Un assassino alle porte

7.11.19

Titolo: Un assassino alle porte
Autore: Sabaa Tahir
Editore: Nord
Anno: 2019
Pagine: 443
Prezzo: 19,00

Trama:
Da anni, l'Impero governa col pugno di ferro, proibendo la scrittura e punendo chiunque non si assoggetti alla sua rigida disciplina. Negli ultimi tempi, però, la morsa si è fatta ancora più opprimente. È una strategia orchestrata nell’ombra dal Signore della Notte, un essere antico e potente che si sta servendo dell'Imperatore per trovare i frammenti di un manufatto magico: la Stella, un’arma formidabile in grado di scatenare il caos nel mondo. Elias e Laia sono tra i pochi a conoscere la verità e, per sventare quel piano malvagio, sono costretti a separarsi. Laia dovrà andare a Marinn, per radunare un esercito che combatta l'Impero al fianco della resistenza, mentre Elias avrà il compito di aiutare la Traghettatrice di Anime, custode dei defunti. Da quando il Signore della Notte fomenta guerre e tumulti, infatti, gli spiriti sono inquieti e rischiano di distruggere il confine che separa il regno dei vivi da quello dei morti. E presto Elias si troverà di fronte a una scelta impossibile: accettare il suo destino e non rivedere mai più la donna che ama, o seguire il cuore e lasciare che il resto dell’umanità ne paghi le conseguenze…


Recensione:
Rileggendo le recensioni dei primi due volumi della saga, mi rendo conto che questa serie della Tahir, è una delle poche serie, negli ultimi anni, che siano state in grado di coinvolgermi così tanto da attendere ardentemente l'uscita del nuovo volume e correre in libreria il giorno stesso in cui è arrivato.
Sebbene Un assassino alle porte mi sia piaciuto, ammetto però, di non esserne rimasta attratta com'era successo con i libri precedenti. Ricordo per esempio, all'epoca de Il Dominio del fuoco, che staccarmi dalle sue pagine era davvero difficile, non volevo che terminasse, ma al contempo non riuscivo a staccarmici, avete presente la sensazione?
Mi spiace che l'hype per questa serie sia un po' diminuito, ma probabilmente molto è dovuto dalla tanta attesa nelle uscite tradotte tra un volume e l'altro (spero che con il quarto ci sia meno da aspettare!) ma ripeto, la storia mi è piaciuta e ora vi racconto perchè:

Come per i libri precedenti, anche questa volta Sabaa Tahir prosegue la sua storia usando più voci narranti, cosa che io apprezzo sempre molto, ma di solito solo se sono due, massimo massimo tre, perchè articolare un libro su troppe voci, se esse non sono ben distinte, non penso sia semplice. L'autrice invece ci riesce alla grande, e ai nostri tre protagonisti aggiunge una quarta voce che dà un tocco ancora più profondo e interessante alla storia.
In questo libro succedono parecchie cose, non abbiamo solo Il Signore della notte e la Comandante, ma più fronti contro cui combattere, tante cose da architettare, piani da elaborare, trappole che possono andare male e rischi da correre. Alcune cose nell'organizzazione di questo volume non mi sono state chiarissime, lo ammetto, nel senso che tutti questi scenari differenti -soprattutto considerando che i tre protagonisti passano la maggior parte del tempo divisi- mi hanno confusa un po'.

Se dovessi scegliere quale tra Elias, Laia ed Helene sia il mio personaggio preferito, non credo che saprei farlo (anche se vabbè, il fascino di Elias non si batte!) perchè sono tutti e tre così ben definiti dal punto di vista caratteriale, che viene naturale affezionarsi a tutti loro.

Elias, come abbiamo appreso alla fine del secondo libro, è ormai confinato nel Luogo dell'Attesa, in procinto di diventare a tutti gli effetti il nuovo Traghettatore di Anime, ruolo per niente semplice, soprattutto considerando gli obblighi che sente nei confronti dei suoi amici. Tormentato come sempre, più di sempre, cerca di apprendere quanto può su questo suo nuovo ruolo, sui compiti che gli spettano dopo aver accettato di sacrificarsi, ma i sentimenti che prova per Laia e l'affetto verso la sua famiglia lo riportano continuamente a sfuggire da questi nuovi obblighi per tornare a combattere tra i vivi.

