

SETTEMBRE
Un libro che ti ha cambiato o ha dato inizio ad una nuova fase della tua vita
Direi che Wicked Lovely, ai tempi delle medie/inizio superiori, ha dato vita alla mia fase fantasy, perchè prima (oltre ad Harry Potter), non ne avevo mai letti, quindi è sicuramente una serie a cui sono affezionata, anche se complessivamente è un po' un alti e bassi.

FOGLIE CADUTE
Un libro che ti ha fatto perdere ogni interesse verso l'autore
Ne sono usciti parecchi di libri di questa autrice, ma sinceramente dopo aver letto Obsidian e non averlo apprezzato minimamente (al contrario di molti altri lettori), non sono attratta da nessun altro titolo di questa autrice, anche se forse dovrei darle una seconda possibilità.

CASTAGNE
Un libro che ti fa sentire a casa
Niente da dire, Harry Potter è sempre casa.

ZUCCHE
Un libro che inizialmente sembrava non piacerti, ma che alla fine hai apprezzato
Ho deciso di buttarmi su questo libro dopo averne sentito parlare benissimo, ma ammetto che dopo le prime pagine l'ho trovato un po' lento, tant'è che ci ho messo un po' a terminarlo, ma per fortuna non m,i è venuta l'idea di abbandonarlo, perchè alla fine mi è piaciuto moltissimo!

FUNGHI VELENOSI
Un libro o un autore da cui ti tieni alla larga, anche se non lo hai letto
Premettendo che i new adult non sono proprio il mio genere, ho sentito talmente parlare di questa serie (perlopiù male) che anche se ogni tanto mi concedo qualche pessimo libro per il gusto del trash, non credo che mi avvicinerò a questi libri di Erin Watt

RAGNATELA
Un libro che ti ha intrappolata nelle pagine e dal quale non riuscivi a staccarti
Shiver
Ah, ricordo precisamente quando iniziai a leggere questo libro, ero appena tornata dal cinema con una mia amica, aria condizionata a mille in sala, e subito chi si becca una febbre fulminea? Ma la sottoscritta ovviamente! E Shiver mi aveva fatto compagnia in quell'influenza, e la storia era talmente appassionante e nelle mie corde che l'avevo divorata ed ora andata subito ad ordinare gli altri libri della trilogia!

RICCI
Un libro doloroso (come gli aculei di un riccio)
E' forse poco conosciuto, Fino all'ultimo respiro, ma io l'ho scovato casualmente in biblioteca qualche annetto fa, e l'avevo trovato un libro intensissimo. Ha una storia tutta particolare, racconta di un legame non proprio convenzionale, e sì, mi ha spaccato un po' il cuore.

Dal grande schermo

Recensioni: "Your Name" e "5 cm al secondo"

1.10.19

Buongiorno lettori!
In occasione dell'arrivo nelle sale cinematografiche di  "Weathering with you", il nuovo film di Makoto Shinkai in uscita il 14, 15 e 16 ottobre, ho deciso oggi di parlarvi di due film precedenti di questo regista e fino ad ora i due soli che ho visto (ho già "Il giardino delle parole" pronto, ma non sono riuscita a vederlo prima di preparare il post).
Vi parlo brevemente dei due film, e vi lascio sotto una considerazione generale su queste due opere, che penso possa valere anche per gli altri lavori di Shinkai, se sono simili a queste due storie.

Trama (presa da Coming Soon):
Protagonisti di 5 Cm al secondo sono Takaki e Akari, due studenti delle scuole elementari uniti da una comune passione per i libri.
Quando la ragazza si trasferisce, i due amici sono costretti a tenersi in contatto solo attraverso uno struggente scambio epistolare. Così, qualche tempo dopo, Takaki decide di intraprendere da solo un lungo viaggio per incontrare per l’ultima volta la sua amica, durante una sera d’inverno...

Recensione:
Il film è diviso in tre episodi in cui vediamo l'amicizia tra i due protagonisti, evolversi negli anni.
Il primo episodio, intitolato "Il capitolo dei fiori di ciliegio", vediamo i due amici separarsi e iniziare la loro struggente corrispondenza. Quando Takaki è costretto a trasferirsi, i due giovani decidono di incontrarsi un'ultima volta, ma il viaggio a causa di una fortissima nevicata, sembra congiurare contro i due ragazzi.

Nel secondo episodio, chiamato "Cosmonauta" vediamo Takaki corteggiato da una compagna di scuola, colpita dalla gentilezza del ragazzo e dalla sua tristezza.
L'ultimo capitolo, invece, "5 cm al secondo", appunto, vediamo l'epilogo della storia tra i due ragazzi.

