Mondadori

Falce

8.7.20

Titolo: Falce
Autore: Neal Shusterman
Editore: Mondadori 
Anno: 2020
Pagine: 360
Prezzo:
Trama:
Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l'umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un'immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti.

Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l'efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere "spigolato". In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.


Recensione:
Dopo mesi mi sono rigettata su un distopico, primo di una trilogia, dalle premesse interessanti ed originali, cosa che negli ultimi distopici tocccati, mancava abbastanza.
La società in cui i due protagonisti, Citra Terranova e Rowan Damish vivono, è gestita dal Thunderhead, un'intelligenza artificiale che ha vita propria e controlla tutto. Qui, tra i comuni cittadini, ci sono anche le "Falci", che hanno il compito di tenere sotto controllo la popolazione e il sovraffollamento, attraverso la "spigolatura", ovvero delle uccisioni.
Si, perchè nella società dei due ragazzi, non esiste più la morte, niente malattie o invecchiamento, si ha anzi la possibilità di ringiovanire o tornare in vita se per errore si finisce sotto una macchina o ci si getta da un tetto. In qualche modo però, è necessario eliminare il superfluo, ed è a questo che servono le Falci, il loro compito è proprio individuare chi spigolare definitivamente e a chi invece concedere l'immunità.

Per puro caso, Rowan e Citra si incontrano proprio nel percorso di apprendimento per diventare Falci, sotto la guida del loro temuto maestro.

E' ovvio che tutti temono queste Falci, molte di esse infatti, eseguono il proprio lavoro nel rispetto delle regole, ma ben presto i due ragazzi scopriranno come invece molte altre sfruttano il proprio potere per  scopi ancora più macabri.

Ammetto che la storia raccontata da Shusterman è partita benissimo, mi sono da subito trovata molto coinvolta dal romanzo, e soprattutto mi è piaciuto come il tutto venga descritto minuziosamente in modo da far comprendere al lettore come il  Thunderhead e tutto ciò che gli sta attorno, è organizzato.
Circa a metà libro, devo ammettere che la mia attenzione era un po' calata (purtroppo la lettura è andata un po' a rilento a causa di impegni vari), anche perchè ha iniziato a prendere una piega che mi ha fatto pensare al peggio: allarme clichè insomma.
Per fortuna però, così non è stato, anzi! La storia riprende e alza nuovamente il livello d'azione regalandoci un po' di colpi di scena assolutamente inaspettati.

La storia è narrata dai due ragazzi, ma molto interessanti tra un capitolo e l'altro, sono i "diari" dei personaggi che ci permettono di addentrarci ancor di più nel meccanismo societario.
E' una storia anomala e surreale, ma ben orchestrata. L'autore narra nei dettagli questa società, per certi versi non poi tanto lontana dalla nostra.

I personaggi principali sono ben descritti, ammetto però di aver preferito Citra a Rown, perchè attraverso il rapporto che instaura con una delle falci durante l'addestramento, ci porta a vedere maggiormente i compiti di queste figure e il loro diverso modo di agire. I personaggi secondari, tra l'altro, sono forse anche più interessanti dei principali, perchè ci raccontano tanti dettagli utilissimi a capire meglio questa ambientazione distopica.

Per concludere, direi che il finale di Falce è ottimo per incuriosire il lettore quanto basta da desiderare di leggere subito il secondo volume della trilogia, sperando sia all'altezza di questo primo capitolo!

Valutazione:
♥♥♥♥

Piemme

Bunker Diary

26.6.20

Titolo: Bunker Diary
Autore: Kevin Brooks
Editore: Piemme
Anno: 2015
Pagine: 277
Prezzo: 9,40

Trama:
Linus, sedici anni, insieme a quattro adulti e una ragazzina di nove, si trova intrappolato in un bunker, uno spazio claustrofobico da cui nessuno può fuggire. Sono stati rapiti da qualcuno che si è presentato loro ogni volta in modo diverso e non sanno perché sono stati scelti. Spiati da decine di telecamere e microfoni perfino in bagno, dovranno trovare un modo per sopravvivere. "Bunker Diary" è un incubo da vivere sulla propria pelle attraverso le pagine del diario di Linus, in un'escalation di umiliazioni, meccanismi perversi e violenza fisica e psicologica innescati "dall'uomo di sopra"...

Recensione:
Non sapevo cosa aspettarmi da Bunker Diary fino a che non l'ho iniziato e anche una volta girata l'ultima pagina (digitale visto che l'ho letto sul Kobo), non sono riuscita a capire se ne fossi rimasta soddisfatta o meno.
La verità è che mi ha lasciato pensieri contrastanti, perchè un po' contrastante è in fondo la vicenda raccontata in questo romanzo.

Linus, il nostro protagonista, è il narratore della storia, e la storia sua e di quelli che finiscono come lui, ce la racconta tramite una sorta di diario, un diario del prigioniero.
Sì, perchè il ragazzo viene improvvisamente rapito e segregato in questo bunker sotterraneo, non si sa perchè, non si sa da chi, ciò che sappiamo fin da subito è che lui non sarà l'unica vittima e infatti pian piano iniziano ad arrivare altri cinque sconosciuti.
Sei in totale, sei topi da laboratorio, sei personaggi diversi che più diversi non si può.
Linus è colui che fa un po' da collante, quando le cose iniziano a surriscaldarsi tra i prigionieri, tutti desiderosi di trovare una via d'uscita, desiderosi di ingraziarsi chi "sta di sopra" per avere la possibilità di uscire.
L'ascensore, è un elemento centrale della storia, da lì arrivano i nuovi "detenuti", da lì si capisce se la giornata sarà "buona" con scorte di cibo e quant'altro, o se i sei saranno preda di fame, allucinazioni, attacchi di rabbia e psicosi.