Laia, invece, sconvolta dal sacrificio di Elias, mette anima e corpo -con l'aiuto di Darin- nella ricerca della Stella, prima che sia il Signore della Notte a metterci le mani sopra. Con questa impresa, Laia metterà alla prova ancora una volta i propri limiti, le proprie insicurezze e le proprie capacità, chiedendosi di chi si possa fidare veramente (visti gli errori commessi nel passato) e quali segreti nasconda la sua famiglia. Proprio riguardo la vita di Laia, c'è un grande colpo di scena che personalmente non mi sarei mai e poi mai aspettata!

Ultima ma non ultima, abbiamo Helene, o meglio, l'Averla Sanguinaria che continua il suo giuramento di fedeltà all'odiato Imperatore Marcus, dopo che questo ha sposato sua sorella Livia (che in questo libro avrà un ruolo decisivo e importante). In questo terzo volume la ragazza dimostrerà ancora una volta le sue doti di combattente e di leader a capo del proprio esercito, nel mezzo della guerra vera e propria e della guerra personale contro la Comandante e come Maschera. I dubbi su quanto la fedeltà verso l'Impero sia giusta e quanto le sue scelte possano essere un rischio non solo alla propria vita, ma a quella di chi le sta attorno, metteranno Helene ancora più a dura prova.

I personaggi tormentati, sempre in lotta con loro stessi, sono i miei personaggi preferiti di solito e in questa serie la Tahir mette in scena tre protagonisti che descrivono appieno queste condizioni. Forse un po' meno Laia, ma Elias ed Helene sono senza dubbio inseguiti da demoni che stanno nel profondo delle loro anime e rischiano di soffocarli in continuazione.

Adoro lo stile di Sabaa Tahir, non è troppo prolisso nelle descrizioni, o particolarmente ricercato, ma ciò che si nota è come l'autrice nella sua storia non lasci assolutamente nulla al caso. Dalle ambientazioni, alle sequenze temporali, la storia è costruita egregiamente, pensando davvero a tutto.

Abbiamo in questo libro forse meno sorprese o colpi di scena, ma il ritmo rimane serrato, l'azione non manca, poichè di cose ne succedono parecchie, addentrandoci sempre più nel cuore dei personaggi. Abbiamo infatti, anche nuove informazioni sulla Comandante (una dei cattivi più riusciti che abbia mai letto) e sullo stesso Signore della notte.

Per concludere, quindi, nonostante abbia trovato qualcosa "in meno" rispetto ai due libri precedenti, la Tahir non delude nemmeno questa volta, proseguendo riccamente una storia studiata a tutto tondo, un fantasy ben articolato come ormai se ne trovano pochi in giro, ma mettendo in luce, sotto gli occhi dei suoi lettori, soprattutto l'umanità dei suoi personaggi. Tutti e tre i ragazzi, infatti sono pieni di paure, di insicurezze e tormenti. Non hanno un attimo di pace, se non pochi fugaci momenti (troppo, troppo pochi momenti tra Elias e Laia, eh però!), e nonostante rischino la vita in continuazione e si sacrifichino -chi per il bene del proprio popolo, chi per le persone che ama- non smettono di avere speranza che un giorno tutto il dolore possa finire, e il mondo smetta di dover essere salvato. 
Perchè in fondo che ne è della vita, se la speranza muore?

Valutazione:
♥♥♥♥

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4 commenti

  1. Ammetto che seguendo un po' la tendenza generale il mio interesse per questa serie è un po' scemato con il tempo, sebbene all'epoca dell'uscita del primo volume fosse veramente alto. Tutti i commenti positivi che sto leggendo ultimamente però stanno riaccendendo la curiosità, quindi non escluderei proprio la possibilità di recuperarla in futuro!

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    1. No, leggerla vale sicuramente la pena, sebbene il secondo e il terzo siano un pochino meno entusiasmanti rispetto al primo, sono entrambi davvero ben scritti! :)

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  2. Mi ispira tantissimo! Non lo conoscevo.

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  3. sono - più o meno - d'accordo con te. Da un certo punto di vista non all'altezza dei primi due, però non sono rimasta delusa (come delle volte mi è capitato con altri libri). E' un volume necessario, ricco (forse fin troppo) e altrettanto bello, però un pelino inferiore al secondo.

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