Il film uscì nel 2007 in Giappone, seconda opera di Makoto Shinaki, considerato l'erede di Hayao Miyazaki, fondatore dello Studio Ghibli. Il film fu presentato in Italia nel 2008, durante il  Future Film Festival e vinse il premio come miglior lungometraggio d'animazione con effetti speciali.

La pellicola si apre subito con delle inquadrature che fanno intuire allo spettatore la profondità della storia cui si trovi di fronte, con Takaki e Akari che sono in procinto di separarsi, da un legame  nato tra i banchi di scuola, visti un po' come due emarginati, i due ragazzi si sono legati fin da subito in una tenera amicizia. 
Il film dura poco più di un'ora e riesce a mettere in luce con una certa eleganza un affetto profondo. Come ci insegna Akari nella primissima scena, 5 cm al secondo è la velocità con cui cadono i petali dei fiori di ciliegio durante la loro fioritura, simbolo nipponico per eccellenza, ma che preannuncia anche in qualche modo il finale agrodolce che suscita parecchia malinconia.
La prima parte del film è caratterizzata dai colori poetici e pastello dei fiori di ciliegio e dalla bruma invernale, la seconda parte mescola invece toni più caldi a varianti più fredde, che ben si accompagnano all'evolversi della storia.
Il film scorre piuttosto lentamente, ma vista la breve durata della pellicola, e anche la "divisione" in tre parti, scorre piacevolmente, anche se ammetto che avrei preferito qualcosa in più nel finale (che vi devo dire, evidentemente sotto sotto sono romantica).
Valutazione:
♥♥♥♥

Trama (presa da Coming Soon):
Il film ci accompagna nella vita di Mitsuha e Taki. Mitsuha è una studentessa che vive in una piccola città rurale e desidera trasferirsi a Tokyo, nella grande metropoli dove ogni sogno si può realizzare. Taki è uno studente di liceo che vive proprio a Tokyo, ha un lavoro part-time in un ristorante italiano, ma vorrebbe lavorare nel campo dell'arte o dell’architettura. Una notte, Mitsuha sogna di essere un giovane uomo, si ritrova in una stanza che non conosce, ha nuovi amici e lo skyline di Tokyo si apre dinnanzi al suo sguardo. Nello stesso momento Taki sogna di essere una ragazzina che vive in una piccola città di montagna che non ha mai visitato. Ma quale sarà il segreto che si cela dietro questi strani sogni incrociati?

Recensione:
In uno dei più recenti lavori di Shinkai, vediamo intrecciarsi le vite di due ragazzi, Mitsuha e Taki. La prima vive in una piccola cittadina rurale, mentre Taki è uno studente di Tokyo. I due iniziano a sognare di essere l'uno nel corpo dell'altro, ma è tutto così reale e palpabile che ben presto i due iniziano a capire che forse non si tratta solo di sogni, e il desiderio di capirne di più su questa situazione, diventa sempre più necessario. I due trovano così il modo di scambiarsi dei messaggi nella speranza di trovare il modo di incontrarsi.

Fin dalle prime inquadrature, Shinkai fa percepire allo spettatore come il legame tra i due protagonisti abbia in sè qualcosa di magico. Alla base della loro storia vi sono principalmente il tempo, che ha un ruolo fondamentale e il destino. E' facile riconoscersi nei due giovani ragazzi, con le loro paure e i loro dubbi, Shinkai riesce a caratterizzarli benissimo, regalandoci anche qualche momento comico, grazie agli scambi di personalità tra i due, in cui vediamo l'esistenza di più linee temporali, in questa storia che va oltre tempo e spazio.

Le ambientazioni sono varie, passiamo dalla città urbana e frenetica, ai paesaggi campestri, tranquilli, ma che non hanno niente di noioso, così lo spettatore spazia a 360° nella storia.

Il film è tratto dall’omonimo romanzo scritto dallo stesso regista.  La pellicola è stata campione al box office giapponese, riuscendo a superare addirittura "La città incantata".
Ammetto di essere rimasta piacevolmente colpita da questa pellicola da cui non mi aspettavo niente di che, ma che invece cattura fin dalle prime inquadrature, con questo intreccio di vite che viene costruito in maniera ottima.
Valutazione:
♥♥♥♥/ e mezzo

Considerazioni generali:
Con questi due film, si evince come la parte "sentimentale" sia un po' il filone nelle storie di Shinkai, che non mette in mostra però sentimentalismi sdolcinati e banali, ma bensì storie lineari  che racchiudono in sè qualcosa di assolutamente magico. Percepiamo l'amore e il legame tra i protagonisti attraverso le loro parole e i loro gesti, mai in maniera esplicita, ma attraverso le piccolezze, così lo spettatore intuisce il legame tra i due in maniera autonoma.