Quello che non ho apprezzato pienamente della storia è stato il finale, sebbene non possa bocciarlo totalmente, perchè in una certa misura si allinea un po' a tutta la stranezza e all'atmosfera della storia, mi ha lasciato comunque con l'amaro in bocca e una sensazione di incompletezza.

Ciò che invece ho apprezzato, è lo stile scorrevolissimo utilizzato dall'autore e soprattutto la vena psicologica e sociale che passa nella storia, tramite le sue parole. I sei personaggi infatti, appartengono a mondi completamente diversi, hanno abitudini diverse e anche diverse età, eppure lì sotto, tra la paura e le menzogne, vengono a galla le parificazioni, i bisogni comuni, e la crudeltà umana.
Altra cosa degna di nota, è il ritmo costante del romanzo, pur non utilizzando l'escamotage di scene truculente o sanguinose, l'autore riesce comunque a mantenere un clima di inquietudine nella sua semplicità, l'ignoto che terrorizza più di qualsiasi cosa e la sensazione claustrofobica di trovarsi nei panni del protagonista trapelano per tutto il libro.

Valutazione:
♥♥♥

Instagram

5 app fotografiche per Instagram - parte seconda

22.6.20

Secondo appuntamento dedicato all'editing fotografico e al mondo di Instagram, con particolare riferimento a noi bookstagrammer ovviamente.
Se vi siete persi la prima parte, la trovate qui.

VSCO
Questa è, insieme a Snapseed probabilmente l'app più utilizzata per l'editing fotografico direttamente da cellulare.
Vsco si presenta come un'app completa, oltre ad avere numerosissimi filtri, permette anche di regolare i preset in modo da salvare e creare dei filtri personalizzabili. Anche quelli già impostati nell'app sono totalmente modificabili tra contrasto, saturazione, bilanciamento del bianco e tutte le altre impostazioni del caso, e oltretutto permette di copiare e incollare le modifiche da una foto all'altra, se volete usare lo stesso preset senza dover agire nuovamente sui singoli parametri, cosa secondo me utilissima per risparmiare tempo.

Light X
Light X è un'app che ho utilizzato per qualche tempo (ahimè l'ho dovuta cancellare per questioni di memoria del cellulare!). Si presenta come un'app abbastanza fornita, permette di modificare i soliti parametri di luminosità, vividezza eccetera e dispone di diversi filtri (anche se a me non facevano impazzire). In aggiunta, permette di tagliare, cancellare e incollare diversi elementi tra più fotografie, che è forse l'opzione più utile di questa applicazione.

A Color Story
Quest'app ha diversi filtri niente male, molti gratuiti ed altri a pagamento.
L'app è abbastanza semplice ed intuitiva, permette anche di modificare le curve e salvare i propri filtri personalizzati in modo da non doverli reimpostare al ritocco successivo. 
Anche questa l'ho utilizzata per un certo periodo ma poi cancellata per questione di spazio. Non è male, nel complesso, ma ho preferito sostituirla con altre app più comode per me.

Adobe Lightroom
Non ho mai utilizzato Adobe Lightroom, ma a quanto ho letto, penso sia tra le applicazioni più efficienti in campo di editing. L'app è gratuita, ma le funzioni avanzate sono accessibili solo se abbonati. E' richiesta una registrazione, ma si può tranquillamente accedere con il proprio account Google o Facebook. Con Adobe Lightroom potete ritagliare, correggere, modificare temperatura, saturazione, nitidezza e chiarezza dello scatto...

Vimage
E' l'app che vi permette di creare cinegraph in modo semplice e rapido. Se non sapeste di cosa sto parlando, i cinegraph sono quelle immagini che hanno dei dettagli in movimento (nuvole che si spostano, farfalle che sbattono le ali, per esempio). Vi dà modo insomma di dare vita alle vostre foto con delle piccole animazione. L'unico difetto di questa app è che pur essendo gratuita, salva le immagini con il watermark, per toglierlo è necessario pagare (o altrimenti tenersi l'immagine così!)

consigli

5 app fotografiche per Instagram

14.6.20

Buongiorno lettori, quello di oggi è un post un po' diverso dal solito, parliamo infatti di fotografie e in particolare ho pensato di suggerirvi 5 app utili per le vostre foto  (quasi) totalmente gratuite, che potete utilizzare per i vostri canali Instagram:

Picsart 
Picsart è in parte gratuita ma ha alcuni elementi aggiuntivi a pagamento.
La utilizzo soprattutto quando voglio creare foto più creative, per creare doppie esposizioni per esempio, utilizzare gli elementi come "dispersione" e "movimento", applicare font e soprattutto  trovate una miniera di adesivi e pennelli in grado di creare delle vere e proprie foto magiche, adatto anche ai più imbranati (come la sottoscritta!).
Il bello di questa app è che trovate (sullo stesso instagram, nella stessa applicazione, ma anche su youtube), diversi tutorial, alcuni già impostati e modificabili direttamente da Picsart semplicemente inserendo le vostre foto.

