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19/07/18

Recensioni: Stronger - Io sono il più forte | Chiudi gli occhi (film)

Buongiorno lettori!
Torno oggi eccezionalmente non con una, ma con ben due recensioni! E per di più recensioni di film che -strano ma vero- sono riuscita a vedere al cinema nei giorni scorsi, ovvero "Stronger - Io sono il più forte" e "Chiudi gli occhi", da poco usciti nelle sale cinematografiche.
Titolo: Stronger - Io sono il più forte
Paese: Usa
Anno: 2017
Genere: Drammatico
Cast: Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Clancy Brown

Recensione:
Come protagonista di questa pellicola, troviamo il famosissimo Jake Gyllenhaal, benchè non sia ancora tra i miei attori preferiti, tutti i film che l'ho visto interpretare, mi sono fino ad ora piaciuti parecchio, tanto che, temo, a breve mi metterò seriamente a scoprire tutta la sua filmografia.
Stronger, di cui vi parlo oggi, è tratto da una storia vera, toccante, che parla di odio, ma anche di rinascita, attualissima (l'evento è accaduto realmente nel 2013) e già di per sè buona.
Racconta, infatti, la storia di Jeff Bauman, sopravvissuto all'attentato alla maratona di Boston del 2013, costatagli però, la perdita delle gambe.
Ma c'è di più, perchè Jeff, decide di collaborare con la polizia, nella ricerca dell'attentatore, questo, più la sua forza e i suoi duri progressi verso la riabilitazione fisica, lo portano a diventare appunto "Stronger", un simbolo per i cittadini di Boston.

Ho trovato Gyllenhaal davvero ottimo in questo film, tanto quanto gli "effetti speciali" e i dettagli un pochino più cruenti, che rendono credibilissima la situazione fisica del protagonista.
Sono rimasta toccata, e anche un po' commossa da questa storia, dal modo leggero e spensierato con cui ci presentano Bauman all'inizio del film, e i suoi alti e bassi poi, post-attentato.
L'unica pecca del film, a mio parere, è stato l'aver dato poco spazio allo stato emotivo del protagonista. Al centro della storia, mettono in risalto soprattutto la storia d'amore -e ci sta anche, visto che Bauman è tra gli spettatori della maratona proprio per una ragazza- ma a mio parere sarebbe stato più interessante scavare maggiormente in profondità nel protagonista.  Bauman si trova circondato da una famiglia numerosa, che non riesce a dargli il giusto sostegno, o meglio, ci prova, ma non sempre ce la fa, e questo lo porta a "contenersi", se non in qualche raro momento di solitudine, in cui si lascia andare completamente. Dare maggiore risalto allo stato emotivo da Bauman, ai suoi sacrifici, alla rabbia e alla disperazione che c'è, ma rimane un po' nascosta, avrebbe senza dubbio reso i suoi progressi fisici e la lotta per accettare la sua nuova realtà, ancora più significativi.

Nel complesso, però, il film riesce benissimo nel suo intento, quello di mostrare un eroe-non eroe, un simbolo per la citta (suo malgrado), che ha perso tanto, ma riesce ad infondere anche speranza nei suoi concittadini, dimostrando l'importanza dell'altruismo e della lotta contro l'odio.
Valutazione: 
♥♥♥♥

Titolo: Chiudi gli occhi
Paese: Usa
Anno: 2018
Genere: Drammatico
Cast: Blake Lively, Jason Clarke, Danny Huston

Recensione:
Blake Lively, che ha ufficialmente smesso i panni di Serena di Gossip Girl già da un po', è una di quelle rare attrici che è riuscita subito, e bene, a far dimenticare di essere stata la protagonista di un telefilm (cosa che molti attori si portano dietro per la vita).
La Lively, infatti, oltre che essere meravigliosamente bella (quando sul red carpet c'è anche lei, non la batte nessuno, diciamocelo), dimostra in ogni suo film di avere la stoffa recitativa adatta ad ogni tipo di ruolo.
Qui, la vediamo alle prese con un personaggio affetto da cecità, in seguito ad un incidente in cui era stata coinvolta da bambina. Sposata e costretta a "dipendere" per molte cose da suo marito, inizia a ritrovare la speranza in seguito ad un operazione che potrebbe migliorare la sua vista (e la sua vita).
La sinossi del film era anche interssante, e con la Lively protagonista, mi aspettavo di vedere un bel film, peccato però, che non mi abbia convinta per niente. Non tanto lei, che con il poco che ha, riesce a fare un egregio lavoro, ma proprio la costruzione del suo personaggio.
Di Gina, infatti, sappiamo poco nulla, non sembra avere interessi, non scopriamo come passa le sue giornate, o come si guadagna/si è guadagnata da vivere fino a quel momento. Stessa cosa per quanto riguarda il marito, non veniamo a sapere come i due si sono conosciuti, o quando, vediamo solo un rapporto di amore-dipendenza, all'apparenza forte e consolidato, ma in realtà fragile e un po' malato.

Senza contare il fatto che il film vuole essere due cose insieme, o almeno così ci viene presentato dal trailer: una sorta di thriller/drammatico, ma non riesce a trovare la sua identità in nessuna delle due cose. La parte "misteriosa", lascia con la bocca asciutta, in un finale deludente e affrettato, mentre anche sulla parte drammatica, si poteva fare molto di più, sfruttando appunto la bravura dell'attrice. Si avverte poco lo stato emotivo di Gina, o le difficoltà nella vita di tutti i giorni, che deve affrontare a causa della sua cecità.
Buona invece la scelta delle inquadrature, delle scene in luce-ombra con un gioco di riflessi e colori che ci mostrano come Gina vede attraverso la sua cecità.  
Le premesse per una storia interessante e piacevole, c'erano, ma a mio parere sono naufragate con la bidimensionalità dei protagonisti, che rimangono solo abbozzati. 

Valutazione: 
♥♥/e mezzo

2 commenti:

  1. Contentissima che ti sia piaciuta l'interpretazione del mio amato Jake <3

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