I protagonisti hanno un certo spessore, il regista si concentra però solamente su di loro, lasciando i personaggi secondari invece poco caratterizzati. E' facile entrare in empatia con i suoi personaggi, per le loro difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, spesso repressi, solitari o semplicemente pieni di insicurezze. Sono proprio loro le voci narranti di questi capolavori, così viene messo chiaramente in luce ciò che il personaggio pensa, vede e sente.
Se il tempo è un elemento importante, lo sono anche i flashback, e l'utilizzo delle musiche, che aiutano perfettamente il lavoro nel sottolineare i momenti di dramma e tristezza.

Ma parliamo ora delle ambientazioni, probabilmente il vero gioiello delle opere di Shinkai. Ci troviamo di fronte a dei veri dipinti in movimento, fotografie perfette e meravigliose di paesaggi che risultano assolutamente realistici. Non sono semplicemente uno sfondo, ma veri protagonisti, con la particolarità dei colori, delle sfumature, dei tratti delicati e poetici che ci fanno sognare ad occhi aperti queste distese di tonalità e luce e dettagli così vividi da sembrare tangibili.
I punti quindi a favore di queste opere sono le fragilità dei personaggi, che li rendono estremamente realistici nonostante si trovino anche in contesti particolari, la potenza dei colori e le sfumature nelle ambientazioni, i tratti sentimentali e l'importanza dei dettagli.

Se cercate delle storie che raccontano di fragilità, di una bellezza toccante, questi piccoli grandi capolavori di Shinkai fanno al caso vostro, per perdervi per qualche ora, in un mondo che unisce il fantastico ad emozioni appassionanti, attraverso una sensibilità poetica.

Vi lascio il trailer del prossimo film in uscita, "Weathering with you":


Random

Speciale: 10 personaggi inutili/insopportabili delle serie tv... parte seconda

29.9.19

L'anno scorso, vi parlavo in questo post di 10 personaggi dei telefilm che per me risultavano completamente inutili o comunque mi stavano altamente sulle scatole, e devo dire che mi ero divertita parecchio a scrivere quello speciale.
Così, nelle settimane scorse ho fatto un po' mente locale per cercare di racimolare un'altra decida di stupidissimi personaggi di cui parlarvi, ed eccoci qua amici!
Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e con quali altri personaggi siete in guerra voi.

Carla (Elite)
So che lo scopo di questo personaggio è proprio l'essere insopportabile, algida, fredda e calcolatrice, e non c'è dubbio alcuno sul fatto che l'attrice (bellissima eh), riesca ottimamente a vestire questa parte, però... però ogni volta che appare sullo schermo mi vengono certi istinti violenti per cui vorrei davvero schiaffeggiarla!
Nella seconda stagione, poi, in cui la mettono in situazioni ancora più nosense, il mio odio nei suoi confronti si è a dir poco triplicato.

Margaret (Vikings)
Forse è anche colpa della voce italiana che doppia l'attrice e che mi suscita già da sola parecchia irritazione, ma questo personaggio di Vikings totalmente inutile e stupido davvero non mi va giù.
Diciamo che sono stata contenta della fine che le hanno fatto fare, ecco!

Courtney (13)
Non credo ci sia niente da dire su di lei in realtà, chi non l'ha trovata insopportabile?
Poi oh, io ho visto solo la prima stagione, quindi non lo so, magari nella seconda migliora un po', ma ne dubito!
Beck (You)
La protagonista di You, come avevo già detto nella recensione dedicata, risulta parecchio insopportabile. Bella l'attrice eh, anche bravina, ma diciamo che pur essendo perseguitata da uno stalker quasi professionista, non è che io abbia provato pietà, rammarico o che so io per lei eh, perchè diciamocelo, è fastidiosa, è stupida, ha le fette di salame sugli occhi, per essere la protagonista è proprio un ENORME GIGANTESCO NO.

Billy (Stranger Things)
Vabbè, pure lui come Carla di Elite ha prioprio lo scopo nella serie di essere cattivo e crudele, quindi uno scopo almeno ce l'ha (al contrario di molti altri in questa lista) e soprattutto nella terza stagione serve a qualcosa appunto.
Però, diciamocelo, quando fa la sua comparsa a Hawkins, con i suoi modi rozzi e volgari e violenti di trattare Max, viene naturalissimo volergli dare una bella sprangata in testa.