Snapseed
Disponibile sia per i-phone che per android, permette di editare le vostre foto in maniera quasi professionale, è infatti forse la più utilizzata (e totalmente gratuita).
Trovate diversi filtri già impostati a seconda della tipologia di foto che volete creare (portrait, vintage, glamour ecc) ma permette anche di agire su contrasto, luminosità e variare la curva di colore nelle foto per modificare in maniera precisa una determinata zona della vostra immagine.
Pixlr
Altra app utilissima, che utilizzo già da diversi anni perchè ne esiste anche la versione web. Utile se volete creare collage, ma anche apportare modifiche alle singole foto, regolando i soliti parametri come contrasto, ombre, vividezza... ma anche correggere, scurire o schiarire determinate aree, aggiungere frasi o cornici.
Anche qui trovate numerosissimi filtri già  impostati, personalmente non li ho mai usati, a parte qualche volta il black & white, ma se li apprezzate, qui ne trovate davvero di tutti i tipi.
L'app è gratuita, ma ne esiste anche una versione a pagamento per accedere alle opzioni avanzate.

Canva
Canva è stata una grandissima scoperta, più che per la modifica delle foto di per sè, è invece uno strumento indicatissimo se siete alla ricerca di un applicazione che vi permetta di creare template per instagram, piuttosto che segnalibri, brouchure, volantini... trovate tantissimi modelli predefiniti, che potete però cambiare a vostro piacimento con colori, elementi e posizioni. Alcuni elementi o template sono a pagamento, ma la maggior parte di quelli gratuiti sono carini e così ben assortiti da essere abbastanza per creare qualcosa di assolutamente grandioso.
E' quindi utile, non solo per le vostre Instagram Stories o gli highlights, ma per creare storytelling utili anche per Facebook, Pinterest, blog e in generale layout per il web totalmente modificabili.


Animated Stories
Questa è l'app perfetta per creare storie interattive per le vostre pagine Instagram. Nell'app sono presenti modelli già impostati, ma modificabili con colori, testi ed elementi aggiuntivi, più alcuni layout invece a pagamento, tutti suddivisi per tipologia.
Se siete alla ricerca di qualcosa che vi permetta di dare un tocco in più alle vostre storie, questa fa sicuramente al caso vostro, è intuitiva e semplice e dà modo di creare animazioni niente male in pochissimi minuti.

Longanesi

Isola di neve

12.6.20

Titolo: Isola di neve
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Anno: 2018
Pagine: 500
Prezzo: 19,90

Trama:
Un'isola che sa proteggere. Ma anche ferire. Un amore indimenticabile sepolto dal tempo. 2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L'unico suo rifugio è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida - l'isoletta del vecchio carcere, abbandonato -, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull'isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant'anni: la storia di Andreas von Berger - violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida - e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. 
L'unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull'isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l'unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell'isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Recensione:
Isola di neve era l'ultimo libro del repertorio della D'Urbano che avevo a disposizione, l'ultimo che non avevo ancora letto.
Ammetto che la curiosità era parecchia, ma avevo deciso di tenermelo stretto per un momento no, sicura che anche questa volta l'autrice non mi avrebbe deluso e così, tra una lettura e l'altra abbandonata durante la quarantena, ho deciso di ricorrere proprio a Isola di neve per sbloccare l'ennesimo blocco del lettore.
Ebbene, l'autrice non delude nemmeno stavolta, anzi, Isola di neve finisce dritto dritto al secondo posto nella mia classifica della D'Urbano, dopo il crudele "Il rumore dei tuoi passi".

Quella raccontata in queste pagine, è una doppia storia, su una doppia linea temporale, e come in ogni suo romanzo, l'autrice, finisce per intrecciarne i fili in maniera perfetta ed efficiente.

Ci troviamo questa volta sull'isola di Novembre, dove Manuel si rifugia dopo l'ennesima delusione. In cerca di una via di fuga e di un nascondiglio, in questa remota e all'apparenza tranquillissima isola, il ragazzo conosce Edith una ragazza tedesca finita sull'isola per risolvere un mistero che coinvolge un violino prezioso e un violinista apparentemente sparito nel nulla.
Su quella stessa Isola, una ragazza, soprannominata Neve, molti anni prima, tra le ombre del carcere di Novembre conosce un prigioniero, Andreas, un uomo misterioso che finisce per affascinare la ragazza, la cui vitalità è sopita tra il lavoro, una famiglia affamata ed il padre violento.

I personaggi sono ben sviluppati e caratterizzati in maniera adeguata, i quattro ragazzi sono ovviamente i personaggi sui cui l'autrice si concentra maggiormente, ma abbiamo un ventaglio di altri personaggi secondari che hanno il giusto spazio nel corso della vicenda.
Neve è stata senza dubbio il personaggio che ho preferito, per la sua spontaneità, il coraggio ma anche l'avventatezza. E' forte e sfacciata e testarda, nonostante tutto e tutti siano contro di lei, nonostante i graffi e le botte, fisiche e mentali, continua imperterrita per la sua strada.
Andreas ha anche una storia ben delineata, ho trovato affascinante la sua vicenda e fino alla fine l'autrice ci tiene con il fiato sospeso riguardo certi particolari della vita dell'uomo.

Tutto è ben incastrato, ma solo verso la fine del libro le due vicende, quella del 2004 e del 1952 si uniscono e sbrogliano quei nodi facendo acquistare al lettore la visione completa del quadro narrato dalla D'Urbano.

Isola di neve è una storia ben delineata, interessante e sentimentalmente toccante.
Ho amato follemente l'ambientazione, ben descritta e vivida, Novembre si erge aspra e selvaggia, sprezzate e ventosa, un luogo remoto dove mette radici un amore che sprofonda nelle rocce e cresce forte a dispetto di tutto. 
Ammetto di aver preferito la linea temporale del passato, e di aver trovato invece i due personaggi del "presente" molto meno interessanti rispetto ad Andreas e Neve, ma chiunque sbiadirebbe rispetto alla storia di questi ultimi due.
Lo stile è semplice, lineare, eppure ancora una volta l'autrice riesce a tenere il lettore ancorato alle pagine del suo romanzo, con una penna graffiante e ipnotica, un ritmo inizialmente regolare, che acquista velocità però da metà libro, assicurando colpi di scena da trattenere il fiato.

