Hunger Games


Titolo: Hunger Games
Autrice: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Anno: 2008
Prezzo:14,90
Pagine: 369




TRAMA:
Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.



RECENSIONE:
 Amo leggere, ma non mi capita spesso di trovare un libro a cui riesca ad appassionarmi così tanto, un libro capace di farmi provare un fremito allo stomaco per tutta la durata della storia. Hunger Games è stato uno di questi libri. Nonostante di solito, le “farfalle” mi capita di sentirle per lo più con storie romantiche, quasi totalmente incentrate sull'amore, non sui romanzi che parlano di “giochi della fame”, di questo romanzo mi sono totalmente innamorata.
Primo capitolo di una trilogia scritta dall'autrice Suzanne Collins, è di genere distopico e grazie ad un successo planetario ne è stato tratto un film uscito nelle sale cinematografiche a marzo 2012 con Jennifer Lawrence nel ruolo di protagonista.
Il secondo film, Hunger Games – Catching Fire è previsto nelle sale italiane per il 22 novembre 2013, in contemporanea con gli Stati Uniti.

Ho letto il libro di Hunger Games solo dopo aver visto il film e sentito tanto parlare. Sapevo già quindi cosa aspettarmi, conoscevo bene o male la storia, ma leggendolo mi è piaciuto molto più di quanto credessi, più di quanto mi ero immaginata.
Ho adorato il modo in cui è scritto, mi sembrava di stare accanto Katniss per tutta la durata della storia, una scrittura familiare, piacevole, davvero scorrevole e funzionale. Quasi amichevole il modo in cui la protagonista racconta la vicenda nei particolari, anche quelli un po' più cruenti derivati dalla sua infanzia o dalla difficile vita nel Distretto 12.
E' una storia studiata nei dettagli, ben architettata, con un mondo governato da Capitol City, una metropoli che sottomette i distretti in uno stato di povertà desolante e che costringe alla visione di uno spettacolo sanguinario e crudele a cui la gente finisce per essere morbosamente interessata. Non è poi tanto lontano da certi nostri reality (tipo L'isola dei famosi, dove certo e per fortuna non accade nulla di grave, ma i pasti degli abitanti dell'isola immagino che non siano sempre portate appetitose!) ho pensato sconcertata. E infatti i reality sinceramente li detesto!
Ero affezionata al personaggio di Peeta già dal film, perchè è interpretato da uno splendido Josh Hutcherson (che io adooooro da parecchi anni!!!), ma non avevo capito davvero nel profondo il legame che lo unisce alla protagonista Katniss.

Ad ogni fine capitolo, comunque, c'è un colpo di scena che obbliga il lettore a continuare a leggere, incollato e ipnotizzato alle pagine, acceso alla curiosità di sapere. Ho trovato difficilissimo dover chiudere il libro e interrompere la lettura, ma contemporaneamente non volevo che finisse presto perciò mi facevo del male da sola forzandomi ad interrompermi! Mi sono completamente e perdutamente persa tra le pagine di questo romanzo, ho trattenuto il fiato, mi sono emozionata, mi ha scaldato il cuore e ho sognato tanto grazie ad esso.

La protagonista, Katniss Everdeen è eccezionale. Coraggiosa in modo assurdo, protettiva verso la sorellina minore per cui mostra un amore sconfinato offrendosi volontaria al posto suo per gli Hunger Games (la parte più emotiva di tutto il romanzo probabilmente).
 Katniss è a modo suo un personaggio atipico, è una ragazza che fatica a mostrare i propri sentimenti e i suoi stati d'animo, caratteristica probabilmente dovuta alla sua infanzia difficile e triste nel Distretto 12, dalle responsabilità che gravano sulle sue spalle da quando il padre è morto ed è toccato a lei provvedere alla famiglia, cercando con qualsiasi mezzo di sopravvivere. E questo è ciò che fa anche nell'arena, sopravvivere. Lottando con le unghie, con astuzia e intelligenza, si rifiuta di mostrarsi debole, reprime la paura e lotta fino all'ultimo. Il rapporto con l'amico di sempre Gale, non appare del tutto chiaro, perchè lei sente di provare qualcosa di più, ma fatica ad ammetterlo e la vicinanza forzata con l'altro tributo del suo distretto, Peeta, non facilita le cose.


E poi appunto c'è Peeta, che dire di lui se non che...lo voglio! Chiedere un ragazzo come lui, possibilmente con le fattezze proprio di Josh Hutcherson, è forse chiedere troppo? A quanto pare si, ma cerco di cogliere il lato positivo, ovvero che qui non siamo tutti obbligati a partecipare agli Hunger Games!
Dolce, protettivo, con le parole giuste al omento giusto sempre pronte sulla punta della lingua, con la ferma convinzione di non volere che i giochi lo cambino, vuole mantenere intatti i propri principi e la propria anima. Una fitta allo stomaco si è fatta sentire particolarmente quando “il ragazzo del pane” e “la ragazza di fuoco” hanno dovuto ammettere che tra loro era tutto uno spettacolo recitato per il pubblico...o almeno così pare!

VALUTAZIONE:



"Lei non ha idea dell'effetto che può avere."


Il poster del film.



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