Kennedy (Buffy)
Io amo follemente Buffy, davvero, e di nuove entrate in scena nel corso di sette stagioni ce ne sono state parecchie e ci è sempre voluto un po' ad abituarsi a qualche nuovo componente della squadra, ma bene o male alla fine ci si abituava.
A lei no però.
Lei non l'ho sopportata dalla prima scena, praticamente. Antipatica,  una so tutto io che si crede chissà che, si mette in mezzo, pensa di essere la più brava e della sua relazione con Willow ne vogliamo parlare? 
No, no, no, assolutamente tutto sbagliato..

Melissa (Pretty Little Liars) 
Pretty Little Liars è pieno, pienissimo di personaggi, è un andirivieni di gente che sparisce nel nulla, che torna non si sa bene per quale motivo, che ri-sparisce di nuovo, a volte viene trovata morta, a volte resuscita... insomma, in questo marasma di gentaglia non tutta simpatica, abbiamo lei, Melissa, la sorella di Spencer, la più antipatica per eccellenza.
Poi oh, diciamoci la verità, visto il luogo in cui vive, vista la famiglia in cui è cresciuta, visto il casino che è Pll, mica è facile rimanere sani di mente, però diciamo che lei ce la mette tutta per stare sulle scatole a noi poveri spettatori!

Dave e Rex (Desperate Hosewises)
E' passato parecchio, parecchio tempo da quando mandavano in onda Casalinghe Disperate tutti i mercoledì, su sky, d'estate, e io avevo l'appuntamento fisso, insieme a mia mamma, per guardare questa serie che era tutto un infittirsi di misteri. Come per Pretty Little Liars, però, anche in questa serie tv ne sono passati tantissimi di personaggi, e tra questi ricordo che Rex, marito di Bree, e Dave, fidanzato (o marito ora non ricordo) di Edie, mi davano davvero sui nervi.
Non ricordo bene perchè, è passato troppo tempo, ma è bastato solo rivederli in queste gif per ricordare il fastidio che mi mettevano (dai guardate il primo, ha proprio una faccia fa prendere a pugni!)

Gerard (Teen Wolf)
Beh si, il cattivo di turno mica deve essere carino e coccoloso eh, ma quanto mi sta sulle palle Gerard!
Senso della famiglia, dice lui, ma non ha la minima remora ad agire contro sua nipote e contro il suo stesso figlio, anzichè essere un nonnino premuroso e spacciatore di paghette della domenica va a caccia di lupi, e manco con il sangue nero che gli cola dal naso (e sì, emh, pure dagli occhi) usa le buone maniere. Livello di odio: 10

HarperCollins

I'll be there for you

26.9.19

Titolo: I'll be there for you
Autore: Kelsey Miller
Editore: HarperCollins Italia
Anno: 2019
Pagine: 344
Prezzo: 18,00

Trama:
Oggi, il telefilm Friends è ricordato come un'icona della commedia degli anni '90 e il Must See della TV per anni. Ma quando la serie ha debuttato nel 1994, nessuno aveva idea del fenomeno che sarebbe diventata. Dalla prima ondata di Friendsmania al contraccolpo e alla rinascita che seguirono, lo show mantenne una misteriosa connessione con il suo pubblico, che lo vide sia come riflesso della propria vita sia come una fuga aspirazionale dalla realtà. Negli anni successivi, Friends si è evoluto dal megahit in prima serata a una serializzazione nostalgica e infine al classico certificato. Ross, Rachel, Monica, Chandler, Joey e Phoebe sono entrati nel pantheon dei grandi personaggi televisivi, e le loro storie rimangono ancora rilevanti. "I'll be there for you" è un tuffo nella storia e nella tradizione di Friends, ed esplora tutti gli aspetti dello show, dalle sue origini improbabili alle condizioni sociali che ne hanno amplificato il successo. La giornalista e esperta di cultura pop Kelsey Miller rivive i momenti più importanti dello spettacolo, fa luce sui suoi elementi a volte datati e problematici ed esamina le tendenze mondiali che Friends ha catalizzato, dalla contemporanea cultura del caffè al taglio di capelli alla Rachel, super popolare negli anni '90. Portando i lettori dietro le quinte, Miller traccia l'ascesa del cast alla fama e districa la complessa relazione tra gli attori e i loro personaggi. Unendo interviste rivelatorie e storie personali, indaga il ruolo della celebrità, degli eventi che cambiano il mondo e degli albori dell'era digitale, tutti fattori che hanno influenzato sia la serie che i suoi spettatori. "I'll be there for you" è la retrospettiva definitiva di Friends, non solo per i fan della serie, ma per chiunque si sia mai chiesto che cosa ci sia in questo show e nella commedia televisiva che risuona in modo così potente.