Nonostante la mole del romanzo, insomma, la vicenda si srotola agli occhi del lettore in maniera automatica, com'è segno distintivo dei romanzi di questa autrice, che riesce a tenere i suoi lettori attaccati alle pagine dei suoi romanzi, affamati di sapere come le cose andranno a finire. Ancora una volta, quindi, la storia si presenta emozionalmente perfetta, drammatica e sentimentale quanto basta, una storia che tocca le corde del cuore e che riesce a commuovere ancora una volta, in maniera semplice ma mai banale.

Valutazione:
♥♥♥♥♥

Di ritorni, cose e chiacchiere varie

10.6.20

E' passato quasi un mese e mezzo dall'ultimo post qui sul blog, penso di non essere mai stata lontana così a lungo nel corso di questi sette anni, e comunque i periodi di "latitanza" da questi schermi sono sempre coincisi al massimo con il periodo estivo.
Il mio distaccamento dal Baule, è avvenuto alla fine di aprile, non è stata una cosa voluta a tutti gli effetti, semplicemente una mattina mi sono svegliata, ho aperto Instagram, ho visto una cosa che mi ha dato molto fastidio (alias ferita) e mi sono detta "Mò Chiara devi un attimo ripigliarti", complice il fatto che durante la quarantena ho passato sprecato davvero troppo troppo tempo al cellulare, ho cancellato le app di Facebook e Instagram e via, mi sono detta, per tutto il mese stai lontana dai social!
L'ho visto anche come una sorta di esperimento per quanto riguarda proprio l'account di Instagram del Baule, perchè negli ultimi mesi ho notato delle cose che non funzionavano nei dati statistici, e volevo un po' vedere se nel frattempo qualcosa sarebbe cambiato, e in generale se sarei riuscita in questa mia impresa, considerando il tempo che di norma passo sui social e al cellulare in generale.

Mi spiace essere sparita, perchè tra marzo ed aprile, complice appunto la noia da quarantena, ho scattato davvero un sacco di foto, e mi sono portata avanti con qualche idea per nuovi post (tutte cose che vedrete prossimamente), e per fortuna aggiungerei, perchè in realtà maggio è stato un mese totalmente vuoto.

Mi piacerebbe dire di aver impiegato il mio tempo in maniera più fruttuosa, mi piacerebbe dire di aver letto libri meravigliosi e aver fatto un sacco di cose belle, ma in realtà come gli ultimi tre maggio delle mia vita, anche questo è stato un mese piuttosto negativo (mi sa che il prossimo anno mi iberno e passo diretta a giugno).
Dall'inizio dell'anno ad oggi, si è concretizzata una situazione fatta di visite ed ospedali, e il tutto è culminato qualche settimana fa, quando un membro della mia famiglia ha dovuto subire un operazione a detta dei medici, di routine, ma a mio parere piuttosto delicata (e anche spaventosa aggiungerei). Quindi diciamo che in linea generale le ultime settimane sono state colme per la maggior parte di ansia, questa cara amica che negli ultimi mesi è stata a bada tranquilla, ma che ha deciso di farsi rivedere perchè a quanto pare non sa stare lontana da me troppo a lungo (e la capisco pure eh, voglio dire è difficile starmi lontano, ma io senza di lei stavo benissimo però). E di conseguenza, insonnia che manco i video ASMR (una scoperta che mi ha cambiato la vita!) sono riusciti ad allentare pienamente, e quindi dosi di caffeina superiori alla mia media perchè in qualche modo sveglia durante il giorno ci dovevo  pur rimanere, pseudo tachicardia da caffeina e quant'altro, insomma delle giornate davvero piene eh! Ma soprattutto, direi paura, tanta, una paura che avevo già vissuto, per una situazione molto simile (e che speravo di non dover più rivivere), una decina di anni fa, allora ero molto più piccola, ma devo dire che anche questa volta ero spaventata in egual modo. Per certi versi mi sono sentita molto sola in questa mia paura, nonostante non lo fossi, anzi, ma è una sensazione che a tratti mi perseguita già da un po', e purtroppo temo anche di conoscerne il motivo (ovviamente la quarantena non ha aiutato ad alleviare il tutto).

In ogni caso, tutto si è fortunatamente risolto per il meglio, ma tutto questo ha fatto sì che la mia mente non riuscisse a concentrarsi su nulla di concreto, infatti per tutto il mese di maggio  non ho aperto un libro, scritto una parola, nè preso in mano la macchina fotografica, perchè proprio no.

Devo dire che sebbene stare lontana dal Baule un po' mi sia pesato (qualche sbirciatina su Instagram per rimanere un minimo aggiornata sulle uscite, ammetto di averla data), al contrario ho scoperto che Facebook non mi è mancato per niente, anzi non ci sono più entrata e non ne sento particolarmente il bisogno al momento... sarà anche che mi sono dimenticata sia password che mail con cui ero iscritta :')

Ora però, voglio recuperare tutto quello che ho perso o rimandato nell'ultimo periodo, voglio concentrarmi maggiormente su ciò che desidero leggere (emh, potrei aver appena fatto due ordini su Amazon), voglio iniziare a risparmiare per una nuova macchina fotografica (ecco, forse i due ordini su Amazon potevo evitarli allora) perchè voglio approfittare dei momenti di ispirazione e creatività che ogni tanto mi prendono e creare qualcosa che riesca a stupire prima di tutto me. Tempo permettendo, vorrei anche ricominciare a scrivere (cose che non siano recensioni, si intende) e ovviamente continuare a sbarrare le voci dalla mia infinita lista di serie tv e anime da vedere (ecco, l'unica cosa che non ho abbandonato a maggio sono state proprio le serie tv, sempre siano lodate).