Recensione:
Quello a cui mi sono ritrovata di fronte leggendolo, è un libro speciale, dedicato a tutti i fan della serie iconica ed evergreen di Friends, che è più di una semplice "guida a...", ma una vera e propria chicca.
L'autrice del libro, infatti racconta il dietro le quinte, ma anche il suo rapporto con il telefilm, com'è nata la sua passione, come la serie ha iniziato pian piano ad insinuarsi nelle sue giornate, nelle ore in palestra, fino a diventare un'abitudine irrinunciabile. Ci racconta come lo stesso sia successo a chi la circondava, come il gruppo di amici abbia iniziato ad influire sulle vite degli spettatori, diventando un appuntamento fisso, una coccola meritata, un bisogno per concludere al meglio una stancante giornata di lavoro.

Ci racconta anche come Friends sia tuttora attuale, sinonimo di successo ogni volta che viene riproposto in replica, analizza l'importanza degli ascolti ottenuti all'inizio, e di qualche calo che ne hanno compromesso la produzione, in alcuni punti della storia. 
Veniamo così a conoscenza di come siano stati scelti i sei attori protagonisti, alcuni reduci da provini fallimentari, altri con una parte già costruita sulla loro persona, e di come pian piano la vita dei sei sia stata stravolta dal successo e dalla fama. Delle loro ospitate, dei tagli alla Rachel, di come siano diventati idoli da seguire, nello stile, nella moda, nei viaggi...
Si parla anche di qualche progetto più recente cui gli attori hanno partecipato, alcuni ancora sull'onda del successo (vedi Jennifer Aniston) e qualcun altro un po' meno, ma d'altra parte con il cachet guadagnato per ogni singola puntata della serie tv, possiamo ben dire che sono a posto per tutta la vita eh!
E' stato bello leggere di com'era il rapporto tra i sei attori, sia dentro che fuori dallo schermo, di come fossero amici nella vita reale, di come sia siano "battuti" per avere un salario uguale, di come si siano dati man forte e abbiano sofferto davvero per la fine della storia.
Ripercorriamo assieme a Kelsey Miller  i momenti topici stagione per stagione, le scelte flop, le battute assicurate, le puntate migliori e il tristissimo addio dopo un totale di 10 stagioni.
Una vera e propria full immersion in una delle serie tv più acclamate degli ultimi anni, con critiche annesse, e il gusto delle cose semplici che con il giusto tocco di sarcasmo sempre infallibile e un'amicizia leale e invidiabile, ne hanno fatto un fenomeno planetario.
Che poi, a ben vedere, Friends è stato un po' l'apripista di numerose altre serie comedy tipo The Big Bang Theory, Modern Family, New Girl o How i met your Mother.

Insomma, un libro assolutamente imperdibile, dedicato a tutti i fan delle serie che vogliono immergersi ancora più nel profondo nella loro serie preferita, con una narrazione scorrevolissima, che rende interessanti anche i dettagli più "tecnici" della produzione, e ci svela dei veri e propri segreti.

Valutazione:
♥♥♥♥

Recensioni telefilm

Recensioni: Elite | Trinkets | Vikings | The Handmaid's Tale

21.9.19

Elite
(stagione 2)
Elite è sinonimo di trash, ormai l'abbiamo capito. Se nella prima stagione però, aveva dalla sua parte il fatto di essere divertente, in questi nuovi episodi, sebbene di divertimento inteso come feste, festini, sesso e alcolici non mancano, manca invece un po' di brio nell'atmosfera in generale.
Queste nuove puntate iniziano un po' con la stessa struttura della prima stagione, con una sparizione, mentre proseguono anche le indagini sulla morte di Marina. Chiamiamole indagini, chiamiamola sparizione, perchè Elite non si guarda certo per la sua parte pseudo-thriller, perchè diciamocelo, grande suspance non ce n'è. Le ore passate a cercare la persona dispersa sono un po' perse, perchè si risolve tutto in modo un po' meh. Le indagini casalinghe di Marina, invece, per noi spettatori che già ben sappiamo chi, cosa e quando, fanno un po' rabbia, per il modo in cui l'ultimo episodio si conclude, proprio con quella scena finale che ci fa chiedere, cosa abbiamo appena visto, e soprattutto perchè! A cosa sono servite, in sostanza, queste 10 puntate?
Vabbè, almeno vengono introdotti tre nuovi personaggi, un ragazzo e due ragazze, ognuno di loro che nasconde un segreto, tutti e tre un po' emarginati, un po' pesci fuor d'acqua in mezzo a questi "elite" e quindi li prensiamo subito in simpatia.
Il personaggio di Christian, che appunto portava almeno una sferzata di allegria, è qui "fatto fuori" quasi subito, il rapporto tra Carla e Samuel, non sto nemmeno a commentarlo perchè è così assurdo che non saprei proprio cosa dire, e anche Nano è abbastanza rilegato in un angolo in questa stagione.
Insomma, continua ad essere una serie trash come poche, che ha perso un qualcosa che nel corso della prima stagione, almeno, la rendeva un pizzico più interessante.
Ha dalla sua parte le belle facce degli attori, che fanno senza dubbio parlare di sè, e poi diciamocelo, certe volte c'è proprio bisogno di guardare qualcosa di estremamente superficiale e stupido per farsi quattro risate.
Valutazione:
♥♥/ e mezzo

Trinkets
Iniziata assolutamente per caso, questa serie ha (almeno per ora) solo una stagione di una decina di episodi e racconta la storia di tre ragazze che si incontrano grazie ad un gruppo di "taccheggiatori anonimi" 
Le puntate scorrono abbastanza veloci, non sprizza particolarmente di originalità, nel senso che il fenomeno di cleptomania, alla fin fine non viene affrontato granchè, ma la storia si concentra sulla storia delle tre protagoniste, che sono abbastanza stereotipate.
Le tre ragazze frequentano la stessa scuola, ma prima di finire in questo gruppo, non si sono mai parlate perchè fluttuano in mondi totalmente diversi: se una è di ottima famiglia e dalla vita (apparentemente) perfetta, l'altra è un'emarginata, un maschiaccio abbandonata dal padre e con una relazione segreta, mentre la protagonista è Elodie, appena trasferitasi dopo la morte della madre e quindi arrabbiatissima con il padre che si è costruito una nuova famiglia.
Tra le tre, ammetto di aver preferito il personaggio di Moe, le altre due non mi hanno catturato per la loro simpatia, nè per le doti recitative delle attrici, detto sinceramente.
La serie termina con un finale abbastanza aperto, quindi immagino ci sarà una seconda stagione, staremo a vedere, anche perchè non credo che si sia parlato molto di questo telefilm (è disponibile su Netflix). Nel caso, anche se complessivamente non mi ha fatto impazzire, penso che andrò avanti, giusto per curiosità e proprio per la scorrevolezza degli episodi che tutto sommato si guardano volentieri.
Valutazione:
♥♥

Vikings 
(5B)
Finalmente, dopo mesi, sono riuscita a recuperare la seconda parte della quinta stagione di Vikings, nel mese di agosto.
Diciamo che, parlando in generale, Vikings è una serie piuttosto monotona, nel senso che non ci sono grandi sviluppi nella trama, intesi come colpi di scena o cambiamenti continui, la trama è piuttosto lineare, dalla prima stagione, ma ciò che colpisce della serie, o almeno ciò che colpisce me, è il mutamento dei personaggi.
Per mutamento, non intendo per forza maturazione eh, anzi, alcuni cambiano in meglio, altri in peggio, però cambiano, indubbiamente. In questi ultimi episodi, vediamo la lotta di Ivar con i fratelli, farsi sempre più brutale e sanguinaria. 
L'attore che interpreta il personaggio di Ivar è davvero perfetto per la parte, lo devo ammettere. Riesce ad incarnare la pazzia, la fredda razionalità condita da un cuore di pietra, davvero bene. Non dimentichiamo però, che il ragazzo ha una mente brillante, questo bisogna ammetterlo, e pur odiandolo un episodio sì e l'altro pure, il suo odio viscerale per il mondo è anche ben capibile se pensiamo a come il mondo ha sempre trattato lui, fin dalla sua nascita.
La parte relativa a Floki e al suo viaggio in solitaria con pochi intimi, ammetto che se aveva un po' di senso nella 5A, qui inizia a risultare piuttosto noiosa e a mio parere  inutile, mentre non mi sta piacendo molto l'evolversi del personaggio di Lagerhta, un po' accantonata con una storyline che poteva essere fatta meglio viste le potenzialità del suo personaggio.
Diciamo che alcune cose funzionano e altre meno, diciamo che la mancanza di Ragnarr si sente sempre, e che alcuni episodi sono meglio di altri, diciamo che la fine si sta avvicinando anche per questa serie, e speriamo le rendano giustizia dato che visivamente è davvero ben fatta.
Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