In tutto questo, dopo un mese di latitanza, ho scoperto che dopo 7 anni, Blogger si è completamente rivoluzionato, ci ho messo un attimo ad abituarmici, ma devo dire che tutte queste nuove impostazioni non sono male, anzi, spero aiutino anche nella formattazione dei testi, insomma, mica male come rivoluzione!

Nelle prossime settimane, per concludere, vedrete quindi qualche post che ho scritto e sto scrivendo in questi giorni, un paio di recensioni in arretrato e alcuni articoli un po' diversi dal solito, che spero possano essere di vostro interesse. In ogni caso, spero che voi stiate bene e stiate facendo delle letture  soddisfacenti, se vi va di raccontarmele nei commenti, vi leggo più che volentieri :)

Random

5 Clichè letterari insopportabili

27.4.20

Buongiorno lettori, nel post odierno vi parlo di cinque clichè letterari che mi hanno proprio stancato. In questo post ve ne avevo già illustrato qualcuno, tipico dei romanzi young adult, qui vado un po' più sul generale.
In realtà me ne sono venuti in mente altri, e visto che mi diverte scrivere questo genere di post, ne parlerò ancora prossimamente.

Bello= popolare/ Brutto= sfigato
Non c'è una via di mezzo, o sei bello, popolare, invidiato e perfetto, o sei bruttino e di conseguenza solo, rilegato in un angolo e considerato uno sfigato, quello che in mensa mangia da solo, in sostanza, o al tavolo degli altri invisibili come lui.
Non esistono vie di mezzo, non esistono persone "medie", con caratteri normali e vite normali, o tutto o niente.
O tutti ti desiderano (e solitamente sei anche la reginetta della scuola, la cheerleader o il campione di tutti gli sport scolastici) e sei il primo ad essere invitato ad ogni festa, o hai un amico a dir tanto, non ti invita nessuno e tutti si stupiscono quando ti vedono al banco di fianco a loro, nonostante siate nella stessa classe da almeno due anni.
Voglio dire, qualcosa a metà, no?

La protagonista che non si è mai guardata allo specchio
Si, proprio lei, la ragazza che si è sempre considerata bruttina, invisibile e indesiderata, fino a che arriva il personaggio maschile  di turno che le fa notare che in realtà è una bomba, che sotto sotto a scuola tutti le vanno dietro e via dicendo.
Eh già, c'era bisogno che glielo dicesse un ragazzo! A quanto pare a casa sua non esistono specchi, a quanto pare glielo doveva dire qualcuno, che in realtà i suoi capelli non sono così male, che se si mette quel vestito il suo fisico da urlo viene messo in risalto e che asta un filo di matita per... sì, insomma, la trasformazione da sfigato a popolare di cui sopra, è un attimo.

L'eroe incapace
Se ci pensate  spesso sempre, l'eroe, il prescelto, quello destinato a combattere contro le forze più oscure o crudeli, è un vero incapace. Penso a Katniss, per esempio, che ha già  grandi abilità nel tiro con l'arco, perchè costretta da sempre a sfamare la famiglia, durante i giochi impara tante cose, sì, ma quella abilità è sempre stata sua, eppure è un eccezione.
Nella maggior parte delle storie fantasy/distopiche infatti non è così. Anche Harry, per esempio, il prescelto, è scaltro, ma non è certo il più brillante del suo corso, durante i sette libri gli va molto di fortuna (grazie anche all'aiuto dei suoi amici). O anche  Frodo che si piglia il peso dell'anello, ma durante il lungo viaggio non è certo il più competente o brillante nei combattimenti, quante volte viene salvato dagli altri, e quanto spesso Sam è di gran lunga un passo avanti di lui? Oppure Percy Jackson, non ho ancora letto i libri, ma se non ricordo male è un ragazzo come tanti senza nessun talento speciale, quando scopre la sua vera natura. Stessa cosa per il protagonista di Eragon, è un ragazzo di umilissime origini e quando inizia il suo viaggio ha ben poche capacità già acquisite, e la sua strada è tutta in salita.

Amore/odio
Tipico nei new adult principalmente, ma anche in qualche young adult, i due personaggi  principali si odiano, si tirano le peggio parole, si prendono forsennatamente in giro, eppure... eppure sotto sotto nutrono un amore folle l'uno per l'altra ma evidentemente hanno conservato il cervello delle elementari, quando la tattica migliore per nascondere  i sentimenti verso quel compagno di classe che ci piaceva era proprio ignorarlo o prenderlo un po' in giro per farci notare. 
Eh, questo si che è amore vero.
Soprattutto se si parla dei new adult, basta ignorare la tipa in questione, trattarla malissimo, farsi tutte le altre in circolazione poi ignorarla di nuovo e trattarla come uno straccio per farla cadere ai nostri piedi, very good, ottima mossa!