The Handmaid's Tale
(stagione 3)
Mentre guardavo i primi episodi di questa terza stagione, leggendo opinioni varie su instagram, ho percepito che in molti avevano pianto guardando la puntata finale e mi sono detta "Come mai?" Man mano che scorrevano gli episodi, infatti,  pensavo okay ci sono delle cose interessanti, però complessivamente stiamo calando parecchio rispetto le prime due stagioni. 
Ammetto, che un po' gli occhi lucidi alla fine li ho avuti anche io, ma non hanno compensato i momenti piatti di tutti e 13 gli episodi.
Perchè sì, ho trovato questa terza stagione un alternarsi di scene interessanti, ad altre che non mi dicevano assolutamente nulla.
La bravura dell'attrice protagonista, rimane secondo me immutata, interpretare Jude in modo così coinvolgente e viscerale immagino non sia affatto cosa semplice, ma la crudeltà, la spietatezza che hanno caratterizzato la storia, e per questo la storia di questa serie ha fatto parlare di sè, sembrano qui un vago ricordo.
Tredici episodi che si concentrano su una vana speranza di Jude di cambiare le cose, questa volta aiutata da altre ancelle, Max che a parte una comparsata, sparisce praticamente nel nulla, il personaggio di Serena che pure viene un po' rilegato in un angolo, a questo punto mi sarei magari concentrata maggiormente sulla situazione che stanno vivendo Luke e Moira, giusto per variare un po'.
Insomma, diciamo che la serie sta un po' scadendo nel banale, basti pensare a tutto quello che combina la protagonista e che ogni volta la scampa, mentre molte altre vengono impiccate per molto meno...voglio dire, fino a quando può reggere la "fortuna" di Jude?
Spero in una quarta stagione più avvincente, o in un finale non troppo lontano che salvi una serie che era partita assolutamente alla grande.
Valutazione:
♥♥♥/ e mezzo

Bao Publishing

Il principe e la sarta | Forse l'amore | Stranger Things - Il Sottosopra

18.9.19

Non sono una lettrice di fumetti e manga, ma ultimamente con l'avvento di sempre più Case Editrici dedicate a questo genere di lavori, ammetto che un po' hanno iniziato a incuriosirmi e ispirarmi. Sono un mondo ancora totalmente nuovo per me, a cui mi sto avvicinando pian piano, ma voglio parlarvi oggi, di queste tre opere che ho letto nelle scorse settimane e che potrebbero essere l'ideale per chi, come me, si vuole avvicinare a questo genere di letture.

Titolo: Il principe e la sarta
Autore: Jen Wang
Editore: Bao Publishing
Anno: 2019
Pagine: 296
Prezzo: 21,00

Trama:
Un principe con un segreto e un'umile sarta con un grande sogno sono i giovani protagonisti del graphic novel di Jen Wang, che ci porta nel mondo sfavillante e gender-fluid del cross dressing (che significa vestire abiti che sono comunemente associati al ruolo di genere opposto al proprio) grazie ad un personaggio fuori dai canoni, una misteriosa e incantevole icona della moda: Lady Crystallia. Un libro per tutte le età che celebra la bellezza di essere se stessi, un messaggio di amicizia e comprensione di sé, una storia che racconta la bellezza della moda, la difficoltà di avere a che fare con i pregiudizi, i primi batticuori e la necessità di scriversi da soli il proprio destino.

Recensione:
Molto conosciuto su Instagram, edito da Bao Publishing, ammetto che continuare a vedere in giro le foto di questa opera di Jen Wang mi ha parecchio incuriosita, così ne ho approfittato, trovandolo in biblioteca, per leggerlo.
Il fumetto racconta la storia di Frances, una giovane ragazza di umili origini abilissima come sarta. Grazie al suo talento, gli viene commissionato il guardaroba di Lady Crystallia, una misteriosa principessa che ha la passione per i vestiti e gli accessori e che trova in Frances, prima che un prodigio con ago e filo, un'amica fidata.
Lady Crystallia però, non è una giovane qualunque, nasconde un segreto, un segreto che compromette la vita del principe Sebastian in persona.

Ha i toni di una moderna favola, Il principe e la sarta, ma ha al suo interno una tematica attuale e di una certa importanza, che l'autrice riesce a mettere su carta in maniera brillante  e unica.
Ambientato in una sfarzosa Parigi, dai toni brillanti e principeschi, Wang narra di diversità, di accettazione di sè e di chi ci sta accanto.
Le illustrazioni ricordano ci portano un po' in casa Disney, con tratti cartooneschi, spessi, pennellate di colori brillanti e i volti dei suoi protagonisti tratteggiati con estrema espressività.
Alla fine del volume notiamo il processo creativo dell'autrice e la nascita dei suoi disegni, da semplici tratti abbozzati ad un risultato finale perfetto e dettagliatissimo.
Il principe e la sarta, è quindi una storia che scorre velocissima, che per mezzo di una moderna favola, racconta di cose grandi, e dell'imparare a vivere con sè stessi, a dispetto di ciò che la società pensa sia meglio per noi.