Genitori assenti... o fin troppo presenti
Ci sono due categorie di genitori:  abbiamo gli  assenti, che lasciano che i figli vivano praticamente in autonomia, si sfamino da soli, combinino di tutto e di più, vadano e vengano come gli pare, frequentino ogni tipo di festa, rientrino dalla finestra tutte le sere senza manco accorgersene, insomma libertà totale, se va bene vengono nominati giusto due/tre volte, tanto per ricordarci che no, il protagonista non è orfano.
Oppure abbiamo i molestatori (allarme new adult), spesso usano violenza sui figli, sono severissimi, pretendono da loro l'impossibile, sono rigidi su tutto, non li fanno uscire se non per motivi scolastici, controllano le compagnie che frequentano... spesso e volentieri abbiamo un genitore solo, perchè l'altro se n'è andato, si è costruito un'altra famiglia abbandonando la precedente, è sparito nel nulla, chiama solo per Natale e manda una cartolina al compleanno da qualche cittadina tropicale in cui vive con la nuova famiglia e la nuova moglie giovane e bella. Di conseguenza, il genitore solo è diventato intrattabile dopo l'abbandono, fatica ad arrivare a fine mese, magari beve pure un po', e sfoga tutta la sua frustrazione appunto sull'unica persona che gli rimane: il figlio/ la figlia.
Insomma, anche qui vie di mezzo quasi mai!

E a voi invece?
Quali sono i clichè letterari che non sopportate?

Speciale

5 nuovi libri che voglio leggere prossimamente

23.4.20

In questi giorni di quarantena, nonostante le mie letture vadano molto, molto a rilento, quello che va alla velocità della luce è invece l'allungamento della mia wishlist, che non si ferma mai!
Ecco cinque titoli recenti che vorrei leggere al più presto:
Trama: ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

Trama: Wang Di ha soltanto sedici anni quando viene portata via con la forza dal suo villaggio e dalla sua famiglia. È poco più che una bambina. Siamo nel 1942 e le truppe giapponesi hanno invaso Singapore: l’unica soluzione per tenere al sicuro le giovani donne è farle sposare il più presto possibile o farle travestire da uomini. Ma non sempre basta. Wang Di viene strappata all’abbraccio del padre e condotta insieme ad altre coetanee in una comfort house, dove viene ridotta a schiava sessuale dei militari giapponesi. Ha inizio così la sua lenta e radicale scomparsa: la disumanizzazione provocata dalle crudeltà subite da parte dei soldati, l’identificazione con il suo nuovo nome giapponese, il senso di vergogna che non l’abbandonerà mai. Quanto è alto il costo della sopravvivenza?
Sessant’anni più tardi, nella Singapore di oggi, la vita dell’ormai anziana Wang Di s’incrocia con quella di Kevin, un timido tredicenne determinato a scoprire la verità sulla sua famiglia dopo la sconvolgente confessione della nonna sul letto di morte. È lui l’unico testimone di quell’estremo, disperato grido d’aiuto, e forse Wang Di lo può aiutare a far luce sulle sue origini. L’incontro fra la donna e il ragazzino è l’incontro fra due solitudini, due segreti inconfessabili, due lunghissimi silenzi che insieme riescono finalmente a trovare una voce.
Con una scrittura poetica e potente, in questo romanzo d’esordio Jing-Jing Lee attinge alla sua storia familiare raccontando la memoria dolorosa e a lungo taciuta di una generazione di donne delle quali è stata per decenni negata l’esistenza: una pagina di storia che troppo a lungo è stata confinata all’oblio.

Trama: Sul fianco scosceso di Kujira-yama, la Montagna della Balena, si spalanca un immenso giardino chiamato Bell Gardia. In mezzo è installata una cabina, al cui interno riposa un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. Da tutto il Giappone vi convogliano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno, che alzano la cornetta per parlare con chi è nell'aldilà. Quando su quella zona si abbatte un uragano di immane violenza, da lontano accorre una donna, pronta a proteggere il giardino a costo della sua vita. Si chiama Yui, ha trent'anni e una data separa quella che era da quella che è: 11 marzo 2011. Quel giorno lo tsunami spazzò via il paese in cui abitava, inghiottì la madre e la figlia, le sottrasse la gioia di essere al mondo. Venuta per caso a conoscenza di quel luogo surreale, Yui va a visitarlo e a Bell Gardia incontra Takeshi, un medico che vive a Tokyo e ha una bimba di quattro anni, muta dal giorno in cui è morta la madre. Per rimarginare la vita serve coraggio, fortuna e un luogo comune in cui dipanare il racconto prudente di sé. E ora che quel luogo prezioso rischia di esserle portato via dall'uragano, Yui decide di affrontare il vento, quello che scuote la terra così come quello che solleva le voci di chi non c'è più. E poi? E poi Yui lo avrebbe presto scoperto. Che è un vero miracolo l'amore. Anche il secondo, anche quello che arriva per sbaglio. Perché quando nessuno si attende il miracolo, il miracolo avviene. Laura Imai Messina ci conduce in un luogo realmente esistente nel nord-est del Giappone, toccando con delicatezza la tragedia dello tsunami del 2011, e consegnandoci un mondo fragile ma denso di speranza, una storia di resilienza la cui più grande magia risiede nella realtà.

Trama: Alfie Monk sembra un normalissimo adolescente. Solo che ha mille anni e ricorda perfettamente l’ultima invasione dei vichinghi in Inghilterra. Quando un incendio distrugge tutto ciò che ama e conosce, Alfie è costretto a chiedere aiuto a due suoi coetanei. O meglio, a due VERI undicenni. Grazie a loro il ragazzo millenario scoprirà un modo di vivere diverso, un modo di vivere che non dura PER SEMPRE.
Trama: Anno 2380: ai cadetti dell'ultimo anno dell'Accademia Aurora sta per essere affidata la prima vera missione. Tyler Jones sa che, proprio perché è il migliore del suo anno, potrà reclutare la squadra dei suoi sogni. Peccato che, a causa del suo comportamento sconsiderato, come punizione gli vengano assegnati d'ufficio i cadetti scartati da tutti gli altri capisquadra, quelli con cui nessuno vorrebbe mai lavorare. Proprio lui, l'allievo più talentuoso dell'Accademia sarà al comando di una vera e propria banda di disperati: • una diplomatica, cintura nera di sarcasmo • una scienziata sociopatica con la tendenza a sparare ai suoi compagni • uno smanettone geniale e dall'ironia pungente • un guerriero alieno con seri problemi di gestione della rabbia • una pilota abilissima con un leggerissimo debole per Tyler.
Ma non è nemmeno questo il suo problema principale. Infatti, solo dopo aver risvegliato da un sonno lungo duecento anni la misteriosa Aurora Jie-Lin O'Malley, Ty scopre che proprio lei potrebbe innescare una guerra rimasta a lungo sopita e che, ironicamente, proprio la sua squadra di disperati potrebbe essere l'ultima speranza di salvezza per l'intera galassia.
Comunque: NIENTE PANICO!

Speciale

Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore - 10 citazioni sulla letteratura

23.4.20

Buongiorno lettori, in occasione della Giornata Mondiale del libro e del diritto d'autore, vi lascio dieci citazioni che amo molto, e che parlano appunto della letteratura e dell'impatto e dell'importanza che ha sulla vita di una persona.
Buona giornata di noi lettori, insomma!

Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.
F. Kafka

Una città senza libreria è un luogo senza cuore.
G. Zevin

Credo di essere anatomicamente fatta di carne, ossa e pagine di libro
V. Andreoli

I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro
C. R. Zafòn

Per viaggiare lontano non c'è miglior nave di un libro
E. Dickinson

I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare.
U. Eco

Leggiamo per sapere che non siamo soli
C. S. Lewis

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso."
D. Pennac

Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.
I. Calvino

Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.
J. Brodskij

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
J. D. Salinger

Dark Web

Intervista a Sara Magnoli, autrice di "Dark Web"

19.4.20

Buongiorno lettori, questo post è un po' particolare e speciale, perchè l'ho voluto dedicare ad un'autrice di cui ho assistito un paio di mesi fa la presentazione del suo romanzo "Dark Web". Un libro che va letto, attualissimo, in queste giornate più che mai e che tenevo a far conoscere.
Vi lascio la scheda del libro, e sotto la mia chiacchierata con Sara Magnoli.

Titolo: Dark Web
Autore: Sara Magnoli
Editore: Pelledoca
Anno: 2020
Pagine: 220
Prezzo: 16.00

Trama:
Vesna è un nome falso. Il nome scelto da Eva, 14 anni, per diventare una influencer da milioni di like. Doom Lad è il nickname di lui: significa "ragazzo del destino". Ma lui non è ciò che dice di essere e il web è una ragnatela in cui cadono le ragazzine. Le loro immagini rubate viaggiano nel buio della rete. Giovanniboccaccio è il nome d'arte di un ispettore infiltrato nel dark web che cerca di salvare minorenni intrappolate nella ragnatela. Eva non sospetta nulla di quello che c'è dietro i messaggi, le chat e le immagini che scambia con Doom Lad. Prima le foto, poi i video e infine un appuntamento in hotel. E lì si ritrova sola quasi sul baratro. Eva parla con un unico amico, compagno di scuola perseguitato dai bulli. Lui le vuole bene e vorrebbe proteggerla, ma è confuso e forse anche un po' ingenuo. Intanto l'ispettore serra sempre di più le maglie intorno al giro losco della rete. Età di lettura: da 13 anni.

- Buongiorno Sara e benvenuta sul Baule!
Iniziamo dalle presentazioni, ci può riassumere la trama del suo romanzo, Dark Web? 
"Al centro della storia narrata in Dark Web (Pelledoca Editore) c’è Eva, quattordici anni, che con il nickname scelto per il suo avatar, Vesna, è molto presente sui social, da Instagram a Facebook, perché vuole diventare una influencer di moda, pensando che basti postare qualche foto, senza avere alle spalle uno studio, una preparazione, un supporto di esperti. Ma soprattutto senza porsi il problema di un uso responsabile e consapevole del web. Il suo sogno sembra avverarsi attraverso l’incontro con un misterioso personaggio, il cui nickname è Doom Lad, che le dice di essere un designer di moda poco più che ventenne e dapprima la lusinga, ne carpisce la fiducia, poi la minaccia e la ricatta chiedendole foto sempre più spinte e scattate in situazioni pericolose.Eva è intrappolata nella ragnatela di questo individuo, che la notte condivide le foto della ragazzina nella parte più oscura del web, con altri che come lui sono coinvolti in giri di sexting e pedopornografia. Né loro né Eva sanno però che c’è una rete buona, anche grazie all’uso ragionato del web, che indaga e che può salvare le vittime di tutto questo: è intessuta dalla polizia postale, un cui ispettore, Rocco d’Antonio, si è infiltrato nel dark web per sconfiggere i ragni perversi.
Si tratta di un giallo, dunque c’è un’indagine che lo stesso lettore può svolgere con i protagonisti."