Titolo: Stranger Things - Il Sottosopra
Autore: Jodi Houser
Illustrazioni: Stefano Martino
Editore: Salani
Anno: 2019
Pagine: 100
Prezzo: 15,90

Trama:

Il Sottosopra è un luogo esistito finora solo nei peggiori incubi o nelle più terribili allucinazioni. Will Byers non sa come chiamare il posto inquietante in cui si è improvvisamente trovato. Le uniche certezze sono che è solo e che niente intorno a lui lo fa sentire al sicuro. Uno strano mostro, dal verso stridente, è in agguato dietro ogni angolo, mentre voci familiari lo chiamano in lontananza. Per sopravvivere, Will deve tenere fede a ciò che ha imparato giocando di squadra con i suoi amici, con la speranza di tornare presto a casa.

Recensione:
Mi sono decisa a dare un'occhiata a questa grapich novel, spinta ovviamente dal fatto di aver apprezzato molto la serie tv. La storia è quella che abbiamo visto nella prima stagione, ma solo dal punto di vista di Will Byers, punto di vista per noi spettatori del telefilm, abbastanza nuovo, perchè a parte qualche immagine fugace, non ci è dato sapere cosa sia successo precisamente nel Sottosopra al povero Will.
Questa graphic novel, la prima ufficiale dedicata alla serie, è firmata da Jody Houser e disegnata da Stefano Martino.
I disegni, rispecchiano abbastanza fedelmente gli attori, e le ambientazioni in particolar modo, con le loro sfumature e i dettagli, riescono a far percepire pienamente al lettore le atmosfere colme di inquietudine e paura.
Personalmente, ho apprezzato ancor di più le illustrazioni tratte dalle copertine dei singoli albi, di Kyle LambertAleksi Briclot e Matthew Taylor, nonchè copertina del volume stesso realizzata da Jen Bartel. I bordi rossi delle pagine, danno quel tocco in più arricchendo il volume.
Diciamo che consiglierei questa grapich novel solo ai fan della serie tv, come opera a sè, senza conoscerne la storia principale, non so quanto possa essere avvincente o comunque ben chiara la vicenda, ma per chi ha amato il telefilm, è senza dubbio un gioiellino da aggiungere alla propria collezione.


Titolo: Forse l'amore
Autore: Silvia Vecchini
Illustratore: Sualzo
Editore: Tunué
Anno: 2017
Pagine: 48
Prezzo: 14,90

Trama:
Un ragazzo, una ragazza. Una giornata a scuola. Di lezione in lezione, di aula in aula i loro pensieri si intrecciano. È forse la prima volta che ci si sente guardati, ricambiati, attesi. Tutto attorno sembra parlare una nuova lingua e tutto somiglia a quello che si sente sbocciare. Forse l'amore, il nuovo lavoro di Sualzo e Silvia Vecchini è un racconto delicato, intelligente, autentico, che si inserisce nella quotidianità di due adolescenti restituendoci con efficacia le loro riflessioni, le loro reazioni, i loro pensieri, il loro primo e timido approccio a nuove situazioni e nuovi sentimenti.

Recensione:
Edito da Tunuè, ammetto che il lato romantico (e per la maggior parte ben nascosto) che c'è in me mi ha spinto a voler leggere questa opera con curiosità.
Con i testi di Silvia Vecchini e le illustrazioni di suo marito Sualzo, nella sua totale semplicità, "Forse L'amore" colpisce per la sua assoluta delicatezza.
Una piccola poesia, un inno all'amore, raccontato in modo semplicissimo, con immagini di vita di tutti i giorni, ma che descrivono in modo chiaro e realistico un sentimento che travolge tutti.
L'albo è breve, i testi pure, le illustrazioni hanno tratti delicati e tinte color pastello che ben si accompagnano alle parole dei due autori.
Per i romantici e non, questa grapich novel è un piccolo gioiellino che ci ricorda come le cose semplici vengano amplificate quando sboccia l'amore, come tutto prenda una forma e dei colori diversi quando ci sentiamo bene e i gesti più banali diventano una magia.

"Forse l'amore è un cuore in battaglia,
felice,
già arreso"

Follow Us @soratemplates