- Com'è nata l'idea di Dark Web e in che modo si è documentata per la stesura del romanzo? 
"Sono giornalista e mi sono a lungo occupata di cronaca nera e giudiziaria: i reati e i crimini che si muovono nella sfera sociale della collettività mi hanno sempre interessata perché voglio capire che cosa porta a tante cattiverie e atrocità che fanno soffrire le persone. I cosiddetti crimini relazionali e i rischi per le persone soprattutto legati al web quando non è usato bene sono un argomento che mi interessa molto da tempo e sul quale mi documentavo da parecchio: l’invasione della sfera privata degli altri con scopi non sempre leciti è un fenomeno che esiste da sempre, purtroppo. Un esempio: quello che oggi chiamiamo stalking ricorda in qualche modo, pur con le differenze legate alle epoche diverse, l’atteggiamento di don Rodrigo nei confronti di Lucia.Per scrivere “Dark Web” mi sono dunque documentata con ricerche giornalistiche, ma anche avvalendomi della consulenza di esperti del settore informatico, responsabili di indagini e anche esperti di relazioni adolescenziali, come le informatiche forensi Maria Pia Izzo ed Eva Balzarotti, il vicequestore della polizia postale Rocco Nardulli, il sostituto procuratore del tribunale dei minori Annamaria Fiorillo e il libro è stato anche visionato, una volta concluso, dalla psicologa dell’infanzia e dell’adolescenza Raffaella Pasquale. E poi ho osservato e ascoltato molto i ragazzi, ciò di cui parlano, che cosa loro interessa, che cosa pensano."

- Visti i recenti fatti relativi i gruppi telegram di pedopornografia e revenge porn, il tema del suo romanzo è più attuale che mai. Quale consiglio darebbe a chi è o si è trovato a vivere la stessa situazione di Eva, coinvolto in episodi di cyberbullismo o adescamento minorile?
"Convincersi che essere vittime di fatti del genere non è una colpa, ma che altri sono colpevoli nei nostri confronti  dunque non vergognarsi di parlare di quanto ci sta capitando con un adulto di cui si fidano, i genitori, un insegnante, i nonni… E poi, nel caso di reati, denunciare alla polizia postale. Soprattutto però fare attenzione, non fidarsi di chi non conosciamo, ricordarsi sempre che nella rete ci si può nascondere, si può far credere di essere altri o altro da ciò che si è. Gli adescatori di minori hanno tecniche subdole: sono adulatori, carpiscono la fiducia riuscendo anche a farsi raccontare emozioni e intimità dei ragazzi per capire quali sono i loro interessi, le loro abitudini. E passando poi alle minacce, ai ricatti. "

- Se dovesse decrivere il suo romanzo in tre aggettivi, quali sarebbero? 
"Realistico, avvincente, incalzante."

- Parlando invece di scrittura in generale, qual è il suo processo nella lavorazione dei suoi romanzi? Ci sono luoghi particolari, o momenti specifici della giornata che la aiutano nel lavoro?
"Io sono una disordinata patologica e anche nell’approcciarmi alla stesura di un romanzo non ho un ordine. O meglio, ho certo un’idea in testa che prende forma e si sviluppa più o meno velocemente a cui segue sempre una parte di documentazione, che ritengo sempre fondamentale, tanto più quando si scrivono gialli, che è il genere a cui mi dedico quasi esclusivamente e che prediligo. Documentarmi è la fase che mi richiede più tempo, perché man mano che trovo e analizzo aumentano le idee, ma anche i dubbi sullo svolgimento delle storie. Poi mi metto a scrivere e non riesco a dedicarmi solo a quello, avendo comunque un lavoro e una famiglia. Scrivo ogni volta che mi vengono a trovare le parole giuste per farlo, non riesco a dirmi: okay, adesso hai cinque ore e scrivi. No, non sono io che scelgo quando scrivere una storia, ma sono le parole e la storia che scelgono quando essere scritte. Ma ho una discreta velocità di scrittura, se è il momento giusto riesco a concludere la stesura di un romanzo anche in pochi giorni. Non ci sono momenti o luoghi particolari, di solito scrivo al tavolo della cucina, ma ricordo con tanto piacere la scrittura di un libro sul mare, tra le isole Tremiti e Marina di Camerota, la sera a conclusione delle giornate di laboratori con le scuole all’interno del progetto di turismo scolastico con l’associazione culturale Bimed di Salerno, che tra le sue attività ha una staffetta di scrittura della legalità, per cui classi di scuole di tutta Italia, partendo dall’incipit di un autore, scrivono ciascuna un capitolo di un racconto che va a formare un libro."

- Quali autori l'hanno formata come lettrice e come scrittrice? 
"Non so se ci sono autori che mi hanno formata in questo senso, posso dire che ci sono molti autori che amo particolarmente e sono soprattutto italiani, ma sono davvero moltissimi. Tanti “giallisti”, da Loriano Macchiavelli a Maurizio de Giovanni, da Piergiorgio Pulixi a Margherita Oggero, da Bruno Morchioa Sandrone Dazieri  a nomi forse meno conosciuti, ma strepitosi, come Luca Occhi. Ma anche tanti che non scrivono gialli: adoro Piero Chiara e Niccolò Ammaniti, negli ultimi anni ho letto libri bellissimi di Fabio Genovesi, Fabio Bartolomei, Francesco Muzzopappa. E tra gli stranieri Friedrich Glauser, Franz Kafka, Friedrich Dürrenmatt. Credo che Sepúlveda, che questo virus ci ha portato via fisicamente, abbia scritto pagine di pura poesia che sono nel mio cuore. Ma ripeto, sono solo alcuni degli autori che leggo e apprezzo. "

-Ultima domanda, nonchè la più difficile da fare ad un lettore: libro preferito?
"I promessi sposi. Lì c’è ogni genere di romanzo. E c’è una storia con tematiche che sono attualissime."

Grazie Sara per essere stata ospite del Baule e buon lavoro!

Follow Us @soratemplates